Chiedilo a mamma e papà.
I programmi di scienze di scuola primaria prevedono la conoscenza della riproduzione di piante e animali e di organi e apparati del corpo umano. Sono previste più vaste aree interdisciplinari, dette educazione alla salute e all’affettività, riguardanti tematiche diverse quali l’igiene, la sicurezza,l’educazione alimentare, le abitudini di vita scorrette che possono pregiudicare la salute (fumo,droga), il benessere psico fisico e la conoscenza di emozioni e sentimenti in un’ottica di riconoscimento di sé , degli altri e dell’identità di genere.
Spesso nel Piano dell’Offerta Formativa le scuole secondarie di primo e secondo grado elaborano progetti sull’educazione sessuale con specifici approfondimenti sulla sessualità, resi possibili anche grazie all’intervento di esperti .
Ha suscitato scalpore questo fatto ,successo a Novara, in quanto una maestra ha risposto in modo esageratamente esauriente a insolite domande di un bambino di quinta elementare. Dico insolite, perché generalmente i bambini chiedono come nasce e viene alla luce un bebè .
Opinione mia, la maestra non poteva rispondere, perchè se la domanda può rispecchiare (lo spero) un’ingenua curiosità, la risposta è stata inequivocabile e ha turbato anche quei bambini che non si erano posti gli stessi quesiti.
Non si tratta né di demonizzare il sesso come morboso tabù, né di non soddisfare la curiosità dei bambini, ma è doveroso valutare il modo e gli argomenti da approfondire in relazione all’età e alla maturità degli alunni a capire un qualcosa, che esulava dai programmi di scienze. Comunque l’adulto presente in classe è sempre responsabile: a lui si richiedono competenze professionali, anche se il più delle volte si costruiscono con l’esperienza, la formazione e il buonsenso.
Stesso problema, che ricorre più frequentemente, si pone quando i bambini si insultano con coloriti epiteti a sfondo sessuale, di cui spesso ignorano il significato, e ripetono sapendo soltanto che sono molto offensivi.
Non sta all’insegnante spiegarli, ma far capire che sono irriguardosi. La maestra deve poi convocare entrambi i genitori, rilanciando il ruolo educativo cui sono tenuti, rimarcando che nelle forme di civile convivenza non sono ammessi, e rilevando la differenza tra l’educazione della scuola e quella di tutto il resto, condivisibile o meno. Senza giudizi. Semplicemente rilevando le norme di comportamento del contesto scolastico, che in questo caso non sono da condividere, ma da accettare e osservare. I bambini sono un riflesso condizionato della famiglia, e alcuni non sono maleducati ma ineducati, non si rendono conto nemmeno di ciò che si può fare o dire. Meglio passare per bacchettoni che troppo esaurienti in spiegazioni che, a mio avviso, competono fino ad un certo punto, rischiano di essere fraintese e hanno ben poco di scientifico. In tal caso forse aiuta un prudente buon senso: giusto togliere al sesso il carattere di morbosità ( il mito delle tette crolla non appena si parla dei mammiferi, ai quali appartiene pure mammà che ci ha allattato) così come viene veicolato dai media, ma non è giusto forzare conoscenze laddove non c’è richiesta.
Ciò induce a riflettere che la scuola è chiamata sempre più in causa a filtrare input pseudo educativi, trasmessi dalla famiglia e dalla società, e fa come può…magari sbagliando, seppur mossa da ingenuità o sottovalutazione delle conseguenze, come nel caso di Novara.
Sarebbe forse opportuno riuscire a capire , senza forzature, in che modo quel bambino abbia acquisito curiosità così precoci. Questo dovrebbe far pensare e allertare . I bambini che hanno curiosità morbose a quest’età sono quelli più a rischio di essere abusati o di diventare inconsapevoli abusanti per emulazione del mondo dei grandi che i piccoli osservano e non capiscono. Ora spetta ai genitori mettersi in gioco e trovare i modi e le parole più adatte per rispondere al figlio. La scarsa attenzione di tutti gli adulti e il bombardamento visivo dei media forse hanno suscitato quelle domande così ben definite.
Chi risponderà in futuro?
5 comments5 Comments so far
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Argomento difficile e complicato.
”I bambini che hanno curiosità morbose a quest’età sono quelli più a rischio di essere abusati o di diventare inconsapevoli abusanti per emulazione del mondo dei grandi”
Non so, ma non credo che sia sempre cosi’ forse e’ piu’ esatta la successiva affermazione
”La scarsa attenzione di tutti gli adulti e il bombardamento visivo dei media forse hanno suscitato quelle domande così ben definite”.
Ritengo che spetti ai genitori mettersi in gioco e trovare i modi e le parole più adatte per rispondere al figlio, ma non escludo l’ intervento della scuola.
In casa mia, quando nero piccolo, l’ argomento era sufficientemente presente. Mia madre era ostetrica e spesso raccontava di parti difficili. Lei mi ha spiegato, con adatte parole, senza suscitarmi morbosita’, i misteri della vita. Ma la mia mamma era una donna straordinaria, moderna, nonostante parli di piu’ di sessant’ anni fa. Ella mi spiego’ anche i pericoli legati alle attenzioni che alcuni adulti hanno nei confronti dei bambini e dei ragazzetti. Anche in questo caso uso’ molto tatto. Lo stesso ho fatto con i miei figli quando e’ stato il momento delle domande imbarazzanti.
Scherzando e ironizzando si possono illustrare ai ragazzi i cosiddetti tabu’, non solo sessuali, ma anche quelli legati alla morte, alla religione, ai mali della societa’ in generale. Io e anche i miei figli e nipoti, per esempio, non abbiamo mai giocato con le armi.
Un aneddoto: circa due mesi fa ero a pranzo con la mia nipote diciasettenne, che ha un fidanzatino. Scherzando ma non troppo ho affrontato il tema sesso. Come? Chiedendole di non farmi diventare bisnonno. Quest’ anno, le ho ricordato, sei di maturita’, hai i tuoi sogni da realizzare, se io divento bisnonno a me poco importa, ma tu … se non sai come fare nonno ti puo’ sempre indirizzare dalle sue amiche medico, tra l’ altro le ho ricordato che l’ ultima delle mie ex mogli e’ proprio un medico. Ha riso, mi ha baciato e mi ha detto di non preoccuparmi.
Vale
Tema scottante…..
Essendo io madre di un bambino di 11 anni, rimango basita quando una sua coetanea affronta, usando termini non proprio appropriati ad una undicenne l’argomento sesso, anche solo facendo battute.
Mio figlio mi sembra che vivi in un altro mondo…..
Condivido in toto il tuo pensiero, ogni bambino ha un suo sviluppo e le curiosità è bene soddisfarle a tempo dovuto.
Ciao skip e buona serata, roberta.
Come dici tu Skip, bisognerebbe capire come un bambino di quell’età sia venuto a conoscenza di argomenti relativi al sesso così distorti e morbosi che esulano da quella che è una curiosità normale.
@Pier Luigi: sì bisogna parlarne ai ragazzi non solo in famiglia, ma anche a scuola, per dare conoscenze meno superficiali o confuse di quelle che a volte gli adolescenti si costruiscono da soli. Ma a riguardo dei bambini, seppur più precoci rispetto a quelli di qualche generazione fa, occorre considerare la loro maturità e sensibilità.
@gturs: sono d’accordo con te.
@filo:ho l’impressione che il sentire comune sia cambiato o stia cambiando a riguardo di ciò che io e te consideriamo una visione distorta della sessualità adulta. Basta vedere come sia reclamizzata ovunque , a partire dalle sfilate, la moda sadomaso.
Buona serata !
Condivido le considerazioni di Pier. Sono madre di due adolescenti, ed ho affrontato l’argomento sesso, ma anche altri argomenti importanti, al momento opportuno e con modi e termini adeguati all’età dei ragazzi, penso.
Dipende da noi adulti, a vario titolo coinvolti nella vita dei ragazzi, eliminare elementi di morbosità…
I bambini imparano ciò che vivono.