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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Ricchi e poveri

Questo post rispecchia una visione esclusivamente personale e non vuole urtare nessuno. 

 

Rio dei mendicanti -Canaletto

Esistono varie forme sia di ricchezza sia di povertà  che  nella valenza economica consistono nell’abbondanza, prosperità, opulenza  o mancanza o scarsità di sufficienti mezzi di sussistenza, e nel risvolto sociale indicano chi vive nell’agiatezza e chi invece in stato di bisogno.  

Povertà e ricchezza però possono riferirsi anche al patrimonio di un paese se si fa riferimento alle sue risorse ( materie prime e  bellezze naturali), alle tradizioni, storia e cultura oppure al  patrimonio interiore della persona considerando l’esuberanza di mente, di animo, di cuore, di espressione o di fantasia .

 

Esser ricchi o poveri non è una colpa: è un’ estrema  diversità che spesso, in entrambi i casi,  provoca consapevolezza e talvolta una sorta di  tacito imbarazzo in chi osserva.

La povertà, materiale o spirituale, fa percepire un dislivello, nelle persone più sensibili rispetto solidale  e disagio di non  riuscire a fare di più: a volte un gesto di piccola generosità ,un’azione di volontariato più duratura o uno scambio di parole allevia un po’ quel senso di colpa latente pur nella consapevolezza che sono insufficienti a rimuovere le cause più o meno profonde di quella condizione.

 

La ricchezza di idee, fantasia, sentimenti, interessi e passioni provoca stupore se non ammirazione  in chi vi si confronta; senso di inferiorità talvolta misto a ritrosia o invidia quando è ostentata quella materiale perché questa forma di ricchezza non fa gentilezza (intesa come nobiltà d’animo) e viene interpretata come insulto alla miseria.

Qualsiasi forma di ricchezza (materiale o spirituale per intendersi) se  sfocia nell’avarizia suscita rabbia o compassione. Perché se alla povertà mancano molte cose, all’avarizia tutte (Publilio Siro) e nessun  uomo è tanto povero da non poter donare qualcosa agli altri (Romano Battaglia).

 

Invece l’avaro ( di soldi) è un ricco che non può tenere ad altro se non al denaro. Questa è la sua miseria. Avaro in fondo è chi vive continuamente in miseria per paura della miseria (San Bernardo) e  sa vantarsi solo  delle sue economie.(Abel Bonnnard).

E’ vero che il denaro non fa la felicità, figuriamoci la miseria ( Woody Allen)  ma rende la vita più facile ed agiata, con meno preoccupazioni contingenti.

 I ricchi di palanche impallidiscono solo per paura e sono spesso in guerra, in posizioni di attacco o di difesa…ma è purtroppo vero che quando i ricchi si fanno la guerra (di varia natura), sono  i poveri che muoiono (Jean Paul Sartre) . Nonostante tutto, il povero è generoso: la sua carità è di voler bene al ricco (Contesse Diane).

 

Se la ricchezza può essere una convinzione, più o meno rispondente alla realtà, la povertà mi appare quasi sempre una certezza, evidente e percepibile, difficile da nascondere, impossibile da rimuovere alla vista degli occhi o della coscienza.

 

Ogni riferimento a eventi politici e sociali recenti  non è puramente casuale, perché in questo momento ho l’impressione che Solo i poveri riescono ad afferrare il senso della vita ( o devono afferrarla per poter andare avanti?), i ricchi possono solo tirare ad indovinare (Charles Bukowski).

 

 

Attenzione al finale

Miseria e nobiltà (Totò)

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