14 luglio sciopero dei blogger
Da giugno è in corso una petizione da inoltrare al Senato della Repubblica contro il comma 28 dell’art 1 del DDL Alfano sulle intercettazioni, approvato alla Camera.dei Deputati l’11 giugno scorso, che sarà esaminato presto in Senato. Il Decreto limita la libertà di informazione e il comma sottende una minaccia alla libera circolazione di idee su Internet perchè “il responsabile di qualsiasi “sito informatico” ha lo stesso obbligo di rettifica che la Legge sulla stampa (n. 47 dell’8 febbraio 1948) pone a carico del direttore responsabile delle testate giornalistiche.
L’omesso adempimento a detto obbligo entro 48 ore – esattamente come accade nel caso di una testata giornalistica – comporterebbe per il responsabile del sito informatico la condanna ad una sanzione pecuniaria fino a 25 milioni di vecchie lire.” Nella petizione che trovate qui con proposta di modifica del succitato comma, si fa presente che “non si può esigere da chi fa informazione on-line in modo non professionistico l’adempimento ad un obbligo tanto stringente quale quello di provvedere alla rettifica di ogni inesattezza eventualmente pubblicata sul proprio sito informatico e, egualmente, non si può pretendere che a ciò provvedano i responsabili di siti informatici che ospitano contenuti pubblicati da soggetti terzi.
Difficoltà facilmente intuibili di ordine tecnico, organizzativo ed economico, infatti, ostano al puntuale adempimento ad un simile obbligo ed esporrebbero, pertanto, in modo pressoché automatico, i responsabili dei “siti informatici” al rischio di vedersi irrogare sanzioni pecuniarie che, nella più parte dei casi, appaiono idonee a determinare l’immediata cessazione di ogni attività di informazione on-line.”
Per il 14 luglio è prevista una giornata di silenzio dei giornalisti contro il decreto sulle intercettazioni (dal blog di Alessandro Gilioli) e una protesta dei blogger contro la norma ammazza Internet , probabilmente attivata non con un silenzio, come si pensava inizialmente, ma con la pubblicazione di un logo e un unico post che ne spieghino le ragioni, come discusso nel blog di Alberto . Per capire di più le ragioni del dissenso rinvio al blog di Guido Scorza , che insegna informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie.
Nel mio piccolissimo campo di azione aderisco alla protesta per solidarietà perché:
1. Tante notizie, di cui si sapeva ben poco dagli ufficiali organi di informazione, sono emerse e sono state documentate dalla rete. Spesso costruisco la mia opinione attraverso i giornali , tg e dibattiti televisivi ma soprattutto leggendo opinioni di consenso o dissenso in blog di correnti diverse .La rete consente un’effettiva possibilità di confronto di idee dalle quali ognuno trae conclusioni in base alla propria capacità critica e autonomia di giudizio.
2. “Le responsabilità del blogger in termini di diffamazione sono già abbondantemente sancite dall’attuale ordinamento. Nessuno ha libertà di diffamazione e di insulto: chi diffama o ingiuria attraverso blog risponde già oggi penalmente come chiunque diffami o insulti attraverso qualsiasi altro mezzo. L’emendamento in questione invece interviene introducendo un obbligo di rettifica – con annesse pesanti sanzioni, insostenibili per un blogger – che è un’imitazione maldestra di quello previsto per la stampa e per i grandi gruppi editoriali, con il risultato di disincentivare e di soffocare la comunicazione on line non solo nei blog, ma anche nelle piattaforme di condivisione dei contenuti” (Dal blog Piovono rane di Alessandro Gilioli )
3. Non capisco come si possa limitare la libertà di manifestazione del pensiero di chi pubblica in rete facendo a volte informazione, a volte semplice opinione ( e a chi l’arduo compito e in base a quali parametri di giudizio?), quando finora ho assistito col voltastomaco a di tutto e di più. A volte mi chiedo che tipo di controllo vogliano su internet se di fatto continuiamo a mantenere “onorevoli” con pendenze giudiziarie e condanne e se abbiamo parlamentari che rilasciano dichiarazioni con toni , modi e contenuti non consoni al loro ruolo. Che il controllo inizi dall’alto a partire dalle sedi istituzionali. O la libertà di opinione vale solo per fanatici legalizzati in virtù della loro immunità parlamentare? E quante volte ho appreso di smentite e rettifiche, che negavano inequivocabili asserzioni? Ma sono mai stati sanzionati davvero i signori della politica con censure o dimissioni dall’incarico?
4. Non credo che siano una minaccia né le opinioni né le intelligenze presenti in rete, dove emergono validi spunti di riflessione e non semplici illazioni, come vogliono fare credere. Finchè sarà garantita la libertà di manifestazione del pensiero con la parola,scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art 21 Cost) sarà non solo garantita la democrazia, ma forse si eviteranno diverse e più preoccupanti forme di dissenso.
5. Non mi piacciono gli anacronismi…ma come, ci siamo abituati agli euro e adesso si parla di sanzioni in lire? Nunsepòfa accussì!
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L’omesso adempimento a detto obbligo entro 48 ore – esattamente come accade nel caso di una testata giornalistica – comporterebbe per il responsabile del sito informatico la condanna ad una sanzione pecuniaria fino a 25 milioni di vecchie lire.” Nella petizione che trovate qui con proposta di modifica del succitato comma, si fa presente che “non si può esigere da chi fa informazione on-line in modo non professionistico l’adempimento ad un obbligo tanto stringente quale quello di provvedere alla rettifica di ogni inesattezza eventualmente pubblicata sul proprio sito informatico e, egualmente, non si può pretendere che a ciò provvedano i responsabili di siti informatici che ospitano contenuti pubblicati da soggetti terzi.
Difficoltà facilmente intuibili di ordine tecnico, organizzativo ed economico, infatti, ostano al puntuale adempimento ad un simile obbligo ed esporrebbero, pertanto, in modo pressoché automatico, i responsabili dei “siti informatici” al rischio di vedersi irrogare sanzioni pecuniarie che, nella più parte dei casi, appaiono idonee a determinare l’immediata cessazione di ogni attività di informazione on-line.”
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