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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Guarda l’asino che vola!

 

Ebbene sì, simpatizzo per gli asini.

Nelle Metamorfosi di Apuleio il giovane Lucio per errore si trasforma in un asino, considerato un quadrupede stupido e utile solo per trasportare carichi. Mantiene però l’intelletto umano e per questa ragione è definito l’asino d’oro e può osservare gli uomini nei lori gesti quotidiani da un punto di vista diverso. Le vicende dell’asino Lucio rappresentano  l’espiazione del peccatore che alla fine si salva.

Buridano invece riteneva  che la volontà umana segue le valutazioni dell’intelletto e si troverebbe indecisa a scegliere tra due beni considerati equivalenti. Lo dimostra  nel  paradosso dell’asino che, incapace di scegliere tra due cumuli di fieno perfettamente uguali e alla stessa distanza, muore di fame nell’incertezza.

Lucignolo, compagno di avventure e sventure di Pinocchio, cedendo alle tentazioni del paese della cuccagna, viene trasformato irrimediabilmente in asinello e finisce con l’essere maltrattato e aggiogato in spettacoli circensi.  

L’asinello più simpatico che riscatta un po’ la tradizionale nomea dei suoi simili, è però Ciuchino, personaggio di un film d’animazione. E’ il pimpante, logorroico, arguto, saggio amico di Shrek e  con determinazione si lancia in una serie di avventure riuscendo addirittura a conquistare un’enorme e dolce draghessa con la quale genererà ibridi asinelli volanti.

Sin dall’antichità l’asino, grazie alla forza fisica e resistenza alla fatica, è stato addomesticato dall’uomo per svolgere più mansioni come animale da soma, da traino, da trasporto, da lavoro nei campi. Oggi rischia l’estinzione perché macchine moderne l’hanno sostituito ovunque, eccetto in quei luoghi impervi e  accessibili solo con l’asino. Un tempo era uno degli animali da lavoro più utile e meno costoso. Eppure l’asino, detto ciuco o somaro, nelle credenze e nei detti  popolari ha rappresentato spesso qualità negative. Per esempio l’ignoranza (meglio ‘nu ciuccio vivo, ca ‘nu scienziato morto che significa meglio sopravvivere da ignoranti che rischiare di stramazzare per il troppo studio….sarà vero?), l’ottusità (cap ‘e ciuccio oppure pure o’ ciucc ò sape per indicare che una cosa è talmente evidente che la sanno tutti, pure gli asini) e la stupidità (l’arraglia d’o ciuccio nun arriva in cielo per indicare che le chiacchiere degli sciocchi non sono prese sul serio), la caparbietà (A lavà a capa o’ ciuccio, se perde l’acqua e ‘o sapone cioè si  sprecano fatica, acqua e sapone a lavare la testa all’asino cioè si perde tempo e denaro a far capire una cosa ad un testardo), la remissività  (attacca ‘o ciuccio’addò vole ‘o padrone: attacca l’asino dove vuole il padrone, tanto lui docilmente obbedirà), l’incapacità di cambiare ( miett e’ renar ncann ‘o ciuccio e o chiammano don ciuccio il denaro procura riverenza ai nuovi ricchi che però non migliorano) Chi nasce ciuccio, ciuccio se ne more (se non si vuol migliorare, si resta come si è).

Un  detto “femmene, ciucci e crape , tenete tutti a stessa capa”  con cattiveria  richiama la succitata testardaggine elevandola alla terza e definendola tipica delle donne, degli asini e delle capre.

 

Sarà ..ma a volte credo che la testardaggine sia da intendersi non solo come prova di scarsa elasticità mentale, ma anche di tenacia nel sostenere le proprie idee.  L’asino però pare che abbia anche una buona memoria, spesso scambiata per cocciutaggine, come si dice in L’êsan, dov ch’l’è caschê una völta, u n’ chesca pió ( l’asino, dove è caduto una volta, non cade più) .

Ha inoltre la pazienza e la capacità di sopportare la fatica, (chillo è nu ciuccio cu ‘a vasta ‘ncuollo è un asino con il basto …per indicare un gran lavoratore modernamente detto stacanovista),

Anticamente era un animale indispensabile e perderlo era un gran danno (‘o ciuccio è caduto ‘ncuollo all’ortolano cioè non solo è caduto l’asino, ma addirittura addosso all’ortolano: peggio di così non poteva andare). Rappresentava la  resistenza e la  risolutezza,  sottolineate nel detto  ‘o ciuccio è ferito ma nun è morto da intendersi  “hai vinto una battaglia ma non la guerra”.

Prezioso era pure il latte d’asina, noto per le proprietà emollienti e idratanti e tanto usato dalla bella Poppea. In realtà era più comunemente prezioso perché implicava  minori rischi di allergie e quindi veniva utilizzato per  quei neonati, impossibilitati ad essere allattati dalla mamma e  intolleranti al latte vaccino. Di recente l’onoterapia impiega l’asino in una particolare terapia per  bambini diversamente abili. In effetti l’animale è un mezzo  per ottenere risultati sul piano della comunicazione ed è anche  è un potenziale facilitatore alla relazione per  le sue caratteristiche fisiche e comportamentali.

Perché parlo dell’asino? Perché, per libera associazione e  mai come prima, preferisco arroccarmi nella mia schiera di asini testardi e ottusi, ma anche resistenti e forti che possono contrapporre maggiore  formazione e  competenze più specifiche a quei politici che  presenziano  nei bei salotti della televisione sputando cinismo e slogan demagogici sugli insegnanti in generale, senza fornire argomentazioni fondate e dimostrare conoscenza tecnica dei principi fondanti l’insegnamento e  la democrazia. Si guardano bene dall’approfondire le modalità  di gestione del tempo scuola, dal  parlare della revisione del contratto dei docenti di scuola primaria che sovvertirà il funzionamento dei collaudati e tradizionali tempi pieni, dall’informare  che il tempo della scuola dell’infanzia si esaurirà al mattino e le eventuali ore aggiuntive a carico di chinonsisa saranno da intendersi come mero babysitteraggio o doposcuola e non attività di docenza,  dal precisare quali discipline saranno tagliate da programmi didattici ancora non definiti, quale continuità sarà attivata tra i vari ordini di scuola e  tra la scuola e il mondo del lavoro, dal prevedere riqualifiche dei corsi professionali e degli istituti tecnici invece che tagliare l’ultimo anno delle scuole superiori, dal riconoscere che le classi speciali per stranieri pedagogicamente sono la più grande castroneria ideata solo per  giustificare l’eliminazione delle ore di compresenza e la riduzione del tempo scuola, dall’ ammettere che già da due anni l’organico degli insegnanti di sostegno subisce tagli a prescindere dalla gravità delle diagnosi alunni e che la scuola pubblica è ridotta sul lastrico perché i soldi si perdono in convegni costosissimi e in un apparato burocratico dispersivo. Invece gli eccelsi politici sciorinano statistiche contraddittorie e preferiscono mortificare l’insegnante precaria intervenuta dicendo che bisogna fare più figli per formare più classi e che lei non sarà mandata via dalla scuola perché già non vi fa parte, disprezzare la sua difficoltà di arrivare a fine mese con due figli piccoli e la giovane età dello studente universitario, screditare continuamente i docenti definiti  fannulloni e i bidelli nullafacenti. Ancora una volta emerge la casta di  politici buffoni, arroganti, ignoranti oltre che incompetenti…che dimostrano ancora di più quanto siano lontani dalla realtà, che non è quella degli elettori che non ne capiscono e non hanno senso critico o autonomia di giudizio, ma di coloro che vivono la scuola da decenni e che parlano un linguaggio ben diverso .

Adesso cedo allo stesso cinismo, scrivendo che sarebbe ora di sfoltire le aule parlamentari dove risiedono i veri assenteisti che cumulano più stipendi, privilegi ed immunità spesso immeritate, di avere rappresentanze della volontà popolare con cariche onorarie e gratuite, rimborsate esclusivamente solo per spese di trasferta con treni, non con auto e jet privati, di limitare lo stuolo di paggi e ancelle portaborse e presta favori di vario genere, di dare un bel calcio d’asino a chi sputa sentenze demagogiche annunciando e smentendo senza mai chiarire in modo inequivocabile, a chi nega la manovra di otto miliardi di euro ben pubblicata in fondo al quadro-interventi-del-piano-programmatico-del-ministero-pi-covertito-in-legge6-agosto-08-n-1331, a chi opera ispirandosi a ragioni di economica e personale convenienza che poco hanno a che fare col benessere della gente e tantomeno degli alunni. Alla gente comune coloro che ben poco hanno di onorevole e sono sempre in primo piano, hanno insegnato che, come esponenti di una potente casta, privilegiata, strapagata e poco educata, è consentito  blaterare, incitare alle rivoluzioni armate, offendere i simboli della nazione, usare i media per diffondere solo ciò che fa comodo far sapere, associare una protesta sociale al dissenso politico senza attivare un confronto democratico per evitare lo scontro sociale, equiparare i ragazzini e le maestrine delle scuole ai tifosi dello stadio, alle veline e ai terroristi .

Appartengo alla schiera degli asini, manipolati e saccenti come vogliono fare credere. Peccato che abbia un minimo di  esperienza, intelligenza e formazione da poter smentire la validità di un tentativo di riorganizzazione scolastica, valida sotto certi aspetti, ma disastrosa in altri. Se un medico mi proponesse di amputare il braccio per curare drasticamente una periartrite, forse gli chiederei quali cure potrebbe prospettarmi in alternativa oppure mi rivolgerei ad altri consulenti, e non disprezzerei l’intera categoria dei medici perché ho l’umiltà e il buon senso di riconoscere di non esserne all’altezza .

 E non posso tralasciare  la metafora dell’asino di Giordano Bruno in la Cabala del Cavallo pegaseo e precisamente nell’invettiva contro le molteplici forme di ignoranza.

Forzatevi, forzatevi  dunque ad esse asini, o voi, che siete uomini. E voi che siete già asini, studiate, procurate, adattate a precedere sempre da bene in meglio, a fin che perveniate a quel termine, a quella dignità, la quale, non per scienze ed opre, quantunque grandi , ma per fede si acquista; non per ignoranza e misfatti, quantunque enormi, ma per l’incredulità si perde. Se così vi disporrete, se così tali sarete e talmente vi governarete, vi trovarete scritti nel libro della vita, impetrarete la grazia in questa militante e otterrete la gloria…(Cabala del Cavallo pegaseo di Giordano Bruno)

 

In questo momento ci vuol proprio un gran atto di fede per continuare a credere in chi ha perso ogni credibilità con i suoi annunci e smentite, dichiarazioni ermetiche, contraddittorie  per nulla chiare e  trasparenti, a tutt’oggi confutate da chi sa cos’è la scuola.Non è un caso che i  due professori di pedagogia, consulenti della Gelmini si siano dimessi. Andrea Canevaro e Dario Ianes (il primo è direttore del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna e il secondo docente di Pedagogia speciale, Didattica speciale e Handicap Uditivo alla Facoltà di Scienze della Formazione primaria dell’Università di Bolzano) si sono infatti dimessi dall’Osservatorio sull’integrazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione in segno di protesta contro «questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite… ( lettera )

Ma il Ministro Gelmini quando capirà che parliamo due lingue diverse?Il suo si basa su argomentazioni economiche, il nostro su quelle psicopedagogiche. Se i tagli avessero perlomeno una valida giustificazione psicopedagogica,( che non è quello del nostalgico ritorno al maestro unico ), se si tagliassero gli inutili e dispendiosi convegni dirigenziali, se si richiamassero le responsabilità di chi avrebbe dovuto garantire il funzionamento delle singole scuole, non ci sarebbe tutto questo bailamme.

 

 

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10 comments

10 Comments so far

  1. annarita October 26th, 2008 21:37 p10

    Brava Skip! Ho sempre simpatizzato per gli asini anch’io perché posseggono una dignità assente in tanti bei cavallini rampanti.

    Un’ottima anlisi dell’esistente, come sempre! Sono veramente sfiduciata, cara Skip: ci vuole veramente un grande sforzo di volontà per credere ancora in qualcosa di buono.
    Le dimissioni di Ianes e Canevaro non mi colgono di sorpresa…

  2. giovanna October 26th, 2008 21:37 p10

    Ancora un ottimo post, cara skip! Complimenti.
    Purtroppo, la Gelmini che ha parlato della mediocrità della scuola italiana, per porvi rimedio non si è ispirata a quanto si fa nei paesi in cui la Scuola mediocre non è:
    La scuola di successo…
    oh.. per la nostra povera Italia, troppo lusso!
    brava skip, grazie!

  3. giovanna October 26th, 2008 21:37 p10

    oops, skip,
    io ho messo un link, ma, qui non funziona?
    ok , provo URL in chiaro:
    http://www.orizzontescuola.it/orizzonte/article20587.html

  4. Skip October 26th, 2008 21:37 p10

    @ciao annarita! In Italia, più che cavallini, abbiamo ronzini rampanti :)
    @giovanna. Vero, anche se la Finlandia ha un tessuto sociale molto diverso dal nostro.

    Grazie a voi e buona domenica :)

  5. filo October 26th, 2008 21:37 p10

    Anche nel dialetto ligure esiste il detto “l’è cume lavà a testa a l’ase” per intendere i vani sforzi compiuti nel tentativo di convicere qualcuno testardo e recalcitrante.
    Spero che non sia il caso di noi insegnanti che tentiamo inutilmente di far capire alla Gelmini che la sua è una *deforma*!

  6. Skip October 26th, 2008 21:37 p10

    @filo: sì, alcuni detti sono comuni a molte regioni.

    A riguardo della riforma scolastica, forse basterebbe un reciproco confronto tra la Gelmini e le varie rappresentanze della scuola per chiarirsi e trovare soluzioni didattico- organizzative più opportune per migliorare il sistema scolastico.

  7. Silla October 30th, 2008 21:37 p10

    Domattina, prestissimo, Virginia la porto con me. C’è sciopero alla scuola materna. Lo farei per tutto l’anno purchè…

  8. Silla October 30th, 2008 21:37 p10

    Dimenticavo: mitica Skip!!!

  9. Skip October 30th, 2008 21:37 p10

    Ciao Silla! Invece i miei figli adolescenti verranno con me ad un corteo. Pioggia o non pioggia sfileremo pacificamente con un bel tricolore :)

  10. Skip blog » Primo passo. October 31st, 2008 21:37 p10

    [...] detto dice che l’asino si addomestica col bastone e la carota. Per anni abbiamo ricevuto bastonate sul groppone da coloro [...]

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