Referendum
“Il primo e il secondo quesito prevedono premio di maggioranza alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramento. Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza attribuito, su base nazionale alla Camera dei Deputati e su base regionale al Senato, alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti. Il primo e il secondo quesito – che valgono, rispettivamente, per la Camera dei Deputati (scheda viola) e per il Senato (scheda beige) propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste.
In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza sarà attribuito alla singola lista (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è che abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento: per ottenere rappresentanza parlamentare le liste devono raggiungere un consenso del 4% alla Camera e 8% al Senato. Dunque la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio. Le liste minori devono superare lo sbarramento.
Il terzo quesito riguarda l’abrogazione delle candidature plurime di uno stesso candidato in più circoscrizioni (scheda verde). Con l’attuale legge l’eletto in più circoscrizioni decide il destino di tutti gli altri candidati, perché scegliendo uno dei seggi che ha conquistato, lascia liberi gli altri e rende possibile l’elezione di altri candidati. Attualmente circa un terzo dei parlamentari sono stati eletti in questo modo. Per spiegare l’attuale meccanismo se il candidato X eletto in più liste sceglie per sé il seggio “A” favorisce l’elezione del primo dei non eletti nella circoscrizione “B”; se sceglie il seggio “B” favorisce il primo dei non eletti nella circoscrizione “A”. Con l’approvazione del terzo quesito la facoltà di candidature multiple verrà abrogata sia alla Camera che al Senato.” ( da il Sole 24 ore.com )
Riflessioni.
Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, esercitato direttamente dagli elettori, valido solo se la maggioranza degli aventi diritto partecipa alla votazione, e se viene raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi (art 75 Costituzione). Astenersi dal voto significa delegittimare l’istituto del referendum, perdere l’opportunità di esprimersi direttamente.
Purtroppo fino ad oggi si assiste a una mancata e chiara informazione sulla sostanza dei quesiti ai quali siamo chiamati a rispondere il 21 e 22 giugno. Non votare significa continuare a sperperare inutilmente soldi pubblici e oggi ancor di più, visto che si sono svolti separatamente il referendum e le consultazioni elettorali del 6-7 giugno, grazie al ricatto della Lega. Ma con questo referendum, mi pare che ci sia più confusione e disorientamento che in passato. I quesiti sono estremamente tecnici e non di facile risposta. Se tutti auspichiamo di avere governi più stabili e vicini all’effettiva volontà dell’ elettorato, ci si rende conto che il bipartitismo (quesito 1 e 2) , da una parte impedirebbe a partiti minori di fare capricci e ricattare la maggioranza, opponendo veti e minacciando crisi di governo su questioni care solo a pochi e non condivise, ma dall’altra parte le minoranze, che hanno svolto correttamente la loro partecipazione politica, rischiano di non essere rappresentate. Paghiamo un po’ lo scotto di alleanze partitiche ambigue e voltagabbane alle quali finora non è mai stato chiesto, come requisito di appartenenza alla coalizione, di presentare all’elettorato un programma con obiettivi condivisi, linee programmatiche comuni e riconoscimento di un leader. Il bipartitismo potrebbe funzionare se ci fossero davvero compattezza e condivisione di intenti in entrambi gli schieramenti e soprattutto non fosse così irrisolta la questione morale. Forse si spera in questo…
Sono incerta sui primi due quesiti, che in teoria mi sembrano validi, ma nella pratica nutro forti perplessità se penso all’ attuale clima politico. Allo stesso tempo constato che esiste un eccessivo proliferare di gruppi, spesso indecisi sul da farsi, che fanno opposizione fine a se stessa nella stessa coalizione di appartenenza e di certo poco finalizzata al bene del Paese.
A riguardo del terzo quesito non ho dubbi perché spesso sono risultati eletti parlamentari, discutibili a riguardo di esperienza, competenze, trascorsi giudiziari e modalità di rapportarsi a tutto l’elettorato e rappresentanti delle cariche istituzionali, messi a mò di pedine in base a giochi interni, solo perché rientranti nelle grazie di illustri plurieletti e dirigenza di partito. Con il sì ci sarebbe più rispondenza tra la volontà degli elettori e gli eletti.
Questo referendum non è né della sinistra né della destra. Non è il referendum degli italiani che non capiscono. Se ci sforziamo, riusciamo a capire e a votare. Troppo facile non partecipare e poi continuare a lamentarsi.
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Grazie Skip per avermi chiarito i motivi del referendum e soprattutto per avermelo ricordato,me ne ero quasi dimenticata. Io a votare ci vado sempre!
Ciaocià
Hai chiarito anche a me le idee, che erano poche e confuse
Ottimo aiuto per la blogosfera… altro che tribune elettorali
Al referendum vota in modo “disgiunto – SEMIALTERNO!”
Un modo strategico per scucire la pervasiva autoreferenzialità della casta!
Dato che ad ogni elezione vince ineluttabilmente il progetto politico più votato quale “contenuto” del contendere diventando così programma di governo effetto della “sintesi” della mediazione della compagine vincente. Sostanza – programma governativo che messo in attuazione dovrebbe dare risultati consuntivi di fine legislatura possibilmente più coerenti al proposto programma elettorale. Ovviamente affinché tutto questo processo possa concretizzarsi al meglio e/o venga messo in attuazione il più velocemente possibile ogniqualvolta si rinnova la legislatura, molto dipende dal quanto efficiente risulta il dispositivo preposto alla designazione – delle rappresentanze che determina la compagine di governo nel renderla la più omogenea possibile in consistenza nel confermare, alternare e/o cambiarne le rappresentanze. Affinché questo possa effettuarsi nel modo più coerente e confacente possibile alle volontà della maggioranza che l’ha espresso determinante risulta essere la capacità del sistema che dovrebbe essere conseguente nel dare l’opportuna forza alla compagine governativa per metterle d’attuare il programma di governo che per legittimazione il corpo elettorale gli ha consegnato!
Modalità da cui discende tutto il contenzioso tuttora aperto del come far sì che ciò avvenga nel modo più appropriato possibile senza ogniqualvolta doversi rimettere al solito gioco dell’oca fatto di quegli abusati speculativi “pitstops” costituiti da inutili referendum ed infruttuose inconcludenti bicamerali. Tutte assurde ed inconcepibili modalità per ulteriormente mantenere parziale quanto transitivo il meccanismo elettorale per rendere semplicemente sempre più intransitiva ed autoreferenziale la sola casta che così facendo cerca in continuazione d’innalzarsi la posta in gioco e per aumentarsi ulteriore autoreferenziale nello spazio tempo e, così facendo magri rendere questo processo sempre più irreversibile! Quando, con un sistema più completo “idealtipo” si potrebbe semplicemente meglio risolvere rendendo più fisiologici i processi di designazione delle rappresentanze politiche quanto con il SEMIALTERNO si propone! In quanto oggigiorno, servono nuovi paradigmi gestori! Proprio perché al cittadino elettore poco importa che i membri di un governo sia la risultanza di una coalizione di partiti o venga conformato da elementi di correnti di partito purché sappiano governare e decidere dando le migliori risposte efficaci possibili alle prossimità che il contingente richiede quanto in altrettanto modo sappiano designare i migliori scenari per dare l’opportuna sicurezza nel futuro!
Per l’appunto il referendum del 21-22 c.m. rappresenta uno dei prossimi appuntamenti e, dovremmo esserne maggiormente consapevoli del fatto che si “voterà” su un residuo di una legge elettorale dichiarata e considerata esplicitamente “porcata”!
Pertanto al referendum ad ognuno dei tre voti possibili sarebbe dargli la più opportuna valenza per ottenere il più proficuo tornaconto a favore del miglioramento della nostra democrazia nel suo complesso!
Quindi, per rendersi incisivi e poter smantellare l’inerziale autoreferenzialità con la quale la casta intende avvolgersi e blindarsi serve smascherala ed obbligarla a rendere i meccanismi elettorali non più limitati e limitanti bensì completi e funzionali per trasformare il nostro sistema paese strutturalmente e glocalmente più competitivo!
Pertanto, si propone di scegliere: un secco “Sì” al 3° quesito per abrogare e mettere fine alle candidature multiple anche se questo voto non permetterà di far sparire il vizio di propinarci liste blindate! (Caratteristica che sembra imperversare ad ogni latitudine e che la casta comodamente vorrebbe in ogni dove imporre quando attualmente, nemmeno più i cittadini Iraniani sembrano accettare siffatte “malsane intenzioni!”… dimostrato dai loro slogan di protesta “this is not election this is selection!”)
Inoltre, risulterebbe strategico votare in modo opposto per gli altri due quesiti in modo da obbligare la classe politica a comunque cambiare… Quindi, converrebbe scegliere un “NO” al 1° quesito elettorale (oppure astenersi) ed invece rispondere con un “Sì” al 2° quesito per ingenerare quella contraddizione necessaria a spezzare il solito perverso gioco del mantenere l’intransitività ad una siffatta casta ed obbligarla a cambiare in senso migliorativo quanto con il suddetto sistema SEMIALTERNO si va proponendo! Giacché democrazia e libero mercato incontrovertibilmente sono facce della medesima medaglia che si presidiano quando vigono regole “a check & balance criterio semplici, complete e cristalline” e non parziali bensì chiare e trasparanti che effettivamente tutelino la concorrenza ed implementino la qualità… questo affinché se ne possano effettuare incisivamente i fisiologici controlli, giocando d’anticipo, preventivamente prima d’arrivare alla frittata e/o quando siano già scappati i buoi… nei paradisi fiscali!
Pertanto, servono indeclinabili adeguamenti per aggiornarci ad una siffatta nuova realtà senza rischiare di incorrere nei soliti precedenti errori e rimanere in mezzo al guado appesi a modelli “zattera” rigidi, intermittenti del compassato frutto di statuizioni formalmente corrette che ci mantengono in una peritura Odissea fatta di cicliche inefficaci ricorsivi referendum ed inutili bicamerali costituite quest’ultime dai soliti “Penelopi croupier di casta” che ripristinano il solito gioco dell’oca!
Quindi, anacronistico risulta continuare mollare la transitoria zattera di galleggiamento del Porcellum (essendo già di per sé un residuo di una precedente legge elettorale) per attaccarsi a quella del Guzzettum per poi magari come già taluno afferma volersi riattaccarsi a quella del Mattarellum quando la realtà reclama nuove e più complete soluzioni per affrontarla! Realtà che ha già nuovamente iniziato ad iperbolicamente correre su tutti fronti e livelli in modo diverso e sempre più cangiante rispetto al compassato in modo sempre più fluido che reclama un salto di qualità abbracciando sistemi più completi per risultare strutturalmente (endo- ed eso-) competitivi quanto il SEMIALTERNO propugna sistema volto a dissipare sia la deterrenza speculativa che per contrastare l’insorge di partitini –“nanetti – famigerati ricattatori – ago della bilancia”! Giacché con un sistema più completo ogni processo otterrebbe sistematicamente beneficio, in una costante virtuosa ricorsiva funzionale accelerazione nel suo complesso per implementare efficienza e riverberarla in tutta la galassia di cui si compone: politics, policy and polity. In quanto il SEMIALTERNO si esprime attraverso un sistema…
1) a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia)
3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale – idealmente non a base “regionalista”).
4) Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”- il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
5) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario” per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità…
Pertanto, il criterio di equilibrio, di chiarezza, di controllo e di trasparenza devono risultare strutturalmente insiti nello stesso meccanismo elettorale, quali aspetti e criteri indispensabili per poter ottenere sempre più efficienti e efficaci responsabili risposte di ritorno. Questo, al fine di agevolare in modo ricorsivo l’implementazione della qualità anziché dissiparla. Poiché “in fondo nessun ordine è mai definitivo, in quanto le risposte passano da una generazione all’altra ed il senso di conquista sarà rimesso all’uso che ne fa chi viene dopo!” Quindi, non ci rimane che lavorare per rendere più completo il sistema elettorale affinché enuclei questa incontrovertibile modalità volte ad implementare qualità totale!
Questo appunto reclama una più confacente architettura del meccanismo delle leggi elettorali – istituzionali preposte ad svolgere questo compito facendo in modo che “accada” nel modo più fisiologico ed efficiente possibile rispetto a quanto per effetto di modelli incompleti antiquati ed obsoleti anacronisticamente succede rispetto alle esigenze che i nostri tempi pretendono articolazioni più pertinenti quanto con il SEMIALTERNO si propone.
Poiché importante risulta che il ciclo si mantenga potenzialmente integro, quale vitale necessità indispensabile ad innescare concorrenza tale da imbibire più pervasivamente l’insieme nel suo complesso e mantenere perennemente costante l’effetto concorrenziale permanente per ingenerare quella autotutela di “feed back” necessari al controllo nello spazio tempo sia orizzontalmente che verticalmente quale latente “check & balance criterio” da contestualmente indurre effetti dissipativi nei confronti del rischiare autoreferenziali speculativi degenerativi incestuosi autoavvitamenti, deterrenze e/o quant’altra viziosa rendita speculativa di posizione tesa a corrompere la democrazia in autoreferenziale oligarchia anziché dissiparla!
@filo e novalis:in effetti ho cercato qualcosa via internet per capirne di più.
A presto
@giulio mancabelli: mi chiedevo cosa potesse succedere con una prevalenza alterna di sì e no ai 2 quesiti referendari. Ho però l’impresssione che si inneschi un “contenzioso contraddittorio” tra le camere che potrebbe allungare i tempi di approvazione delle leggi e non so fino a che punto ciò possa giovare alla governbilità del paese.
Giulio Mancabelli, dovresti per cortesia ripetere tutto quello che hai detto perchè non ho mica capito niente sai.
Saluti dal Toso
Italiani svegliamoci che il tempo scade!… Servono nuove soluzioni per smuovere l’italico ambaradam quindi, al referendum vota in modo “disgiunto- SEMIALTERNO!” contrario al 1e 2 quesito per così accelerare ed obbligare di cambiare la legge elettorale! Questo è il vero strategico modo per scucire la blindatura con la quale la casta intende avvolgersi! Allora, per smuovere la situazione si propone di scegliere: un secco “Sì” al 3° quesito (scheda verde) per abrogare e mettere fine alle candidature multiple per almeno cambiare il trend all’omologazione dell’ubiquità al cesarismo!
E vota in modo strategico opposto-contraria agli altri due quesiti scegliendo un “NO” al 1° quesito (scheda viola) ed invece rispondere con un “Sì” al 2° quesito (scheda beige)! Questo per ingenerare quella contraddizione necessaria a spezzare il solito perverso gioco del mantenere l’intransitività ad una siffatta casta ed obbligarla a cambiare in senso migliorativo quanto con il sistema completo SEMIALTERNO si va proponendo! Giacché democrazia e libero mercato incontrovertibilmente sono facce della medesima medaglia che si presidiano quando vigono regole “a check & balance criterio semplici, complete e cristalline” e non parziali bensì chiare e trasparanti che effettivamente tutelino la concorrenza ed implementino la qualità… questo affinché se ne possano effettuare incisivamente i fisiologici controlli, giocando d’anticipo, preventivamente prima d’arrivare alla frittata e/o quando siano già scappati i buoi… nei soliti paradisi fiscali!
Proprio perché al cittadino elettore poco importa che i membri di un governo sia la risultanza di una coalizione di partiti o costituito da elementi di correnti di un unico partito purché sappiano governare e decidere dando le migliori risposte efficaci possibili alle prossimità che il contingente richiede quanto in altrettanto modo sappiano designare i migliori scenari per dare l’opportuna sicurezza nel futuro! Quindi al referendum del 21-22 consapevoli del fatto che si “voterà” su un residuo di una legge elettorale dichiarata e considerata esplicitamente “porcata”! Serve richiamarsi a quanto già attesta sin dagli ingressi la nostra Costituzione all’art. 3 che “è compito della Repubblica rimuover gli ostacoli… che limitano, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” Pertanto, serve cogliere l’occasione per mettere a punto e migliorare le modalità con le quali si eleggono le rappresentanze e poter passare dalle obsolete impostazioni del compassato, alle quali tuttora restiamo purtroppo sin da Machiavelli avvinghiati nel considerare il sistema politico come una scatola chiusa in cui le istituzioni diano l’ordine in modo paternalistico discente attraverso una casta che ci propina il solito gioco dell’oca fatto di quegli abusati speculativi “pitstops” costituiti da inutili referendum ed infruttuose inconcludenti bicamerali. Quando, il tempo nostro reclama sempre nuovi più appropriati “logos” – nuovi paradigmi declinatori su molti fronti giacché urgono soluzioni snelle ed oltre al dimezzare i Parlamentare serve promuovere soluzioni innovative più snelle per accelerarle i processi politici scade ed abbisogna di nuovi “logos – paradigmi!”e muoverci verso di nuovi “logos” nuovi paradigmi per avvicinarci a soluzioni del tipo “adhocrazia” con sistemi completi quanto il SEMIALTERNO propugna rispetto alla solita obsolescenza che ci rimette al solito gioco dell’oca! Giacché, come anche G. Sartori nel suo libro “la democrazia” afferma “quanto più ci inoltriamo nel rifacimento dei sistemi politici e tanto più sono colto dal sospetto che siamo degli apprendisti stregoni!”
@El Toso: giulio gentilmente ti ha risposto . Son sicura che ora, come me, hai le idee più chiare
Si adesso è più chiaro
assssstopalo!!!! se el toso adesso vede tutto più chiaro ….sono rimasto solo io a non capire un cazzo!
Ciao Giove, ma io l’ho detto così tanto per dire, per non fare la figura di quello che non capisce mai niente e anche per dare un incoraggiamento all’amico Giulio che ha scritto così tanto, ma in realtà non ci ho mica capito un tubo, così almeno siamo in due.
Per Skip, El toso, Giove e giulio mancabelli:
a parte il commento di giulio, alquanto prolisso e sgrammaticato, resta poco chiaro e quindi convicente il motivo del “semialterno”. Cosi come una “astensione” o un “no” potrebbero essere interpretati dalla nostra classe politica a favore o, all’estremo opposto, a sfavore di un intervento riformatore del parlamento sulla legge elettorale, cosi anche un voto “semialterno” non mi pare porti maggior chiarezza e non è pensabile una sua chiara e inequivocabile lettura.
Attendo risposta (molto sintetica e chiara da giulio…
Per gli altri provate a fare una ricerca con “referendum 21 semialterno”…
Gianni
@ Gianni: benvenuto nel blog e grazie della segnalazione
La situazione mi appare non poco ingarbugliata di per sè e ancor di più notando che all’interno degli stessi partiti non esiste un’univoca posizione, oppure dei veri e propri ribaltoni. Sinceramente, quando ho letto i quesiti referendari, ho pensato che una riforma elettorale debba essere fatta da giuristi e tecnici, che abbiano veramente a cuore i principi cardine della democrazia. Ho l’impressione che si stia giocando sulla buona fede dell’elettore e a volte sull’incapacità di capire i risvolti tecnici di una legge che resta comunque una porcata Mi pare che questa risponda a interessi di potere più che a quelli dell’elettorato e fa guardare con diffidenza, se non astio, chi ci dovrebbe rappresentare e ha avallato questo sistema elettorale.Il premio di maggioranza andrebbe bene, forse , se di fatto il partito maggioritario conseguisse una vera maggioranza di voti,non il 30 o 40 % ma non poco superiore al 50% perché altrimenti si rischia di trasformare la minoranza, meno minore delle altre, in maggioranza alterando ugualmente la volontà popolare. D’altra parte comunque è anche vero che abbiamo partiti minori in ascesa, che si fanno spazio con ricatti dicendo di avere in pugno la stessa maggioranza di governo cui appartengono e altri che fanno opposizione nell’opposizione indebolendola. L’attuale clima politico, in cui hanno grande responsabilità le dirigenze dei partiti ( le liste bloccate), e la questione morale vedono personaggi poco inclini al confronto , anche nei toni e modi di rapportarsi sia con i cittadini che con gli altri rappresentanti istituzionali, o addirittura ancora in carica sebbene abbiano condanne o pendenze giudiziarie. La casta non si rinnova…e appare sempre meno credibile perchè c’è da rimanere, a dir poco, perplessi tra partiti che erano favorevoli al referendum e ora propendono per il no, altri che in certe circoscrizioni hanno scelto la coalizione del PD e in altre del PDL, altri che hanno proposto questa legge e ora la disconoscono. Mi vien da dire:ma a che gioco giocate? “I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l’atto di fede”(Montanelli) … oggi penso che non basta nemmeno quella .Su una cosa mi pare che l’elettorato sia concorde: nel sì al terzo quesito sull’abrogazione delle candidature multiple, motivo sufficiente per andare a votare e non astenersi….auspicando poi una vera riforma della legge elettorale.
Per Skip:
grazie per l’esauriente risposta, concordo anche io sul terzo referendum, ma rimane ancora proprio il dubbio sul primo e secondo.
In particolare (1) se ritirare le schede e, se si, (2) come votare; cioè quali significati hanno queste scelte ?
(1) Circa il ritiro delle schede alcuni commenti in rete mi hanno ricordato saggiamente che i padri della costituzione avevano stabilito un quorum per i referendum affinchè l’eventuale modifica alle leggi derivante dal suo passaggio fosse la scelta “effettiva” della maggioranza degli italiani e non di una minoranza e già questo dovrebbe insegnarci parecchio sui primi due quesiti (!).
Purtroppo da anni ormai si è distorto questo iniziale significato usando l’astensione e quindi il quorum come fosse un terzo voto oltre al SI e al NO.
Concludendo, circa l’astensione, la scelta è a mio parere, tra questi due significati: (1A) mi astengo semplicemente perchè non posso o ho difficoltà a votare oppure (1B) mi astengo perchè voglio usare strumentalmente il mio non voto per annullare i due referendum, di cui magari non sono riuscito a capire il contenuto e/o le conseguenze (?).
Ovviamente accetto il primo (1A) e non il secondo (1B) che sarebbe una “non scelta” perchè se la maggioranza degli italiani decide che un referendum non deve passare non decide ne indica se la legge oggetto del referendum è giusta o sbagliata (!).
(2) Circa il voto SI o NO al primo e secondo referendum invece è evidente a tutti la “non soluzione” ai problemi principali e più gravi causati da questa legge e definiti da tutti, anche da chi l’aveva scritta, “corretta” e approvata. La prima e più importante correzione sarebbe stata quella della scelta diretta dei candidati, ma pare non sia possibile interevenire referendariamente (qui vedo anche io la necessità di una riflessione e un intervento da parte di persone altamente qualificate e sensibili ai temi democratici e costituzionali).
Come cittadini votanti quindi come votare ?, quale “messaggio” è possibile dare col voto ?
E’ proprio qui il dilemma: il voto è una (2A) scelta o un (2B) semplice messaggio ?
Ancora una volta dobbiamo, io credo, distinguere due significati, uno (2A) originario e uno (2B) “distorto”: nel primo caso (2A) “decido” mentre nel secondo (2B) “indico”.
“Decido” se indico un voto che a mio parere risolve un problema, trova una soluzione.
“Indico” se la mia intenzione è invece non di dare una soluzione, ma mi attende che poi altri, leggendo e interpretando il mio voto, intervengano modificando la legge nella “direzione” da me indicata col voto. In questo caso però sappiamo bene come il voto venga successivamente interpretato dalla nostra classe politica che è capace di giungere tranquillamente a posizioni “convinte” ma diametralmente opposte !?
In questo caso quindi si colloca, credo, il suggerimento che serpeggia in diversi blog (a proposito fate una ricerca con “referendum semialterno” – 471 risultati – poi fatene una con “referendum semialterno -mancabelli -wizler -giulio – 13 risultati – e date un’occhiata ai commenti dei nomi qui citati, interessante il copia/incolla sgrammaticato ?!).
Quale significato può avere il voto semialterno ? Non è chiaramente una decisione (è infatti un voto che porta poche differenze tra Camera e Senato e complica ancor più poi i “pesi” e gli equilibri tra le due camere). Non è nemmeno, credo, facilmente interpretabile come “indirizzo, direzione” da dare ai politici per invitarli a fare loro, successivamente, le modifiche alla legge elettorale perchè fortemente contraddittorio e troppo ambiguo.
Concludendo i primi due quesiti mi sembrano un’occasione mancata, uno sforzo che spreca risorse superiori a qualunque risultato soddisfacente ottenibile, una scelta del “male minore” (molto minore!) rispetto ad un male peggiore, ma in nessun caso risolve ne tantomeno può dare indicazioni utili.
Sto ancora pensando cosa fare…
Buon voto e buona domenica a tutte/i.
Gianni
@Gianni: grazie per il confronto col quale hai evidenziato perplessità comuni che- si spera- chi ci rappresenta dovrebbe raccogliere .
Buona meditata domenica, anche a te
mah! boh!partendo dal fresupposto che la felicità è indirettamente proporzionale all’intelligenza…..cercate di capire la mia felicità
@giove: ciao giove, beato te. Sono curiosa di vedere come i vari partiti interpreteranno l’astensione dal referendum.