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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Tutto a posto.E niente in ordine…

  

Rileggendo un post di Rick ho pensato ad una mia giornata, una di quelle che valgono il doppio, non per le ore trascorse fuori casa, ma per le corse continue che spesso bisogna fare per incastrare impegni di lavoro, di famiglia e casa. Il mio tempo è scandito in una ben pianificata tabella di marcia che si attua all’insegna del fast, dell’efficienza a ogni costo, di ritmi che non sempre si possono regolare come ho scritto qui. Il tempo è una delle cose preziose che posso investire per necessità o per scelta…e ne ritaglio un po’ proprio nel blog per fermarmi.

 

Ci sono giornate che valgono il doppio. Lunedì scorso mi sono alzata prima che trillasse la sveglia…e ancora prima della seconda sveglia, quella del cellulare puntata alle 6. Tutti dormivano: figli, consorte, cane e pure i pappagallini inseparabili che di solito, quando scorgono una luce accesa, iniziano un  concerto canoro pari a quello di  otto loro simili. Silenzio ovunque. Per forza: erano le 4,30! Che pace! Durata pochi minuti, fino a quando le belve fameliche, prima sbadiglianti e poi  miagolanti, hanno fatto il loro baldanzoso ingresso in cucina reclamando i croccantini. Come sempre ho preparato il caffè. Ormai sono allenata al punto tale che, mentre aspetto che salga il caffè, riesco a  preparare qualcosa per pranzo e stendere il bucato di una lavatrice anche al buio, perché ormai ho una specie di radar da pipistrella. Se preparo la moka più grande, ho tempo sufficiente  per  svuotare la lavastoviglie facendo attenzione a non turbare la quiete domestica .Quando mi illudevo di avere quasi finito le prime faccende, mi sono accorta che  nell’arco di poche ore ( da tarda serata a mattina) mia figlia era riuscita a riempire la cesta del bucato di magliette, jeans e felpe che avrei fatto volentieri decollare giù dalla terrazza come coriandoli. A volte penso che uno strano sortilegio gravi sulla cesta del bucato e sulla lavatrice. Gli indumenti figliano, si riproducono ogni volta che apro la cesta…e nonostante il mio costante  accorgimento di usare “l’acchiappacolore”  durante i lavaggi a freddo, immancabilmente qualche indumento della succitata figlia risulta contaminato da altri colori. Mi preparo quindi spiritualmente alle sue molto cortesi rimostranze per avere danneggiato la maglia a lei più cara. Ma poiché queste magie avvengono pure quando lavo a mano le sue belle maglie, suppongo che la reazione stingente sia dovuta alle tonnellate di profumo che lei , imperterrita, sparge sui tessuti. Quindi ho messo in funzione nuovamente la lavatrice. Del resto dovevo approfittare del bel tempo, tornato dopo giorni di pioggia. La giornata prometteva bene: il cielo sembrava abbastanza sgombero di nubi ed io mi sentivo piena di energie. Ho steso il bucato seguendo il mio ordine logico. I panni più pesanti nei punti più ventilati, la biancheria sui fili interni, poi tutte le asciugamani da una parte ecc.. Mentre mi destreggiavo per non inciampare tra le zampe del cane fedele , ho notato  che, come sempre,  almeno un calzino era misteriosamente  desaparecido durante il lavaggio  nella lavatrice stregata. Ho rinvio i tentativi di ricerca ad un altro momento, con la consapevolezza che sarebbero stati come al solito vani.

 

 La pace è ormai finita. Tutti si sono svegliati, o comunque hanno dovuto svegliarsi, e hanno iniziato a correre tra cucina, bagno e camera. Ho zappingato velocemente  nella rete, controllando il blog, la posta elettronica e le notizie sui quotidiani on line. Ho riordinato velocemente letti e cucina, accelerato i preparativi del figlio che doveva prendere il treno, quelli della figlia  che doveva essere accompagnata a scuola in auto, perché era previsto lo  sciopero dei mezzi pubblici. Ad un certo punto mi sono ricordata  che potavano gli alberi dove avevo parcheggiato l’auto e pertanto ho anticipato l’uscita  mattutina temendo una rimozione dell’auto. Ho quindi delegato il consorte ad accompagnare la figlia dato che, a causa dello sciopero dei trasporti pubblici, anche lui avrebbe usato l’auto per andare in ufficio e per prelevare il secondogenito a scuola di pomeriggio ( a circa 50 km di distanza). Immancabilmente quando si va di fretta, subentra un difetto di comunicazione. Così mentre ero  a metà strada mi ha telefonato lei allarmata: il mio consorte forse non aveva capito e se ne era andato. Inversione di marcia, mi accingevo a  tornare indietro. Altra telefonata. Altra fermata dell’auto. Aveva rintracciato il padre. Tutto a posto. Io ho ripreso il viaggio. Il semplice spostamento aveva  ormai sortito in me l’ansia di un viaggio. Arrivata a destinazione,  ho trovato subito un parcheggio (Deo gratias!). Ho fatto un po’ di spesa  e qualche commissione di prima mattina, mi sono accertata  se c’era da organizzare supplenze e finalmente mi sono rilassata pensando alle ufficiali ore lavorative, risultate soddisfacenti.

 

Avevo previsto di pranzare a casa. I miei figli avevano il rientro pomeridiano a scuola, quindi pranzavano fuori e quindi avevo tempo per fare con calma un urgente pagamento all’ufficio postale. Tutto a posto. E niente in ordine. Mi ha telefonato mio figlio. Qualcuno doveva andare a prenderlo visto che il previsto rientro pomeridiano era saltato e c’era sciopero dei treni fino alle 18. Come volevasi dimostrare. Il consorte avrebbe dovuto prelevarlo alle 17. Avevo appena finito di fare venti manovre nell’unico parcheggio libero trovato nei paraggi di casa…e dopo altre 10 manovre l’ho lasciato nuovamente libero. Ho preso l’autostrada, prelevato il  figlio e un suo compagno. Ho affidato a mia madre il  bollettino da pagare spiegandole con cura i dettagli da compilare. Sono corsa a casa, ho strafogato un po’ di polpettone freddo amorevolmente preparato che, degno del suo nome, si è bloccato sullo stomaco. Pseudo pranzo e sosta a casa sono durati circa mezz’ora. Mi son precipitata verso l’auto per andare nuovamente a scuola. Ho iniziato a spazientirmi poichè non riuscivo a trovare un posto per l’auto, né libero né a pagamento. Finalmente sono arrivata a destinazione. Ma ero in ritardo sul mio solito anticipo. Mi sono ricaricata con un bel caffè da cialda, di quelli che perforano lo stomaco. Ho avuto il tempo di sbrigare alcune cose pensando che forse devo procurarmi un monopattino per percorrere i corridoi e mettere qualche liana tra i due piani dell’edificio scolastico per scavezzacollare meglio. Ho partecipato alla riunione pomeridiana. Tra carte, verifiche e animate discussioni delle tante donne che popolano il pollaio nel quale mi trovo comunque a mio agio, la giornata ormai volgeva alla fine. Macchè! Mentre ero sulla strada del ritorno, agognando le pantofole e una bella doccia, è  squillato il cellulare. Mi sono fermata, appena ho potuto, pensando già a qualche altra corsa forzata. Mia figlia mi ha comunicato che avrebbe tardato per la cena ma in compenso non sarebbe stato necessario aspettarla perché avrebbe preso il bus, visto che intanto lo sciopero era finito.

 

Dopo l’ennesima ricerca di parcheggio, quando ho scorto il portone di casa, mezza barcollante sui tacchi, mi è parso di avere un miraggio. Casa, dolce casa! Cane e gatti festosi, consorte e figlio avevano apparecchiato e riscaldato la cena. Ma niente polpettone per me, per carità. Meglio una tazza di  latte caldo e un po’ di cioccolato fondente. Mentre tutti facevano il resoconto della loro giornata e riordinavo sommariamente, ho pensato “Stasera niente tg, né lavatrici, né preparativi per il giorno dopo. Domani sarà tutto a posto, lo stesso…”

 

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17 comments

17 Comments so far

  1. Rick November 14th, 2008 21:37 p11

    Ciao Skip !
    Sempre in cerca di secondi vero ?

  2. filo November 14th, 2008 21:37 p11

    Skip, guarda che se continui così mica vivi a lungo tu, sai cara!!
    Riposati questo fine settimana .

  3. Skip November 14th, 2008 21:37 p11

    @ Ciao Rick! Sarebbe meglio riuscire ad avere qualche ora libera… e la recupero quando torno a casa.
    @ filo La domenica divento un bradipo :)

  4. Nicky November 14th, 2008 21:37 p11

    Insomma, un giorno di ordinaria amministrazione ! Ma ogni tanto riesci anche a dormire qualche ora ?
    Ciao Skip, buon fine settimana.
    Un abbraccio.

  5. Skip November 14th, 2008 21:37 p11

    Ciao Nicky! Bè di straordinario c’era lo sciopero dei mezzi pubblici che ha complicato le solite corse… e in verità mi bastano poche ore di placido sonno.

    Un caro saluto e buon fine settimana anche a te :)

  6. annarita November 15th, 2008 21:37 p11

    Skip, un perfetto trailer della mia giornata, a parte i gatti, i canarini e il cane che da sposata non ho più voluto, dato che da ragazza ne ho avuto la casa piena. Gli animali hanno bisogno di cure e di tempo e io ne ho appena per me e i miei, sigh!!!

    Il tempo un bene preziosissimo; ce ne rendiamo conto quando per qualche motivo siamo costretti a fermarci forzatamente, la qual cosa putroppo capita, a volte!

    Buona fine settimana, skip!

  7. Skip November 15th, 2008 21:37 p11

    Ciao annarita, buona pausa da fine settimana

  8. Boh/ Orientalia4All November 15th, 2008 21:37 p11

    volevo dirti che il finale di giornata è stupendo e vale certamente una giornata *un po’* affrettata e superorganizzata come la tua. Complimenti:)

    Un abbraccio

  9. Skip November 15th, 2008 21:37 p11

    Cara Boh, nonostante la buona volontà,subentra sempre qualche imprevisto per cui meglio organizzarsi last minute ;)
    Ciao, a presto :)

  10. alberto November 15th, 2008 21:37 p11

    Il tempo, il nostro di tempo, della quotidianità e della nostra vita, vedo che è un argomento molto sensibile ai blogger. Forse perché viviamo tempi malati.

  11. Skip November 15th, 2008 21:37 p11

    Ciao , Alberto! Mia nonna diceva a me e ai miei cugini:”Ogni cosa a suo tempo” quando notava che scalpitavamo precocemente proiettandoci verso il futuro. Poi è subentrato il tempo di porre le basi per il futuro, che guardavamo con timore sì, ma anche fiducia. Poi ancora il tempo delle corse, talvolta necessarie, per realizzare il progetto di vita voluto. Sono ancora in questa fase con un bilancio che in sintesi,tra alti e bassi,considero positivo. A volte mi pare che il tempo mi sfugga… ma in effetti lo stile di vita, un po’ scelto e un po’ necessario, è ricco di impegni ma anche di interessi ai quali , tra qualche anno, spero di potermi dedicare con calma.

    Condivido che viviamo tempi malati che sembrano offrire limitate prospettive soprattutto alle nuove generazioni.

  12. Silla November 15th, 2008 21:37 p11

    Che vita è questa
    Che vita è stata
    Mai più saggezza
    Mai più
    Se c’è un rimedio
    Io corro da te
    Senza una mano
    Che mi sfiori
    Io corro da te.

  13. filo November 15th, 2008 21:37 p11

    A me piacerebbe scoprire come trascorrerei il tempo se non avessi nessuno di cui occuparmi e niente di obbligatorio da fare, solo per qualche giorno, mangiare quando hai fame, anzichè alle ore stabilite, dormire quando hai sonno, uscire quando hai voglia di camminare e vedere il mare all’alba o sotto la luna. Lasciar fluire il tempo per un po’,senza orologio, allungarlo, senza doverlo interrompere perchè scaduto e bisogna passare ad altra occupazione.

  14. filo November 15th, 2008 21:37 p11

    @Silla, bellissima la canzone di Fossati. Ogni tanto anch’io vado a riascoltarla.

  15. Skip November 16th, 2008 21:37 p11

    @ filo Forza e coraggio, all’arrembaggio…dai che quando ci vediamo, ci facciamo anche un sacco di risate per ammortizzare le corse quotidiane

    @ Silla: attento a non inciampare! :D

    Buon week end :)

  16. giovanna November 16th, 2008 21:37 p11

    skip,
    ciao, forza della natura!:-)
    nooo, non li reggerei quei ritmi… :-(
    se dovessi alzarmi alle 4.30 del mattino sarei una … marmellata per tutto il giorno! (già arrivo così a sera per lo più…)
    buona domenica di riposo (ti auguro!:-)
    g

  17. Skip November 16th, 2008 21:37 p11

    ma in verità quella mattina mi sono alzata alle 4,30 perchè ero andata a dormire alle 23 :) di solito la sveglia è alle 6

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