Attenzione alle curve?
La giovane modella inglese Katie Green ha rinunciato al ruolo di ragazza immagine della casa di lingerie Wonderbra per non perdere 12 kg , come volevano alcuni responsabili dell’azienda.
Dalle foto si nota che la ragazza è formosa in modo proporzionato, è alta quasi un metro e ottanta , pesa 65 kg e indossa una normale taglia 44. É un bell’esemplare di mammifera come del resto si presume che sia una donna che deve reclamizzare biancheria intima femminile. Inizialmente Katie ha creduto che si trattasse di uno scherzo anche perché, perdendo tanti chili, si sarebbe ridotta a un mucchietto di ossa. Ma scherzo non era: era considerata troppo grassa per la taglia 38 – 40 delle altre ragazze. Le hanno consigliato di andare tutti i giorni in palestra e di seguire una dieta ferrea. La bella in 8 giorni ha perso 8 kg…ma era troppo poco. Gli agenti monitoravano i suoi cali di peso, aggiornandosi di frequente per telefono. Insomma alla fine Katie ha deciso “di mollare tutto perché questa cosa le ha davvero aperto gli occhi sul mondo della moda e sulle continue pressioni a cui sottopongono le modelle, costringendole ad essere sempre più magre.”
E io tifo per Katie…ma presumo che la notizia sarà ribaltata con un pluralità di tassative smentite dell’azienda, che sin d’ora asserisce che la ragazza avrebbe dovuto tonificare un po’ il suo fisico e perdere solo una taglia.
Il caso è interessante perché pare confermare quanto si sta discutendo da tempo,cioè quanto sia richiesto alle modelle da parte di chi lavora con la loro immagine.
Di recente molte, troppe modelle sono morte per anoressia ( cito solo Ana Carolina Reston Macan e Hila Elmalich della quale in rete c’è un filmato shock a testimonianza dei suoi 30 kg). L’anoressia nervosa è una malattia dalle origini complesse. Si diventa anoressici per difficoltà di comunicare a livello interpersonale o di esprimere le proprie emozioni, per l’incapacità di fronteggiare le difficoltà della vita, gli insuccessi, il senso di inadeguatezza, a volte per far parte di categorie in cui l’esile aspetto esteriore è ritenuto esasperatamente fondamentale (modelle, ginnaste,ballerine). Pian piano l’anoressica impara a rinunciare al cibo, a controllare in modo ossessivo il proprio corpo, dolore e vita e così si sente gratificata, crede di non aver bisogno di nulla , di essere superiore ai comuni mortali grazie al suo sacrificio, allo stillicidio giornaliero di rinuncia alla vita, in una sorta di condizione asessuata ( che cela carenze affettive). Di fatto fugge dalla realtà: la sua voluta diversità diviene un punto di “forza” per nascondere, in modo più o meno consapevole, il disagio interiore che la fa percepire sempre poco rispondente all’immagine che ha costruito dentro di sé. Oggi l’anoressia, sottovalutata per molto tempo, è definita sindrome culturale tipica dei paesi occidentali dove la magrezza serve ad ottenere consensi e viene enfatizzata come valore sociale positivo.
Ricorrere a modelle esageratamente filiformi significa proporre canoni di bellezza perlopiù irreali dei quali il mondo della moda né è responsabile per la sua influenza sui media.
Limitatamente capisco le esigenze degli stilisti, che giocano su colori, geometrie, leggerezza e movimento di tessuti creando abiti “artistici” per la maggior parte importabili per la stragrande maggioranza di donne comuni, troppo immerse nella quotidianità e impegnate a soddisfare esigenze di praticità e salute da non poter permettersi il lusso di spendere e di non avere la forza di fare ciò che devono. Abiti di scena nell’Olimpo delle passerelle, splendidamente attraenti ed esclusivi come un quadro d’autore. Perlopiù belli per esser visti più che per essere indossati, o accessibili, economicamente e per occasioni di vita, solo a poche elette.
Ma mi chiedo: la Wonderbra sa che i suoi reggiseni sono consigliati alle donne formose, che sicuramente non rientrano in una taglia 40 a meno che non si siano artificialmente siliconate con quell’orribile sproporzione tra air bag anteriore e apertura spalle che le rende simili a piccioni pettoruti? Una ragazza magra non ha la necessità di indossare le wonderbrariane armature rinforzate (semmai solo quelle imbottite), e ricorre a quest’azienda solo per soddisfare un capriccio estetico di colore e modello non un’esigenza di contenimento di curve.
E chissà quando le donne impareranno ad accettarsi per ciò che sono, si concilieranno con se stesse a partire dalle periodiche invasioni ormonali che sballano il metabolismo nelle varie fasi della vita, accoglieranno quei frequenti cambiamenti naturali e distingueranno tra l’essere e l’apparire ad ogni costo simile a… Il culto dell’apparire implica omologazione a quei modelli stereotipati, di cui ci bombardano giornali e televisione, e serve a ricevere indirette conferme solo da chi li condivide.
La bellezza fisica varia da persona a persona e inoltra cambia e matura col tempo, come la percezione interiore che si ha di sé, della propria bellezza fisica e non.
Katie Green si propone come donna che può vincere andando controcorrente e, grazie alle sue curve, sbanda dai rettilinei del mondo della moda, fino a poco tempo fa taciuti e nascosti.Una sbandata del genere sarà apprezzata da molte donne comuni e, forse, anche dagli uomini.
O no?
7 comments7 Comments so far
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bel post skip e considerazioni che condivido pienamente.
“Ricorrere a modelle esageratamente filiformi significa proporre canoni di bellezza perlopiù irreali….”
assolutamente diseducativo, incide negativamente sulle adolescenti sia dal pdv fisico-salutistico che da quello psicologico: *apparire piuttosto che essere*
A volte mi chiedo: ma nelle sfilate di moda come si può approfittare dello stato di salute di certe ragazze così debilitate?
Brava, Skip! Un ottimo post, di cui condivido ogni virgola:). A scuola, diverse ragazzine di 11/14 anni, che è la fascia di età affidatami, seguono ossessivamente i modelli femminili imposti, rinunciando al cibo. Proprio questa mattina una mia alunna di terza, una bella ragazzina con tutto a posto, lamentava un malessere, accompaganto da dolore diffuso allo stomaco.
Non aveva fatto colazione perchè, secondo lei, le sue gambe sarebbero un po’ troppo rotonde!!! Ti rendi conto?
già… e per cosa poi?
I media esaltano la femminilità solo in alcuni aspetti, e questo è indirettamente mancanza di riconoscimento della nostra identità, naturalmente più completa e varia.
Ho una dotazione considerevole di air bag anteriore di cui da giovane mi vergoganvo perchè attirava troppo l’attenzione, a quei tempi l’anoressia era ancora sconosciuta, per fortuna!
… e pure gli air bag artificiali
[...] Attenzione alle curve [...]