C’è sempre una prima volta.
Oggi ho provato a fare benzina al self service e sono contenta di esser riuscita nei miei intenti.
Premetto che ho una naturale repulsione per i macchinari e le macchine in genere, compresi i piccoli elettrodomestici di casa. Non mi piace scervellarmi troppo sul loro funzionamento e tanto meno leggere noiose spiegazioni sui manuali. Pigramente preferisco osservare e cercare di capire.
Nutrivo la stessa avversione per il primo pc di casa che il mio consorte usava per lavoro. Io lo consideravo un inutile ed ingombrante soprammobile, finchè non l’ho acceso e mi sono appassionata, sì ma a tutte le campagne di guerra di Age of Empire.
Da qualche tempo mi son detta che non deve essere un’impresa tanto ardua fare benzina al self service, visto che lo fanno in tanti, e che poi devo essere autonoma, perché in caso di emergenza non posso rischiare di non poter correre o accorrere perché l’auto è rimasta a secco. Così dopo quest’opera di auto convincimento e buoni propositi, mi sono finalmente decisa a provare. Innanzitutto ho scelto una stazione di rifornimento deserta, per poter cimentarmi con calma. Mi sono avvicinata alla macchinetta del self service, ho infilato 20 euri, ho selezionato il numero del mio distributore automatico, ho svitato e tolto il tappo dal serbatoio e ho pensato “Facile, però…”. Ho infilato la pompa nel serbatoio e premuto sull’erogatore.
Ci son riuscita! Nemmeno una goccia fuori dal serbatoio o per terra.
Solo un piccolo getto sulla mia giacca, maglia e pantaloni …sotto lo sguardo sconsolato e divertito del mio consorte.
Meno male che non ero nervosa, altrimenti avrei preso fuoco.
Ma ci sono riuscita, nonostante tutto, e va bene così
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Complimenti, skip! In confidenza, devo confessare che alla pompa di benzina non mi ci sono mai cimentata nemmeno io…per pigrizia. Mio marito è un drago nella manipolazione di aggeggi e macchinari di qualsivoglia genere e così…
Ma hai ragione tu, bisogna provare perché può capitare un’emergenza e allora è meglio sapersi districare.
Buona domenica;)
annarita
complimenti a me per il successivo lavaggio degli indumenti che puzzavano di benzina
Vedi, basta provare per capire tutta la semplice procedura. Tu ti sei appena sporcata un po’ i vestiti, io una volta ho ruttato benzina per una settimnna, anzi miscela al 5 per cento, che avevo aspirato con una manichetta dal serbatoio di un motorino di un mio amico essendo io rimasto senza. Un po’ la mandai giù e, ripeto, per una settimana… non ti dico. Di questo motorino ne avevo parlato QUI. Ciao.
Grazie,alberto, per aver ricordato il tuo motorino e gli anni belli.
Mi consolo pensando alla tua esperienza con la benzina!
Ciao
Cara Skip, come capisco la tua contentezza per essere riuscita a fare benzina al Self Service.
Aver vinto il “mostro” al primo tentativo è un evento di cui andar fieri e che da autostima e sicurezza in se stessi.
Anche io ho una istintiva repulsione per questo macchinario arrogante, dispotico ed egoista che ti costringe ai suoi voleri.
Fin che ho potuto, ho evitato di aver a che fare con questo aggeggio con la consapevolezza che prima o poi anche io avrei dovuto affrontarlo.
Io preferisco il servizio manuale cioè essere servito dal benzinaio, un servizio dalle sembianze più umane che si svolge come una specie di cerimoniale o rito al quale mi sono abituato.
Arrivo, “Buon giorno”, do la chiavetta al benzinaio che risponde ”Buon giorno…. Quanto?” , “Il pieno, per cortesia”, intanto scendo dalla macchina, per un istintivo aiuto morale al benzinaio. “Traffico eh oggi …” , “Eh si … è anche una bella giornata” , “Per fortuna che ha smesso di piovere” “Eh si … ne è venuta giù … anche sta notte” , “Beh però ci voleva, era tanto che non pioveva” , “Eh si era un bel po’ , fa bene per la campagna …ecco fatto” , “Quanto è” , “ Quarantanove”.
Do i cinquanta euro, il benzinaio fa il gesto di darmi il resto ma io sono più veloce di lui e faccio un rapido calcolo mentale constatando che la cifra mi permette di fare bella figura dicendo “Tenga pure”, “Grazie … il vetro?” , “No grazie non serve , è già pulito” “Buon giorno” , rispondo “Buona giornata a lei”.
Ho bisogno di un approccio umano, anche se fatto di piccole banalità, ho l’istintivo bisogno di essere cortese e di essere trattato in modo cortese, è una questione di civiltà, non posso salire in auto sempre accigliato e alla fine dialogare con una macchina.
Il distributore Self Service l’ho sempre ignorato, ma ho avuto fin dall’inizio la sensazione che piano piano mi stava circondando in una rete avvolgente per cui sentivo di non aver scampo.
Il servizio manuale diminuisce e il servizio automatico aumenta, secondo le leggi dell’economia sulla riduzione dei costi.
Purtroppo nonostante la consapevolezza di ciò che sta avvenendo, non si può rimanere estraneo a questa evoluzione.
Se sabato pomeriggio prendi la macchina e ti accorgi di avere poca benzina e pensi di farla lunedì quando apre il distributore, c’è sempre qualcuno che ti dice, ma perché non vai al Self Service che è sempre aperto, proposta verso la quale non puoi avere argomenti di difesa.
Lo scontro tra me e il distributore automatico, se pur differito nel tempo, era inevitabile.
Una sera passavo con la macchina e ho visto che il distributore era deserto, ho pensato questo è il mio momento.
Fermata la macchina, mi avvicinai con fare indifferente a macchinario.
Sentivo che mi era ostile e che gli ero antipatico, ma io imperterrito superai la repulsione che questo mostro mi provocava e cominciai a leggere le istruzioni. Non volevo perdermi in queste banalità, uno come me che si abbassa a leggere le istruzioni non potevo accettarlo, se tutti fanno benzina in questo modo, vuol dire che è una cosa facile, basta fare come fanno gli altri.
Provai con una banconota, la mia diffidenza mi suggerì un taglio piccolo, provai con dieci euro. Infilai la banconota nella fessura mangia soldi, ma la macchina me la respinse, riprovai ancora ma niente, feci altri tentativi girando in tutti i versi la banconota, riprovai con una da cinque ma niente da fare, provai a stiracchiare bene la banconota per raddrizzare le piegature, insomma non c’è stato niente da fare, la macchinetta me li respingeva.
Maledetta macchina, non vuole i miei soldi, mi fa una rabbia che gli darei un cazzotto, ma lascio perdere, sono molto contrariato.
Lo sapevo che sarebbe andata a finire così, questo mostro sornione sente che mi è antipatico e si vendica. Risalgo in macchina, do una ultima occhiata sprezzante a quell’ammasso di ferraglia e all’ultimo momento vedo che tra le calcomanie e diciture pubblicitarie, sulla colonnina è attaccato con lo scotch anche un bigliettino con scritto “Guasto, Fuori Servizio”.
Ma che scalogna, proprio qui mi sono fermato, chissà da quanto era fuori servizio, per quello che non c’era nessuno. Me ne vado incavolato.
Ho lasciato passare alcuni mesi e poi ho fatto un altro tentativo su un altro distributore, quello di prima l’ho scartato e non mi vedrà mai più.
Questa volta è di giorno, c’è altra gente, fermata la macchina nella giusta posizione, cerco di guadagnare un po’ di tempo per vedere come fanno gli altri.
Tutto sommato mi sembra una cosa facile.
Metto i dieci euro, la fessura mangia soldi se li ingoia, poi premo il pulsante prendo la pistola e la infilo nel bocchettone, premo la levetta e sorpresa, la benzina non esce.
Guardo smarrito la colonnina del totalizzatore che è fermo immobile, riprovo, ma niente.
Dentro di me sento che il distributore Self Service se la ride alle mie spalle, ne sono sicuro.
Ripenso ai movimenti che ho fatto, ho messo la banconota, poi ho premuto il pulsante, nel mentre un altro signore ha messo anche lui una banconota e ha premuto il suo pulsante e ora sta facendo rifornimento.
Ma io che pulsante ho premuto? Sono sulla pompa quattro, vuoi vedere che ho premuto il tre, vuoi vedere che quel signore ha messo i soldi, ha premuto il tre ed è andato sulla pompa tre e ora si sta prendendo anche la mia benzina.
Mi pare proprio così, perché mentre fa benzina parlotta con l’amico, li vedo sornioni che confabulano tra di loro e ogni tanto lanciano qualche occhiata da questa parte, salgono in macchina e se ne vanno mentre io resto come un pirla con la pistola in mano, senza benzina e senza i dieci euro. Maledetto distributore automatico, come ti odio.
Me ne vado non ne voglio più sapere, vado a Vallecrosia dove c’è un distributore con l’omino, e li farò il pieno alla faccia del distributore automatico. Ma come li fanno questi meccanismi, è fatto tutto ad arte per fregarti, sono infuriato come un’aquila.
Passarono ancora degli altri mesi, ormai era diventata una questione di orgoglio, era diventata una sfida personale. Io che ho sparato con il 91/38 , che ho tirato le bombe a mano SRCM, che ho fatto la guardia ai ponti dell’Adige, che sono salito sulle più alte montagne delle dolomiti, non posso ammettere che la vinca quel mostro senza anima.
Un venerdì sera riprovo, ormai so tutto, ho memorizzato tutto anche osservando attentamente come facevano gli altri, questa volta vincerò io, ne sono certo.
Metto i soliti dieci euro, non si sa mai a rischiare somme grosse, c’è un display con una scritta in verde che non riesco a leggere perché non ho gli occhiali, premo il pulsante quattro e vado alla pompa quattro, metto la pistola nel bocchettone e premo. Non viene fuori niente.
Ma è mai possibile … neanche sta volta funziona, resto fermo come paralizzato.
Non mi rendo conto perché non debba funzionare, penso alle sciagure umane, al tzunami, al maremoto, e a tutto quello di catastrofico che può succedere al mondo.
Rivengo dallo shock , rimetto la pistola al suo posto, mi guardo attorno, in quel mentre arriva una ragazza che fa le sue manovre con la ingoia soldi. Gli dico di stare attenta al mal funzionamento del distributore e gli racconto quanto mi è successo.
Mi dice di stare tranquillo che succede spesso e che è successo anche a lei la settimana scorsa. Il fatto è che hanno cambiato la colonnina mangia soldi e il pulsante lo devi premere quando te lo dice la scritta in verde, se premi prima non funziona e ti mangia i soldi.
Mi suggerisce di tornare lunedì dal benzinaio il quale fatti i conti se vede che gli avanzano dieci euro, di solito li restituisce.
Basta non ce la faccio più, e a dire che con i tempo la mia antipatia verso il distributore si era stemperata, mi era quasi simpatico, ma vedo proprio che lui mi odia, usa tutte le armi contro di me, me ne vado ancora una volta sconfitto.
Come si sa con il tempo tutto passa, ora siamo diventati buoni amici, diciamo pure che ci sopportiamo a vicenda.
Io però continuo a mettere sempre una banconota piccola da dieci euro. Non si sa mai.
Ciao Skip e un caro saluto a tutti dal Toso
Bentornato El Toso! Potremmo fondare un’associazione
. Di solito anch’io preferisco fare il pieno di benzina dove c’è il benzinaio ( anzi nel mio caso è una benzinaia, cortese e veloce). Quest’estate proprio dopo avere fatto il pieno, PLOF la batteria dell’auto ha scoppiettato e poi è morta. Meno male che ero al distributore che offre anche assistenza tecnica. Mi hanno spiegato che se fa troppo freddo o troppo caldo, può capitare. Ho risolto, anzi hanno risolto, il problema in poco tempo e ho potuto correre al lavoro arrivando in orario, immaginando già apocalitticamnete cosa avrei fatto se non fossi stata lì. L’imprevisto mi è servito a farmi premunire almeno del numero di telefono del meccanico di fiducia ( che quel giorno era irreperibile perchè in ferie). Sarà forse il caso di mettere un piccolo deltaplano nel bagagliaio dell’auto, qualora dovesse succedere qualcosa in autostrada…
Ciò non toglie che ritenterò al distributore automatico, però prima indosserò un’incerata