Skip blog

Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Signorina, tu mi turbi…

Con l’intento di raccogliere in modo ordinato quanto ho sparpagliato nella rete, inserisco volentieri un vecchio post

Signorina, tu mi turbi…Questo titolo del film di Benigni degli anni ’80 mi è venuto in mente quando ho letto la lettera che una giovane architetto, Mila Spicola,ha scritto a repubblica on line in riferimento ai commenti dell’inglese Michaels sul Financial Times.

 

Michaels ,arrivato a Milano 3 anni fa da New York,  ha definito  l’Italia “ la terra che ha dimenticato il femminismo” per  il  modo in cui televisione e pubblicità dipingono le donne e  incalza dicendo  che potrebbe esserci  un legame fra l’onnipresenza di maggiorate in abiti discinti sui nostri mezzi di comunicazione e la scarsità di donne ai vertici della politica, del business, delle professioni in Italia, che  il lavoro part-time è raro in Italia (15 per cento della forza lavoro rispetto al 21 in Germania e al 36 in Olanda), cosicché le donne che cercano di giostrarsi tra famiglia e carriera sono spesso costrette a scegliere l’una o l’altra .

Spicola ribatte che in Italia c’è una sorta di maschilismo talebano , in cui la donna coi tacchi a spillo in cantiere, viene apprezzata per  l’esteriorità invece che per  le competenze professionali.

Io non condivido tutto quel che è stato scritto che mi pare rifletta un po’ un complesso di  superiorità nordica di Michaels ( l’Italia ha servizi diversi – forse carenti- rispetto alla Gran Bretagna e gli italiani  e le italiane hanno una mentalità diversa dai britannici ) e  un complesso di inferiorità da parte di Mila. In effetti il suo articolo l’ha resa nota, forse contrariamente a ciò che lei si aspettava,  non  per le idee ma  per il riferimento a un qualcosa  comune a tutti / e, cioè il fondoschiena, che ha suscitato una grande curiosità nel pubblico maschile.Anche in tal caso la fisionomia femminile ha prevalso su tutto il resto.

Comunque sia,da sempre l’uomo e la donna hanno loro prerogative genetiche e caratteriali: l’uomo è uomo ,e la donna è donna…e gli ormoni sono un motore dell’universo, checchè se ne dica ! Ma aprirei una parentesi per il lavoro, perchè nel mondo del lavoro bisognerebbe avere quella professionalità che discrimina tra l’essere lavoratore ( con competenze e responsabilità) e l’ essere uomo o donna. Se gli ormoni ululano e ci riportano a naturali istinti atavici, dovrebbe subentrare l’autocontrollo  e basterebbe  pensare che di fronte c’è un interlocutore, una mente con la sua logica  anche divergente , con la quale confrontarsi. Poco importa se sia uomo o donna, bello o brutto. Questo discorso si fa nella propria mente e in privato, semmai, dove i propri ormoni sono liberi di scorrazzare indomiti. Credo invece che  sia superfluo  parlare di maschilismo talebano a carico degli uomini che sbirciano. Non condivido lo sfoggio- ostentazione di master e lauree di Spicola celati dietro tacchi a spillo in un cantiere. Se si vuole apparire, si presume che si sia anche  in grado di reggere gli sguardi altrui, soprattutto in un contesto in cui i tacchi sono poco pratici. Né condivido invece il fatto che  le donne intelligenti  possano anche essere femminili, perché ho sempre dato per scontato  che le donne per antonomasia siano  più o meno femminili ed intelligenti, come gli uomini siano più o meno maschili ed intelligenti.

Io noto invece che  il vero turbamento maschile sia un altro. L’uomo in genere  resta spiazzato  di fronte a una  donna determinata, affettivamente autonoma,diretta, estroversa  e intelligente …che lo sia realmente o solo apparentemente  nell’interpretazione di un ruolo costruito ad hoc, poco importa ( e questa parentesi meriterebbe un discorso a parte sulle cause del  cambiamento , evoluzione/ involuzione  dei ruoli che si è verificato dagli anni ‘60) Allora l’uomo si trincera, in questo caso concordo con Mila, dietro a  frasi stereotipate che tirano in ballo tutta l’endocrinologia  e psichiatria possibile ed immaginabile del tipo “ è un maschio in gonnella, è esaltata o border line, ha ormoni  che girano al contrario…e povero il suo Lui! ecc…” , soprattutto i  più giovani  che in maniera inversamente proporzionale alla loro età sono più ancorati a  canoni femminili standardizzati . I più “ anziani” sorridono sornioni  forse perchè più consapevoli in quanto hanno potuto assistere alla  poliedricità  evolutiva femminile . Non è una critica,ma un dato di fatto, facente parte del processo evolutivo. I giovani stanno costruendo la loro identità personale, i parametri fissi di riferimento danno sicurezza; chi è oltre gli –anta ha già costruito e modificato chissà quante volte la propria identità .Ma alla fine dello sproloquio, care donne, machisenefrega ! Ma siamo quel che vogliamo essere: poco importa se alcuni temono il confronto, ritengono “compromettente” il dialogo e  preferiscono solo sbirciare.  Consentitemelo: l’importante è poter scegliere di essere quel che si vuole e non farsi condizionare dalle reazioni e dalle opinioni altrui; l’importante è essere consapevoli di voler essere… una donna fatale o una virago  o una quaquaraquà. La donna veramente libera, e come lei l’uomo ( perché questo concetto  è riferibile alla persona in genere),  non ha bisogno né di conferme né di consensi . Se poi  “il paese è piccolo e pieno di devozione” (  a livello locale e nazionale) nel senso che ormai fa parte del costume nazionale parlare, ammiccare, spettegolare, sbirciare nei fatti e nelle scollature altrui …machiseneimporta. Viviamo e lasciamo vivere, ognuno con la sua mentalità, con la sua povertà o ricchezza di spirito, coi suoi parametri di riferimento, con le sue contraddizioni ed aspettative.

Il mondo è bello perché è vario, purchè la libertà altrui non leda quella propria. In tal caso, sì agli interventi legislativi e giudiziari che promuovono  l’effettiva parità tra i sessi  contro il vero maschilismo talebano , quello che esclude o limita la donna lavoratrice e che promuove la violenza sulle donne.

 

 

3 comments

3 Comments so far

  1. Masque May 26th, 2008 21:37 p05

    Ecco una cosa di cui mi ero completamente dimenticato.
    Mi ricordo di quell’articolo di Michaels e del polverone alzato per 3 giorni 3.
    Poi il nulla.. non è cambiato niente, anzi.
    Non che un articolo potesse cambiare il mondo.
    Però a ripensarci siamo andati anche peggio, perchè “l’ex subrettina tette al vento” è diventata pure ministro.
    Quindi non solo siamo maschilisti, ma da noi mostrar le tette a destra e manca ti fa pure diventare ministro.
    All’immancabile grido di “rispettami in quanto Donna” (grido a me caro per vari motivi)

    Sorry, mi sono fatto prendere la mano.
    Comunque volevo dirti che è un bel pezzo io tuo, e mi hai ricordato anche di quello che avevo scritto io e che era finito nel dimenticatoio!
    Tranquilla :D non è spam, perchè rimanda al mio vecchio e in disuso blog :D

    See You Next Time ;)

  2. Skip May 26th, 2008 21:37 p05

    ciao Masque, benvenuto! Sulla ministra soubrettina, prossimamente un mio post ironico :)

  3. filo May 26th, 2008 21:37 p05

    Sono d’accordo con Jhon Doe quando dice che le donne che si rifanno il seno sono spinte dal desiderio non già di essere libere, ma perchè soggette al potere dello sguardo maschile e maschilista: Quando una donna decide di indossare sul lavoro un certo tipo di abbigliamento che lascia inequivocabilmente vedere, non intravedere,la sua taglia di reggiseno e mutande, significa che non punta solo a mostrare la propria intelligenza della quale forse non è così convinta, ma ha bisogno di rafforzare l’immagine di sè sugli altri,
    esibendo il suo corpo che ha il duplice scopo di scoraggiare eventuali altre concorrenti e colpire l’attenzione del maschio. Credo che la femminilità sia un mix di fascino,consapevolezza di sè,centratura, bellezza, intelligenza, mistero che un corpo seminudo non ha.
    Detto questo, Skip,l’importante è poter scegliere di essere come si vuole, ma se si sceglie di mostrare tette e culi, non si dica poi “che c’hai da guardà”.
    Ciao, vai forte così!

Leave a reply