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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Basta solo un po’ di camomilla?

Ci sono giorni in cui certe persone scattano per nulla e cerchi di trovare una soluzione conciliante a quelli che in quel momento sentono come problemi gravi o insormontabili. Piccole rivalità, impressione di avere subito un torto o di non avere visto riconosciuto un merito. Trovarsi tra le parti per mediare non è facile se sfuggono le sottese dinamiche relazionali, arginare  l’irruenza e l’aggressività verbale di un singolo neppure,  se a capo c’è un’esasperazione latente che fa scaricare la tensione e i nervi per banali motivi. Può succedere.

Stavolta ne sono stata coinvolta con persone diverse, in ambito lavorativo e  in tre diversi momenti della giornata.  Mi veniva quasi da ridere soprattutto con un colosso inferocito che più gridava e più si caricava cercando  un capro espiatorio .Ma  io sono  ariete, neh?  e bene o male mi difendo anche se, per placare le ire funeste dell’energumeno,  replicavo col naso all’insù perché svantaggiata in altezza. Ho trovato risposte , che in condizioni di normale serenità sarebbero state accettate col buonsenso, a un qualcosa che tentavo di ricostruire dal suo sproloquio . Dentro di me pensavo “ Perbacco, questa è la tua priorità? Ma ti rendi conto di quello che dici? Ma io in tutto questo che ci azzecco? Ma perché non ho indossato i soliti tacchi?”. E avrei voluto tanto reagire  con una battuta ironica per sdrammatizzare, ma ho temuto che sarebbe stata interpretata  come una presa in giro  e il grande uomo, solo di stazza però, mi avrebbe accorciato di qualche centimetro.   Forse invece che pubblicizzare tanto la vaccinazione contro l’influenza  porcella, dovrebbero diffondere anche quella contro la rabbia per evitare inutili travasi di bile a chi ne è affetto,  e tensioni emotive a chi ne viene investito.

Quando  la giornata  di match è finita,  ho pensato che a volte la prospettiva cambia non solo in base all’indole di ciascuno ,ma all’umore del momento che può influenzare l’autocontrollo. Confesso che in passato non sempre sono riuscita a contenermi, ma perlopiù di fronte a questioni ben più serie che aggravavano indebitamente le mie responsabilità o in caso di reiterate inadempienze altrui.

Se vi è capitato, come avete reagito?

16 comments

16 Comments so far

  1. alberto September 23rd, 2009 21:37 p09

    Cara Skip reagiamo in base agli umori del momento. Se siamo ben disposti verso il mondo magari ci viene anche da ridere, e ne ridiamo dentro, ma se anche a noi quel giorno gira storto può succedere di tutto.

  2. giove September 23rd, 2009 21:37 p09

    ….prendere a pugni un uomo perchè è stato un pò scortese sapendo che quel che brucia non son le offese…..

  3. Skip September 23rd, 2009 21:37 p09

    @alberto:concordo, ma ci sono contesti in cui l’impulso a reagire è frenato dal proprio ruolo (soprattutto pubblico), educazione o condizione di disparità con l’interlocutore ( penso al caso di un confronto animato con un superiore o , nel mio caso, con un genitore incontenibile e per di più di un alunno che non appartiene alla mia classe)

  4. Skip September 23rd, 2009 21:37 p09

    @giove: sì chiamiamole emozioni, provocate soprattutto al figlio mortificato dalla sua sceneggiata.

  5. gaz September 23rd, 2009 21:37 p09

    Ahi ahi, questo è un tasto dolente per me!
    Sono un cerino, mi accendo con poco e speso provoco guai,
    ma dalla mia ho che mi passa presto.
    Da una vita sto cercando l’autocontrollo, quello sconosciuto :D

  6. gaz September 23rd, 2009 21:37 p09

    ops, un saluto almeno!
    Ciaooo Skip ;)

  7. Skip September 24th, 2009 21:37 p09

    @gaz: buona giornata, focosa gaz :D !

  8. gturs September 24th, 2009 21:37 p09

    sono anch’io un’ariete e mi controllo con molta difficoltà…….ma a volte riesco a farlo.
    Buona giornata skip, roberta.

  9. El Toso September 24th, 2009 21:37 p09

    Non credo che basti un po’ di camomilla.
    La situazione che descrivi, ovvero aver a che fare con persone che scaricano su di te la loro aggressività, la loro ira, è abbastanza frequente, credo che sia capitato a tutti e per molte volte.
    Sono situazioni imbarazzanti che non lasciano scampo, le regole per un corretto e rispettoso rapporto relazionale saltano , subentra l’istinto di aggressività che appunto in certi individui e in certe situazioni non è più limitata dal rispetto e dalla considerazione dovuta verso l’interlocutore.
    Situazioni del genere si verificano nell’ambiente di lavoro, tra vicini di casa, tra parenti, per la strada ecc … insomma è un po’ una giungla. I motivi scatenanti possono essere i più vari, antipatie, rivalità, presunti torti subiti, motivi banali , pretesti vari, ma lo scopo è sempre lo stesso, quello di brutalizzare e prevaricare psicologicamente sull’avversario.
    Come ci si difende? Non c’è un metodo, la maggior parte delle volte si subisce e basta.
    Per aggredire una persona ci vuole una forza e una energia che non è da tutti, io che sono pigro per natura non sono idoneo ad aggredire gli altri, spero sempre nel buonsenso e nella ragionevolezza, con il risultato che sovente vengo aggredito io e siccome non ho ancora imparato a gestire tali situazioni, delle volte reagisco in modo sconclusionato, il che aumenta la mia frustrazione.
    Mentre l’aggressore ha forza, energia ed è preparato all’aggressione e quindi può scaricare tutta la sua veemenza, l’aggredito è preso alla sprovvista, talvolta non capisce neanche il motivo per il quale viene aggredito o spesso viene coinvolto senza aver nulla a che fare con la diatriba in corso, difficilmente uno sa subito reagire a una aggressione o ad una esplosione d’ira, sono situazioni, appunto, difficilmente gestibili.
    Quasi sempre l’aggressore ne esce vincitore, torna a casa appagato “glie l’ho fatta vedere io a quella lì” , non riflette sul disastro che ha combinato.
    Subire una aggressione verbale, non sembra ma è nocivo, quasi sempre l’aggredito ne esce frustrato, ha subito una aggressione immeritata, senza motivo, senza ragionevolezza, non ha saputo o voluto reagire come avrebbe dovuto, sente di aver subito una ingiustizia, tutto ciò va a deprimere la sua autostima e aumenta le sue insicurezze.
    Come se ne esce fuori, la risposta è semplice, non se ne esce.
    La società attuale è permissiva, tollerante, comprensiva verso la prevaricazione e l’aggressività.
    Tutti perdonano, comprendono, capiscono, vogliono redimere, educare, recuperare, tutti si occupano di chi ha commesso il reato, la vittima viene subito dimenticata.
    In questo clima di buonismo, di decadenza morale e di stravolgimento dei valori tradizionali, hanno largo spazio le persone irrazionali, aggressive, prevaricanti.
    Più le istituzioni sono democratiche, buoniste, permissive come la scuola e più sono oltraggiate e aggredite e talvolta è il professore che presta la sua faccia a difesa di una istituzione che non sa tenere la disciplina e che ha rinunciato a difendersi.
    In questo caso specifico, in cui credo di aver capito che un genitore ha creato un bailame e ha scaricato la sua ira aggredendo i professori, magari in presenza di terze persone, ebbene è indubbio che lo ha fatto sapendo che la scuola è debole e lo ha fatto nella consapevolezza della propria impunità.
    Infatti non credo che quella persona avrebbe tenuto lo stesso atteggiamento aggressivo con un funzionario laureato della Agenzia delle Entrate perché in quel caso probabilmente , ne sarebbe uscito con le manette. L’elemento aggressivo si ferma solo se prende una facciata, se no continua nel suo modo vincente di rapportarsi con gli altri. E’ un rapporto di forze. E la facciata non glie la puoi dare tu, deve essere l’istituzione di cui fai parte a difenderti, se no siamo fritti.
    El Toso

  10. Skip September 24th, 2009 21:37 p09

    @gturs:ciao, arietina :)
    @El Toso: pensa che sono intervenuta a frenarlo prima io e poi il Dirigente. Buon per lui si è limitato a gridare per motivi veramente futili, rivelando le sue priorità L’ho stoppato chiedendogli se le sue fossero minacce, al che ha deviato le grida cercando un capro espiatorio. Bastava che rispondesse sì e avrei scomodato le forze dell’ordine, senza troppi complimenti . Non è la prima volta che mi sono trovata in frangenti simili che ho risolto con diplomazia perchè, se sei chiamato ad educare i figli degli altri, devi necessariamente costruire un rapporto di collaborazione con la famiglia. Su fronti contrapposti non si costruisce nulla. La migliore lezione gliel’ha data il figlio. Per il resto credo che le azioni rendano merito a chi le fa . Il destinatario, con un atteggiamento apparentemente conciliante, non sempre subisce….cerca di ragionare con fermezza e nei modi dovuti in base al proprio ruolo . Per quel che mi riguarda, aspettavo che varcasse il limite per regolarmi di conseguenza, senza troppe parole ;)

  11. lostinthesky September 24th, 2009 21:37 p09

    Di solito faccio tutto il possibile per ripristinare la calma. E’ un bell’allenamento restare calmi ma ti da tanta soddisfazione. Non conta vincere quel match, conta ritornare a dialogare tra persone e non tra animali.

  12. Skip September 24th, 2009 21:37 p09

    @lostinthesky:saggio ,lost. Grazie :)

  13. Renata September 30th, 2009 21:37 p09

    Io ho adottato un sistema infallibile in questi casi e ti confesso che mi ha salvato la vita e lo uso costantemente, è uno stratagemma di Osho con cui ho affrontato il mio capo di 88 anni che aveva smesso di fumare e a cui l’astinenza da nicotina cambiò il carattere PER ALCUNI MESI.
    Con questo sistema riuscivo a rimanere calma, a trovare le parole giuste per contrastarlo educatamente, ma bisogna fare attenzione perchè la mancata risposta rabbiosa da parte mia aumentava esponenzialmente la sua rabbia ed alla fine per non fargli perdere la faccia concludevo con “se lei vuole, potremo fare così…..” Siccome era un grand’uomo ragionava e prendeva la decisione di seguire il mio consiglio.
    E’ un sistema infallibile : Osho aveva un amico che si arrabbiava molto e l’ira era la sua rovina perchè la reazione lo poneva in cattiva luce sul lavoro e nella vita. Osho gli suggerì di mettersi un bigliettino in tasca (o immaginare di avere un bigliettino in tasca) con su scritto “io sono arrabbiato”. Gli raccomandò quando sentiva la rabbia salire di tirare o immaginare di tirare fuori il biglietto dalla tasca e di leggerlo “io sono arrabbiato” e poi di rimetterselo in tasca: in questo modo la rabbia svanisce!
    C’è una spiegazione logica : quando si porta una constatazione alla nostra mente conscia questa corre ai ripari, perchè la rabbia non è uno stato “normale”.
    Fino a che è il subconscio (l’istinto) a gestire la rabbia questa è padrona delle nostre reazioni.
    Il sistema funziona con tutti i sentimenti negativi : gola, paura, ecc.

  14. Skip September 30th, 2009 21:37 p09

    @Renata:benvenuta ! Mi piace lo stratagemma che hai suggerito :)

  15. Renata September 30th, 2009 21:37 p09

    Garantito al limone che funziona! ;) Ciao alla prossima!

  16. Skip September 30th, 2009 21:37 p09

    @Renata: :)

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