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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Ciantà Mazü.

 

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 La Festa della primavera e della fertilità affonda le sue radici in antichi riti pagani e prevedeva l’allestimento di un albero fiorito, eretto nella piazza , intorno al quale si svolgevano i canti e le danze che celebravano l’arrivo della bella stagione.

Per  tutto il mese di maggio, all’imbrunire, la gente si radunava intorno all’albero del maggio, simbolo della primavera che torna ad allietare la terra, per cantare un canto rituale dal titolo “U màgiu u l’è ciantàu” e danzare attorno all’albero.

Di solito si eleggeva una reginetta della festa tra le ragazze da marito, quella che sarebbe andata sposa per prima.

 

Da anni nel mio Circolo Didattico si ricorda il Calendimaggio, con le festa del  Ciantà Mazü ( che significa piantare l’albero del Maggio). I bambini propongono canti, filastrocche e poesie nel dialetto ventimigliese, che ormai sempre più raramente si sente parlare, e alla fine fanno un girotondo cantando “U magiu u l’è ciantau”  che accompagna la piantumazione di uno o più alberi in un angolo della città. Quest’anno  sono stati piantati due ulivi  vicino al parco giochi dei giardini pubblici.

 

Ventimiglia, città al confine con la Francia, ha favorito negli anni Sessanta una massiccia immigrazione dal Sud Italia. Oggi vede un flusso ed un nuovo, lento ma continuo insediamento di popolazioni di etnie diverse. Conoscere le tradizioni e la storia locale è importante  anche per acquisire un po’ un senso di appartenenza collettiva in una città da scoprire nelle sue radici perché tutti possano convivervi ed amarla.

 

 

Sciorte a sciura

 

 

 

Sboccia il fiore

D’int’u pumu

sciorte a sciura

sciorte u ventu

de bun’ura

Dal bocciolo

sboccia il fiore,

si leva il vento

di buon mattino.

 

 

Sciorte u su

d’int’a marina,

d’int’ a rösa

sciorte a spina

Sorge il sole

dal mare,

dalla rosa

spunta la spina.

 

 

D’int’a rama

sciorte a föglia,

sciorte a nuxe

d’int’a sgröglia.

Dal ramo

 nasce la foglia,

esce la noce

dal (suo) guscio.

 

 

Sciorte u burru

d’inte l’ögliu,

sciorte a grita

d’int’u scögliu.

Spunta il germoglio

dalla gemma,

sbuca il granchio

dallo scoglio.

 

 

D’int’a  rüsca

Sciorte a ràixa,

sciorte u caudu

d’int’a bràixa.

Dalla corteccia del pino

cola la resina,

si sprigiona il caldo

dalla brace.

 

 

Sciorte l’aiga

d’int’u pussu

sciorte i remi

d’int’u gussu.

Sgorga l’acqua

dal pozzo,

sporgono i remi

dalla barca.

 

 

D’int’a lona

Sciorte u bagiu,

sciorte a crava

d’int’u stagiu

Dalla pozzanghera

viene fuori il rospo,

esce la capra

dalla stalla.

 

 

Sciorte a levre

d’int’u custu,

d’int’a tina

sciorte u mustu

Salta fuori la lepre

dal cespuglio,

dal tino

zampilla il mosto.

 

 

Sciorte u fì

d’int’a panéira,

sciorte u zin

d’int’a zinéira,

Pende il filo

dalla paniera (della sarta)

si trae il riccio di mare

dall’attrezzo (per pescarlo)

 

 

Sciorte u fen

d’int’a fenéira:
sciorte tü

che sciortu mi,

Esce il fieno

dal fienile,

esci tu

che esco io,

 

 

a mei foura

a l’é sta chi.

Sciortu mi,

la mia favola

è questa qui.

Esco io,

 

 

ti sciorti tü,

a mei foura

a nu gh’è ciü!

esci tu,

la mia favola

non c’è più!

6 comments

6 Comments so far

  1. filo May 7th, 2009 21:37 p05

    Scusami Skip se ti correggo un piccolo errore:
    “Sciorte l’aiga
    d’int’u pussu
    sciorte i remi
    d’int’u gussu.

    “U gussu”,il gozzo, è la tipica imbarcazione in fasciame di legno usata dai pescatori liguri.
    Ricordo che un anno festeggiammo il Ciantamazu con una memorabile rappresentazione teatrale in notturna nei giardini pubblici.L’allestimento dello spettacolo in “quadri” fu curato nientemeno che dal prestigioso regista Gianpiero Alloisio su un testo scritto dai miei alunni!
    Dovremmo rinverdire un po’ questa bella tradizione. Ciao.

  2. Skip May 7th, 2009 21:37 p05

    @filo, grazie per la correzione. :)
    sì,pensiamo a qualcosa per il prossimo anno…
    ciaocià

  3. gturs May 7th, 2009 21:37 p05

    MA che bella tradizione, non la conoscevo….buona serata skip, roberta.

  4. Skip May 7th, 2009 21:37 p05

    @gturs: è una tradizione un po’ persa, diffusa anche in altre regioni italiane.
    ciao, a presto :)

  5. annarita May 8th, 2009 21:37 p05

    Conoscere le tradizioni e la storia locale è importante anche per acquisire un po’ un senso di appartenenza collettiva in una città da scoprire nelle sue radici perché tutti possano convivervi ed amarla.

    Sono pienamente d’accordo, skip.

    Un bel post, che fa bene allo spirito. Grazie.

    annarita

  6. Skip May 8th, 2009 21:37 p05

    @annarita:grazie a te! :)

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