Tre cose ci sono rimaste del paradiso: le stelle, i fiori e i bambini (Dante Alighieri)
Troppi fatti di cronaca recente denunciano il fenomeno dell’ infanzia negata in una casistica purtroppo sempre più ampia , o forse solo più nota, di bambini violati dagli stenti , dal piacere e dal pregiudizio, venduti,
Da tempo avrei voluto scrivere qualcosa, ma non sapevo da che parte cominciare. Come quando cerco di trovare risposte adeguate a bambini che esprimono con il linguaggio verbale , gestuale e rappresentato un disagio affettivo o sociale. I bambini vedono la realtà con gli occhi dell’ affetto e la vivono per lo più a livello emotivo; solo con il tempo, crescendo, imparano ad accettare le spiegazioni degli adulti, che rispondono ad una logica di convenienza di vario genere (personale, politica, economica, sociale, culturale, religiosa).
Gianni Rodari ha scritto dei versi semplicemente unici che solo un grande della letteratura per l’infanzia come lui poteva scrivere.
Lettera ai bambini.
E’ difficile fare le cose difficili:
parlare al sordo,
mostrare la rosa al cieco.
Bambini imparate
a fare le cose difficili:
dare la mano al cieco,
cantare per il sordo.
Liberare gli schiavi che si credono liberi.
Gianni Rodari
(da Parole per Giocare- 1979)
Una sorta di inno all’innata capacità dei bambini di comunicare con la loro presenza e con la loro ingenua spontaneità il valore universale dell’ Infanzia, un valore ormai difficile per adulti divenuti ciechi e sordi nel garantirli e schiavi dei condizionamenti della vita, della consapevolezza del mondo, dell’impossibilità di respirare con l’anima (Pessoa) .
E’ vero il detto popolare “Quello che si impara da fanciulli non si dimentica più” ed ancor più incisivo è l’aforisma di Voltaire “Dal nostro primo passo nel mondo, dipende il resto dei nostri giorni”.
Dedico questo post a quei bambini che la vita ha reso adulti troppo presto, nella speranza che possano guardarsi intorno con occhi più sereni, a quelli chiusi nel loro universo, perché riescano a sentire il nostro mondo, a quelli soli e senza radici. Ai bambini che hanno attraversato la vita come stelle comete, perché non siano dimenticati, e a quel bambino o bambina che vive ancora dentro ognuno di noi e che ci ha permesso di crescere e di diventare adulti. Perché è da tutti loro che ho imparato e continuo ad imparare… più che da tutto il resto.
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Leggendo questo post mi sono tornati in mente gli occhi di questi bimbi:
http://www.pocacola.com/wp-content/uploads/2008/01/jeep_safari_punta_cana_2.jpg
Gli adulti, tutti,non solo genitori e insegnanti, hanno il dovere di tutelare l’innocenza dei bambini e di salvaguardare la loro integrità fisica e psichica.
Credo che oggi,in un momento in cui la famiglia spesso non è in grado di adempiere il ruolo di contenitore emotivo delle paure e delle ansie dei bambini, come insegnanti, dovremmo investire di più sull’educazione emotiva, sulla relazione tra pari e tra bambini e adulti.