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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Cinque più più, sei meno meno…

 

Il voto è un numero che esprime la valutazione di una prova. Gli elementi che sono alla base della valutazione sono molteplici: alcuni riguardano l’apprendimento (cioè  le conoscenze, abilità e competenze acquisite dagli studenti nel percorso curricolare e al loro utilizzo interdisciplinare) e il profitto ( cioè risultati conseguiti nelle prove orali, scritte e pratiche) , altri la dimensione formativa dello studente ( costanza nello studio, impegno, partecipazione attiva alle lezioni e propositiva alla vita della classe, motivazione, frequenza regolare). Da quest’anno scolastico si torna ad una valutazione espressa con il voto ( nelle scuole primarie affiancato dal giudizio) in una scala da 1 a 10, per un’esigenza di chiarezza e trasparenza della misurazione delle conoscenze, competenze e abilità, per capire a che punto lo studente è arrivato nel percorso di apprendimento perché possano attivarsi strategie e metodologie adatte al conseguimento degli obiettivi prefissati sia per compensare eventuali lacune , sia per  sviluppare l’eccellenza con percorsi mirati. I voti semplificherebbero la valutazione e ben vengano se servono a semplificare. Mi spiego in termini meno tecnici, rifacendomi a una prassi consolidata in fase di scrutinio  soprattutto delle scuole secondarie di secondo grado, dove appunto spesso  si danno letteralmente  i numeri .

Generalmente i ragazzi delle superiori sono abituati a fare la media matematica perché con 5,6 rischiano  esami di riparazione a settembre a meno che, per esempio,  l’insegnante di lettere non ceda dal 7, 4 i decimi necessari per risollevare la media in matematica. Alla fine, il genitore, non saprà se il  figlio ha carenze in matematica o è stato penalizzato in italiano, ma ovviamente esulterà per la promozione.

 

 I voti delle interrogazioni orali spesso sono un mistero glorioso, talvolta affidati alla discrezionalità di luna storta o buona del docente e alla  sua gentile concessione di  interrogare oralmente. Oggi pare che gli insegnanti non abbiano mai tempo sufficiente per interrogare ( alcuni si accontentano di due prove orali in un intero quadrimestre) e ricorrono a prove scritte, se non a questionari a risposta multipla  tra le quali l’alunno deve scegliere la risposta esatta ( perché ormai la vita è tutta un quiz).  Così spesso e volentieri i ragazzi si specializzano in strategie sempre diverse per copiare meglio e non farsi beccare  durante la verifica scritta di materie tradizionalmente orali quali la storia , geografia, filosofia,italiano, scienze. A parte il fatto che solo da un’interrogazione orale si deduce se un ragazzo ha studiato, dalla sua capacità di analisi, sintesi e di fare collegamenti si evince la padronanza della materia e dalla capacità di organizzare un discorso e gestire l’emotività si rileva il suo grado di maturità. Anni luce fa gli  insegnanti avevano sempre tempo sufficiente  per interrogare. E chi si  scorda le interrogazioni e l’attesa del fatidico nome dell’interrogando! Mentre l’indice dell’insegnante scorreva sull’elenco alunni del registro, intuivamo più o meno chi sarebbe stato il prescelto a meno che repentinamente  l’indice non risalisse in fretta a causa di un ripensamento. Intanto ci preparavamo psicologicamente col fiato sospeso o ad inventarci una scusa plausibile ( quasi mai accettata) o al supplizio. Poi c’era l’insegnante che preferiva sorteggiare  o quello che apriva un libro, leggeva il numero delle pagine, ne sommava le cifre e trovava la corrispondente lettera dell’alfabeto…nemmeno il tempo di tirare un  sospiro e di stare in apnea  che zac…il nome della vittima già echeggiava in un silenzio irreale.

 

Dopo anni ho notato però che nella scuola resistono i più e i meno.

A volte tre + (cioè +,+,+ ) dell’insegnante indulgente dati  per interventi o risposte giuste durante una spiegazione o la scena muta dell’interrogato di turno, servono a formare un quarto di punto, un mezzo punto, un punto in più per alzare la sofferta media matematica. Poi c’è l’insegnante più severo, che non premia gli interventi o la partecipazione costruttiva durante le lezioni, ma segna solo i meno. Uno, due, tre  meno (-,-,-) per una risposta sbagliata o disattenzione levano un quarto di punto, mezzo punto, un punto ecc. dalla suindicata media matematica.

 

Altro arcano non ancora svelato,ma radicato e diffuso, che non capivo da studentella e a dir la verità nemmeno ora che ho figli studentelli, è la differenza  tra  5 e ½,  5/6  (l’altalenante dal 5 al 6), 5 +,  5++, 6-, 6-  -…e i rari ma non ancora estinti, 5+++ e 6 -  -  – . Insomma io sinteticamente ne deduco che  il ragazzo ha conseguito una valutazione quasi sufficiente…che poi ci sia un’approssimazione per difetto o per eccesso di un quarto di punto, mezzo punto e tre quarti di punto, secondo me, questa sottospecie di voto è  chiaro solo nella mente di chi l’ha scritto.

Con le novità introdotte di recente ho però finalmente avuto conferma che lo zero spaccato è scappato definitivamente dai quaderni.

 

La stragrande maggioranza di insegnanti è concorde nel valutare partendo da 1 ma non tutti arrivano al 10. No…il 10 è troppo, al massimo arrivano al  9, a volte all’ 8 o addirittura al 7, così per principio. Ma se si dà al massimo 7, è più difficile recuperare un’insufficienza.

Non solo. Il 4 di chi dà al massimo 7, non equivale al 4 di chi valuta fino al 10. La matematica non è un’opinione. La metà di 7 è 3,5…per cui il primo 4 equivale quasi ad una sufficienza. Invece no. Nei consigli di classe si assiste alla ballata di tanti 4 , magistralmente equiparati tra loro e si fa, o si dovrebbe fare, la sacrosanta media matematica. Talvolta con contrattazione e baratti di decimi di punti da una disciplina all’altra. 

Ricordo ancora una mia insegnante di chimica. Nelle prove scritte alcuni ragazzi riuscivano a prendere -12,5  che misteriosamente poi in pagella si trasformava in un 3 o un 4 .Alcuni decidevano di non svolgere la prova scritta  per riuscire a prendere almeno 0. 

 

 Il voto potrà semplificare il sistema di valutazione  se riferito a omogenei standard di apprendimento a livello nazionale e  soprattutto se esprime un criterio uniforme di misurazione.

 Altrimenti  continuerà la  frenetica danza dei numeri … relativi.

12 comments

12 Comments so far

  1. Alberto September 10th, 2008 21:37 p09

    “numeri … relativi”
    Vorrà dire che si potrà dare “-4″?

  2. Skip September 10th, 2008 21:37 p09

    Ciao Alberto!
    Relativi inteso sia come affidato un po’ al criterio arbitrario di ciascuno… sia in memoria del passato, quando si davano anche i – 4 :) ( ma questi ultimi non si potranno più dare perchè la ministra ha detto espressamente che la valutazione va da 1 a 10).

  3. giovanna September 11th, 2008 21:37 p09

    Skip,
    che brava!
    gustosissimo (veritiero) quadretto!
    Ahinoi :-(
    Quest’anno, alla scuola media, mi troverò a sperimentare il voto che sostituisce i nostri “giudizi”. Io penso, e auspico, che sostanzialmente non cambierà molto, in quanto continueremo (io di certo:-)) a tenere fede a criteri di valutazione che non si limitano al mero voto di profitto (conosce la tale proprietà, risolve il tal problema…), ma tengono conto di tanti altri fattori, in primis, per dirla sinteticamente, la singolarità dell’alunno. Curando, e pretendendo, che fondamentalmente ci sia, e alla fine dell’anno ci sia stata, un *crescita* dell’alunno stesso nel senso più vasto del termine.
    un saluto caro,
    g

  4. Skip September 11th, 2008 21:37 p09

    Ciao giovanna, grazie per la visita e soprattutto buon anno scolastico ! :)

  5. lostinthesky September 11th, 2008 21:37 p09

    mamma mia che angoscia mi è venuta leggendo questo post e pensando agli innumerevoli 5/6 presi che si tramutavano in 6 quando lo dicevo ai genitori.

  6. Skip September 11th, 2008 21:37 p09

    anch’io avevo il mal di scuola :D ( e chi non ne ha sofferto?) però ho anche bei ricordi.

  7. giovanna September 12th, 2008 21:37 p09

    grazie per il buon a.s., skip!
    e per quel che mi dici…:-)
    buona giornata!

  8. Skip September 12th, 2008 21:37 p09

    complimenti meritati… è davvero molto interessante il tuo sito e lo visiterò volentieri

    buona giornata anche a te, a presto ! :)

  9. annarita September 18th, 2008 21:37 p09

    Cara Skip, hai tracciato un quadro realistico riguardo all’annoso problema della valutazione, con lucidità e chiarezza.

    Io insegno nella media,come continuo sbrigativamente a chiamarla, e da quest’anno sarò chiamata a dare “i numeri”, pardon i voti, per valutare il complesso universo rappresentato dall’alunno!

    Parlare, in un commento, di valutazione, con tutto ciò che è implicato, lo sappiamo bene che è impresa impossibile. Pertanto, dico sinteticamente che la chiarezza, l’attendibilità, la trasparenza, la democraticità della valutazione non sono legate al voto o al giudizio, ma a ben altri elementi.

    salutoni
    annarita:)

  10. [...] posizione .  In certe scuole non si è mai abbandonata la consuetudine di portare il grembiule. Il voto è una sintetica forma di valutazione che sarà ricondotta  dai Collegi Docenti a uniformi, [...]

  11. Skip blog » Guarda l’asino che vola! October 26th, 2008 21:37 p10

    [...] Cinque più più, sei meno  meno [...]

  12. Skip blog » Il fascino della matematica December 7th, 2009 21:37 p12

    [...] Cinque più più, sei meno meno [...]

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