Pubblicità per le donne o contro le donne?
Ho seguito un po’ la polemica emersa qualche giorno fa a riguardo della pubblicità di una marca di abbigliamento ( Relish). I cartelloni mostrano due poliziotti brasiliani che perquisiscono in modo “morbosamente irregolare” due ragazze sul lungomare di Ipanema. Sono stati rimossi a Roma , Napoli e a Parma perchè ritenuti lesivi della dignità della donna .Il sindaco Alemanno ha dichiarato che è ancor più vergognoso che questi cartelloni siano comparsi dopo la recente ondata di violenze sulle donne. Il segretario al turismo di Rio de Janeiro ha reagito energicamente, facendo scoppiare un incidente diplomatico, e ha chiesto all’ambasciata italiana a Brasilia di rimuoverli dalle strade italiane perché offrono una cattiva immagine della città e della polizia.
L’Amministratore delegato dell’azienda risponde che la campagna pubblicitaria, ispirandosi al famoso film “Thelma & Louise”, voleva sdrammatizzare le situazioni critiche rappresentate nel film e guardarle da un punto di vista ironico. È stata ambientata in Brasile perché lì a dicembre c’erano condizioni meteorologiche adatte per la collezione primavera – estate. Si giustifica inoltre appellandosi alla mera finzione, che non voleva offendere le donne , e del resto a dicembre non si presagiva l’ondata italica di reale violenza sulle donne.
Oliviero Toscani, in interviste su quotidiani, ha commentato che la censura è sempre inaccettabile perché si tratta di mera finzione, che la pubblicità deve comunque catturare l’attenzione, provocare, far discutere e definisce mediocri le critiche, suscitando una forte reazione delle Associazioni femminili antiviolenza.
Io mi chiedo a che cosa servano queste immagini. Voi siete colpiti dai vestiti delle damigelle, dal loro corpo o dalle manovre morbosamente irrispettose dei due uomini? Sinceramente ai miei quattr’occhi pare legittimata la molestia sulle donne esercitata da tutti, anche da chi, indossando una divisa, a maggior ragione non dovrebbe. Nelle due modelle vedo una donna provocatrice ma sottomessa. Pure gli uomini ne escono offesi da un’immagine che li presenta come ominidi abusanti, forti pure della divisa.
Mi sfuggono i vestitini estivi, non vedo nè Thelma nè Louise e neppure il simbolo di una donna dinamica, libera, moderna che si diverte a giocare con la propria sensualità.
Ce la vedrei molto bene se la damigella palpeggiata assestasse un solenne ceffone, dritto rovescio – dritto rovescio bis e ter avantendrè all’importuno molestatore, sfoggiando pure un bel completino estivo. Ma si cadrebbe nell’altro eccesso, nello stereotipo moderno di una donna esageratamente aggressiva.
Forse la vera libertà femminile sta nel rifiutare immagini del genere e nello scegliere vestiti di altra marca.
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Si, il messaggio immediato è la molestia in forza della divisa. E’ osceno e pericolosissimo. Mi meraviglio di Toscani che non riesca a capire i danni che provocano certi messaggi a persone non in grado di cogliere quelli che realmente si vorrebbero far arrivare. E poi, in una fase storica in cui l’ignoranza è voluta perchè utile, apriti o cielo, i danni sono garantiti, altro che discussioni, attenzione, cultura e via dicendo.
Una volta una persona, parlando di una comune conoscenza, mi disse: “fai attenzione, perchè è un ignorante pericoloso”. Fui quindi introdotta ad un nuovo concetto, perchè già l’ignoranza basta e avanza, ma se è pure pericolosa…
Quelle immagini sanno di sesso anche per un ingenuo ma perché non la smettono di prenderci per il naso quando si tocca la pubblicità??
.:.
@ hermansji e pia :Infatti mi chiedo se l’immagine pubblicitaria è ideata in funzione del prodotto, di chi ne fruisce o di chi la crea.
tutto questo avviene perchè la società, il pubblico vuole questo!!!
I valori il senso del pudore, dove sono finiti?
Ci andrebbe un po’ di moralismo….anche se la morale è una moda, sotto alcuni punti di vista….
Ciao skip, roberta.
ciao bella sempre a far rivoluzioni
@ batman :Ciao bat! Che sorpresa
@ gturs Non saprei se il pubblico vuole questo… La pubblicità si subisce, soprattutto nei cartelloni affissi , a differenza di certi programmi televisivi che si possono scegliere
Ciao e buona serata
Sono d’accordo con la tua analisi, skip. La pubblicità la si subisce perché viene imposta, che sia in modo subdolo o in modo sfacciato non cambia la sostanza delle cose e degli effetti purtroppo.
Di Toscani non mi meraviglio, se devo essere sincera. Ho negli occhi ancora la pubblicità di quella infelice ragazza anoressica…
Fa le altre mi pongo anche questa domanda. Nella tivù ci sono i vari bollini. Ma per la strade questi bollini non ci sono. Forse che per la strade non passano i bambini?
Decisamente: pubblicità da rifiutare!
Oppure davvero ce l’avrei visto quel “dritto rovescio – dritto rovescio bis e ter avantendrè all’importuno molestatore” !:-):-)
E, giusta l’aggiunta di Al.
g
Nelle dichiarazioni di Toscani ci sono molti dei motivi per cui io guardi sempre con diffidenza il modno della pubblicità. Che, beninteso, non è tutto come lo vorrebbe vedere lui.
La grande visibilità della pubblicità implica maggiore attenzione alle immagini e ai messaggi , impliciti e non, che trasmette in funzione di chi , subendola, dovrebbe decodificarla. Toscani è un grande dell’arte fotografica ma non sempre le immagini scelte per alcune campagne pubblicitarie , pur importanti per i temi trattati, erano forse le più adatte. Distinguerei tra fare arte ( soggetta ad una libera interpretazione soggettiva ) e fare pubblicità.
sono d’accordo con la tua analisi buona giornata
Ciao, caravaggio, buona domenica !
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