
Cuore invadente, sorprendente, complice di sguardi e voci che si rincorrono nella memoria. Sbatte forte nello sforzo tenace di una possente bracciata che scavalca l’onda, inseguendo un respiro cadenzato e una battuta accelerata per scivolare fluidamente nella corrente. Volontà di potenza, scarica di energia nella conquistata sintonia col mare. Cuore sospeso nel silenzio dell’attesa di una vita generata o lasciata .
Tra luci artificiali e letti allineati, uguali, asettici, ornati di tubi e monitor, un ritmo irregolare e cangiante disegna un battito o un respiro.
La vita inciampa, si rialza, sussulta e riprende tra le scie luminescenti di quel monitor. Capricci di un cuore che palpita contro un maledetto gene che distingue per poco i suoi cromosomi dai miei e mi condanna ad un senso di colpa per ciò che non ha potuto né potrà essere.
La sua paura è una sferzata alla mia incoraggiante menzogna. La sua paura è anche mia. Non temo nessuna lontananza, né abbandono, ma quel passo annunciato che ci separerà, ove punto di partenza e d’arrivo coincidono in una staffetta senza vinti né vincitori nell’ineluttabile trionfo della fatalità, che sconfigge ogni logica. L’impotenza sovrasta dinanzi a quei tratti luminosi che segnano il suo presente e annullano parole senza fede.
Da tempo e oggi ancor di più, il mio vitale abbraccio marino la stringe con la forza di una solitudine silenziosa. La sua s’erge grandiosa nell’umiltà della rassegnazione. La mia fa i conti con un altro presente, scalpitante agli occhi degli altri, in cui mi arrabatto per sviare su altri fronti il pensiero veloce. Questa provvisorietà , incertezza in cui lei palpita a nuovi compromessi in ore che sembrano ritagli di eternità, mi svuota. Il mio cuore sbatte triste per sostenere anche il suo che, fragile ed indomito, sembra rinunciare all’unica speranza.
Ci sono svolte nella vita in cui sembra che il tempo di tanti , che mi hanno preceduto o sono accanto a me, pesantemente si sovrapponga al mio per consolidare radici dalle quali si dirameranno quelle dei miei figli. L’essenza della vita si scarnisce in una semplice ciclicità ove si confondono inizio e fine. Solo gli affetti le danno valore. Tutto il resto non ha senso.
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Concordo, cara Maria. Solo gli affetti danno valore alla vita che altrimenti sarebbe priva di senso. O almeno questo è quello che penso e sento.
Grazie per questo post intimo e sentito che trasmette emozioni familiari.
Un abbraccio
annarita
Cara Skip, anche se l’impotenza sovrasta ed è difficile trovare le parole che diano un momentaneo sollievo all’ansia, la presenza vicino a noi di chi ci vuole bene è un grande conforto nei momenti critici della vita. Di questo sono sicura.
Ciaocià.
La foschia è sempre lì…A volte capita di scrutarla, il più delle volte si gira lo sguardo altrove.
Grazie a voi e buon inizio agosto
[...] Gocce di cuore. [...]