Archive for March, 2009
Primavera è… il popolo dell’erba!
“Microcosmos, il popolo dell’erba” ingrandisce il mondo infinitamente piccolo degli insetti, personaggi quasi surreali e fantastici. Più che un documentario scientifico è un inno alla vita e alla poesia della natura. Buona visione!
Strategie riproduttive dei fiori e la magica danza delle chiocciole.
L’impresa dello scarabeo stercorario.
Qui la versione integrale del film.
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In attesa della circolare…
La quiete dopo l’ondata di scioperi della scuola è apparente… da mesi si cerca di capire come saranno attuate le forme di organizzazione scolastica proposte ai genitori. Le iscrizioni si sono chiuse al 28 febbraio, invece che al 31 gennaio come negli anni scorsi, e già dagli inizi di marzo sono stati comunicati i primi dati sulla scelta del tempo scuola per quei bambini che l’anno prossimo entreranno nella scuola primaria.. Ora si attende la circolare sugli organici, quella in cui passerà di fatto la riorganizzazione scolastica. Ormai da qualche anno i cambiamenti nel settore scuola sono introdotti pian piano attraverso decreti e circolari (soprattutto con quelle sulla definizione dell’organico dei docenti e sugli esami) non più con un unico documento chiaro e definito. Bisogna coglierne gradualmente le novità.
Dopo tanti post autunnali sulla riorganizzazione scolastica, sul mistero doloroso che ha scatenato un putiferio nazionale , sul maestro unico, sulla valutazione, sulle proposte di classe ponte sono stata zitta, nonchè muta, cercando di captare qualche novità ufficiale che andasse oltre le dichiarazioni ufficiose di introdurre due ore di lezione di educazione civica a settimana ( per inculcare un po’ di legalità?), più ore di matematica e addirittura 4 di inglese ( a discapito di quali altri discipline non si sa), eliminare l’insegnamento di informatica ( che però di fatto può essere una valida metodologia didattica interdisciplinare, se tutti i docenti ne avessero dimestichezza). Allo scorso dicembre risalgono le prime comunicazioni ufficiali. Riporto quanto riguarda la scuola primaria e dell’infanzia e linko i documenti per eventuale consultazione a riguardo delle scuole secondarie di primo e secondo grado.
Riferimenti normativi sono :
CM n 100 dell’11 dicembre 2008 riguardante l’insegnamento della “Cittadinanza e Costituzione”,valutazione del comportamento e del rendimento scolastico degli studenti, insegnante unico per la scuola primaria , adozione dei libri di testo ( a cadenza pluriennale- ogni 5 anni per scuola primaria, 6 anni per la scuola secondaria di primo e secondo grado)
Sulla valutazione degli apprendimenti e del comportamento Riconferma la valutazione del comportamento come nella C.M. n. 100 dell’ 11 dicembre 2008 indicando i criteri di valutazione.
Da quest’anno la valutazione degli apprendimenti e del comportamento viene espressa col voto in decimi ,eccezion fatta per la scuola primaria ove la valutazione del comportamento è espressa con giudizio (sintetico o analitico secondo l’autonoma scelta delle scuole). Per l’eventuale non ammissione alla classe successiva di scuola primaria, la decisione è assunta dai docenti della classe in sede di scrutinio con votazione unanime e per casi eccezionali e motivati ( non più a maggioranza dei docenti del Consiglio di classe e solo nel passaggio dalla prima classe al primo biennio o dal primo biennio al secondo- prima ,terza e quinta classe)
DM n 5 del 16/1/2009 sulla valutazione del comportamento come parte integrante della valutazione complessiva .
C.4 del 15 gennaio 2009 sulle iscrizioni alle scuole dell’Infanzia e alle scuole di ogni ordine e grado, riguardanti l’a.s. 2009-2010.
Nelle indicazioni generali si dice che da marzo a giugno , completata la fase delle iscrizioni e della definizione delle consistenze di organico, le istituzioni scolastiche confermano o ridefiniscono i criteri di formazione delle classi mediante i propri organi collegiali, riservando particolare cura all’inserimento degli alunni con disabilità e all’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana per non creare condizioni e situazioni di esclusione o di squilibri immotivati.
Si prevede la facoltà di iscrivere anticipatamente i bambini che compiono 6 anni entro il 30 aprile 2010 ( e non più entro il 28 febbraio ) presso la scuola del territorio di appartenenza o altra istituzione scolastica scelta in base agli orari di funzionamento e all’offerta formativa ( ma si deve presentare una sola domanda di iscrizione).Le domande di iscrizione sono accolte entro il limite massimo dei posti complessivamente disponibili, sulla base dei criteri stabiliti dai Consigli di Circolo. In caso di eccedenza, le famiglie saranno sollecitamente informate perché optino per una scuola diversa.
Le Istituzioni scolastiche definiscono nel Piano dell’Offerta formativa le articolazioni dell’orario su 6 o 5 giorni settimanali e la distribuzione dei rientri pomeridiani , compatibilmente con la disponibilità di servizi (mensa).
Le classi prime di scuola primaria si formeranno in base al modello previsto dall’art 4 del DL n 137 -1 settembre 2008 convertito con modificazioni nella legge n 169 del 30 ottobre 2008 che superano il precedente assetto organizzativo
- classi funzionanti a 24 ore
- classi funzionanti a 27 ore
- classi funzionanti fino a 30 ore, comprensive di 3 ore di attività opzionali facoltative in aggiunta alle 27 ( il tempo mensa non è definito)
- classi funzionanti a tempo pieno, con 40 ore e 2 docenti, senza le compresenze, assicurando comunque l’assistenza alla mensa.
Le classi successive alla prima continuano a funzionare nell’a.s. 2009-2010 secondo gli orari in atto, a suo tempo scelti dalle famiglie (27-30-40 ore settimanali ma senza compresenze e nei limiti dell’organico assegnato per l’a.s.2009-2010 anche per le 30 o 40 ore).
Il modello organizzativo unitario di tempo pieno è subordinato all’ inderogabile condizione dell’esistenza e funzionamento delle strutture e dei servizi necessari ,e ad un numero di richieste sufficienti per la formazione della classe
Scuola dell’Infanzia 1.2
E’ prevista la facoltà di iscrivere anticipatamente i bambini che compiono 3 anni entro il 30 aprile 2010 la cui ammissione alla frequenza, sentiti i competetnti organi collegiali, è condizionata da:
disponibilità di posti
accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa
disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell’agibilità e della funzionalità e tali da rispondere alle specifiche esigenze dei bambini di età inferiore a 3 anni
valutazione pedagogica e didattica da parte del Collegio dei docenti dei tempi e delle modalità di accoglienza.
Ciò per rispondere alle esigenze delle famiglie .Al fine di attuare l’istituto degli anticipi, sono in corso incontri con l’Associazione nazionale dei Comuni Italiani per valutare le condizioni di fattibilità. Si promuovono, in collaborazione tra Regioni e Enti Locali, le sezioni primavera per i bambini più piccoli di quelli previsti dall’anticipo , purchè vi siano le necessarie condizioni logistiche e funzionali,
Sono stati redatti anche gli schemi di due regolamenti che valgono come proposte, alcune confermate nelle succitate circolari di gennaio, altre non convertite in legge .
Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione e sulle Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, entrambi ai sensi dell’art.64,comma 4, del DL 25 giugno 2008, n112,convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n133.
Si riconferma il modello di maestro unico o prevalente, a seconda che possegga titoli previsti per l’insegnamento di lingua inglese e dei requisiti per quello di religione cattolica ( e si sopprime l’organizzazione modulare con 3 insegnanti su due classi)
Il tempo pieno è previsto su richiesta delle famiglie, sulla base di specifico progetto formativo integrato, esistenza di servizi e strutture e disponibilità di organico assegnate ( 2 docenti per classe + eventualmente specialisti di religione o lingua straniera, ma senza ore di compresenza settimanale) A livello nazionale rimane confermato il numero di posti attivati complessivamente per l’.a.s. 2008-2009. Ulteriori incrementi di posti sono attivati, in sede di definizione di organici, sulla base delle economie realizzate.
Se ne ricava che( sintesi in presentazione pps) :
l’insegnamento della lingua inglese non subisce variazione: 1 ora di lezione a settimana nella classe prima, 2 ore settimanali in seconda, 3 ore settimanali rispettivamente in terza, quarta e quinta.
scelta delle famiglie tra due modelli base di orario settimanale (24 o 27 ore )che prevedono un unico maestro di riferimento.
Scelta di altri due modelli orari, subordinati all’organico(numero docenti) assegnato all’istituzione scolastica: 30 ore settimanali ( 27 + 3 opzionali; si tace sul tempo mensa)e 40 ore del tempo pieno a condizione che la scuola abbia gli spazi e i servizi per garantirne l’attuazione.
Per la formazione delle classi si fa riferimento ai parametri del DM 331 del ’98 anche se il regolamento di riorganizzazione scolastica implica qualche variazione (art 9 e 10 : minimo 18 fino a 26 alunni in scuola infanzia,al massimo 29 per ridistribuzioni di iscritti eccedenti, 15 come minimo fino a 26, al massimo 27 nella scuola primaria)
Emergono novità sulla riorganizzazione della rete scolastica (art 1 criteri e parametri relativi al dimensionamento delle istituzioni autonome, art 2 parametri relativi ai punti di erogazione del servizio, art 3 piani di dimensionamento della rete scolastica) ma fino al 2010 la situazione pare in stallo.
Ora si attende la circolare sugli organici, per vedere come di fatto si dovrà attuare l’organizzazione scolastica scelta dalle famiglie, visto che si sono orientate perlopiù sul modello orario di 30 e 40 ore settimanali ed è stato più volte ribadito che non ci saranno ore di compresenza dei docenti, nemmeno nelle classi a tempo pieno. Non è chiaro come saranno utilizzate le ore di mancata compresenza degli insegnanti del tempo pieno: opinione mia, o completeranno l’orario di servizio in altre classi, se specializzati per l’insegnamento di inglese o idonei per quello di religione, o effettueranno supplenze ( non più di plesso, ma di circolo e anche su scuola dell’infanzia se abilitati , come risulta da alcuni bollettini sindacali ). Sarà obbligatoria la formazione per l’insegnamento della lingua inglese e a partire già dal primo anno, sui tre di formazione, si potrà insegnare nelle prime due classi di scuola primaria. Si tace su quello della religione cattolica, che quindi manterrà la quota oraria di 2 ore settimanali ad opera di specialisti o docenti con idoneità.
Il curricolo delle 24 ore , che implicherebbe tagli di discipline perché attualmente è strutturato su 27 ore, non è mai stato definito( a differenza di quello delle scuole medie).La scuola dell’Infanzia ha un funzionamento anche di 40 ore settimanali. La riorganizzazione scolastica di Gelmini tace sull’eventualità di rendere obbligatoria la frequenza almeno per i bambini di 5 anni ( per consentire una prima scolarizzazione ed eventuale individuazione di ritardi o difficoltà di apprendimento ) ; né equipara la scuola dell’infanzia a ogni altro segmento dell’istruzione sia nell’orario di docenza ( 25 ore a settimana, contro le 24 di quelle di scuola primaria) che nel termine finale di attività didattica (fine giugno) e le si dà un carattere sempre più assistenziale ( con anticipi e classi primavera) invece che pedagogico-didattico.
Dai primi dati sulle iscrizioni alla scuola primaria , rilevati ai primi di marzo, risulta che il 3% delle famiglie ha scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L’anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: le 24 e le 27 ore sono richieste da una famiglia su 10; le 30 ore dunque sono la modalità più richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); le 40 ore sono sul livello della richiesta dell’anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10).
Qui le recenti dichiarazioni del Ministro sulle scelte di quadri orari da parte delle famiglie
L’art 4(punto 2) del Regolamento di riorganizzazione della rete scolastica sulla definizione degli organici precisa che :
le dotazioni organiche complessive sono definite annualmente sia a livello nazionale che per ambiti regionali tenuto conto degli assetti ordinamentali, dei piani di studio e delle consistenze orarie previsti dalle norme vigenti, in base:
a) alla previsione dell’entità e della composizione della popolazione scolastica e con riguardo alle esigenze degli alunni disabili
b)al grado di densità demografica delle varie province di ciascuna regione e della distribuzione della popolazione tra i comuni di ogni circoscrizione provinciale
c)alle caratteristiche geomorfologiche dei territori e alle condizioni socio economiche e di disagio delle diverse realtà
d)all’articolazione dell’offerta formativa
e)alla distribuzione degli alunni nelle classi e nei plessi
f)alle caratteristiche di edilizia scolastica
Sono in corso una conferenza e un acceso confronto tra Stato e Regioni che chiedono al Governo di limitare l’entita’ della riduzione di organico prevista per il prossimo anno scolastico rimodulando i tagli annunciati per il triennio e assumendo le 30 ore (e non le 27) come base per il calcolo degli organici nella scuola primaria.
Intanto molti insegnanti hanno inoltrato domanda di pensionamento col timore di rimanerci fino a 65 anni, lasciando spazio ai giovani… gli altri orbitano.
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8 Marzo 2009

Mai come quest’anno l’8 marzo non ha carattere di festa ma di un appello perché alle donne siano riconosciuti i fondamentali diritti della persona.
Oggi penso a tanti casi di cronaca, quelli che indignano maggiormente . Ma esistono altre forme di imparità, che di fatto non riconoscono in pieno l’identità della donna, ma la limitano. Sono molto perplessa e sempre più convinta che la strada da percorrere è ancora lunga. Proprio per questo ripubblico volentieri uno dei miei primi post. Un piccolo omaggio all’universo femminile al quale appartengo e al quale bisogna dare voce perché le donne possano splendere tutti i giorni e ovunque.
Auguri!
Donna non sempre è…danno !
Tutti gli uomini a prescindere dall’estrazione socio culturale e della latitudine , si trovano prima o poi a confrontarsi con una donna ed anche, almeno una volta nella vita, a dovere fronteggiare le ire di una donna. Forse per alcuni sarebbe più semplice destreggiarsi in una mareggiata che in una miriade di scuse ed argomentazioni nel tentativo di ammansire la ferina dolce metà , che chissà perché, quando si adira ha una luce diversa negli occhi che la rende più bella e disarmante. Forse alcuni uomini riuscirebbero maggiormente ad orientarsi in una foresta tropicale che nei meandri della mente femminile, incapaci di capire che cosa possano avere mai detto di così grave da provocare un terremoto emotivo o che cosa mai sia stato interpretato come offensivo .Altri potrebbero sostenere fatiche immani di intensi ed estenuanti allenamenti sportivi ma rinuncerebbero a contenere e respingere le continue minacce, più o meno velate, sarcastiche, vendicative di una donna indignata…ma come sono le donne? Io le vedo così.
Donne – streghe sensuali e passionali, le più belle del reame che ammiccano da una foto, muse ammalianti del bel canto, della danza e dell’arte , donne disinvolte nella loro bruttezza cui fanno da contrappasso il sarcasmo e l’arguzia . Donne teneramente materne e donne matrigne che in una logica innaturale uccidono o vendono i loro piccoli , che rifuggono o inseguono il desiderio di maternità. Donne senza più lacrime per i figli massacrati o dai grandi occhi scuri, regalmente e dignitosamente mute e scarne in cerca di acqua e di un sostentamento nei deserti … alcune precipitate in fondo al mare, altre mercificate, sbattute su una strada, ma tutte abbagliate dalla stessa mendace promessa di una vita migliore. Donne ancorate alla fede e ai ricordi, mutilate da riti tribali e lapidate dal fanatismo religioso che mai potranno ammutolire i loro pensieri e le loro anime; donne alla ricerca di qualcosa o che hanno perso irrimediabilmente qualcosa, tradite dal tempo e sospese tra sogni e realtà, esauste ed entusiaste, sfrenate e disinvolte, fiere della loro ostentata nudità di corpo e di mente, anticonformiste dell’interiorità o conformiste dell’apparenza se si uniformano a stereotipati canoni estetici .Donne solari e donne ombra , coraggiose o coraggiosamente vili, rassegnatamente incapaci di decidere e di reagire in un rapporto simbiotico con chi le vìola o risolute e forti della loro dignità e dei loro ideali. Donne capaci di re-inventarsi con fantasia e voltare pagina per ricominciare o fossilizzate e timorose di fare il passo; lungimiranti se scelgono , dando astutamente l’impressione di essere scelte, o cristallizzate. Donne intraprendenti protagoniste da prima fila e donne silenziose – semplici comparse della quotidianità , donne di classe e declassate da chi toglie loro la stima e la speranza .Donne che analizzano ma non fanno sintesi, vivacemente ironiche, loquaci e frizzanti, veramente sincere e sinceramente false, escluse dal pubblico ma elette a regine nel privato, sensibili ed aperte alla vita ma gelose dei propri sentimenti. Donne accecate dalla rabbia e donne dagli occhi belli, limpidi e sognanti , serene e felici o malinconicamente sorridenti.
Tante donne tra tutti…poche Donne tra tante. Creature sensibili, vitali, sensualmente contagiose, energiche per la capacità di farsi carico di tanti ruoli, romanticamente ingenue se innamorate , forti della loro maturità e fragili nell’ acerba e dolce immaturità.
Siamo una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo, una luce che brilla …ovunque!
7 commentsDal narciso alla melagrana passando per gli Inferi.
Un post dell’amica Filo sul mito di Persefone. Grazie, Filo!
La giovane e spensierata Kore, nome da ragazza di Persefone,( Proserpina per i latini) è per eccellenza l’ immagine della Primavera, il mito dell’eterno ritorno, della rinascita della vegetazione dopo il lungo periodo di buio invernale. Figlia di Demetra, dea delle messi, e di Zeus, Kore un giorno passeggiava in un prato fiorito nei pressi di Eleusi, in Attica, accompagnata dalle ninfe del suo seguito, quando fu attratta dalla bellezza e dal profumo di uno splendido narciso che spiccava tra i fiori e, inebriata, si avvicinò per cogliere il fiore. Ma ecco che all’improvviso la terra si squarciò , scossa da un pesante tambureggiare di zoccoli. Apparve un carro trainato da cavalli neri sul quale troneggiava la figura possente di Ade, dio degli Inferi. Ade, invaghitosi della bella Kore, nonostante fosse suo zio, deciso a fare di lei la sua sposa, non esitò a rapire la fanciulla e trascinarla nel regno nelle viscere della terra dove egli dimora.
Dopo la sua sparizione, Demetra vagò per nove giorni e nove notti in cerca della figlia, finchè Ecate le diede la notizia del rapimento. Demetra chiese aiuto a Zeus, minacciando di rendere la terra arida e sterile se non fosse intervenuto a far liberare la fanciulla. Sulle prime Zeus tentennò, non volendo contrariare il fratello Ade, ma infine fu costretto a cedere alla richiesta di Demetra che, mettendo in atto la minaccia proferita, aveva impedito la germinazione e la crescita dei semi trasformando la terra in una landa desolata dove gli uomini stavano morendo di fame.
Ermes, dio della metamorfosi che mescola di continuo gli elementi, fu così inviato agli Inferi per consentire a Kore di tornare sulla terra, ma prima di permetterle di andare, Ade le offre alcuni semi di melagrana e con essi la possibilità di accettarli o rifiutarli. L’incauta ne assaggia alcuni, segnando così la propria condanna. Zeus infatti aveva stabilito che la liberazione sarebbe avvenuta solo a patto che la fanciulla non avesse preso cibo durante la sua permanenza agli Inferi.
Demetra furiosa per l’inganno subito, minacciò di non fare ritorno sull’Olimpo e dichiarò che la sua maledizione avrebbe continuato a pesare sulla terra. Si giunse infine ad un compromesso: Kore avrebbe trascorso ogni anno tre mesi in compagnia di Ade, come regina degli Inferi col titolo di Persefone (colei che porta la distruzione), e gli altri nove mesi alla luce sulla terra in compagnia della madre. Demetra acconsentì a risalire sull’Olimpo, ma prima di tornare iniziò gli uomini ai Misteri Eleusini, i più importanti rituali religiosi diffusi nell’antica Grecia legati alla fertilità e alla coltivazione della terra.
Il mito della discesa agli Inferi di Persefone rappresenta l’energia di germinazione che viene ritratta quando il sole va verso il solstizio d’inverno cui fa seguito la ricomparsa della luce e della prosperità. Persefone è perciò al tempo stesso dea della vita e della morte che si manifesta in natura con l’alternanza delle stagioni.
Questo mito suggestivo e carico di simboli, ci offre l’occasione per riflettere su una delle costanti che ciclicamente si ripropongono anche nella nostra vita, la necessità di confrontarci con la nostra luce e le nostre tenebre, con la primavera e l’inverno della nostra anima: dopo aver attraversato regioni oscure, potremo risalire e germogliare verso situazioni nuove e feconde.
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Fannullona!
Le donne del pubblico impiego andranno in pensione a 65 anni. Questa sì che è pari opportunità, riconoscimento del nostro potenziale, della nostra capacità di resistere alle intemperie familiari e ai dissesti lavorativi. Mi pare giusto. Le sessantenni odierne sono giovani, aitanti e forti e non demordono mai. Poi il lavoro nobilita la donna. Sempre. La donna è sempre occupata, oltre che preoccupata. Ha la fortuna di non annoiarsi mai, sin dalla più tenera età. A cosa giocano le bambine dal tempo che fu? Ad allevare bambole , presagendo l’accudimento di futuri bambolotti in carne ed ossa, molto meno taciturni ed obbedienti di Cicciobello. Poi diventano autonome presto per gestirsi al meglio a partire dal vestiario fino alle cose più impegnative, come spendere. Fa parte del loro DNA. Le donne di solito non accumulano. Danno. Anzi, per non equivocare, investono se stesse , anima e’ core. Quindi è giusto che siano socialmente utili fino a 65 anni anche in ambito lavorativo. Del resto bisogna un po’ sfatare il mito di fannullona pubblica. A 65 anni si attraversa la terza giovinezza. Volete mettere l’esperienza e la pazienza che avrà un’ultrasessantenne maestra coi bimbetti dai 3 ai 10 anni, dopo aver formato intere generazioni di alunni? Avrà l’onore di insegnare ai nipoti dei suoi primi alunni. Poco importa se sotto le finestre della sua aula metteranno reti antidefenestrazione delle desperate insegnanti.
Poi ho fatto due calcoli pensando a me e alla mia tribù.
Se devo aspettare 65 anni per poter andare in pensione, per un po’ di anni ruggenti avrò la fortuna di lavorare soltanto fuori casa. Cosa da non sottovalutare affatto. I miei figli saranno ultra 30enni e , se non saranno espatriati per altri lidi, potranno godersi a casa il loro tempo completamente libero allevando serenamente la prole, sempre che vogliano dare un prezioso contributo all’umanità, sulle orme di mamma e papà. Il mio consorte, pensionato decennale, potrà dedicarsi agli eventuali nipotini giocando coi trenini che sta collezionando con la prospettiva di allestire un plastico per tempi di oziosa e meritata fannullaggine. Inoltre gli spetterà l’onore del ponte di comando dell’azienda familiare e mi soppianterà nelle mansioni domestiche, nella cura di un’ eventuale discendenza e dei nonni anziani. Lo immagino al mio rientro a casa, mentre metterà in campo le sue abilità culinarie lamentandosi del disordine cronico delle stanze. Vedo la scarpiera invasa da un’orda di calzature, varie per forma e dimensione: le mie, le sue,quelle della figlia,dei nipoti,del genero e della nuora ( che non riesco a visualizzare ancora per lapsus da rimozione di suocera italica) e del secondogenito che calzerà barche numero 46, visto che adesso a soli 16 anni porta già il 44. Che pacchia, tornare a casa e non dover fare nulla! O meglio potrò dedicarmi con calma alla salutare passeggiatina pomeridiana con uno Skip vero ultraventenne, a qualche torneo di burraco ( chissà se sarà ancora in auge nei circoli serali femminili), alla navigazione internettiana che magari avrà raggiunto abitanti di altre galassie. Più che all’apice della carriera, guardo fiduciosa verso un’equa spartizione, anzi inversione di ruoli lavorativi. In fondo , dopo decenni di vita coniugale, sarebbe allettante poter rinunciarne a qualcuno… a meno che la sorte non ci metta lo zampino.
Meglio che mi sbrighi per gustarmi la solita full immersion.
Nel frattempo devo mantenermi in forma.
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