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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Archive for May, 2008

Un clandestino particolare…

E poi dicono che a Ventimiglia non succede mai niente!

 Ieri un serpente corallo di 30 cm di lunghezza se ne andava a passeggio per strada in prossimità della mia scuola. E’ stato catturato ed inviato in un centro di recupero a Marina di Massa. Sono in corso accertamenti per constatare se appartenga alla specie velenosa in grado di uccidere in pochi minuti oppure a quella innocua. E’un predatore diffuso nelle regioni  sudorientali degli Stati Uniti e nordorientali del Messico. (da Cronaca- Riviera 24.it)

Ma non è la prima volta che a Ventimiglia sbarcano esemplari di fauna atipica .Qualche anno fa sulla spiaggia fu ritrovato addirittura un procione!

 

Questo fatto curioso mi ha fatto ricordare che durante un’afosa notte di agosto il sonno ristoratore di alcuni miei parenti fu turbato dalle urla disumane di una zia che, mentre guardava la televisione, scorse un serpente che strisciava in casa. Ne seguì un parapiglia per catturare il malcapitato rettile. Era uscito dalla terra di  una pianta tropicale che  oltre alle radici ospitava anche l’uovo del rettile.

 

 

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Sciroccata (io?)

 

Da qualche giorno soffia  uno scirocco pazzo. Un’ aria calda e secca che fiacca e provoca fastidiose sudorazioni. Non ci sarebbero problemi se perlomeno  splendesse il sole e si potesse andare al mare. Invece no . Il cielo è coperto da minacciose nubi giallognole che ad un certo punto vomitano sabbia, o meglio, una pioggia sabbiosa, di quelle che ti obbligano a lavare per almeno 4 volte di seguito la terrazza prima che si riescano ad intravedere le piastrelle di ceramica, a ripulire tutti i fili del bucato se non vuoi ottenere  artistiche strie gialle sulle maglie stese.

Se mi  diverto a svolgere la maggior parte delle mansioni che hanno a che fare con l’acqua ( la preferita è innaffiare le piante e la preferita inappagata sarebbe quella di innaffiare con secchiate d’acqua coloro che schiamazzano alle 3 di notte), invece lavare l’auto è una mansione che delego volentieri al consorte. Come la manutenzione dell’auto. Anche perché a stento so aprire il cofano… figurarsi se dovessi cambiare una ruota. Dopo una sua assenza prolungata, ho deciso che forse avrei potuto fare lo sforzo di provvedere da sola  alla mia auto. Almeno al suo lavaggio. Così ieri ho deciso di portarla  in quella specie di lavastoviglie automatica per auto per una  shampeggiante e rinfrescante  ripulita. Ma c’era una bella coda sia  alle 7.30 di mattina che alle 13. Stamattina mi sono svegliata con l’idea che dovevo riuscire a lavare la mia auto che trasudava  scie di sabbia da tutte le parti, eccetto sul parabrezza che avevo a  lungo inondato svuotando il lavacristallo. Ho pure smontato e rimontato con nonchalance l’antenna della radio, mentre un tizio guardava incuriosito le mie manovre tecniche. E ce l’ho fatta.  Ma stasera quando ho ripreso l’auto, l’ho trovata nuovamente sporca di sabbia e pure tatuata da un piccione…Domani la rilavo,sempre che non piova.

Ma devo smontare per forza l’antenna radio?

 

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Miss, mia cara miss…

 

A manca e a destra, le onorevoli e la ministra hanno attirato l’attenzione della stampa e della televisione.

Quote rosa son state assegnate, si sa, non come in Spagna  (perché chi lo sa!) dove il premier Zapatero, a sentir il Cavaliere, avrà qualche difficoltà  con troppe donne da addomesticàr. Opiniòn mia che delle quote rosa poco ho lo sbandieràr condiviso, perché ritengo che qualsiasi eletto, al di sopra di ogni sospetto, avrebbe potuto peroràr dei sessi l’equipollenza, purchè conscio della differenza tra il maschìl privato ruolo e quello di pubblico rappresentante .

Del nostro bel Paese tante qualità vengon  apprezzate e sono assai rinomate, più che le virtù, delle donne italiane le beltà.

Così al Ministero delle Pari Opportunità,  una laureata  miss neoministra ci sta.

Proclama impegno contro  ogni forma di discriminazione, ma dei gay ostacola la manifestazione, sostegno alle lavoratrici promette,alle famiglie e alle donne tutte. A tutte e a tutti indistintamente… ma in nome della sobrietà,ovviamente.

E proprio ‘sta parola, le ha fatto far la prima capriola. Sobrietà !  Le son piovute critiche addosso…a più non posso, perché  fino a poco fa non era certo esempio di castità. Forse solo per denari , posò ignuda sui  calendari .Quelli che fanno beare uomini di ogni generazione, italiani e di ogni altra nazione…lei che ha alimentato maschili sogni e impellenti bisogni, proclama no agli esibizionismi e svolta con  un casto look contro beceri edonismi. Esser esempio di beltà non è una colpa, per carità, e di esserne convinta, di sicuro non faccio finta. Ma come donna prendo un poco le distanze,da chi ostentò sotto i reflettori le belle sembianze. Certo voltar pagina si può, ci vuol tempo però e non voglio puntar il dito sul suo passato con qualità fisiche molto esibito , ma confesso, nutro qualche perplessità sulla sua credibilità, finchè non darà prova delle sue intellettive capacità.

Ma cara Ministra dia tempo a me e  alla gente italiana  di accettare la sua nuova e morigerata sottana , metta in gioco le competenze e non faccia rimostranze che suscita ancor più chiacchiere e curiosità da chi l’aspetta al varco del quaquaraquà. Dico ancor una cosa, a costo di apparìr spocchiosa: s’adopri contro delle donne violenza, che è diventata ormai una sociale emergenza. Tante cose si son dette, or però aspettiamo i fatti, tanto più che la sessual violenza  fino a poco fa era un delitto non contro la persona ma solo contro la moralità.

Dure sanzioni, non mortificazioni, nessuna attenuante per chi si macchia con  reato sì infamante. Con ironia  propongo tra le misure preventive, che comunque sarebbero sempre tardive, il ritorno alla sobrietà con una vetusta cintura di castità ,magari di digital combinaziòn fornita, per cui al misero terzo tentativo fallito di pin inserito, scatti l’ allarme e arrivi il gendarme.

Per fare che? Per mettere in fuga il rapitòr osè.E  poi proponga pure oltre al braccialetto una bella museruola , ci aggiungerei un bel corpetto con tagliola, così il villano violentator d’ assalto, deluso e mutilato con un solo salto, lesto lesto se ne andrà senza più foga, e magari pure senza coda . Inoltre s’adopri bene perché in atto un’altra discriminazione c’è: ‘sto famoso punto G di cui i media ci hanno tanto ammorbato, tra i segni particolari sui documenti non sarà mica annotato?

E poi mia cara Miss , in nome delle pari opportunità, faccia capire al Silvio famoso per la sua indomita  ilarità ,che la donna sia in obliquo che in orizzontale , mai perde la forza della loquela. Anzi arroccata su tacchi alti, troneggia come sugli  spalti, ben ritta in verticale e  volentieri gli darebbe pure del “maiale”. Lasciamo che le  da Lui citate posizioni, trovino solo nei cruciverba locazioni.

Non disdegno la giocosa ilarità …ma anche qualche più garbata formalità .Perché l’ironia da taverna, non sta bene a chi governa e poco s’addice  ad ogni sua elettrice. E dubito assai che siano le donne  appagate se con  questo genere di battute additate.

Certo con la moglie Veronica non oserebbe, come farlo tacere lei saprebbe, ripagandolo magari con una simil vile e  plateale caduta di stile.

 

L’uomo abbaia forte e scappa, si fa forte del riso della torma. Ma poi ritorna alla remissiva e  domestica forma , non appena sulla cervice scorge uno spuntàr di corna!

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Dottore: “Le prescrivo un po’ di essenza femminina, vita natural durante. Vedrà che guarirà presto!”

 

     

In occasione della Festa della Donna avevo scritto un augurio ironico  e provocatorio in parte elaborato con aforismi, da me reinterpretati (da  pocacola blog ).

 

La donna è come una medicina naturale per alleviare ogni male, fisico, psichico o psicosomatico e dare brìo e significato alla vita..

 

Composizione. Sensibilità, vitalità, energia, ingenuo romanticismo se innamorata, fragilità nella fase immatura, forza in quella della maturità, perpetua contraddizione, viva , splendente e  completa armonia . Optional: bellezza, che   è  “il potere per mezzo del quale una donna affascina un amante e terrorizza un marito”; intelligenza (disarmante per  tutti),  ma forse è un pregio perché consente ad ogni uomo di  essere stupido quanto vuole.

 

 Forma farmaceutica e contenuto. Durante l’infanzia si sente una regina; in età adolescenziale si sente inadeguata: troppo grassa, troppo magra, troppo bassa, troppo alta, capelli troppo lisci o ricci; nella giovinezza, sebbene non abbia ancora conseguito un buon grado di autostima, si lancia nel costruirsi un futuro sentimentale e professionale;  dai 30 ai 40 anni   dedica il suo tempo ed energie nell’ affrontare la vita; dai 40 ai 50 anni fa un bilancio e decide di re-inventarsi  incutendo soggezione; dai 60 anni in poi  non si volta indietro, non si cura dell’aspetto, va ovunque voglia andare, riesce a ridere e a godersi la vita. E’ auspicabile che ad ogni età impari saggiamente a fregarsene di tutto e a ridere  col mondo!

 

Categoria farmacoterapeutica. La donna è  bella da respirare,soprattutto se leva il fiato. E’ fatta  per essere amata, non per essere compresa.  “Non bisogna mai cercare di capire una donna. Se vuoi sapere che cosa una donna veramente intenda (il che comunque è sempre pericoloso) guardala, non ascoltarla.”(Oscar Wilde) anche perché alla maggior parte delle donne  piacciono gli uomini silenziosi: pensano che stiano ascoltando.  Una donna ambisce ad aver  l’ultima parola in ogni discussione: i cavalieri l’accontentano ben consapevoli che ,qualsiasi cosa un uomo dica, è l’inizio di una nuova discussione. Una donna silenziosa è un dono divino ,sì… ma  molto raro.

 

Produttore e controllore finale. Sconosciuti ed irreperibili ( si sa solo che fu scoperta da un certo Adamo ) . Il controllo di una donna è arduo perché lei  è difficilmente addomesticabile.  Forse in taluni casi vi riesce soltanto  la prole.

 

Indicazioni terapeutiche.La donna ideale deve soddisfare l’anima, lo spirito, i sensi. Non trovando riuniti i tre requisiti nella stessa persona, è consentito il frazionamento.” Un proverbio cinese infatti dice che l’uomo ha bisogno  di 3 donne per esser felice: una donna che lo accudisca ( moglie- surrogato di mammà) , una per il piacere e una da amare. Ma occorrono ottime capacità organizzative e attenzione costante  per  non fare sapere a nessuna delle tre l’esistenza dell’altra, se si vuol sopravvivere.

La donna può esser un utile coadiuvante per il successo perché “Dietro ogni uomo di successo c’è una donna .” Questo finchè vi è amica…in caso contrario , si rischia di precipitare  dalle stelle alle stalle. Lenitivo di ogni stato febbrile o depressivo è la donna ironica. La donna ironica ma  anche bella  è potente ed ustionante: una miscela esplosiva da trattare con estrema  cautela.

 

Controindicazioni. Sensualmente contagiosa può provocare dipendenza ed assuefazione perché nella donna ogni cosa è cuore, anche la testa. “Diffidate di una donna che vi dice la sua vera età. Una donna che vi dice ciò, vi dice (ahimè!)  tutto.”

  

 Precauzioni per l’uso. “Colui che accetta la donna come Dio l’ha fatta, le rende giustizia. Ascoltala quando ti guarda, non quando ti parla.” (Kahlil Gibran) . “Ci sono certi sguardi di donna che l’uomo amante non scambierebbe con l’intero possesso del corpo di lei.”  “Se si sente trascurata o delusa, può subire un calo di desiderio, per cui lei non trova più gli stimoli giusti; a quel punto (allarme rosso !) della sessualità non gliene importa più niente.”(Ilona Staller). Meno male che lo dice lei! Generalmente i postumi sono  le grandi manovre per il divorzio .

Se decidete di buttarvi nel fuoco per una donna, fatelo sempre dopo di lei !

 

Interazioni. Pare che niente sia più terribile per una donna che l’infedeltà del proprio uomo, per cui negate sempre se non  ambìte ad un’impalcatura cervina e a insopportabili vendette trasversali perché “Ci sono certe cose che l’occhio femminile vede sempre più acutamente di cento occhi maschili.” . “Secoli or sono, in seguito a tale delusione amorosa,  accadeva che la donna si chiudesse  in un convento. Oggi se la delusione è forte , può accadere che si chiuda in un convento di frati.”(Giobbe Covatta). Una donna sposa un uomo sperando che cambi, e lui non cambierà. Un uomo sposa una donna sperando che non cambi, e lei , nunc et semper et  in saecula saeculorum, inevitabilmente cambierà , perché è una specie in continua evoluzione. “La donna, come i sogni, non è  mai come si vorrebbe” : infatti dovrebbe avere almeno  cinque  sdoppiamenti di personalità al giorno in base alle aspettative altrui.

 “Per andare d’accordo con una donna il segreto è uno solo: riconoscere di avere sempre torto.” La farete fessa e contenta. Se la accostate ad elementi migliori della sua specie, subisce un’immediata reazione chimica (inacidisce inspiegabilmente e diviene verde ). Se l’accostate a cose preziose, vi resta incollata; se l’accostate al denaro,  rivela il  magico  potere detto moneta riducente.

 

Avvertenze speciali . Per l’uomo sano basta la donna. Per l’uomo erotico basta la calza per giungere alla donna. Per l’uomo fetishente   basta la calza. Per evitare fraintendimenti esistenziali,  ricordarsi che per la donna  la cosmetica è la scienza del cosmo e che  “le medesime passioni hanno nell’uomo e nella donna un ritmo diverso: perciò uomo e donna continuano a fraintendersi.” (Nietzsche)

“La donna per l’uomo è uno scopo ( da non confondersi con la scopa, please ),  l’uomo per la donna è un mezzo” ( a qualsiasi età).

 

Dose, modo e tempi di somministrazione. Dall’adolescenza in poi si  consiglia di sorbirsene una alla volta. E’ illegale possederne più di una in forma ufficiale ( e se volete correre il rischio, abbracciando pure un’altra fede, dovete esser iperdotati , eh già…ma  della pazienza di Giobbe e di molteplici e cospicui conti bancari) .Fate  ridere la donna perché lei ricorda solo gli uomini che la fanno ridere. In caso contrario, piangerete voi e, per legge del contrappasso, ricorderete solo quelle che vi hanno infranto il cuore, il portafogli o gli zebedei. Tatuatevi bene nella mente  “L’uomo crede di possedere la donna quando la possiede sessualmente, mai la possiede meno di allora.” (Carl Gustav Jung) perché “ l‘uomo ama poco e spesso, la donna molto e raramente.”

  

Sovradosaggio. Un uso eccessivo e  non corretto può provocare intossicazione, delusione e ,a lungo andare,  effetti devastanti . Non giudicate la donna facile : è quella che ha la moralità sessuale di un uomo .Anche la donna leggera ,quando si innamora, diventa una zavorra pesantissima.  

Effetti indesiderati . In caso di innamoramento si rischiano dipendenza e assuefazione con crisi incontrollate per astinenza inappagata. “Non è vero che non si possa vivere senza una donna. È vero soltanto che senza una donna non si può aver vissuto”. “Temete la donna che vi ama troppo” (Berthold Brecht) dalla sana simbiosi ,  rischiate il parassitismo con risvolti  pericolosamente vendicativi in caso di contrasti.  E  diffidate  di una donna troppo virtuosa.  Oggi fedele a te, domani a un altro! 

 

Scadenza e conservazione. Dopo i 40 anni  sarebbe opportuno conservare il prodotto in frigo perchè “se un uomo ha molte stagioni, la  donna ha diritto solo alla primavera.”( Jane Fonda). Se  correttamente conservato e amato , il prodotto ha una scadenza illimitata. Ricordarsi bene che “se vent’anni d’amore rendono una donna simile a un rudere, vent’anni di matrimonio la rendono simile a un monumento pubblico” (Oscar Wilde) per aver avuto l’ardire di sopportarvi e di non esser scappate via !

 

Si consiglia di tener lontano dalla portata di maniaci , stupratori e da chi  alla donna  toglie rispetto, stima e ogni speranza.

 

Revisione della scheda illustrativa da parte di Skip: 8 marzo 2008.

 

 

 

 

    

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Signorina, tu mi turbi…

Con l’intento di raccogliere in modo ordinato quanto ho sparpagliato nella rete, inserisco volentieri un vecchio post

Signorina, tu mi turbi…Questo titolo del film di Benigni degli anni ’80 mi è venuto in mente quando ho letto la lettera che una giovane architetto, Mila Spicola,ha scritto a repubblica on line in riferimento ai commenti dell’inglese Michaels sul Financial Times.

 

Michaels ,arrivato a Milano 3 anni fa da New York,  ha definito  l’Italia “ la terra che ha dimenticato il femminismo” per  il  modo in cui televisione e pubblicità dipingono le donne e  incalza dicendo  che potrebbe esserci  un legame fra l’onnipresenza di maggiorate in abiti discinti sui nostri mezzi di comunicazione e la scarsità di donne ai vertici della politica, del business, delle professioni in Italia, che  il lavoro part-time è raro in Italia (15 per cento della forza lavoro rispetto al 21 in Germania e al 36 in Olanda), cosicché le donne che cercano di giostrarsi tra famiglia e carriera sono spesso costrette a scegliere l’una o l’altra .

Spicola ribatte che in Italia c’è una sorta di maschilismo talebano , in cui la donna coi tacchi a spillo in cantiere, viene apprezzata per  l’esteriorità invece che per  le competenze professionali.

Io non condivido tutto quel che è stato scritto che mi pare rifletta un po’ un complesso di  superiorità nordica di Michaels ( l’Italia ha servizi diversi – forse carenti- rispetto alla Gran Bretagna e gli italiani  e le italiane hanno una mentalità diversa dai britannici ) e  un complesso di inferiorità da parte di Mila. In effetti il suo articolo l’ha resa nota, forse contrariamente a ciò che lei si aspettava,  non  per le idee ma  per il riferimento a un qualcosa  comune a tutti / e, cioè il fondoschiena, che ha suscitato una grande curiosità nel pubblico maschile.Anche in tal caso la fisionomia femminile ha prevalso su tutto il resto.

Comunque sia,da sempre l’uomo e la donna hanno loro prerogative genetiche e caratteriali: l’uomo è uomo ,e la donna è donna…e gli ormoni sono un motore dell’universo, checchè se ne dica ! Ma aprirei una parentesi per il lavoro, perchè nel mondo del lavoro bisognerebbe avere quella professionalità che discrimina tra l’essere lavoratore ( con competenze e responsabilità) e l’ essere uomo o donna. Se gli ormoni ululano e ci riportano a naturali istinti atavici, dovrebbe subentrare l’autocontrollo  e basterebbe  pensare che di fronte c’è un interlocutore, una mente con la sua logica  anche divergente , con la quale confrontarsi. Poco importa se sia uomo o donna, bello o brutto. Questo discorso si fa nella propria mente e in privato, semmai, dove i propri ormoni sono liberi di scorrazzare indomiti. Credo invece che  sia superfluo  parlare di maschilismo talebano a carico degli uomini che sbirciano. Non condivido lo sfoggio- ostentazione di master e lauree di Spicola celati dietro tacchi a spillo in un cantiere. Se si vuole apparire, si presume che si sia anche  in grado di reggere gli sguardi altrui, soprattutto in un contesto in cui i tacchi sono poco pratici. Né condivido invece il fatto che  le donne intelligenti  possano anche essere femminili, perché ho sempre dato per scontato  che le donne per antonomasia siano  più o meno femminili ed intelligenti, come gli uomini siano più o meno maschili ed intelligenti.

Io noto invece che  il vero turbamento maschile sia un altro. L’uomo in genere  resta spiazzato  di fronte a una  donna determinata, affettivamente autonoma,diretta, estroversa  e intelligente …che lo sia realmente o solo apparentemente  nell’interpretazione di un ruolo costruito ad hoc, poco importa ( e questa parentesi meriterebbe un discorso a parte sulle cause del  cambiamento , evoluzione/ involuzione  dei ruoli che si è verificato dagli anni ‘60) Allora l’uomo si trincera, in questo caso concordo con Mila, dietro a  frasi stereotipate che tirano in ballo tutta l’endocrinologia  e psichiatria possibile ed immaginabile del tipo “ è un maschio in gonnella, è esaltata o border line, ha ormoni  che girano al contrario…e povero il suo Lui! ecc…” , soprattutto i  più giovani  che in maniera inversamente proporzionale alla loro età sono più ancorati a  canoni femminili standardizzati . I più “ anziani” sorridono sornioni  forse perchè più consapevoli in quanto hanno potuto assistere alla  poliedricità  evolutiva femminile . Non è una critica,ma un dato di fatto, facente parte del processo evolutivo. I giovani stanno costruendo la loro identità personale, i parametri fissi di riferimento danno sicurezza; chi è oltre gli –anta ha già costruito e modificato chissà quante volte la propria identità .Ma alla fine dello sproloquio, care donne, machisenefrega ! Ma siamo quel che vogliamo essere: poco importa se alcuni temono il confronto, ritengono “compromettente” il dialogo e  preferiscono solo sbirciare.  Consentitemelo: l’importante è poter scegliere di essere quel che si vuole e non farsi condizionare dalle reazioni e dalle opinioni altrui; l’importante è essere consapevoli di voler essere… una donna fatale o una virago  o una quaquaraquà. La donna veramente libera, e come lei l’uomo ( perché questo concetto  è riferibile alla persona in genere),  non ha bisogno né di conferme né di consensi . Se poi  “il paese è piccolo e pieno di devozione” (  a livello locale e nazionale) nel senso che ormai fa parte del costume nazionale parlare, ammiccare, spettegolare, sbirciare nei fatti e nelle scollature altrui …machiseneimporta. Viviamo e lasciamo vivere, ognuno con la sua mentalità, con la sua povertà o ricchezza di spirito, coi suoi parametri di riferimento, con le sue contraddizioni ed aspettative.

Il mondo è bello perché è vario, purchè la libertà altrui non leda quella propria. In tal caso, sì agli interventi legislativi e giudiziari che promuovono  l’effettiva parità tra i sessi  contro il vero maschilismo talebano , quello che esclude o limita la donna lavoratrice e che promuove la violenza sulle donne.

 

 

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Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini (Dante Alighieri)

Troppi fatti di cronaca recente denunciano il fenomeno dell’ infanzia negata  in  una casistica purtroppo sempre più ampia , o forse solo più nota, di bambini violati dagli stenti , dal piacere e dal pregiudizio,  venduti,

abbandonati,  sfruttati nel lavoro, nell’illegalità , nella guerra .

 

Da tempo avrei voluto scrivere qualcosa, ma non sapevo da che parte cominciare. Come quando cerco di  trovare risposte adeguate a bambini che esprimono con il linguaggio verbale , gestuale e rappresentato un disagio affettivo o sociale.  I bambini vedono la realtà con gli occhi dell’ affetto  e la vivono per lo più a livello emotivo; solo con il tempo, crescendo, imparano ad accettare le spiegazioni degli adulti, che rispondono ad una logica di convenienza di vario genere (personale,  politica, economica,  sociale, culturale, religiosa).

 

Gianni Rodari ha scritto dei versi semplicemente unici che solo un grande della letteratura per l’infanzia  come lui poteva scrivere.

 

 

Lettera ai bambini.

 

E’ difficile fare le cose difficili:

parlare al sordo,

mostrare la rosa al cieco.

Bambini imparate

a fare le cose difficili:

dare la mano al cieco,

cantare per il sordo.

Liberare gli schiavi che si credono liberi.

 

Gianni Rodari

(da Parole per Giocare- 1979)

 

Una sorta di inno all’innata capacità dei bambini di comunicare con la loro presenza e con la loro ingenua spontaneità il valore universale  dell’ Infanzia, un valore ormai difficile per adulti divenuti  ciechi e  sordi nel garantirli e  schiavi dei condizionamenti della vita, della consapevolezza del mondo, dell’impossibilità di respirare con l’anima  (Pessoa)  .       

 E’ vero il detto popolare  “Quello che si impara da fanciulli non si dimentica più” ed ancor più  incisivo   è  l’aforisma di Voltaire  “Dal nostro primo passo nel mondo, dipende il resto dei nostri giorni”.  

 

Dedico questo post  a quei bambini che la vita ha reso adulti troppo presto, nella speranza che possano guardarsi intorno con occhi più sereni, a quelli chiusi nel loro universo, perché riescano a sentire il nostro mondo, a quelli soli e senza radici. Ai bambini che hanno attraversato la vita come stelle comete, perché non siano dimenticati, e  a quel bambino o bambina che vive ancora dentro ognuno di noi e che ci ha permesso di crescere e di diventare adulti. Perché è da tutti loro che ho imparato  e continuo ad imparare… più che da tutto il resto.

 

 

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Via, si parte! Senza meta però!

In  primavera si risveglia la natura in un tripudio di fiori variopinti  e di un’assortita varietà di frutta fresca. Il cielo terso rende più brillanti i colori e nitidi i contorni dei paesaggi. Con il primo caldo alcuni  animali escono dal letargo… Io invece, solitamente  cado in una sorta di “bradipismo astenico” ( da non confondere col bradisismo del mio carattere), finchè non mi abituo al tepore primaverile. Mi sento un po’ come punta da una mosca tze – tze mentre continuo a correre e a seguire la tabella di marcia quotidiana. Per non sentirmi veramente “clinicamente morta” , come anni fa mi diceva ironicamente un medico quando verificava  che la mia pressione arteriosa massima a stento raggiungeva 90, e per  uscire da questa sorta di letargia fisica e mentale fuori stagione, ho deciso di aprire un blog.

Non è l’unica ragione, certo. In fondo la curiosità di  leggere i pensieri altrui è la vera ragione che mi ha avvicinato alla cosiddetta blogosfera dove è possibile informarsi, confrontarsi,  condividere opinioni o divergerne.

Il mondo reale , vivaio di persone concrete , ciascuna con una propria specifica e ben definita identità, con un ruolo privato e pubblico, con competenze e responsabilità, con sogni e sentimenti , interessi, ambizioni, velleità e quant’altro…più o meno palesemente percepibili, visibili, verificabili, pian piano traspare  dal  mondo virtuale ( o scritto) di personaggi , quasi in cerca d’autore, talvolta protagonisti , altre volte invece semplici spettatori sul palcoscenico del proprio Io. Personaggi che si caricano di aspettative , proprie ed altrui ,talvolta  illusorie e fallaci, di messaggi variamente interpretabili ove il fascino della parola scritta può incantare ,incuriosire, indurre a riflettere o a provocare un istintivo outing mediatico col quale si lasciano fluire i pensieri e le emozioni più immediate, che magari in un discorso dal vivo non si riuscirebbe a descrivere, in una sorta di autoanalisi, lettura introspettiva del proprio essere che può spaziare libero dai condizionamenti del reale  e dalla routine della quotidianità.
Il mondo virtuale ci appartiene in una dimensione universalmente e tacitamente condivisa. E’ un mondo sempre nuovo perchè illimitato ,capace di rigenerarsi e divenire continuamente  senza la necessaria ciclicità propria invece della storia reale, perciò è un mondo che può sempre incuriosire e stupire.

Da circa due anni ho lasciato tracce disordinate delle mie caotiche idee facendo zapping  in vari blog e forum a mò di un cane graffitaro , da cui deriva il mio nick, e che scappa senza museruola né guinzaglio …un cane a volte  meticcio, a volte di razza, d’attacco , da difesa o semplicemente da compagnia, a seconda dei casi.  Forse è giunto il tempo di avere uno spazio mio, una sorta di albero sul quale appollaiarmi per condividere con voi opinioni in modo più o meno ironico o serio e, spero, mai volgare. Qui saranno i benvenuti tutti coloro che avranno l’ardìre di  leggere, commentare o semplicemente curiosare.

Ringrazio di cuore quanti mi hanno incoraggiata, in particolar modo Rick di Pocacola, John Doe, Placida Signora, Filo e chi avrà l’onere di amministrare skipblog sopportando la mia imperizia tecnica!

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