Amico libro.
Da bambina ho acquisito il piacere della lettura grazie a Topolino. Confesso che continuo a leggerlo per appagare un po’ quel bambino che credo esista ancora un po’ in ognuno di noi, ma soprattutto perchè ho una latente curiosità a riguardo del gonnellino di Eta Beta che vorrei tanto trasformare in una borsa piccola, leggera ma infinitamente capiente. Più tardi da ragazzina mi sono persa nei romanzi avventurosi di Jack London ( “Zanna bianca “e “il Richiamo della foresta”). Storie di un cane domestico che ebbe il coraggio di osare: osò tornare alla vita selvatica dei lupi sfidando la solitudine, freddi inverni e le regole del branco, le più inimmaginabili avversità con un’audacia… sovrumana ( per forza,era un lupo! ), seguendo un po’il suo istinto e riconquistando una sopita libertà. Poi c’è stata un periodo in cui ho divorato libri nei quali cercavo risposte ai mille perché adolescenziali. Dopo qualche decennio ( meglio tardi che mai! ) ho intuito che non avrei mai trovato quelle risposte tra pagine scritte, ma solo dentro di me.
Un libro che mi ha affascinato e mi ripropongo di rileggere per capire se nel frattempo sono cambiata oppure sono pronta per un suicidio dell’anima è stato “Donne che corrono coi lupi”, con un sottotitolo inebriante:“il mito della donna selvaggia: consigliato agli uomini che osano correre con le donne che corrono coi lupi”, dove per donna selvaggia si intende “ la donna che al momento giusto sa correre forte per riguadagnare il tempo perduto, svuotare la mente, voltare pagina, rompere le regole, fermare il mondo e rigenerarsi …. una donna sensibile, resistente, intuitiva che sa difendere il suo mondo dai terribili attacchi sferrati dalla vita”. Appunto: per rimanere in tema coi cani e coi lupi, leggendo il sottotitolo mi pare di sentire lo squillo di tromba della carica di Rin Tin Tin. A prescindere dal fatto che io per ora ho imparato solo a camminare, magari anche a passo sostenuto, con un cane e per di più bastardino, dopo l’ entusiasmo provato leggendo l’ultima pagina del libro, sono arrivata poi pian piano alla conclusione che ‘sta donna dovrà continuare a correre ancora per molto tempo, sempre che ne abbia le forze, (però le donne sono resistenti…) finchè non capirà che è come un lupo che rincorre la sua coda in tondo, a meno che non decolli verso le stelle in alto, sorvolando tutto e tutti, come un maestoso drago delle fiabe.
Ma quanti libri esistono! Libri con titoli sempre più strani, accattivanti, ermetici …per non parlare del contenuto. Insegnano di tutto. Per esempio come si imparano le lingue straniere senza fatica, con lavaggi del cervello notturni. In pratica se mi addormento che parlo italiano, al risveglio potrei parlare finnico o polacco e voilà! Farei forse una gradita sorpresa al consorte che potrebbe illudersi di avere un’ altra donna, fino a quando non realizzerà che in quell’aliena giace sorniona la “lupa” selvaggia di sempre , la “buona donna” di sempre (lupa in senso metaforico, please! ), quella che ben sa che tutti i lupi perdono il pelo ma non il vizio.
Libri che insegnano ad allevare renne, tarantole, baobab e bebè, come si diventa un atleta da oro olimpionico e come si può dimagrire a tempo di record (cioè indossando una bella museruola e dormendo in santa pace in una stanza insonorizzata). Libri che consigliano come stare bene con tutti: con se stessi, con i familiari – compresi quelli adottivi ed acquisiti, fino alla terza generazione ascendente e discendente in linea diretta e collaterale-, con gli amici, con i colleghi, con i condomini, con l’amante, coi concittadini, con i fedelissimi animali domestici e col mondo intero, reale e virtuale… con tutti gli extra comunitari del nostro io, cioè coloro che sono al di fuori del mondo interiore di appartenenza ( sempre che apparteniamo ancora a qualcosa visto che tutto muta e diviene e spesso siamo ibridi di noi stessi).
Libri che fanno sperimentare le ricette più gustose del mondo intero, magari anche a costi minimi e in pochi minuti ma, in compenso, con spremitura protratta delle meningi a causa di ingredienti irreperibili. Libri che addestrano alla sopravvivenza in ogni tempo e luogo e nelle varie fasi della vita , sfatano miti e leggende reali e non, rivedono il passato e prevedono il futuro e pretendono di interloquire con le stelle per ricostruire le origini, il carattere e le inclinazioni personali.
Libri che convertono alla fede, all’arte e alla pace interiore, scavano nella vita di uomini illustri per scoprirne i vizi e le virtù proprie dei comuni mortali , osannano o distruggono amori e morti, denunciano o tacciono verità e menzogne.
Libri che fotografano gli ambienti, i popoli e la storia, conciliano il sonno e fanno sognare, fanno ridere, piangere e riflettere, trasmettono nozioni ed emozioni, saggezza e follia. Libri da dimenticare e che non si vorrebbero mai dimenticare; libri censurati, bruciati e idolatrati, libri che s’addentrano magicamente nei meandri della mente e dell’animo umano, accendono la fantasia , lo spirito e gli ideali.
Libri per adesso e per sempre.
Quante parole! Un fiume in piena che scorre perenne sulla carta stampata. Troppe parole che danno voce a tanti pensieri, a pensieri già pensati, rielaborati in forme diverse per dire tutto e nulla a seconda dello stato d’animo del momento .
Parole eterne che orientano anche se senza meta, a testimonianza della vita, scritte per conversare in silenzio con personaggi ed autori invisibili ma onnipresenti, lette in solitudine perché diano nuovi orizzonti e ci appartengano in qualche modo.
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Ho letto anch’io molti anni fa il libro della Pinkola-Estes:illuminante.
Leggo contemporaneamente più libri. A seconda del fabbisogno alimentare alterno un genere all’altro. Adesso ho appena finito “Firmino” di Sam Savage, la storia di un topo malinconico, simbolo di tutti coloro che amano leggere.Per la saggistica ho iniziato “L’ospite inquietante” di Galimberti e procedo con “Elogio dell’immaturità” di Demetrio; poesia “Vista con granello di sabbia” Szymborska; gialli: “Io sono il tenebroso” Vargas, ma di questa autrice preferisco i gialli con il commissario D’Alembert.
Bello ciò che hai scritto: conversare in silenzio con autori e personaggi nei quali riconosci frammenti che ti appartengono.
Beata te…io invece leggo un libro alla volta e solo quando ho la mente più libera. Altrimenti leggo poesie( zappingando nel web). Al momento sto leggendo “Memoria del vuoto” di Fois.
Non so se anche voi provate la stessa cosa: quando leggo, entro in sintonia con i pensieri o le emozioni trasmesse dall’autore /trice (una sorta di feeling), a volte nuovi, a volte già condivisi…i libri( forse solo quelli che interessano maggiormente), inconsciamente lasciano tracce di pensieri altrui , creano un’ atmosfera in cui immedesimarsi.