Perche’ la … via e’ una muraglia con in cima cocci aguzzi di bottiglia (racconto pulp tarantiniano)
Un post di Giove, che a distanza di tempo si scopre stregato da una leggiadra visione.
Ti ho rivisto oggi, dopo tanto tempo .Io fermo al mio solito angolo, mi sei passata davanti ,mi hai visto e neanche ciao. Eppure mi hai baciato 41 anni fa. Quanti ricordi in un attimo. Via Asse cominciava tra la tintoria e l’autoscuola fino al cinema Europa e, quando via Roma non esisteva, passato un campo di garofani si stringeva un po’ proprio davanti alla casa di “pisciadella”.
Avanti , oltre la casa di Armando “lissa”, si arrivava al bivio di vico Pescatori tra la casa di Ninetta e la casa del glicine. Eri bella ….ti ho amato come può amare un ragazzino di 15 anni (sbagliavo già allora).A casa mia si mangiava alle 7, io finivo alle 7 e un minuto. Presa la bici inforcavo via
Asse tra fantino e il galeone per arrivare da te. Carina…bellissima , capelli corti neri, magrolina, qualche foruncolo. Mah! Forse non eri poi così bella ma per me sì. Salivi sulla bici e andavamo verso il mare uscendo a fianco di Taverna e via ….dispensario….fino al camping. Ero robustello (non grasso) e pedalare in due fino al camping…beh!!!Vedete voi …..Quindi ti portavo sempre a
quella fontana che c’era all’inizio di quella stradina dietro l’ospedale per rinfrescarmi. Oggi eri vestita bene nonostante i tuoi 56 anni : jeans pinko, canottierina bianca, reggiseno bianco linea basic intimissimi , capelli cortissimi biondi…superabbronzata!
Per arrivare alla fontana si passava al buio in una piccola stradina tra due muri. Lì mi fermavo e, con il cuore in gola, le mie labbra si univano alle tue cercando di mettere in pratica i nostri studi sul bacio. Le mie mani non osavano sfiorare il tuo corpo e le ….alzavo. Fu una di quelle sere che, alzate le mani, le ho messe in cima al muretto pieno di vetri di bottiglia: quattro punti. Da quel giorno le mie fidanzatine non l’hanno passata liscia .Le mani cercavo di metterle sempre addosso a loro,certe volte quattro schiaffi , ma tante volte…Sei andata via verso la posta, tra la gente, ti ho seguita con lo sguardo, ho guardato la mia mano….almeno quella cicatrice è sparita.
Questo racconto è per te Silvia….non lo leggerai mai, ma non importa. Ma se ti
capitasse di leggerlo, perchè passi dal blog di skip-prof e ti riconosci, STRONZA !
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@Giove: Che memoria ! Ma forse, dopo tanto tempo, lei non ti ha riconosciuto …
Interessante questo raccontino pulp! I luoghi li conosco anch’io,ma la fontana dietro l’ospedale non me la ricordo.
ciao skip-prof ….mi ha riconosciuto….a ventimiglia ci …..riconosciamo tutti .poi lei è sempre stata “in vista”.ha sposato uno che conta,io sono di dominio pubblico …mi conoscono tutti quindi è …stronza!!!
Ciao filo….prima di arrivare alle scuole…senso unico c’è l stradina che sale a tra l’ospedale e gli scavi. all’inizio tanti….tanti anni fa ……
@giove: bè conserva il bel ricordo dei tempi andati, la vita scorre e tante cose cambiano .
Ciao !
@ filo: non so se esista ancora, devo farci caso quando passo di là.
Ciao cià