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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Riorganizzazione della scuola

 Alla  riorganizzazione della scuola hanno mirato sia un progetto di legge di Valentina Aprea risalente allo scorso aprile, sia  proposte analoghe avanzate da entrambi gli schieramenti nella Commissione Cultura . Ora si lavorerà perché tutto confluisca in un unico progetto trasversale. Le novità principali, tratte da la Stampa del 19 luglio 2008, sono le seguenti:

 

1. Ogni istituzione scolastica avrà un Consiglio d’Amministrazione presieduto dal preside, elaborerà il Piano dell’Offerta Formativa (che finora è stato già elaborato dalle singole scuole in piena autonomia) e potrà scegliere ed assumere direttamente i docenti iscritti all’albo tra coloro che avranno i requisiti ( non ci sarebbero quindi  più precari ma solo eventualmente disoccupati) .

 

2. Gli istituti scolastici, come aveva proposto Fioroni, potranno divenire fondazioni per ricevere anche finanziamenti privati ( con il conseguente rischio di creare scuole di  serie A e  di serie B.  Quale istituto bancario, per esempio, avrà interesse a finanziare  le scuole periferiche delle aree a rischio di dispersione e devianza, già sorta di ghetto socio culturale? ).

 

3. I docenti avranno un diverso status giuridico: non saranno più impiegati pubblici bensì professionisti iscritti all’albo, per i quali si prevede  una formazione diversa: laurea triennale nella disciplina che si intende insegnare, poi laurea biennale specialistica nella professione insegnante (durante la quale sarà possibile  cimentarsi  nelle supplenze), esame di abilitazione per poter accedere all’albo professionale.

 

4. Si prevede anche una carriera dei docenti subordinata a un sistema di valutazione per esami e titoli: docente iniziale, poi ordinario, esperto, vicedirigente e infine, con un altro concorso, dirigente.

 

5. Si attuerà un’ autovalutazione interna alle scuole  e valutazione dall’esterno  (INVALSI) sia dei ragazzi  per misurare il raggiungimento degli obiettivi previsti nei Programmi nazionali , sia  dei docenti , meritevoli di premi o passibili di eventuali sanzioni (già previste prima, ma poco applicate) .

 

Mi pare che in nome dell’autonomia scolastica si voglia delegare ai Dirigenti Scolastici  gran parte delle responsabilità, eliminando sì graduatorie e punteggi  di un sistema scolastico burocratico, farraginoso e lento, ma facendo leva su un sistema discrezionale.

 Il C d A avrebbe il compito di  selezionare e assumere  docenti in base al piano dell’Offerta Formativa. Ma con quali criteri? Bastano titoli ed esami per essere un buon insegnante?

 

Il tema della valutazione dei docenti è ostico: la valutazione può essere soggettiva o oggettiva. Quest’ultima è riconducibile a parametri fissi di riferimento ( competenza didattica, formazione professionale, disponibilità ad attivarsi all’interno della scuola); la valutazione soggettiva lascia ampio spazio alla discrezionalità (per esempio sull’efficacia della comunicazione, flessibilità della metodologia di insegnamento rapportata ai diversi stili di apprendimento degli alunni, alle loro potenzialità e maturità) .

 

Purtroppo spesso si rilevano le deficienze della scuola italiana nell’alta percentuale di insuccesso e abbandono scolastico soprattutto nella scuola secondaria causati, secondo me, dal fatto che si tende a privilegiare l’aspetto tecnico delle discipline, insegnate per compartimenti stagni ( senza o con limitata trasversalità ) a discapito dell’aspetto globale e formativo dell’insegnamento. Quest’ultimo è un campo minato perchè richiede un continuo mettersi in gioco e in discussione come docente e come persona e richiede investimento di tempo, di energia, di professionalità e disponibilità al confronto con alunni, genitori  e colleghi. Inoltre molti docenti sono demotivati  e a loro volta demotivano all’apprendimento e all’amore per il sapere, molti pretendono senza dare o almeno senza mettere i ragazzi in condizioni di “essere all’altezza”, altri, seppur preparati, poco considerano la  psicologia evolutiva e non riescono a trasmettere il loro scibile in maniera efficace. Poi subentra la più o meno condivisibile solidarietà di categoria, per cui ciascuno procede per conto proprio, senza elaborare un progetto didattico – educativo condiviso e realmente messo in pratica , arroccandosi sul piedistallo della libertà d’insegnamento che nell’alta percentuale di insufficienze ha ben rivelato l’ inadeguatezza  o del metodo d’insegnamento o degli obiettivi prefissati o delle capacità relazionali docente- alunno.

Vero però che è anche  difficile riuscire a valutare un docente in base al rendimento degli alunni perché purtroppo ancora oggi , nella maggior parte dei casi, l’eccellenza o il successo scolastico è  di coloro che hanno la fortuna di appartenere ad un contesto socio culturale più avvantaggiato.

Inoltre  oggi la scuola deve affrontare problematiche educative complesse e diverse da quelle di anni fa, dovute all’evoluzione sia della società che della comunicazione, non sempre facili da fronteggiare, filtrare o risolvere, e che influiscono non poco sulla motivazione ad apprendere.

 

 Resto dell’opinione che docenti e dirigenti fanno una scuola che “funziona” ma devono anche essere supportati e messi in condizione di attivarsi al meglio . Da anni invece si assiste a  sempre più consistenti tagli nei finanziamenti alla scuola pubblica e  a costanti  sovvenzioni  per  chi iscrive figli nella scuola privata, che di fatto può selezionare gli iscritti e di conseguenza non ha le stesse difficoltà didattiche e organizzative di quella pubblica .

 

 Riformare o riorganizzare la scuola è ardua impresa perché implica un necessario intervento sinergico di tutti coloro che operano con gli adolescenti  ( famiglia, scuola, associazioni) in cui tutti ben definiscano il proprio ruolo, le proprie competenze e responsabilità, perchè i ragazzi possano crescere e maturare sia come studenti che come persone.

 

Una scuola dove non conta  la provenienza geografica del docente ( come tuona platealmente e a vanvera Bossi rivelando uno spirito di parte esclusivamente politico e personale) ma influisce quella degli studenti ( considerando l’incisivo afflusso di extracomunitari); una  scuola che non sia intesa come una sorta di ascensore sociale (con disparità tra scuole di serie A e B) ma un  ascensore che punta verso una cittadinanza più ampia, cioè quella delle menti aperte, capaci di comprendere e convivere con ogni forma di diversità in un interesse comune, che formi un’obiettiva capacità critica e di giudizio a prescindere da qualsiasi  credo politico o religioso del docente, che offra pari opportunità di apprendimento e di formazione indistintamente e a tutti,  incentivando l’eccellenza ma soprattutto affrontando lo svantaggio e garantendo a tutti il diritto- dovere allo studio.

Una scuola che quindi si apra alle esigenze sociali del territorio su cui opera ( senza alcuna interferenza politica perché è una comunità educante) e sia sostenuta a livello locale e centrale perché sia comunque garantita uniformità negli standard di apprendimento; una scuola  seria che isoli assenteisti , nullafacenti , coloro che farebbero meglio a trovarsi un’altra occupazione e sradichi quella mentalità corporativa di coprire le inadempienze altrui  che ha favorito un gioco all’appiattimento e al ribasso ( sostenuto dai sindacati che proteggono loro affiliati per ottenere iscrizioni e consensi ), che ha perso di vista  la centralità dell’alunno e ha demotivato chi ancora resta per senso di responsabilità, non per competere e primeggiare, ma semplicemente per la  consapevolezza che l’attività svolta può avere ancora un significato per sé e per gli altri…altrimenti dalla scuola se ne sarebbe già andato da tempo.

 

Il tentativo di riorganizzazione scolastica è già qualcosa e ben vengano le iniziative di maggiore formazione e carriera degli insegnanti che si spera possano servire per un cambiamento più profondo  sulla mentalità di  percepire la scuola nel suo ruolo istituzionale, non equiparabile a quello di una qualsiasi azienda, e di viverla come un valore e  non solo come un posto di lavoro .

 

5 comments

5 Comments so far

  1. filo July 21st, 2008 21:37 p07

    Skip… ma qualcosa di più… estivo ?

  2. Skip July 21st, 2008 21:37 p07

    io sto ancora in ballo,con ‘ste cose e non solo …

    urge partenza per lidi lontani :)

  3. [...]  È la novità, che sta suscitando grandi reazioni nel mondo della scuola di cui ho taciuto qui ( condividendo alcuni punti)  dopo un iniziale perplessità perché di fatto non capivo e di cui ho [...]

  4. Skip blog » Guarda l’asino che vola! October 26th, 2008 21:37 p10

    [...] Riorganizzazione della scuola [...]

  5. Skip blog » In attesa della circolare… March 13th, 2009 21:37 p03

    [...] tanti post autunnali  sulla riorganizzazione scolastica, sul mistero doloroso che ha scatenato un putiferio nazionale , sul maestro unico, sulla [...]

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