Vita al rallentatore.
Il bradipo è un mammifero curioso, a me molto simpatico. Vive nelle umide foreste tropicali dell’America centrale e meridionale. Mangia frutti, germogli ,foglie e non beve, ma assimila acqua dai vegetali.
E’ proverbiale la sua lentezza nei movimenti quando si sposta, quando mangia, quando gioca .Sempre. È impacciato negli spostamenti sulla terra ( pare che impieghi circa un’ora per percorrere 100 metri), anche a causa dei lunghi arti e ancor più lunghi artigli che gli consentono di stare saldamente appeso ai rami a testa in giù, di arrampicarsi o spostarsi di albero in albero …in compenso però è un ottimo nuotatore.
Il maschio vive per tutta la vita su un unico albero, a meno che non ci sia scarsità di cibo; la femmina genera un solo figlio all’anno ( lascio alla vostra fervida immaginazione le lunghe e lente manovre!). Il cucciolo vive addosso alla madre, finchè non diviene autonomo e, raggiunta la maturità sessuale, eredita da mamma bradipa il vecchio albero e l’estenuante onere di cercarsi una compagna.
Il bradipo scende sulla vile terra solo una volta a settimana per mangiare ed evacuare (risparmiando così tempo e fatica!). Inoltre non soffre di stress forse perché può dormire beatamente fino a 18 ore al giorno e quindi campa a lungo (gli esemplari più longevi vivono fino a 30 anni).
Si mimetizza nella folta vegetazione grazie alle microscopiche alghe verdi e azzurre che crescono sulla pelliccia: quindi è quasi irreperibile (che fortuna !) ad ogni chiamata urgente e sollecitazione.
Il mondo può cascare…ma non si sposta, al limite volta lentamente la testa.
Ah, se rinasco… !
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condivido, voglio anche io rinascere bradipo
Qualcuno potrebbe scrivere per favore l’Elogio della Lentezza? O forse ci ha già pensato Kundera? Devo verificare.Comunque questo ritmo forsennato con cui bisogna andare avanti ogni giorno non lo reggo più, voglio la quiete, la gran quiete marina, alpina, cittadina…, voglio fare una cosa alla volta e non fatemi fretta, con i miei tempi. Non mi associo al bradipo perchè è tanto brutto poverino,con tutto quel pelo infestato dai parassiti, ma alla tartaruga sì,è il mio animale preferito, con quel suo carapace che ti ripara dai sassi che rotolano giù dalla montagna incantata.. bella la favola di La Fontaine “La lepre e la tartaruga”. Se volete ve la racconto.. dunque.. c’era una volta una lepre che un giorno sfidò la tartaruga in una gara di corsa campestre…
@filo: mi ricordi il mio primo post “Stop, si fermi!” sulla Giornata Internazionale della lentezza (in xxmiglia.net) che si celebra a febbraio … però mi hai suggerito un’idea: un elogio della lentezza elaborato da tutti noi.