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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Tragicommedia (11 mesi dopo).

 

Al 20 gennaio scorso  risale Tragicommedia, post  ispirato dalle vicende di alcuni personaggi politici del nostro Belpaese. Oggi ad alcuni di essi, che non hanno abbandonato la scena, si aggiungono altri bei personaggi di opera buffa .  Ma di fatto la cosiddetta questione morale è la stessa. Finchè i partiti non smetteranno di candidare persone che procurano voti, spesso grazie a clientelismi e favoritismi, e non espelleranno immediatamente chi ha procedimenti in corso e pendenze, aumenterà sempre più il divario tra la gente comune e coloro che dovrebbero rappresentarla, la mancanza di fiducia nelle istituzioni, il malcontento e il  disorientamento. Subentrano da una parte la tacita rassegnazione al  “tanto fanno tutti così”, dall’altra le arringhe mediatiche intese come manovre di propaganda, complotti, malafede, cercando di giustificare l’indagato e screditare chi indaga, invocando la Santa Privacy  nel sovrano tentativo di difesa, o meglio di arroccamento. Nessuna intercettazione può compromettere la coscienza pulita di chi non ha nulla da nascondere.

 

 Da tempo assisto a periodici maremoti e successive calme .A volte più che scandali , sono solo provocazioni; non so se  servano a smuovere le acque o più semplicemente ad agitarle ancor più, per sviare l’attenzione da altri problemi. Sobrietà, onestà, impegno, senso di responsabilità, dialogo ( che mi pare un monologo) sono slogan che, pronunciati da bravi attori della compagnia teatrale di turno, hanno ormai perso ogni credibilità. Se i politici svolgessero quasi gratuitamente il loro mandato e fossero rimborsati solo per le spese di trasferta (personali, senza familiari, o presunti tali, al seguito), durante le campagne elettorali ci sarebbe ressa solo tra i più motivati dall’interesse pubblico.

“Altro che immunità parlamentare. ‘Sta banda di guitti nessun privilegio può meritare, anzi in questi casi sarebbe meglio il sipario chiudere, e ogni forma di replica eludere.

Il popolo pagante in tutti i sensi, si rifiuta di pagar i diritti d’autore di siffatte farse a Lor Signori, e ancor si chiede che peccati abbia fatto per pagar oltre alle tasse pure lo scotto. Avrebbe il sacrosanto diritto di chiedere il rimborso del biglietto, per ‘ste plateali buffonate indegne di esser rappresentate.”(Da Opera buffa bis)

 

Tragicommedia.

Uno sfogo amaramente provocatorio ispirato dalle parole di Indro Montanelli
“I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l’atto di fede”.

Altra casta in odor di cosca, dicasi pure Cosa Nostra…beninteso non vostra, ma nostra perché appartièn a novella classe che comprò voti con favori e scambi di interessi . Una nuova specie avanza:son talpe, talponi e talpesse che di giorno si mimetizzano operando bene, ma di notte ci vedon meglio, rivelando segrete informazioni sulle indagini ad esponenti di che? Di Cosa Nostra. Queste bestie per natura detestano gli odori forti di petrolio o di aringhe affumicate e rumori . E allora vibraziòn e ultrasuòn tuonate , per scacciarle giù e non farle riemergèr più . A lòr si aggiunga pure il governatore Totò che annuncia “Io non lascio! Seppur condannato, non ho favorito l’organizzaziòn, ma solo qualche persòn!”. Signori cari sto dilemma va chiarito. Cosa nostra, entità astratta è?…O non è? Che sia tutto un pretesto perché ‘sta famosa Cosa arroccata ancora resti ?

Ed eccoli avanzàr insieme sorridenti, la coppia più bella di ogni contrada, che uniti sono nella vita e nella comune strada. Destano ammirazione per questa forte unione, dettata dall’amòr e da reciproca consolazione. Ben si sa che se è compatto il muro, da abbatter diverrà più duro, che l’unione rende forti nella buone e nella rie sorti. Ma il giudice è deciso, tra poco va in pensione, gioca la sua carta e mette in moto il carrozzone di indagini, intercettazioni, confidenze e udienze che accusano gli sposi. Ma Clemente nell’onòr familiare leso, inveisce contro chi le indagini ha promosso, spara a zero sulla giustizia tutto commosso, gridando che è vittima di complotto, che sta con la famiglia e piange quasi a dirotto. Immantinente si dimette e suscita ammiraziòn ,ma subito sferra il colpo e minaccia il vil ricatto “O con me o contro di me e la prima vi conviene , se no il governo più non tiene…” E voi tutti presenti, eletti nostri rappresentanti , per commozione o per spirito di parte applaudiste a quello che fu uno sfogo personale , esprimendo consensi . Salvare così le poltrone non credo vi convenga,la gente sta a guardare attonita ,ma ad una certezza è addivenuta…che da qualsiasi parte sia lo schieramento, è sempre e soltanto dalla parte vostra .


“Giustizia sia fatta” si grida solenne. “Sia fatta sì , ma agli altri!” tuona perenne… La legge è uguale per tutti, ricordatelo bene …e il Guardasigilli non può più sfidare le istituzioni e neppur parlamentare. Vero forse è quel detto che “chi disprezza , vuol comprare” ma con l’ammirazione o con la corruzione ? E’ora di cambiare aria, necesse rinnovar la casta anche se questo ahimè assai costa, mettersi in gioco tutti ed alzar la testa…risalir la china dopo tal vergogna , ormai l’Italia nostra ne abbisogna.

Un’altra coppia avanza, lenta e un po’ abbacchiata. Governa una regione ove fetenzìe e controsensi alimentan ormai molti dissensi. Le ragiòn dell’emergenza lì son tutte n’indecenza,quando viene compromessa la salute della massa. Il problema dell’ambiente da nord a sud si sente…forse lì ancor di più,e pare proprio nu tabù. Signora Rosa in Iervolino si dia da fare di buon mattino, Napoli d’un rimedio abbisogna ed è solo una vergogna quando dichiarò a mò di struzzo, ignorando tutto quel puzzo ch’a problem nun ce ne stanno o non volle vedere il danno? Ignoranza e corruzione, lì da anni fan da padrone,ma ogni limite è superato, dalla monnezza è stato varcato.

Bassolino si dimetta , e non dica che ancòr ha da dare, perché molto prima si poteva adoperare. ‘Sta montagna di mondezza cela ancor tanta schifezza, non scappate quatti quatti , insieme ai numerosi ratti. Rispondete per favore delle vostre inadempienze, lo dovete alla città e per tal croniche indecenze. Napoli ora sei desta ? Solleva tenace la tua protesta. I voti più non fare comprare da chi è colluso e incapace di governare, e impara a fare la differenziata che pur serve a render l’aria meno inquinata. Napoli viva, Napoli bella, ricorda bene chi fu Masaniello, pensa al tuo riscatto con oneste azioni , non sottometterti ai vecchi padroni. Qualcosa ha insegnato ‘sta amara vicenda , è ora di chiedere pubblica ammenda. Qualcosa t’ha detto pure Gomorra, scaccia da ogni traffico la mala camorra. Napoli mia, Napoli fiera, torna ti prego ad esser com’eri , ti prego riacquista il diritto civile di viver degnamente e con più stile. …( Napul’è ‘na carta sporca,’e nisciune se n’emporta  in PocaCola blog )

Se vivo fosse il sommo Poeta, forse tutti li getterebbe nei dieci fossati, bolge anzi “Malebolge” chiamati. Gerione è custode e rappresenta la frode, ha la faccia d’uom giusto ma corpo di serpe. La coda biforcuta divide l’ottavo e nono cerchio per fare la differenza tra la frode praticata contro chi ebbe fede e chi ne fu senza.
La sua pelle è di color cangiante come la fraudolenza di cui ancor oggi c’è costumanza. E per il contrappasso nel lago di pece bollente stanno i barattieri a mollo, cioè tutti color che, in pubbliche cariche, trassero illeciti profitti con l’imbroglio. I diavoli stanno a guardia della bolgia e affondan con uncini quei dannati dalla pece soverchiati. Giù in fondo per l’agìr nascosto in vita praticato . Pece vischiosa e nera, come furon invischiati nell’inganno gli ingenui raggirati. Chi son i diavoli di oggi? A chi appellarsi contro siffatti maneggi? Alla magistratura e all’Italia dei valori, o più semplicemente al buonsenso e alla ragione? Buon San Giorgio ergiti garante della serietà ed indipendenza delle nostre istituzioni e accogli le popolari istanze ( ma sostieni la vera riforma, quella dei politici mentis forma).

Dopo tal fatti di grande risonanza nella vita della nostra Repubblica, prendiamo un po’ tutti saggia distanza da quel che non s’addice alla civil vita democratica . Accatastiamoci tutti Italiani cari, uniti ancora attraversiamo malevoli mari per guardar avanti a un più pulito futuro. Issiamo bene sui nostri balconi l’amato nostro tricolore, per ricordarci ancor una volta che l’Italia non può far violenta rivolta, ma soltanto una radicale svolta. Non saprei dire se a destra o a manca. Guardiamo innanzi oltre siffatte ruìne per riaffermàr della nazione l’orgoglio . Sventola alta nostra bandiera,verde speranza come le piane, bianca come la fede e le cime innevate, rosso passione per il sangue di chi, secoli or sono, credette davvero nella nostra unione .

 

 

 

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  1. Skip blog » Sui lupi e lupacchiotte. October 2nd, 2009 21:37 p10

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