I calabroni e le api.

per un favo di miel una gran lite,
di cui volevano essere padroni
d’ambo le parti e con furore tale,
che infine il grande affare
d’una Vespa fu tratto al tribunale.
La Vespa non sapea che giudicare.
Intorno al miel alcuni testimoni
dicean d’aver veduto bestie alate
giallo-nere, ronzanti e fusolate,
ma in queste condizioni
potevan esser api e calabroni.
Torna la Vespa allora a investigare,
interroga un intero formicaio,
ma le cose non restano più chiare.
Allor disse una Pecchia: – O non vi pare
che duri già da un pezzo questo guaio?
Il miele va in malora e a danno nostro;
ché mentre noi spendiamo in bollo e in tassa,
in carta, in procedura ed in inchiostro,
del nostro miel è il giudice che ingrassa.
Andiam invece ed api e calabroni
a lavorar nell’orto,
e le case ed i favi più ben fatti
indicheranno la ragione e il torto -.
Naturalmente dissero di no
i Calabroni, e il miele
alle Pecchie la Vespa giudicò.
Magari si facesse ogni processo,
come dicon che facciano in Turchia,
senza tutta la lunga litania
di spese e ciarle inutili d’adesso!
Il buon senso val più di tutti quanti
i codici, o, sofferto strazi e croci,
il giudice di solito ha le noci,
e non restan che i gusci ai litiganti.
(Jean de La Fontaine : Favole- Libro primo)
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La favola ha la sua morale, ma la giustizia morale non ha.
Proprio vero! Il buon senso vale più di tutti i codici.
Salutoni, skip:)
@alberto:… e la morale è una favola?
@ annarita: chissà se buon senso e senso comune son parenti.
Ciao!
beh! passavo di qua’….skip non so se sei tu ma se lo sei ti saluto
Consento sul buon senso
e come il sesto senso
chi ce l’ha non sa spiegarne il senso.
Ciaocià.
@giove: Ciao giove, benvenuto! Sì sono io, la skip di xxmiglia net.
@filo: impareggiabile filo