Vittoria e sconfitta: due aspetti della stessa medaglia.
Se “vince solo chi è convinto di poterlo fare”(Virgilio) e “nessun vincitore crede al caso” (Friedrich Nietzsche) forse è anche vero che “il vincitore appartiene al suo bottino” (Francis Scott Fitzgerald) .
Bisogna saper perdere, cantavano Dalla e The Rokes negli anni ‘60 forse perchè “ Imparano più i popoli da una sconfitta, che non i re dal trionfo.” ( Giuseppe Mazzini) e “bisogna sempre giocare lealmente, quando si hanno in mano le carte vincenti.”( Oscar Wilde).
Ma Tagore riassume meglio il concetto in “La nuvola nasconde le stelle e canta vittoria ma poi svanisce: le stelle durano.”
Vi siete mai sentiti vincenti o perdenti?
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Sto facendo i conti. poi ti dico.
Buon fine settimana.
@ buon week end anche a te!
Vincenti o perdenti, è un tema stimolante. Penso che molti di noi durante un corso di studi, o in una impresa o nell’arco della attività lavorativa o ad un certo punto della vita, in un momento di riflessione si sia posta questa domanda. E’ successo anche a me, e non sono riuscito a rispondermi, perchè forse non esiste una risposta univoca o complessiva e comunque sarebbe un giudizio troppo soggettivo e influenzato da mille fattori reali , materiali, morali , psicologici, insomma un tema complesso però allo stesso tempo stimolante.
Vincenti o perdenti, è un tema stimolante. Penso che molti di noi durante il corso di studi, o in una certa impresa o nell’arco della attività lavorativa o come genitori o come figli o ad un certo punto della vita, in un momento di riflessione si siano posti questa domanda.
E’ successo anche a me, e francamente non sono riuscito a rispondermi, perchè forse non esiste una risposta univoca o complessiva e comunque anche se ci fosse sarebbe un giudizio troppo soggettivo e influenzato da mille fattori reali , materiali, morali , psicologici ecc.. Ogni uno è un caso a se stante, insomma è un tema complesso però allo stesso tempo stimolante.
In questa società fatta di immagine e di ostentazione ricchezza, penso che si ritenga vincente uno “che ha fatto i soldi”.
L’idraulico che senza aver studiato, facendo lavori a nero, senza pagare le tasse, chiedendo prezzi da strozzino alla fine della attività lavorativa riesce ad avere la villa , qualche appartamento e un buon conto ,penso che si ritenga un vincente.
Il laureato che che ha studiato tutta la vita, che dedica la sua vita all’insegnamento, che si deve aggiornare continuamente magari a sue spese , che lavora con dedizione per insegnare ed educare piccoli mostri , sottopagato, con nulle prospettive di riconoscimento (anche morale) del suo ruolo e via dicendo.. ebbene costui come si sente, un vincente o un perdente? Arduo rispondere.
Talvolta l’insegnante , rispetto alla collocazione in cui questa società lo ha posto, si consola con la consapevolezza e la gratificazione che deriva dallo svolgere un lavoro intellettuale che lo pone al di sopra della media dei dei normali cittadini. Costui si sentirà un vincente o un perdente?
Il lavoratore che presta la sua opera un una azienda ammettiamo statale , che lavora correttamente e da il meglio che può nel lavoro anche se si rende conto che è fagocitato in un mare di inefficienza e di burocrazia
e non capisce che per far carriera non serve lavorare coscenziosamente ma serve molto di più fare attività sindacale o politica in modo che durante le trattative tra sindacato e azienda ci sia il suo sindacato di appartenenza che si occupa a fargli fare carriera. Ebbene costui alla fine si considererà vincente o perdente o nessuna delle due o forse semplicemente uno frustrato che si accorge troppo tardi di non aver capito niente di come funzionano le cose.
Mio Padre non parlava mai, ma un giorno non ricordo più in quale contesto mi disse “Noi siamo poveri ma ricordati che tuo padre è sempre stato una persona onesta” la qual cosa da bambino mi impressiono moltissimo e divenne una mia direttiva di vita. Ebbene oggi dopo molti anni , io non sono certo ricco, ma non direi mai a mia figlia una frase simile perchè la considerazione che ne potrebbe derivare potrebbe essere questa “e bravo fesso, ci hai sempre fatto fare una vita ristretta e misurata , solo per far vedere che sei una persona onesta, mentre se ti facevi un pò più furbo avremo vissuto meglio”, la risposta ,anche se non espressa, potrebbe essere proprio di questo tipo.
Chi è il perdente e chi è il vincente? Impossibile a dirsi in questa società in cui i valori morali si sono distorti? In questa società non è mica riconosciuta vincente la persona corretta e onesta, il vincente è chi ha fatto i soldi, non importa come.
Se voi con il vostro esempio educate i vostri figli alla correttezza nei rapporti, ad una onestà di fondo, al rispetto per gli altri, per le autorità, per il bene comune ecc.. ebbene voi in questa società ne farete dei perdenti. Se voi con il vostro comportamento educherete i vostri figli a non avere scrupoli, a prevaricare, a farsi furbi a disprezzare la cosa comune ecc.. ecc.. ne farete dei vincenti. Questa società non premia i primi ma è molto indulgente con i secondi.
Quanto sopra detto è a taglio grosso, fin troppo schematico, ma l’argomento è stimolante per capire chi in questa società è un vincente e chi è un perdente. Per stimolare la discussione , spero di non aver detto troppe banalità e spero che non saremo tutti perdenti e che ci sia qualcuno che si consideri anche un pò vincente.
ciao El Toso..infatti i sillogismi citati inducono un po’ a riflettere…si può essere (agli occhi altrui), o sentirsi (dentro di sè) vincenti in pubblico e sconfitti in privato, o viceversa, a seconda dei parametri di riferimento adottati e dei valori che riteniamo prioritari. Condivido il tuo discorso che in fondo riguarda l’essere e l’avere, che non sempre vanno di pari passo e talvolta non sono conciliabili perchè implicano uno scendere a compromessi innanzitutto con se stessi. Ma Tagore fa riferimento alla nuvola, passeggera destinata a svanire e a perdersi , mentre la stella resta, ha un’intrinseca luminosità, che talvolta è offuscata e non appare come le cose concrete, ma è destinata a durare e ad illuminare e orientare chi la scorge