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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Ridatemi Robin Hood !

 

Robin Hood è un eroe popolare inglese , leggendariamente noto perché rubava ai ricchi per dare ai poveri. Probabilmente nacque a Loxley nel 1166 e morì a Kirklees Priory nel 1214. Non si sa bene se fu sepolto nel monastero dove fu accolto e curato dalla madre superiora,sua parente, e c’è un’iscrizione di dubbia credibilità su una  presunta tomba, oppure nella foresta , esattamente nel punto in cui si narra fosse arrivata la sua freccia e dove Little John avrebbe dovuto seppellirlo in base alle sue ultime volontà.

Protagonista di ballate e racconti popolari, Robin Hood  è nato dalla fusione di un personaggio storico realmente esistito ( forse un bandito o un nobile decaduto) e un personaggio leggendario cioè un dio della foresta.

Le leggende moderne lo rappresentano come un abile arciere, un prode  temerario che vagava nella contea di Nottinghamshire e si nascondeva nella foresta di Sherwood nello Yorkshire . Ancor oggi molti turisti  rivisitano questi luoghi per rivivere un po’il fascino della leggenda. Tra l’altro l’ aeroporto del South Yorkshire ha preso il nome di “Robin Hood Airport Doncaster Sheffield, proprio in onore dell’eroe.

 

Probabilmente Robin deriva  da un nome pre-teutonico (ariete) come l’ariete robinet che ornava i rubinetti delle fontane pubbliche, ma Robin Hood era pure detto Robin Goodfellow cioè Buondiavolo e spesso veniva  rappresentato come ariete- diavolo negli almanacchi.

Hood era il ciocco di legno tagliato a Calendimaggio dalla sacra quercia dove si credeva dimorasse il pidocchio del legno, Robin, che scappava al calore delle fiamme. Robin della foresta era un dio decaduto, un folletto che nel medioevo fu considerato dai contadini il dio dell’anno nuovo che vinceva e uccideva il vecchio Inverno (rappresentato in alcune pantomime da un re) per amore di Mad Marian (pazza, furiosa) , nome dato alla Dea madre. Un monaco rinnegato , Fra Tuck, celebrava poi le sue nozze con Merry Mad Marian. Alle orge del calendimaggio si fanno risalire i cognomi inglesi più diffusi Johnson, Jackson e Jenkinson, ad esempio, potrebbero derivare dall’antica usanza di scegliere il giovane più alto e robusto del villaggio per la parte di Little John (o Jenkin), il luogotenente degli “Allegri Compagni”; Robson, Robinson, Hood, Hodson, Hudson, invece, sarebbero i “procreati in allegria” da chi impersonificava Robin Hood, mentre Prince, Lord e King i nati dal Signore del Malgoverno, Re dei bagordi; infine, Merriman e Greenwood sarebbero i figli di padre incerto.

La tradizione popolare si complicò con la presenza del Robin Hood storico, (Robert ,figlio del guardaboschi Adam Hood) di cui si hanno notizie non molto chiare in  manoscritti dalla  seconda metà del ‘300 in poi. Egli perseguì la strada del fuorilegge e sposò tale Matilda, che ribattezzò “vergine Marian”, Maid Marian. Grazie inoltre alla sua opposizione al clero, Robert  venne identificato sempre più col patrono delle pagane feste agricole di Calendimaggio.

Eroe leggendario, sulle cui origini controverse c’è ancora incertezza, è stato un affascinante protagonista di numerosi film sin dal 1908 (film muto Robin Hood and His Merry Men, La leggenda di Robin Hood del 1938, nel più recente Robin Hood: principe dei ladri del 1991 con Kevin Kostner o nella versione comica di Mel Brooks in Robin Hood: un uomo in calzamaglia e in quella spassosa dei cartoni animati di Walt Disney , con personaggi dalle sembianze umane).

 Un eroe carismatico che incarnò i fermenti di contestazione e di rivolta di contadini angariati contro i nobili e i potenti ( rivolta che si attuò di fatto nel 1381 segnando la fine del Medioevo): ribelle, libero, astuto, coraggioso, amante delle sfide, al contempo pratico e idealista, indomito, invisibile ma onnipresente, simbolo di apertura tra rigide classi sociali e di passaggio tra epoche storiche.

Ha  animato il mio immaginario infantile a lungo …e da adolescente mi incuriosì nella versione moderna cantata da Loredana Bertè circa 30 anni fa. A lei  riconosco il merito di  essere stata un’innovatrice e di avere saputo cogliere e lanciare con parole semplici temi a tutt’oggi attuali  (penso anche alla canzone Fiabe), a prescindere dallo stile musicale più o meno condivisibile.  

Nella versione cantata, Robin Hood (1979) appare come  un antieroe adattatosi alla società moderna, un vero e proprio trasgressivo delinquente e  filibustiere . Indirettamente emerge il rimpianto dei veri eroi, autori di impavide gesta che avevano sempre la certezza di ciò che è giusto e bene e forse popolano ancora l’ immaginario  collettivo. Eroi giustificati dai nobili fini e forse non sempre dai mezzi, mossi dal cuore,dal coraggio e dalla fede agli ideali.

Un Robin cambiato perché spodestato dalla nostra limitante e limitata imperfezione e dalle solite piccole gesta quotidiane? O più semplicemente perché non più sorretto dalla nostra romantica credulità, dalla capacità di fantasticare, sognare, sperare e credere a qualsiasi età?

“Gli eroi! Li abbiamo travolti noi, ma che fastidio gli eroi che amavano un po’ di più, che  avevan sempre bandiere da fare restare su , ma dove sono gli eroi?  Erano meglio di noi, erano meglio di voi, erano meglio gli eroi!”. (Robin Hood -Loredana Bertè)

Ciao  Robin Hood ! Per me non sei mai cambiato.  Con mano ferma tendi ancora l’arco guardando verso il cielo per poi scoccare  una  freccia, senza meta  né direzione, ma sempre in alto e lontano.

4 comments

4 Comments so far

  1. Alianorah July 29th, 2008 21:37 p07

    Ma ora abbiamo la Robin Hood tax no? :-)

  2. Skip July 29th, 2008 21:37 p07

    Gli hanno usurpato pure il nome per darlo a una tassa ;)

  3. filo July 30th, 2008 21:37 p07

    A volte ci si trova ad affrontare nella vita situazioni che richiedono un po’ di eroismo!
    Mi è sempre piaciuto Robin Hood, anche per l’ambientazione celtica del pesonaggio.
    Ciao Skip.

  4. Skip July 30th, 2008 21:37 p07

    Ciao Filo, bentornata! :)

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