Supercalifragilistichespiralidoso
Super cali fragi listi che spira lidoso…
Mi è venuta in mente la lunga parola magica di Mary Poppins, uno straordinario garbuglio senza senso.
Da bambina provavo a ripetere a lungo qualche scioglilingua, quei bisticci di parole con suoni affini e difficili da pronunciare. Nella speranza di poter gareggiare con una cugina che era bravissima a ripeterli più volte, dopo mille snervanti tentativi riuscii ad imparare soltanto
Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa
Trentatre trentini entrarono a Trento, tutti e trentatre trotterellando
A mò di tormentone mi cimentavo bene nella tiritera di Apelle finchè mia madre, esasperata, mi zittiva, senza però riuscire ad interrompere il mio attacco di ridarella, sia per Apelle che per lei che si spazientiva.
Apelle , figlio di Apollo
fece una palla di pelle di pollo
tutti i pesci salirono a galla
per vedere la palla di pelle di pollo
fatta da Apelle figlio di Apollo.
Ma ce ne sono alcuni curiosi , scovati in wikipedia, che non riesco nemmeno a leggere, figuriamoci se li imparo.
Questo va segnalato ai sindacati.
Se la serva non ti serve,
a che serve che ti serva
di una serva che non serve?
Serviti di una serva che serve,
e se questa non ti serve,
serviti dei miei servi.
Saggiamente senza senso.
Sa chi sa se sa chi sa
che se sa non sa se sa,
sol chi sa che nulla sa
ne sa più di chi ne sa.
Il seguente è politicamente sempre attuale.
Se l’arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse,
ti disarcivescoviscostantinopolizzeresti tu?
No, io non mi disarcivescoviscostantinopolizzerei
se l’arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse!
Questo in dialetto milanese deve essere stupendo da ascoltare. È all’insegna del “Pensa un po’ ai tacchi tuoi” o “Chi fa i tacchi da sé, fa i tacchi per tre”.
Ti che te tachet i tac, tacum i tac!
Mi che tac i tac, tacà i tac a ti che te tachet i tac?
Tachete ti i to tac!
“Tu che attacchi tacchi, attaccami i tacchi!
Io che attacco tacchi, (dovrei) attaccare i tacchi a te che (come me) attacchi tacchi?
Attaccati i tacchi da solo!”
In inglese mi pare indigesto in tutti i sensi.
Peter Piper picked a peck of pickled peppers. If Peter Piper picked a peck of pickled peppers, how many pickled peppers did Peter Piper pick?
“Peter Piper prese un sacco di peperoni sott’aceto. Se Peter Piper prese un sacco di peperoni sottaceto, quanti peperoni sottaceto ha preso Peter Piper?”
E per finire uno scioglilingua di buon auspicio
Oggi seren non è,
domani seren sarà
e se non sarà seren
si rasserenerà.
E’ una mia impressione o sono veramente impronunciabili?
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béh, quello in inglese sicuramente per me impronunciabile!:-) (uff mai fatto a scuola e ormai… mi dovrebbero costringere alla frequenza in una classe …ponte! hihihih..!)
Da bambina, sì, tutti i tuoi, io gareggiavo con mio fratello-peste che con “apelle” non lo fermava nessuno!
ma si…
“Oggi seren non è,
domani seren sarà
e se non sarà seren
si rasserenerà.”
ciao skip!
g
A presto!
Ciao, Skip. I tuoi scioglilingua sono stati anche i miei da piccola. Pronunciabili, vero? Ma quello dell’arcivescovo è veramente impossibile!
Forte quello in dialetto milanese e tenero quello finale.
Grazie per avermi fatto sorridere.:)
Bello entrare in questa torre di Babele!
Anch’io ho giocato con questi scioglilingua. Mi piaceva anche scrivere delle frasi senza usare una lettera stabilita, poi ho scoperto che si chiama *lipogramma*.
In “Esercizi di stile” Raymond Queneau giocando con il linguaggio, scrive : “Ufun giofornovo vefersofo mefezzofogiofornofo sufun afautofobufus vefedofo ufun giofovafanofottofo….”
prova un po’ a tradurre!
“Un giorno verso mezzogiorno su un autobus vedo un giovanotto…”
E’ uguale se ho provato io?
Perfetto Annarita! Ciao.
Sì, è come dice annarita…
mi piace afautofobufus: dà proprio l’idea di un autobus affollato che arranca nel traffico
Di chi ca l’è cola ca’ là ca l’ha coli coloni là? (piemontese)
Ciao! Anche con questo non si scherza in pronuncia…che significa?