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	<title>Comments on: Don Liunàrd (Don Leonardo).</title>
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	<description>Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo...</description>
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		<title>By: Skip blog &#187; La dama bianca</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2008/06/03/don-liunard-don-leonardo/comment-page-1/#comment-1929</link>
		<dc:creator>Skip blog &#187; La dama bianca</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 16:19:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Don Liunàrd (don Leonardo) No comments [...]</description>
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		<title>By: Skip</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2008/06/03/don-liunard-don-leonardo/comment-page-1/#comment-48</link>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 22:30:30 +0000</pubDate>
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		<description>le parole o i semplici gesti di cortesia di persone sconosciute e disinteressate, che per pochi minuti attraversano la nostra vita, a volte sono percepiti come i più sinceri e non si dimenticano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>le parole o i semplici gesti di cortesia di persone sconosciute e disinteressate, che per pochi minuti attraversano la nostra vita, a volte sono percepiti come i più sinceri e non si dimenticano.</p>
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		<title>By: patrizia</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2008/06/03/don-liunard-don-leonardo/comment-page-1/#comment-47</link>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 21:36:45 +0000</pubDate>
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		<description>Scusate, mi sono sfuggite le virgolette. Ha detto: Che Dio di protegga, buona fortuna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusate, mi sono sfuggite le virgolette. Ha detto: Che Dio di protegga, buona fortuna.</p>
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		<title>By: patrizia</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2008/06/03/don-liunard-don-leonardo/comment-page-1/#comment-46</link>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2008 21:33:20 +0000</pubDate>
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		<description>Il tuo racconto mi ha fatto venire in mente un incontro che è entrato a far parte della mia vita. Circa vent’anni fa, intorno alle 22 di sera, mi trovavo alla stazione Centrale di Milano insieme ad un’amica, in attesa del treno per Roma. Mi ha avvicinato un barbone di circa cinquant’anni: alto, con capelli e barba molto lunghi, uno zaino sdrucito sulle spalle. E’ venuto verso di me e mi ha chiesto una sigaretta. Poi, mentre la mia amica si allontanava e mi lanciava (giustamente, credo) sguardi di disapprovazione, si è seduto accanto a me, sulle panchine di marmo. Mi ha chiesto se studiavo e se conoscevo Venezia. Ha iniziato a descrivermi tutta l’architettura di piazza San Marco, la basilica, i suoi sottopassaggi segreti. Mi ha parlato, in modo colto ed affascinante ma anche con grande ironia, dei più bei palazzi di Venezia, di alcune leggende. Ha raccolto un cartone e ci ha disegnato sopra gli elementi architettonici più singolari. In pochi minuti si è trasformato. Era come se si sentisse a disagio nei suoi panni da clochard, nascondeva continuamente in tasca la mano con alcune dita amputate. La sua voce, roca e pastosa quando mi ha chiesto la prima sigaretta, era tornata normale. Il tempo era volato, il mio treno era già sui binari. Mi sono alzata, l’ho salutato. Lui ha esitato un attimo, poi mi ha rincorso. Con delicatezza mi ha preso le mani e ha detto, semplicemente: &lt;&gt;.
L’ho intravisto qualche altra volte in metropolitana, mentre chiedeva l’elemosina. Avrei voluto salutarlo, offrirgli un cappuccino, chiedergli chi era e come  era finito su un marciapiede del metro, ma mi sembrava scortese riconoscerlo. Lui era tornato inequivocabilmente un barbone, io una ragazza fasciata in un bel cappotto rosso che andava all’Università. Molto spesso però ho ripensato a quel messaggio di buon augurio. E ancora adesso, vent’anni dopo, lo considero una sorta di amuleto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il tuo racconto mi ha fatto venire in mente un incontro che è entrato a far parte della mia vita. Circa vent’anni fa, intorno alle 22 di sera, mi trovavo alla stazione Centrale di Milano insieme ad un’amica, in attesa del treno per Roma. Mi ha avvicinato un barbone di circa cinquant’anni: alto, con capelli e barba molto lunghi, uno zaino sdrucito sulle spalle. E’ venuto verso di me e mi ha chiesto una sigaretta. Poi, mentre la mia amica si allontanava e mi lanciava (giustamente, credo) sguardi di disapprovazione, si è seduto accanto a me, sulle panchine di marmo. Mi ha chiesto se studiavo e se conoscevo Venezia. Ha iniziato a descrivermi tutta l’architettura di piazza San Marco, la basilica, i suoi sottopassaggi segreti. Mi ha parlato, in modo colto ed affascinante ma anche con grande ironia, dei più bei palazzi di Venezia, di alcune leggende. Ha raccolto un cartone e ci ha disegnato sopra gli elementi architettonici più singolari. In pochi minuti si è trasformato. Era come se si sentisse a disagio nei suoi panni da clochard, nascondeva continuamente in tasca la mano con alcune dita amputate. La sua voce, roca e pastosa quando mi ha chiesto la prima sigaretta, era tornata normale. Il tempo era volato, il mio treno era già sui binari. Mi sono alzata, l’ho salutato. Lui ha esitato un attimo, poi mi ha rincorso. Con delicatezza mi ha preso le mani e ha detto, semplicemente: &lt;&gt;.<br />
L’ho intravisto qualche altra volte in metropolitana, mentre chiedeva l’elemosina. Avrei voluto salutarlo, offrirgli un cappuccino, chiedergli chi era e come  era finito su un marciapiede del metro, ma mi sembrava scortese riconoscerlo. Lui era tornato inequivocabilmente un barbone, io una ragazza fasciata in un bel cappotto rosso che andava all’Università. Molto spesso però ho ripensato a quel messaggio di buon augurio. E ancora adesso, vent’anni dopo, lo considero una sorta di amuleto.</p>
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		<title>By: Skip</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2008/06/03/don-liunard-don-leonardo/comment-page-1/#comment-43</link>
		<dc:creator>Skip</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 19:05:45 +0000</pubDate>
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		<description>@Boh/Orientalia4All: grazie per la visita. Sì, è una storia triste...ma vera. Ciao :)
Alberto: Ciao! pure qui piove...e spiove. Ma quando arriva l&#039;estate?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Boh/Orientalia4All: grazie per la visita. Sì, è una storia triste&#8230;ma vera. Ciao <img src='http://www.skipblog.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Alberto: Ciao! pure qui piove&#8230;e spiove. Ma quando arriva l&#8217;estate?</p>
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		<title>By: Alberto</title>
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		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 18:22:23 +0000</pubDate>
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		<description>Dietro queste persone che definiamo &quot;barboni&quot; ci sono spesso dei percorsi di vita impensabili. Molto bella la descrizione dell&#039;incrocio all&#039;alba. Ciao Skip, e qui continua a piovere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dietro queste persone che definiamo &#8220;barboni&#8221; ci sono spesso dei percorsi di vita impensabili. Molto bella la descrizione dell&#8217;incrocio all&#8217;alba. Ciao Skip, e qui continua a piovere.</p>
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		<title>By: Boh/Orientalia4All</title>
		<link>http://www.skipblog.it/2008/06/03/don-liunard-don-leonardo/comment-page-1/#comment-41</link>
		<dc:creator>Boh/Orientalia4All</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 14:45:44 +0000</pubDate>
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		<description>bello il racconto ma un po&#039; triste...

ciao:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bello il racconto ma un po&#8217; triste&#8230;</p>
<p>ciao:)</p>
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