Il mare
Mare che separa ed unisce terre, popoli e cuori, culla di grandi civiltà e dei primi o ultimi respiri, depositario di lacrime e rabbia, di sogni e di risa. Patrimonio universale, orizzonte infinito di chi scruta oltre, di chi sfida l’ ignoto e la vita, patria comune di chi strappa le proprie radici.
Il suo richiamo è silenziosamente forte… lo sentì bene Ulisse che sfidò i limiti della conoscenza, abbandonandosi alle sue correnti. E lo sentono ancora tutti quelli che partono, con gli occhi spalancati sullo stesso miraggio di una vita migliore al di là di ogni confine terrestre.
Mare cui si affidano coloro che non riescono a vivere senza, affascinati dalla sua voce, per un destino che scorre nel sangue da generazioni. Quella voce che pochi riescono a captare e a capire. Il suo sussurro muto entra dentro, ti appartiene e ti guida con un istinto primordiale ed eterno.
Mare che accoglie lo stupore ingenuo e la gioia spontanea dei bambini, mare maestoso da rispettare, che innalza e sprofonda, avvolge, travolge e cattura. Indomito e ribelle atterrisce e distrugge ma restituisce ogni cosa ai fondali segreti e alle rive assolate.
Mare saggio, materno e fonte di vita, origine e fine di ogni cosa. Immensità da esplorare, da domare, da sfidare nella propria volontà di potenza. Energia vitale e quiete passiva.
Nel mare la consapevolezza di essere sospesi tra due infiniti incommensurabili, quello del cielo e quello degli abissi. E solo allora comprendi che non sei altro che una piccola scheggia di vita destinata a perdersi nel breve passaggio tra i due mondi .
Mare in cui ritrovare la propria essenza per potere immergersi poi nella vita di tutti i giorni…nel proprio mare.
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Ho letto ora il tuo elogio sul mare.
Che aggiungere? Niente: il mare è la mia vita giorno per giorno!
Dopo il vento di ieri, stamattina il mare era grinzoso e stropicciato e tra le pieghe delle onde affioravano i pizzi candidi della sottoveste.All’orizzonte incupiva una striscia di indaco, separata nettamente dal turchese che avvicinandosi a riva stemperava in verde marrone.
” E’ il mare che disegna le rive
d’acqua, alzando e abbassando
muschi e radici, avviluppando
di schiuma la pietra,
soffocando la terra morbida o
sferzandola perchè non perda
vita”
Nico Orengo “Cartoline di mare”
@filo: belle le prime quattro righe.
@Silla: mi tieni d’occhio? vedo che Orengo non ti fa impazzire. Anche a me del resto, ma in Cartoline di mare c’è qualche intuizione che mi piace, soprattutto nella poesia che nella mia edizione fa da frontespizio al libro: Ci sono nuvole di Provenza/ cariche di ocra e di lavanda…
Dimmi il nome di un poeta che ti piace.
@Skip: ciao e grazie.
@filo ciao e grazie a te!
Un grande mistero di cui vediamo quasi solo la superficie.
ciao Alberto!
è più facile vedere la superficie…la profondità degli abissi disorienta
@filo: Lorenzi.
wow
ottima scelta!
@Silla: sei proprio un mattacchione!ma ho già detto che non è un poeta.
Skip: ma che fai, approvi?
[...] Mare maestoso da rispettare, che innalza e sprofonda, avvolge, travolge e cattura. Indomito e ribelle atterrisce e distrugge ma restituisce ogni cosa ai fondali segreti e alle rive assolate.” (da Il mare) [...]