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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Primo passo.

 

  

Oggi c’è stata una  prima risposta dal mondo della scuola. Quanti manifestanti, stavolta più arrabbiati che delusi, hanno raggiunto Roma con mezzi propri, con nove  treni speciali e mille pullman…e quanti hanno manifestato in tutta Italia. Da decenni non si vedeva tanta compattezza tra insegnanti, studenti e genitori. Domani diranno e faranno scrivere la solita tarantella dei numeri su un milione oppure centomila dimostranti “manipolati e disinformati”. In effetti abbiamo capito quel che non volevano  far capire e credevano di farci accettare. Alle nostre richieste di chiarimento non hanno mai risposto in modo chiaro dimostrando o di non voler rispondere o di non esser in grado di rispondere. Gli insegnanti della scuola Primaria e dell’Infanzia sono i più agguerriti.

La Gelmini ha operato un taglio molto più radicale e netto che riguarda la sua “credibilità” di Ministro della Pubblica Istruzione, un divario tra lei ( e quelli dietro di lei che pensano al posto suo e la mandano avanti)  e coloro che  credono nella scuola pubblica, soprattutto dell’obbligo, nei principi fondanti dell’insegnamento e nel confronto democratico. Se condividevo alcuni punti del decreto, adesso alla Ministra riconosco un unico merito: avere definito il suo operato come riorganizzazione/ manutenzione della scuola …appunto perché fatto coi piedi e indegno di essere definito riforma. Perché per  riformare davvero il sistema scolastico ci vuole  ben altro. Durante i dibattiti televisivi non basta spostare l’attenzione sugli sprechi dell’università pubblica per penalizzare  la scuola primaria, né continuare a fare confronti demagogici tra il numero di bidelli e di carabinieri  perché forse il rapporto tra il numero delle scuole e delle caserme è di 4 a 1…in questo avallano ancora l’idea che reprimere e intervenire è più importante che prevenire e formare.  Da come la Ministra ha gestito la questione scuola, in fretta e furia e senza dialogo con le rappresentanze del settore, ha semplicemente dimostrato di essere una prestafaccia  e di non essere all’altezza né di dare risponde esaurienti né di evitare uno scontro sociale ormai in atto. Questo sarà il “vantaggio” della sua riorganizzazione scolastica che per queste ragioni sarà ricordata nella  storia della scuola italiana.

 

 Un detto dice che l’asino si addomestica col bastone e la carota. Per anni abbiamo ricevuto bastonate sul groppone da coloro che a tutti i livelli hanno operato contro la scuola e il diritto- dovere allo studio dei ragazzi. L’asino però ha buona memoria, è resistente e testardo e sa scalciare, se provocato. Arrivati a questo punto, non saprebbe che farsene della carota meritocratica . Per certi asini  sarebbe avvelenata ed  indigesta e  potrebbe solo provocare un’improvvisa evacuazione.

 

8 comments

8 Comments so far

  1. giovanna October 31st, 2008 21:37 p10

    skip,
    come ti ho detto da me, chissà poi se la Gelmini si accorgerà di perdere di credibilità.
    No, no, di riforma non ha nulla questo decreto (legge). Caso mai i mali della scuola saranno acuiti.
    Spero si continui a lottare…intanto sono soddisfatta della risposta di ieri (da noi, porcamiseria, non siamo riusciti a chiudere la scuola! anche 2 colleghe hanno fatto lezione. E noi siamo in pochi….).

  2. annarita October 31st, 2008 21:37 p10

    Ieri, il mio istituto comprensivo, composto da sette plessi, ha praticamente chiuso. E’ rimasta aperta aperta soltanto la sede con 2 o 3 unità di segreteria. Gli alunni sono rimasti tutti a casa.

    E’ stato un segnale foret,…ma i fatti di Roma mi hanno colpita negativamente.
    Siamo in una fase cruciale! L’ominide preme e affonda in vista delle future elezioni europee.

    Bisogna più che mai fare cordone e far sentire la propria voce corale.

    Ottimo post, come sempre!

    Un caro saluto.
    annarita

  3. Skip October 31st, 2008 21:37 p10

    da noi c’è stata una forte adesione nella primaria (hanno chiuso completamente 2 plessi e in un terzo 3 classi su 5 hanno funzionato a orario ridotto); nella scuola dell’infanzia adesione più ridotta…(da alcuni insegnanti in segno di sfiducia nei riguardi dei sindacati e per non perdere la trattenuta dello sciopero).Certo che la riorganizzazione della Gelmini ci farebbe lavorare perlopiù solo al mattino ( che pacchia avere pomeriggi liberi ;) ) e comporta benefici economici per chi si è sempre attivato… ma è infondata e sommaria. La scuola necessita di una riforma molto più organica e studiata soprattutto in alcuni segmenti dell’istruzione.Si possono fare tagli a partire dalle enormi spese in convegni, consulenze e mega progetti e razionalizzando sì le risorse, ma considerando la situazione delle singole realtà scolastiche che operano su territori con connotazioni socio culturali diverse. Invece qui si prospettano tagli indiscriminati e proposte indecenti ( classi ponte per stranieri) Poi chissà perchè, appena il decreto è stato convertito in legge, già alcuni parlamentari e il Berlusconi in testa hanno avanzato emendamenti sulle norme che prevedono tagli sulla scuola privata… A monte ci vedo solo un’ideologia di parte,la stessa che non ha aperto il decreto al confronto con le parti in causa e dalla quale la scuola dovrebbe essere immune. Di conseguenza anche la reazione della scuola rischia di assumere una sempre più marcata connotazione politica.

  4. annarita November 2nd, 2008 21:37 p11

    Skip. Concordo in pieno con la tua a nalisi e condivido le tue paure e perplessità. Vieni a leggere da me l’ottimo articolo di un mio amico.

  5. annarita November 2nd, 2008 21:37 p11

    Beh, vabbè! Scusa gli “orrori” ortografici dovuti alla velocità di battitura…

  6. Skip November 2nd, 2008 21:37 p11

    Grazie per la segnalazione del blog di Paolo Vereni che fa un’analisi lucida e realistica sia sulla l 133 che i punti critici del ex decreto Gelmini.
    Ormai c’è uno scontro sociale grazie anche al modo in cui presentano e sostengono leggi con il loro esclusivo punto di vista, in cui negano l’evidenza di fatti annunciando, smentendo e giustificando chi, proprio perchè ci rappresenta ed è è il vero dipendente pubblico mantenuto da noi, prima di parlare dovrebbe pensarci 40 volte, anche perchè oltre a screditare chi protesta (che non ha avuto l’opportunità di farsi sentire in altro modo), ha messo in cattiva luce le forze dell’ordine( basti vedere i proclami sulle manganellate sugli studentelli e giovani maestrine equiparati a terroristi, la polizia nelle scuole occupate, la tentata giustificazione della misteriosa comparsa di furgoni di delinquenti pieni di spranghe e coltelli per aggredire ragazzini di 16 anni).I loro consensi fanno leva sul populismo; se ci tacceranno ancora di intellettualismo o di manipolazione della sinistra e fannullaggine ci sarà una risposta ancor più forte dal mondo della scuola, in quanto è sentita a tutti i livelli.Io per prima ero fiduciosa nella riorganizzazione della scuola, nell’idea di valutare il merito e promuovere la formazione, di ridarle serietà. Ma ho perso questa fiducia : le mancate risposte ai problemi tecnici,il mancato dialogo, le manovre mediatiche sulla protesta e sulle novità, la paura indotta hanno solo affossato la loro credibilità. Spero vivamente che si aprano al confronto con le rappresentanze della scuola per un’organica e studiata riforma, che consideri i diversi settori dell’istruzione pubblica in un’ottica sì di razionalizzazione, ma non indiscriminata, e di miglioramento nell’interesse di tutti.Ora sta a noi tutti difendere la scuola in cui crediamo e alla quale ci siamo finora dedicati in silenzio e con profitto per fare capire quali sono le vere priorità di una politica scolastica seria ed efficace. E si facessero un bel mea culpa sull’esempio che hanno dato a tutto il Paese spacciando per determinazione l’assenza di dialogo,per disinformazione nostra la loro volontà a non chiarirsi con argomentazioni fondate che vadano al di là di quelle economico finanziarie, per impulsività dichiarazioni che, in uno Stato meno pulcinellesco del nostro, sarebbero considerate apologia di reato. In questo, passerò per arrogante e presuntuosa, non accetto lezioni.

  7. annarita November 2nd, 2008 21:37 p11

    Carissima, parole sante! Condivido in pieno le tue considerazioni. Non potevi esprimere meglio quello che è anche il mio pensiero, in merito.

    Il mio amico si chiama Piero e non Paolo;)…è davvero una persona straordinaria.

    Salutoni, Skip!

  8. Skip November 2nd, 2008 21:37 p11

    Mi scuso per aver citato Piero col nome Paolo…
    ahimè spesso non ricordo i nomi ;)
    Ciao e grazie

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