Curare sì, se è necessario, ma dimmi chi è…
Qualche mese fa scoppiò una polemica in quanto la Lega, dopo la presentazione del pacchetto sicurezza, propose di emendare l’art 35 del testo unico sull’immigrazione in base al quale “l’accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero, non in regola con le norme sul soggiorno, non può comportare alcun tipo di segnalazione all’autorità.
L’emendamento, avversato dai medici e poi ritirato, prevedeva invece che i medici denunciassero eventuali pazienti irregolari. Molti si appellarono all’art.32 della Costituzione che “tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti” sottolineando che molti operatori avrebbero praticato un’obiezione di coscienza per privilegiare scelte etiche e deontologiche. Rilevarono anche che, limitando l’accessibilità ai servizi sanitari ( sia per ragioni economiche che per segnalazione alle autorità), i tardivi interventi sarebbero stati più complessi , prolungati e costosi e che dal 2003 ad oggi Medici senza frontiere ha attivato in Italia 35 ambulatori per stranieri senza permesso di soggiorno per fare fronte alle loro necessità sanitarie.
Ora la questione si ripropone in Friuli dove la Lega propone di limitare le cure ai clandestini agli interventi urgenti e non differibili, con sospensione delle terapie non urgenti, e vorrebbe che i medici segnalassero alle autorità i pazienti senza permesso di soggiorno perché i clandestini sono comunque da espellere.
“Luigi Conte, presidente dell’Ordine dei Medici di Udine, ribatte che bisogna curare e garantire assistenza a tutti, senza distinzione, e che è intollerabile la posizione della Lega in quanto il medico non è un delatore e si preoccupa del pericolo per gli individui e la collettività che verrebbe dalla nascita sia di una clandestinità sanitaria o di una sanità parallela priva di controllo, sia dal rischio di diffusione di patologie. Nella maggioranza di centro destra sia l’assessore alla sanità Vladimir Kosic,un tecnico, sia il vicepresidente della Commissione sanità in consiglio Massimo Blasoni del Pdl ritengono che tutti vadano curati per questioni di civiltà e tutela della salute. La Lega ha annunciato la presentazione di una mozione per definire linee di politica sanitaria che seguano i principi del centrodestra e accusa Conte di terrorismo mediatico perché non ci sono mai state epidemie, semmai potrebbe esserci il pericolo di attentati.” (da corriere.it)
Questione controversa se riferita ad un sistema sanitario che a stento riesce a provvedere ai cittadini italiani prevedendo lunghe liste di attesa e cure eccezionalmente gratuite. La polemica è viva e divide l’opinione pubblica tra chi accusa di buonismo assistenzialista da una parte e xenofobia dall’altra, di chi considera diritti fondamentali e prevenzione sanitaria, fermezza ed espulsione, regolarizzazione dei flussi immigratori, utile presenza di badanti e transfrontalieri che vorrebbero regolarizzare la loro posizione (in Friuli ci sono circa 20000 immigrati irregolari di cui 11000 badanti).
In questo caso il fine giustifica i mezzi?
6 comments6 Comments so far
Leave a reply
Secondo me la professione del medico è altra da quella del poliziotto, e questo mi sembra basti.
Se poi qualcuno vuole guardarsi il giuramento di Ippocrate non credo trovi anche fra i doveri la delazione.
infatti l’etica professionale è alla base dell’obiezione dei medici.
Ciao skip, (ti leggo sempre eh, scusa se commento meno, tempo e …a volte, “chiusura”….)
Concordo con quanto commentate tu e Al, c’è anche un
Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP
( Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena (sto provando a mettere un link)che ho firmato.
Quando si tratta di bambini certe proposte indignano ancora di più…
un abbraccio
g
Ciao giovanna, link attivo …
grazie e a presto
“Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno, non si guardò neppure intorno, ma versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete, ho fame” (F. De Andrè)
Belli questi versi di De Andrè.