Fannullona!
Le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 65 anni. Questa sì che è pari opportunità, riconoscimento del nostro potenziale, della nostra capacità di resistere alle intemperie familiari e ai dissesti lavorativi. Mi pare giusto. Le sessantenni odierne sono giovani, aitanti e forti e non demordono mai. Poi il lavoro nobilita la donna. Sempre. La donna è sempre occupata, oltre che preoccupata. Ha la fortuna di non annoiarsi mai, sin dalla più tenera età. A cosa giocano le bambine dal tempo che fu? Ad allevare bambole , presagendo l’accudimento di futuri bambolotti in carne ed ossa, molto meno taciturni ed obbedienti di Cicciobello. Poi diventano autonome presto per gestirsi al meglio a partire dal vestiario fino alle cose più impegnative, come spendere. Fa parte del loro DNA. Le donne di solito non accumulano. Danno. Anzi, per non equivocare, investono se stesse , anima e’ core. Quindi è giusto che siano socialmente utili fino a 65 anni anche in ambito lavorativo. Del resto bisogna un po’ sfatare il mito di fannullona pubblica. A 65 anni si attraversa la terza giovinezza. Volete mettere l’esperienza e la pazienza che avrà un’ultrasessantenne maestra coi bimbetti dai 3 ai 10 anni, dopo aver formato intere generazioni di alunni? Avrà l’onore di insegnare ai nipoti dei suoi primi alunni. Poco importa se sotto le finestre della sua aula metteranno reti antidefenestrazione delle desperate insegnanti.
Poi ho fatto due calcoli pensando a me e alla mia tribù.
Se devo aspettare 65 anni per poter andare in pensione, per un po’ di anni ruggenti avrò la fortuna di lavorare soltanto fuori casa. Cosa da non sottovalutare affatto. I miei figli saranno ultra 30enni e , se non saranno espatriati per altri lidi, potranno godersi a casa il loro tempo completamente libero allevando serenamente la prole, sempre che vogliano dare un prezioso contributo all’umanità, sulle orme di mamma e papà. Il mio consorte, pensionato decennale, potrà dedicarsi agli eventuali nipotini giocando coi trenini che sta collezionando con la prospettiva di allestire un plastico per tempi di oziosa e meritata fannullaggine. Inoltre gli spetterà l’onore del ponte di comando dell’azienda familiare e mi soppianterà nelle mansioni domestiche, nella cura di un’ eventuale discendenza e dei nonni anziani. Lo immagino al mio rientro a casa, mentre metterà in campo le sue abilità culinarie lamentandosi del disordine cronico delle stanze. Vedo la scarpiera invasa da un’orda di calzature, varie per forma e dimensione: le mie, le sue,quelle della figlia,dei nipoti,del genero e della nuora ( che non riesco a visualizzare ancora per lapsus da rimozione di suocera italica) e del secondogenito che calzerà barche numero 46, visto che adesso a soli 16 anni porta già il 44. Che pacchia, tornare a casa e non dover fare nulla! O meglio potrò dedicarmi con calma alla salutare passeggiatina pomeridiana con uno Skip vero ultraventenne, a qualche torneo di burraco ( chissà se sarà ancora in auge nei circoli serali femminili), alla navigazione internettiana che magari avrà raggiunto abitanti di altre galassie. Più che all’apice della carriera, guardo fiduciosa verso un’equa spartizione, anzi inversione di ruoli lavorativi. In fondo , dopo decenni di vita coniugale, sarebbe allettante poter rinunciarne a qualcuno… a meno che la sorte non ci metta lo zampino.
Meglio che mi sbrighi per gustarmi la solita full immersion.
Nel frattempo devo mantenermi in forma.
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Che dire, cara Skip, ammiro la tua voglia di ironizzarci su, io invece non riesco.
Sono amareggiata e sconfortata.
So che dovrei invece incazzarmi ma ormai faccio fatica anche per quello!
Noooooo, io non mi rassegno! Io non ci starò a scuola fino a 65 anni! Insegnare è un lavoro altamente usurante e i bambini oggi non sono quei teneri esserini che tutti immaginano, sono degli extraterrestri armati di zanne e creste dorsute che ti prosciugano l’energia fino a ridurti allo stadio monocellulare!
Sono gli uomini che devono mettersi al pari con noi e imparare a gestire contemporaneamente lavoro, figli, casa, anziani.
La parità, chi l’ha voluta?
Io voglio fare la mantenuta!!
@gaz: bè se pensi che paghiamo fior di pensioni a chi ci rappresenta anche per pochi anni…c’è da rallegrarsi
@filo: è una parità impari: pensa, filo, non appena andremo in pensione saremo libere di accudire pure i consorti
ciao skip,
dice bene filo: insegnare è un lavoro altamente usurante.
Inoltre già ora, per quanto non tralasci alcuno sforzo, a momenti mi sento inadeguata a capire i ragazzi. Ma che gli daremmo a 65 anni??? Metteteci poi chi anche abbastanza lontano dalla pensione, non fa “salti di gioia” ad insegnare…. ancora una volta, povera scuola! Se ce ne fosse bisogno!
g
Di gustoso qui c’è solo il tuo post, skip. Per il resto, c’è poco da stare allegri.
Bah!
@giovanna e annarita:si sorride, per non piangere
.
Concordo con Annarita.
Mah!!!
Vale
@Pier Luigi: urgono teletrasporto e clonazione delle donne per compensare la mancanza o insufficienza di strutture e servizi sociali. Sarebbe utile prendere esempio da altre realtà europee soprattutto in questo e poi elevare l’età pensionabile delle donne. Ma forse anche questa lentezza – arretratezza rispecchia una mentalità italica, che fatica ad evolversi.
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