Signorina, tu mi turbi…
Con l’intento di raccogliere in modo ordinato quanto ho sparpagliato nella rete, inserisco volentieri un vecchio post
Michaels ,arrivato a Milano 3 anni fa da New York, ha definito l’Italia “ la terra che ha dimenticato il femminismo” per il modo in cui televisione e pubblicità dipingono le donne e incalza dicendo che potrebbe esserci un legame fra l’onnipresenza di maggiorate in abiti discinti sui nostri mezzi di comunicazione e la scarsità di donne ai vertici della politica, del business, delle professioni in Italia, che il lavoro part-time è raro in Italia (15 per cento della forza lavoro rispetto al 21 in Germania e al 36 in Olanda), cosicché le donne che cercano di giostrarsi tra famiglia e carriera sono spesso costrette a scegliere l’una o l’altra .
Spicola ribatte che in Italia c’è una sorta di maschilismo talebano , in cui la donna coi tacchi a spillo in cantiere, viene apprezzata per l’esteriorità invece che per le competenze professionali.
Io non condivido tutto quel che è stato scritto che mi pare rifletta un po’ un complesso di superiorità nordica di Michaels ( l’Italia ha servizi diversi – forse carenti- rispetto alla Gran Bretagna e gli italiani e le italiane hanno una mentalità diversa dai britannici ) e un complesso di inferiorità da parte di Mila. In effetti il suo articolo l’ha resa nota, forse contrariamente a ciò che lei si aspettava, non per le idee ma per il riferimento a un qualcosa comune a tutti / e, cioè il fondoschiena, che ha suscitato una grande curiosità nel pubblico maschile.Anche in tal caso la fisionomia femminile ha prevalso su tutto il resto.
Comunque sia,da sempre l’uomo e la donna hanno loro prerogative genetiche e caratteriali: l’uomo è uomo ,e la donna è donna…e gli ormoni sono un motore dell’universo, checchè se ne dica ! Ma aprirei una parentesi per il lavoro, perchè nel mondo del lavoro bisognerebbe avere quella professionalità che discrimina tra l’essere lavoratore ( con competenze e responsabilità) e l’ essere uomo o donna. Se gli ormoni ululano e ci riportano a naturali istinti atavici, dovrebbe subentrare l’autocontrollo e basterebbe pensare che di fronte c’è un interlocutore, una mente con la sua logica anche divergente , con la quale confrontarsi. Poco importa se sia uomo o donna, bello o brutto. Questo discorso si fa nella propria mente e in privato, semmai, dove i propri ormoni sono liberi di scorrazzare indomiti. Credo invece che sia superfluo parlare di maschilismo talebano a carico degli uomini che sbirciano. Non condivido lo sfoggio- ostentazione di master e lauree di Spicola celati dietro tacchi a spillo in un cantiere. Se si vuole apparire, si presume che si sia anche in grado di reggere gli sguardi altrui, soprattutto in un contesto in cui i tacchi sono poco pratici. Né condivido invece il fatto che le donne intelligenti possano anche essere femminili, perché ho sempre dato per scontato che le donne per antonomasia siano più o meno femminili ed intelligenti, come gli uomini siano più o meno maschili ed intelligenti.
Io noto invece che il vero turbamento maschile sia un altro. L’uomo in genere resta spiazzato di fronte a una donna determinata, affettivamente autonoma,diretta, estroversa e intelligente …che lo sia realmente o solo apparentemente nell’interpretazione di un ruolo costruito ad hoc, poco importa ( e questa parentesi meriterebbe un discorso a parte sulle cause del cambiamento , evoluzione/ involuzione dei ruoli che si è verificato dagli anni ‘60) Allora l’uomo si trincera, in questo caso concordo con Mila, dietro a frasi stereotipate che tirano in ballo tutta l’endocrinologia e psichiatria possibile ed immaginabile del tipo “ è un maschio in gonnella, è esaltata o border line, ha ormoni che girano al contrario…e povero il suo Lui! ecc…” , soprattutto i più giovani che in maniera inversamente proporzionale alla loro età sono più ancorati a canoni femminili standardizzati . I più “ anziani” sorridono sornioni forse perchè più consapevoli in quanto hanno potuto assistere alla poliedricità evolutiva femminile . Non è una critica,ma un dato di fatto, facente parte del processo evolutivo. I giovani stanno costruendo la loro identità personale, i parametri fissi di riferimento danno sicurezza; chi è oltre gli –anta ha già costruito e modificato chissà quante volte la propria identità .Ma alla fine dello sproloquio, care donne, machisenefrega ! Ma siamo quel che vogliamo essere: poco importa se alcuni temono il confronto, ritengono “compromettente” il dialogo e preferiscono solo sbirciare. Consentitemelo: l’importante è poter scegliere di essere quel che si vuole e non farsi condizionare dalle reazioni e dalle opinioni altrui; l’importante è essere consapevoli di voler essere… una donna fatale o una virago o una quaquaraquà. La donna veramente libera, e come lei l’uomo ( perché questo concetto è riferibile alla persona in genere), non ha bisogno né di conferme né di consensi . Se poi “il paese è piccolo e pieno di devozione” ( a livello locale e nazionale) nel senso che ormai fa parte del costume nazionale parlare, ammiccare, spettegolare, sbirciare nei fatti e nelle scollature altrui …machiseneimporta. Viviamo e lasciamo vivere, ognuno con la sua mentalità, con la sua povertà o ricchezza di spirito, coi suoi parametri di riferimento, con le sue contraddizioni ed aspettative.
Il mondo è bello perché è vario, purchè la libertà altrui non leda quella propria. In tal caso, sì agli interventi legislativi e giudiziari che promuovono l’effettiva parità tra i sessi contro il vero maschilismo talebano , quello che esclude o limita la donna lavoratrice e che promuove la violenza sulle donne.
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Ecco una cosa di cui mi ero completamente dimenticato.
Mi ricordo di quell’articolo di Michaels e del polverone alzato per 3 giorni 3.
Poi il nulla.. non è cambiato niente, anzi.
Non che un articolo potesse cambiare il mondo.
Però a ripensarci siamo andati anche peggio, perchè “l’ex subrettina tette al vento” è diventata pure ministro.
Quindi non solo siamo maschilisti, ma da noi mostrar le tette a destra e manca ti fa pure diventare ministro.
All’immancabile grido di “rispettami in quanto Donna” (grido a me caro per vari motivi)
Sorry, mi sono fatto prendere la mano.
non è spam, perchè rimanda al mio vecchio e in disuso blog
Comunque volevo dirti che è un bel pezzo io tuo, e mi hai ricordato anche di quello che avevo scritto io e che era finito nel dimenticatoio!
Tranquilla
See You Next Time
ciao Masque, benvenuto! Sulla ministra soubrettina, prossimamente un mio post ironico
Sono d’accordo con Jhon Doe quando dice che le donne che si rifanno il seno sono spinte dal desiderio non già di essere libere, ma perchè soggette al potere dello sguardo maschile e maschilista: Quando una donna decide di indossare sul lavoro un certo tipo di abbigliamento che lascia inequivocabilmente vedere, non intravedere,la sua taglia di reggiseno e mutande, significa che non punta solo a mostrare la propria intelligenza della quale forse non è così convinta, ma ha bisogno di rafforzare l’immagine di sè sugli altri,
esibendo il suo corpo che ha il duplice scopo di scoraggiare eventuali altre concorrenti e colpire l’attenzione del maschio. Credo che la femminilità sia un mix di fascino,consapevolezza di sè,centratura, bellezza, intelligenza, mistero che un corpo seminudo non ha.
Detto questo, Skip,l’importante è poter scegliere di essere come si vuole, ma se si sceglie di mostrare tette e culi, non si dica poi “che c’hai da guardà”.
Ciao, vai forte così!