Errare humanum est, perseverare diabolicum…
Mi domando e dico: se bastasse un solo anno per imparare miracolosamente una lingua straniera, perché mai non istituiscono una classe ponte, magari al termine del ciclo obbligatorio di studi , per imparare in un solo anno la lingua inglese? I ragazzi italiani eviterebbero 5 anni di inglese nella scuola primaria, 3 nelle scuole secondarie di primo grado ( medie) e altri 5 in quelle di secondo grado (superiori). Ben 13 anni di studio di inglese. Lo stato risparmierebbe sugli insegnanti di lingua straniera che potrebbe utilizzare sempre come guide turistiche (Gelmini docet!)
Anzi io desidero ardentemente zompare (= saltare) di magico anno in altrettanto magico anno in tante belle classi ponte per adulti per imparare di volta in volta il tedesco, lo spagnolo, il portugheiso, il cinese, l’arabo e magari pure il dialetto ligure che riesco a capire sommariamente…così in breve tempo diventerò veramente poliglotta uscendo dalla mia limitata dimensione di polliglotta ( colei che parla un linguaggio specificamente femminile).
Tutto troverebbe una bella giustificazione pedagogica nel bisticcio di parole discriminazione transitoria e positiva … o integrazione assistita (leggasi dis- integrazione obbligata, please) che, sempre nell’arco del magico anno, vedrà bambini, ragazzi e adulti perfettamente trasformati in cittadini del mondo, ben alfabetizzati e integrati.
Non vogliatemene…è uno sfogo provocatorio. Non so più se devo piangere ed argomentare seriamente come qui ( dove ho fatto riferimento alla flessibilità organizzativa già esistente e alla possibilità di corsi pomeridiani) o ridere, argomentando pietosamente come in questo post.
La differenza è che io sono un’umile mortale senza alcune pretesa da Wonder Woman, con opinioni opinabili e con modesta ma collaudata esperienza di insegnamento su classi comuni con l’inclusione da un minimo di uno ad un massimo di 5 alunni stranieri di nazionalità diverse, le geniali idee di questi qui, smentite da più degni esperti di linguistica, rischiano di diventare legge provocando un bell’ammutinamento dei Collegi Docenti e contestazioni ancor più sentite…
Questo genere di proposte, didatticamente infondate, esprimono la diffidenza e il pregiudizio di chi le avanza e fa leva su altra propaganda ideologica. Altro che fare il bene dei ragazzi e migliorare il loro apprendimento o la scuola, altro che ideologia della sinistra ( estesasi di recente anche a Famiglia Cristiana?). Sono una bestemmia se avallata da un Ministro della Pubblica Istruzione, che aveva fatto ben sperare all’inizio, e che invece si rivela sempre più un’incompetente alla mercè di chi fa pressione su di lei, che pubblicizza solo realtà scolastiche che non funzionano per giustificarsi e non considera quelle in grado di suggerire esperienze valide e costruttive.
Il Signor Presidente del Consiglio invece fa sfoggio di speaking English degno di una classe ponte. Farebbe più bella figura a parlare in italiano, possibilmente senza cadere in espressioni che non rendono merito alla nostra bella lingua. Anzi potrebbe starsene zitto, per guadagnarsi qualche indulgenza, o almeno continuare a fare cucù che perlomeno ci fa ridere di più.
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Mi compiaccio che gli eperti di linguistica abbiano osato levare una voce contro la proposta delle classi ponte per gli alunni stranieri e spero anche che si possa fermare questa proposta indecente.
classe ponte (levatoio)
Ciao! Tu sai quanto ti stimi e ti leggo volentieri, ma in qualcosa, questa volta, dissento con te.
Intanto concordo sull’inglese del Presidente del Consiglio che, almeno nel 2006, faceva un po’ ridere (video ).
Poi una cosa: in un anno una si impara, se ci sono i mezzi e le risorse giuste, più che abbastanza inglese da poi, eventualmente, andare all’estero o seguire a casa libri, film, blog e conversazioni in inglese e perfezionarlo.
In un anno ho insegnato tanto sanscrito agli studenti del I anno da sapere leggere e capire la Bhagavadgita in originale. Neanche traslitterata! Grammatica pronuncia e tutto, oltre a capirla, e scrivere delle frasette loro in alfabeto devanagari.
Ed erano così contenti che hanno fatto quasi tutti la II annualità, veramente dura! Il mio direttore, che non ci credeva, ha poi assistito a qualche esame del I anno ed era sbalordito! (Non per questo mi ha fatto il posto fisso, quello è per i superaccomandati, ma si è congratulato con me sia in privato sia in Facoltà).
A Harvard il mio ex direttore insegna in soli 2 mesi e mezzo il sanscrito, abbastanza da leggere frasi semplici e seguire un testo semplice, epico per esempio.
Lui è un genio, ma non è che gli studenti siano sempre geni! Sono molto motivati, questo sì, ma sono pur sempre persone anche di 40 anni, o studenti di medicina o che fanno il PhD in chimica o ingenegeria e non sanno niente di linguistica, di casi, di declinazioni e coniugazioni (sono americani, poi, non lo scordiamo).
Voglio dire che una classe ponte con persone molto brave e molto specializzate, brave in teoria e soprattutto in pratica, e bravissime a insegnare, che abbiano vinto concorsi per bravura teorica e pratica, a cui piaccia il loro lavoro, e bilingue, naturalmente quando i ragazzi sono ai primi anni delle medie (sono più duttili ma sono anche più motivati, Internet ecc., e quindi più collaborativi), potrebbe bastare e avanzare.
Dimmi che molti insegnanti di lingua rimarrebbero a spasso e che di persone così ce ne sono, penso, molto, molto poche.
E allora forse è meglio avere l’insegnamento di inglese tutti gli anni! Ma da madrelingua, perché ogni tanto chi insegna, insegna a sbagliare (l’ho visto con la prof di una mia nipote che l’inglese lo sa molto più dell’insegnante)!
Sì, senza queste condizioni e premesse lasciamo perdere quest’altra brillante idea del ministro.
Ciao e scusami questo lungo commento.
Buona domenica:)
Quando frequentavo il liceo e ci facevano dei mazzi grandi così sulle traduzioni dell’ermetico Tacito quante volte ho pensato, ma perché non s’inventano un posto dove tutti parlano latino, ci passiamo un’estate e poi questa lingua la parliamo come nella Roma antica e tutti i nostri problemi scolastici sono risolti.
Lo so, sono fuori tema.
@ Ciao Alberto! I ragazzi di oggi sono avvantaggiati. Internet li aiuta, e non poco.
@ Boh,grazie per l’intervento e per l’esperienza che hai condiviso e che sarebbe sicuramente efficace soprattutto con i ragazzi o gli adulti. Invece i bambini stranieri di scuola primaria imparano in fretta la lingua parlata stando coi coetanei e poi,come quelli italiani, imparano gradualmente a strutturare la lingua scritta.
La proposta delle classi ponte, così come avanzata dalla Ministra & co, è vaga :a me pare che serva solo a semplificare la situazione delle classi per giustificare l’aumento numerico degli alunni per classe e la riduzione delle ore di compresenza, attualmente utilizzate per i recuperi … Magari avesse le premesse o le condizioni da te spiegate, soprattutto a livello di scuola dell’obbligo.
Nelle scuole italiane gli insegnanti di madrelingua affiancano quelli specialisti, laureati, perlopiù in scuole superiori con particolari indirizzi.
A riguardo della formazione in lingua straniera degli insegnanti di scuola primaria, devo però aprire una parentesi.
L’insegnamento di lingua straniera attualmente è svolto da insegnanti specialisti ma anche specializzati che man mano, in base alle prospettive gelminiane, andranno a sostituire i primi. Finora gli specializzati erano idonei all’insegnamento dopo avere superato non un concorso, ma un esame, scritto ed orale, con un professore universitario a conclusione di corsi pluriennali di 250 fino a un massimo di circa 500 ore, gestiti da insegnanti madrelingua e non ( ma mi pare che le ore di formazione linguistica saranno ridotte ). Sono corsi teoricamente validi e lo sarebbero ancor più in pratica, opinione mia, se integrati da aggiornamenti o periodiche full immersion in Inghilterra. Attualmente è prevista la possibilità di frequentare un corso estivo gratuito in un college inglese per 15 giorni ( le spese di viaggio però sono a nostro carico).Si può anche richiedere di partecipare ad altri corsi all’estero, ma di solito, si dà la precedenza ai neo formati.
Spesso è difficile riuscire a conciliare lavoro, impegni familiari e formazione perchè, se possiamo usufruire di permessi per motivi di studio durante l’anno scolastico, devono però sostituirci i colleghi presenti a scuola che dovrebbero effettuare flessibilità oraria o ore aggiuntive o clonarsi ( e non sempre sono disponibili) per cui, per non creare disservizio nella nostra scuola che ha un’organizzazione a tempo pieno, per anni io e altre colleghe abbiamo svolto regolarmente il turno lavorativo e poi galoppato di sabato e in settimana per frequentare i suddetti corsi, sobbarcandoci spese di materiale e di viaggio (nel nostro caso, erano a 50 km da casa).
Scusate la lunga digressione che serve a spiegare che si fanno i conti senza l’oste: i politici parlano spesso di formazione degli insegnanti e di tante altre belle cose quando in realtà non ci sono soldi, non si riesce ad ovviare a tecniche difficoltà organizzative e nemmeno a svolgere corsi intensivi d’estate ( nel periodo rimanente i 30+6 giorni di ferie) … finora tutto è affidato alla buona volontà del singolo che si destreggia come può.
Si consideri pure che durante l’anno scolastico al di fuori dell’orario e degli obblighi di servizio ( di insegnamento, di riunioni degli organi collegiali e ricevimento genitori), una parte degli insegnanti svolge anche incarichi di coordinamento all’interno della scuola e supplenze con ore aggiuntive (incentivate economicamente), deve formarsi sulla sicurezza e sul primo intervento, spesso aderisce volontariamente ad altre iniziative di aggiornamento più specifiche ( incentivate forfettariamente solo in base alla disponibilità del fondo incentivante dell’Istituto).
Mi piacerebbe quindi sapere qualcosa di più preciso a riguardo delle modalità di attuazione della formazione, tanto auspicata dalla Ministra, perché quella attuale, per chi è distante dalle sedi dei corsi e ha impegni di famiglia e lavoro, fa scoppiare.
Azzardo un’idea: un anno sabbatico ( magari anche un semestre o un trimestre ) solo per la formazione o svolgerla nel periodo estivo in cui dovremmo essere a disposizione.
Buona domenica a tutti
Io vorrei imparare qualche cosa, ci provo ci provo ma non trovo mai niente di interessante che possa illuminarmi… almeno per risparmiare sui consumi energetici
.:.