La storia

La storia non si snoda
come una catena
di anelli ininterrotta.
In ogni caso
molti anelli non tengono.
La storia non contiene
il prima e il dopo,
nulla che in lei borbotti
a lento fuoco.
La storia non è prodotta
da chi la pensa e neppure
da chi l’ignora. La storia
non si fa strada, si ostina,
detesta il poco a poco, non procede
né recede, si sposta di binario
e la sua direzione
non è nell’orario.
La storia non giustifica
e non deplora,
la storia non è intrinseca
perché è fuori.
La storia non somministra carezze o colpi di frusta.
La storia non è magistra
di niente che ci riguardi. Accorgersene non serve
a farla più vera e più giusta.
La storia non è poi
la devastante ruspa che si dice.
Lascia sottopassaggi, cripte, buche
e nascondigli. C’è chi sopravvive.
La storia è anche benevola: distrugge
quanto più può: se esagerasse, certo
sarebbe meglio, ma la storia è a corto
di notizie, non compie tutte le sue vendette.
La storia gratta il fondo
come una rete a strascico
con qualche strappo e più di un pesce sfugge.
Qualche volta s’incontra l’ectoplasma
d’uno scampato e non sembra particolarmente felice.
Ignora di essere fuori, nessuno glie n’ha parlato.
Gli altri, nel sacco, si credono
più liberi di lui.
Eugenio Montale
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Montale è un dei miei poeti preferiti, una delle massime voci della poesia mondiale di questo secolo.
La poesia che hai proposto appartiene alla raccolta “Satura” uscita nel 1971.
Alla sua uscita, la raccolta tanto attesa,disorienta, suscita accese discussioni, sorprende, a volte addirittura scandalizza per la scelta di Montale di demolire parodisticamente il proprio passato poetico.
Qui la storia non ha direzione;la poesia non ha sviluppi o messaggi positivi da comunicare. La storia non è un atto sublime,grandioso,tragico perchè non nasce dalla dialettica dello spirito,dal disegno della provvidenza…
Grandissimo Montale.
un’ottica diversa in versi sublimi…
Che la storia non sia maestra di vita lo vediamo ogni giorno dalle cronache di guerra, frutto del caos e non della ragione.L’evoluzione in campo scientifico non va di pari passo con l’evoluzuone del comportamento dell’uomo , in questo siamo rimasti dei primitivi.
Bella la foto di Montale con l’upupa, l’ilare uccello.
Ciaociao Skip.
Buona domenica, filo
Spesso mi piace andare in giro per i post del passato; stavolta ho scoperto questo, grazioso… poetico.
Meravigliosi questi versi di Montale, li tengo sempre sottocchio, mi ricordano che la storia è… umana!
Rino.