Inverno

Inverno, gracili sogni
sfioriscono sugli origlieri, (cuscini, guanciali)
giardini lontani fra nebbie
nella pianura che sfuma
in mezzo alle luci dell’alba.
Voci come in un ricordo
d’infanzia, prigioniere del gelo,
s’allontanano verso la campagna:
ninfe dagli occhi dolci e chiari
fra gli alberi spogli, sotto il cielo grigio,
cacciatori che attraversano un ruscello,
mentre uno stormo d’uccelli s’alza in volo.
Là in fondo quella casa
che ospitale appare,
coperta di bianco,
in un silenzio da fiaba.
E attraverso i vetri
si vede la fiamma rossa
nel caminetto vacillare.
I treni arrivano,
è domenica, è Natale?
Più non scende lieve
sulla terra la neve.
Attilio Bertolucci
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Proprio il giorno di Natale io ed Alberto un po’ di quest’ atmosfera l’ abbiamo respirata. Mancava chi ci ha insegnato a piangere e ridere…
Ora dobbiamo trovare qualcuno che ci insegni a ballare
Ciao, amici miei!
Proprio poche ore fa, io e Giuliano, mio marito, guardavamo incantati la neve, che sta fioccando giù da questa mattina.
Ci siamo ritrovati immersi nell’atmosfera descritta dalla bella poesia di Bertolucci.
La neve è diventata ormai un evento in Romagna!:(
Ciao
annarita
Stupenda poesia!Una tra le più belle sull’inverno.
Dei soffici guantini ti prendono per mano e ti accompagnano verso quella rossa fiamma… che vacilla, ti aprono la porta, entri e ti trovi immerso in un altro mondo, come Narnia. La leggerezza di questa immagine avvolge così a lungo nel suo tepore che quasi fa dimenticare la malinconia dell’ultima strofa.
Grazie Skip!
Un’atmosfera di quiete, calore e riposo… rasserenante e quasi magicamente sospesa.
Buona serata!