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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Quando la coppia scoppia.

 

Essere belle non è una colpa, ma la visibilità mediatica ottenuta esclusivamente grazie alla bella parvenza non può essere uno specchietto per le allodole per ottenere consensi elettorali. Le donne non necessitano di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori politici, di qualsiasi schieramento, che si lasciano ingraziare da cotanta grazia. Le donne sono persone, capaci giuridicamente, valutabili per titoli e competenze in settori, quali quello politico, in cui francamente la bellezza non conta. Se erano così fondati i meriti delle miss, mi chiedo come mai , si siano riviste le loro candidature dopo le dichiarazioni della Signora Lario. “Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti. Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido, quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere”. La signora Lario con determinazione interviene per le donne   che s’impegnano e lavorano facendo la gavetta e senza scorciatoie.

 

In politica  si assiste di frequente a una confusione tra ruolo pubblico e privato. Chi ci rappresenta dovrebbe essere in grado di  veicolare proposte e messaggi nelle debite forme ( visto che la comunicazione varia a seconda del contesto in cui si opera), essere un esempio per tutti, non solo di professionalità , ma anche di sobrietà intesa come asserzione coerente  dei valori che è chiamato a garantire. Arduo per tutti sicuramente scindere l’aspetto privato da quello pubblico nella propria vita, distinguere il ruolo pubblico da quello privato di persona, coniuge e genitore. Credo sia ancora più difficile per chi ha un’immagine e notorietà pubblica. E una confusione dei ruoli è controproducente. Sì l’ironia, a volte spontanea e provocatoria, espressa nell’esercizio di funzioni di rappresentanza  politica, implica uno straripamento di conseguenze se coinvolge la sfera privata. Il gioco scherzoso, tipico del Cavaliere, atto a sdrammatizzare in una sorta di spettacolarità leggera e divertente per il pubblico presente, aveva anche destinatari nascosti e lontani, ma attenti. Sensibili nel ruolo privilegiato di compagni di vita, scelti per quel feeling che rende unica e speciale ogni coppia e che dovrebbe preservare ogni famiglia.

 

Lo stesso protagonismo politico ha intaccato l’ambito privato. In passato la signora Lario si è rivolta alla stampa per ricevere scuse dal marito, non avendole ricevute in privato. Un sintomo che il ruolo del coniuge  perdeva terreno rispetto all’altro. Il cavaliere rispose con un’accorata lettera che sembrava sanare le incomprensioni del momento.

“La responsabilità continua verso gli altri e verso di sé, anche verso una moglie che si ama nella comprensione e nell’incomprensione, verso tutti i figli, tutto questo apre lo spazio alla piccola irresponsabilità di un carattere giocoso e autoironico e spesso irriverente… Ma la tua dignità non c’entra … la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata, il riferimento galante, la bagattella di un momento”

 

Tra moglie e marito non mettere il dito e i panni sporchi si lavano in famiglia, detti popolari che racchiudono un fondo di verità e in questi giorni riecheggiano.

 Le dichiarazioni pubbliche sulle crisi coniugali disturbano. Le ragioni potrebbero essere varie e strettamente personali. Non dovrebbero divertire né servire a fare audience. È una visibilità non richiesta se sottende una riflessione più o meno meditata e sofferta. Quando si separa una coppia, dispiace. A volte pare necessario, a volte magari no alla luce dei propri convincimenti , non sempre rispondenti a quelli dei soggetti in causa. Si sceglie di vivere in due, di condividere e costruire insieme un progetto di vita  con  amore e  rispetto reciproci, con la consapevolezza  di mettersi alla prova in un rapporto che cambia. Perché il cambiamento è in noi. Se la coppia scoppia, è perché si è evoluta per tante ragioni , e ci si può trovare di fronte a un qualcosa che a lungo termine può non piacere e non ci si ritrova più. Nelle fasi critiche  si fa un bilancio. Si valutano gli sforzi e le rinunce coi risultati e le gratifiche ottenute. La verifica è una fase cruciale. A volte è razionale, a volte emerge come  semplice intuizione di malessere . Spesso si tende a scaricare le cause su altri, a giustificarsi, e non sempre in modo pacifico. La miglior difesa di sé a volte è l’attacco. E’ più facile voltare pagina che mettersi in discussione. Lo si fa se c’è ancora un legame affettivo, la volontà di continuare a crederci e di adoprarsi al meglio. Talvolta, anche per ragioni più o meno  indipendenti dalla volontà dei due, emergono  difficoltà di fronte alle quali ognuno reagisce diversamente. Siamo esseri umani. La forza dello stare insieme in fondo si vede nella capacità di vivere e conciliarsi negli incidenti di percorso, più o meno prevedibili, nella sensazione o certezza di sbagliare, non essere all’altezza, non essere capiti o apprezzati. A volte uno cresce più dell’altro e lo traina. A volte l’altro fatica a stare dietro. Ma alla base c’è quell’intesa più profonda che rafforza e custodisce il rapporto  con la stima,la fiducia e l’affetto, rinnovati e coltivati, che ne sono il presupposto. Altrimenti si scelgono strade diverse.

 

Ricordate che tutto cambia, soprattutto i rapporti umani, e che per mantenerli noi dobbiamo cambiare con essi. Assicuratevi di progredire e di crescere costantemente insieme, ma separatamente. (Leo Buscaglia).

 

Potrebbe incuriosire o meno constatare quanto abbia inciso il ruolo e la vita pubblica nelle vicende personali  del Cavaliere e della signora Lario… per il resto sono una coppia come tante, ad un bivio che dovrebbe esser scevro da rivalse politiche e dal clamore. Se non altro,  per ciò che può ancora significare per il resto della famiglia.

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7 comments

7 Comments so far

  1. annarita May 4th, 2009 21:37 p05

    Cara Skip, condivido in toto la tua sensibile e intelligente analisi.

    Non ho altro da aggiungere a ciò che è stato così efficacemente analizzato a 360°.

    Rimane l’amaro in bocca, comunque, quando una coppia si separa per tutto ciò che comporta nei riguardi dei figli in primis.

    Un caro saluto.
    annarita

  2. Skip May 4th, 2009 21:37 p05

    @annarita: secondo me, la coppia ha dinamiche interne proprie e troverà risposte al suo “malessere” solo in esse; spesso il resto è un alibi, più o meno voluto.
    ciao, buona serata :)

  3. filo May 4th, 2009 21:37 p05

    Bene ha fatto la madama!

  4. alberto May 5th, 2009 21:37 p05

    Per adesso come questa vicenda potrà evolversi è difficile dire. Ma non credo che i panni, sporchi o meno, verranno lavati in famiglia.

  5. Skip May 5th, 2009 21:37 p05

    @filo: :)
    @alberto: sì centrifuga pubblica in azione :D

  6. hermansji May 6th, 2009 21:37 p05

    Il matrimonio è il primo incidente di percorso ;) hihihi
    .:.

  7. Skip May 6th, 2009 21:37 p05

    @hermansij: ahahahah dipende da come ci si arriva :D

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