La logica dell’errore.
Un giorno scoprii mia madre che s’arrovellava con un cruciverba. Mancava una sola parola per completarlo. Mi chiese aiuto perché, secondo lei, c’era un errore nelle definizioni. Così controllai le risposte scritte che s’incrociavano in quel punto morto. Tutte parevano esatte, finchè lessi la definizione: “Sono degni di lode” cui corrispondevano sei caselle da riempire. Invece di meriti, aveva scritto mariti. Uno scambio di vocali impediva l’inserimento dell’ultima parola. Ma quell’errore aveva una sua logica, rispecchiava una sua certezza …tant’è vero che quando le dissi che i meriti sono generalmente degni di lode, lei mi rispose che lo erano anche i mariti.
Alla mia replica “Sì potrebbero esserlo anche i mariti, ma non tutti, a differenza dei meriti che invece sono rigorosamente degni di lode” seraficamente obiettò: “Dipende da come li raggiungi”.
Anche questa era una risposta logica.
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qualcuno potrebbe anche dire che non ci sono più le donne di una volta…!!!
Ciao skip e buona serata.
I meriti, se non li hai meritati, che meriti sono? Al giorno d’oggi c’è gente che si attribuisce meriti e se ne vanta. E c’è gente che i meriti se li merita per davvero e nessuno glieli attribuisce.
Apperò,che logica saggezza la tua mamma !
Concordo con Alberto, nella disperata ricerca di apparire, c’è chi si attribuisce meriti e valore senza aver alcun talento.
@gturs: e pure i mariti?
Ciao, a presto!
@filo e alberto…forse c’è talento anche nel riuscire a farsi riconoscere presunti meriti
E’ il talento della furbizia tutta italiana. Il massimo esempio sta in quell’uomo piccolo e pelato…
ragionando sugli usi del passato, probabilmente i “mariti” sono già di per sè uomini degni di lode, in quanto alla promessa del matrimonio, magari profferta per poter avere un connubio carnale anzitempo, ha comunque fatto seguito appunto il matrimonio; quindi, i mariti sono comunque meno mascalzoni di quelli che non lo sono diventati, e l’avevano promesso solo per un ignobile scopo; una vecchia signora m’ha detto: oggi le donne si fanno fregare perchè a letto ci vanno prima, e non dopo, spendendo così senza garanzia la propria moneta; un pò brutale, ma vero
@diego: benvenuto nel blog e grazie per il commento
Gli usi e costumi sono cambiati e se una volta il matrimonio era un traguardo necessario per la realizzazione della donna, oggi mi pare che sia considerato un impegno formale e vincolante, ma non più necessario, sia per l’uomo che per la donna.
Sinceramente credo che la donna abbia sempre avuto, oltre all’intesa del talamo, altre monete da spendere per arricchire un rapporto di coppia. Qui però subentra la considerazione che ogni coppia ha del proprio rapporto , che può esser simile a quella altrui, ma diversa o comunque variabile a seconda dell’età, della personalità e predisposizione verso il coniuge o compagno/a di vita.
Skip, quoto il tuo ultimo commento! Concordo anche con Alberto circa “il talento della furbizia tutta italiana” nel farsi riconoscere presunti meriti…che poi talento non è, a mio avviso.
Il talento può avere soltanto un’accezione positiva nel senso del possesso di qualche spiccata capacità in grado di creare qualcosa di buono e di bello…e la furbizia, sempre a mio avviso, copre invece la mancanza di qualcosa.
Salutoni
annarita
dei novelli talentati furbizia
cela una talentuosa nequizia ?
buona serata
quando ci si sposa si promette solennemente, e si promette appunto proiettando in un futuro questa scelta; io sono sposato dall’82. Se allora promisi solennemente ad una donna che le sarei stato vicino, lo feci appunto perche “oggi” io sia vicino e fedele; è una scelta, una scelta che ti vincola perchè hai deciso appunto di dare ad una compagna un certezza, un giuramento, un qualcosa che è una colonna, una struttura portante della vita; è ovvio che da giovani, nel fulgore della passione, non è necessario legarsi, perchè il legame è nei sensi stessi; ma il matrimonio è appunto una scelta in più, fatta allora perchè adesso, nell’oggi, sia vincolo, sia certezza; naturalmente nessuno è superbamente certo che ce la farà, ma tentare di farcela è vero amore; il matrimonio a mio avviso, se funziona, è una parte buona della nostra vita
Grazie per il commento , spunto di riflessione.
Il matrimonio è una scelta ufficiale e impegnativa di un percorso che si evolve nel tempo e che alla base ha non solo feeling, ma anche reciproca volontà di mettersi in gioco,capirsi, conciliarsi, condividere, crescere insieme … non sempre è facile perchè la vita ci cambia e ci mette alla prova. Sono sposata dall’89 e, nonostante momenti di incertezza e perplessità dovute ad una vita familiare un po’ atipica ( non sempre comprensibile agli altri), credo nel mio matrimonio e nella mia famiglia.