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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Sul crocifisso in aula.

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha accolto il ricorso presentato da una cittadina italo- finlandese atea che nel 2002 chiese all’istituto comprensivo statale Vittorino da Feltre di Abano Terme (Padova), frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato. Poiché la  direzione della scuola diede risposta negativa e a nulla valsero i ricorsi della signora, la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha di recente sentenziato che «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e della libertà di religione degli alunni» e quindi il governo italiano dovrà versare un risarcimento di cinquemila euro per danni morali.

Immediate le reazioni dal mondo politico italiano e della CEI. che contestano la decisione ritenendo che il  crocifisso è inteso come simbolo della storia e della cultura italiana e di conseguenza dell’identità del Paese, e sottende  principi di eguaglianza, libertà e tolleranza.



Il crocifisso è innanzitutto un simbolo della fede religiosa cristiana, facente parte anche delle nostre radici storiche e culturali. Per un credente può assumere il significato di amore per gli altri non meno  di quello che , in questo senso, potrebbe avere una colomba come  simbolo della pace. Ma in questo caso ci vedo forzature ideologiche da ambo le parti: l’obbligo di esporre il crocifisso risale all’articolo 140 del Regio Decreto n. 4336 del 15 settembre 1860 del Regno di Piemonte e Sardegna che stabiliva «ogni scuola dovrà senza difetto essere fornita (…) di un crocifisso», ripreso poi in età fascista. Oggi è consuetudine esporlo nelle scuole pubbliche, senza alcun obbligo di preghiera. È una presenza silenziosa nella sua verità di fede  come, d’altra parte, credo che altrettanto silenziosa possa essere un ciondolo a forma di croce al collo degli insegnanti che, a mio avviso, nessuna norma potrebbe obbligare a privarsene.

Con la revisione del Concordato tra Stato- Chiesa del 1984 la religione cattolica è stata riconosciuta non più come religione ufficiale dello Stato Italiano, ma maggioritaria, cioè  prevalente sulle altre. Ciò ha sottolineato il carattere laico della scuola pubblica italiana dove gli studenti, o chi per essi, scelgono se avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica , che è quindi diventato opzionale. La scuola è un’ istituzione neutrale in cui si impara a conoscere e conoscersi in un’ottica di accoglienza e pari opportunità per tutti e “l’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace “ (art 29 Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo).



A mio avviso,l’esposizione di un crocifisso non turba né condiziona più di tanto se si spiega il suo valore per promuovere  scambio e confronto tra culture. Il che non significa né tradire la nostra cultura ancorata al cattolicesimo e comprensiva di più religioni, né negare quelle altrui, né ledere chi non crede.  Come non significa rinnegare la propria fede qualora si cerchi di capire i simboli di altre religioni o altre correnti di pensiero. Il discorso di fede è personale e riguarda la sfera privata e ciascuno ha libertà di professare il proprio credo nelle sedi opportune.


In molte religioni si riconosce il principio di non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te, evidenziati nell’incontro di Assisi tra i capi spirituali del mondo, e l’accoglienza, la solidarietà,la giustizia, il rispetto  per gli altri in effetti sono principi fondamentali  di convivenza civile oltre che  messaggio morale positivo della fede cristiana, che arriverebbe quindi a esprimere valori costituzionali laici. Valori che  si trasmettono ugualmente, anche senza un crocefisso esposto e, in teoria,  condivisi da tutti. Anzi sono dell’opinione che in una scuola laica si dovrebbe insegnare anche la storia comparata delle religioni per risalire a punti di contatto ed esaminare quelli più specifici, avere una visione globale  ed   evidenziare quei principi universali che riconoscono il valore della persona in quanto tale.  Il che non significa rinnegare la propria identità culturale, anzi potrebbe rafforzarla, e allo stesso aiutare a comprendere quella altrui. Non condivido né il relativismo esasperato che nega ogni verità,  né il fondamentalismo che pretende di possederla integralmente e la impone. Dubito che un’eventuale  rimozione di un oggetto simbolico sia  un attentato alle propria identità quando constato comportamenti contraddittori  di ferventi  detentori di verità di fede che cedono a pregiudizi ed  intolleranza  in campo politico e sociale nei riguardi delle varie forme di diversità che veramente contrastano col messaggio universale del crocefisso. Cristo è morto per tutti gli uomini, indistintamente, che poi alcuni lo riconoscano o meno, è un altro discorso. Ognuno ha il proprio dio  esposto dentro di sé che dovrebbe esser reso  visibile attraverso azioni coerenti e conformi al suo esempio, se veramente si crede in ciò che rappresenta e non cadere in un bigottismo apparente.


D’altra parte  mi pare sia in atto una battaglia ideologica perché basterà rimuovere un crocifisso per  ottenere un’istruzione equamente rispettosa  della libertà di fede e di pensiero di tutti? Oppure, al contrario, siamo sicuri che un crocifisso esposto assuma veramente il suo valore intrinseco se contraddetto dai più frequenti, e meno visibili, pensieri,parole, opere ed omissioni di coloro che oggi si spacciano per difensori della storia e della cultura italiana e che si sono mostrati molto più indulgenti nei riguardi di chi ha vilipeso altri simboli della nostra storia, quale il tricolore?

23 comments

23 Comments so far

  1. annarita November 7th, 2009 21:37 p11

    Maria, non ho niente da aggiungere! Hai espresso magnificamente tutto ciò che penso anch’io al riguardo.

    Bacione
    annarita

  2. Skip November 7th, 2009 21:37 p11

    @annarita:grazie…mi sto scervellando sul tuo crittogramma sinonimico ;)

  3. Sparko November 7th, 2009 21:37 p11

    Premetto che il crocefisso è un simbolo religioso della religione cattolica o almeno il simbolo della pena capitale in uso al tempo dei romani e anche prima (vedi Wikipedia). In entrambi i casi sono contrario che la nostra cultura e civiltà venga rappresentata da un simbolo collegato ad atrocità e disumanità. Non bastano tutte le atrocità, come le guerre sante, l’inquisizione, la cristianizzazione forzata ecc., che sono state commesse in nome della religione cristiana della quale il crocefisso ne è il simbolo.
    Sono dell’avviso, che lo stato debba essere laico e imparziale e garantire la libertà di religione, il che è anche prescritto dalla costituzione italiana.
    Di conseguenza nelle scuole e nei locali dell’amministrazione pubblica deve essere vietata l’esposizione del crocefisso, come qualunque altro simbolo religioso, politico o non rispettoso della imparzialità dello stato. La religione è una cosa privata, alla quale secondo la mia modesta opinione la maggioranza delle persone non credono.
    Anche io sono preoccupato dal diffondersi dell’Islam in Europa, in quanto propaga la sottomissione dello stato alla religione (legislazione coranica) risp. i suoi rappresentanti (mufti, qadi) oltre all’eliminazione dello stato di diritto, della democrazia e dei diritti umani. Ma ciò non si combatte esponendo il crocefisso nelle scuole e nei locali dello stato!

  4. battista di maurizio November 7th, 2009 21:37 p11

    ER CROCIFISSO DER LAICISTA

    E’ vero che tra ‘r Duce e Papa Pio
    (tant’anni dopo Peppe Garibbardi
    ch’ar grido: “mo’ me pijio tutto io!!”
    passò lo Stato-Chiesa ai Savoiardi)

    ce fu na specie de risarcimento
    de robba requisita e affar de’ tasse,
    ma nun confonne latta coll’argento,
    la Fede co’ chi magna a più canasse!

    Er Concordato c’entra pe ‘na ‘nticchia
    in tutto sto bailamme che s’è visto,
    e quer chiodino messo in quella nicchia
    è il quarto chiodo che trafigge Cristo.

    La verità è che l’omo in quanto tale
    nun vòle imposizioni tra le palle
    così a la fine ciarisurta uguale
    all’animali drento a tante stalle.

    Che t’aricorda a te quer Cristo ‘n croce
    imporverato a fianco a la bidella?
    Er prete un pò manesco (e te ce còce)
    dieci schiaffoni p’ogni zaganella?

    E a te che te rimprovera quer tizio
    “cadaverino”, dice er mammalucco,
    magari mamma messa nell’ospizio,
    le tasse non pagate con un trucco?

    O quanno che lo vedi in tribunale
    e sbraiti de “laicato de la legge”,
    nun è che nun sopporti d’esse uguale
    a tutti l’artri ‘nfami da corégge?

    E’ inutile, e nun se po’ annisconne,
    er crocifisso ar muro è sofferenza,
    pe’ chi ricerca ancora l’omo puro,
    pe’ chi cià in fonno ancora una coscienza.

    Nun è questione de radici o pianta,
    d’Europa unita o mondo occidentale:
    si guardi bbene se la sòna e canta
    chi fa’ li cazzi sua e ‘n cià morale.

    “Ma come ti permetti! Son perbene!”
    se ringalluzza er critico laicista,
    Ma in fonno è che quer Cristo e le sue pene
    scoperchiano schifezze alla sua vista.

    Mijoni ar giorno mòrono de fame,
    ma l’occidente manco se li fila,
    e quelli accènnono un po’ de letame
    pe’ còce ‘n po’ de riso ne la pila.

    Ma che ce frega, noi al ristorantino
    spilluzzicanno la nuvèl cusìn
    ingurgitamo tutto insieme ar vino,
    puro se Cristo è giusto che stia lì.

    E allora poi, si proprio ce sformate,
    levàtela ’sta cazzo de crocetta,
    tanto nun è che doppo ve pensate
    che in testa ve s’azzitta la vocetta!

    Ma sì, quela vocetta che ve dice
    pure si nun volete più sentilla,
    quello ch’è giusto, quel che nun se dice,
    o quanto ciai paura del “Dies Illa”.

    Ma poi però Domenica o Natale,
    o Pasqua o p’ogni ponte de la festa,
    di’ ciao a Cortina o ar Passo der Tonale
    VA A LAVORA’, PRAGMATICO LAICISTA!

  5. Skip November 7th, 2009 21:37 p11

    @ Ciao, Sparko, benvenuto nel blog!
    Pur essendo credente, confesso che non condivido il carattere di battaglia che sta assumendo la questione perché la sentenza, sotto il profilo giuridico, non fa una piega . Le reazioni che sta suscitando a livello politico mi sembrano strumentalizzazioni ideologiche che servono solo a sfruttare la reazione emotiva dell’opinione pubblica.

  6. Sparko November 7th, 2009 21:37 p11

    @ Ciao Skip,
    sono completamente d’accordo. Secondo me i politici che non accettano le sentenze in uno stato di diritto non sono degne di rappresentare il popolo.
    Se un cittadino civilizzato e rispettoso della democrazia, dello stato di diritto e dei diritti umani non è d’accordo deve trovare una maggioranza per cambiare la costituzione (libertà di religione, laicità dello stato), la carta dei diritti umani (sottoscritta dall’Italia e pertanto obbligata e rispettarla).
    Inoltre la critica di una sentenza, potrebbe essere anche intesa come affermazione che i giudici non hanno rispettato le leggi ;-) . Questo (la critica, ormai di uso comune e frequente) vale in modo particolare per i politici, in quanto abbiamo la separazione e indipendenza dei poteri legislativi, giuridici e esecutivi, il che è uno dei principi fondamentali dello stato di diritto.

  7. lostinthesky November 8th, 2009 21:37 p11

    Ciao Skip è molto bello quello che hai scritto a proposito di uno studio comparato delle religioni. Almeno non sarebbe più un’ora da passare in corridoio per alcuni. Ma forse è utopia.

  8. Skip November 8th, 2009 21:37 p11

    @ lostinthesky: ciao lost! E’ molto bello anche il tuo post .

    Per gli studenti che scelgono di non avvalersi dell’ insegnamento della religione cattolica si prevedono attività alternative che però spesso si riducono o ad attività di recupero /approfondimento disciplinare oppure, quando la scuola non è in grado di garantirle per riduzione di compresenze dei docentil, uscita anticipata o entrata posticipata. Stare in corridoio di certo non è un’offerta formativa nè un’attività alternativa. L’insegnamento della storia comparata delle religioni potrebbe essere un approfondimento disciplinare valido per tutti perchè la religione è un aspetto della cultura dei popoli; poi ciascuno potrebbe trarne conclusioni e approfondire l’aspetto spirituale del proprio credo nelle sedi opportune.

  9. filo November 8th, 2009 21:37 p11

    Analisi impeccabile, cara Skippissima! Io proporrei di eliminare i privilegi del Vaticano.
    Ciao, buona rimanenza di domenica.

  10. Skip November 8th, 2009 21:37 p11

    @ filo: ciao , filo, a presto ! :)

  11. Nicola November 9th, 2009 21:37 p11

    ok togliamo il crocifisso dalle aule in nome del principio di laicità dello Stato, ma perchè gli addetti ai lavori favorevoli a questa norma continuano ad usufruire di 20 giorni di vacanze natalizie e pasquali?

    se la scuola deve essere laica allora bisognerebbe abolire anche le feste in onore della religione.

  12. Sparko November 9th, 2009 21:37 p11

    Buona idea! Non avrei niente in contrario se tutte le espressioni e manifestazioni religiose sparissero dalla vita pubblica e al loro posto venissero instaurate delle neutrali giornate laiche di riposo/ricreazione.
    Secondo me la religione deve essere una cosa privata e non indottrinante della società, in modo particolare dei bambini e adolescenti nelle scuole e nell’educazione.
    In quanto ateo, mi sento infastidito dall’imposizione a subire continuamente espressioni e manifestazioni religiose, le quali secondo me sono incomprensibili e assurde. Se esistesse un unico Dio, non capisco perché esistono centinaia di religioni in parte altamente contrastanti e contraddicenti e perché un unico Dio non abbia “illuminato” tutta l’umanità nello stesso modo. Ma per questo ci vorrebbe un’altro blog.
    Inoltre credo che ormai la maggioranza della popolazione non sia credente o lo è solo perché fin da bambini sono stati indottrinati con la religione ;-)

  13. alberto November 10th, 2009 21:37 p11

    Purtroppo quando su queste questioni la contrapposizione è ideologica il dialogo è assente.

  14. filo November 14th, 2009 21:37 p11

    Skippissimaaaaaa?? Dove sei? Non sarai mica andata in letargo?
    Ciao,buon fine settimana;)

  15. Skip November 16th, 2009 21:37 p11

    @ Nicola: sarebbe una contraddizione in meno del Concordato
    @Sparko: forse esistono vari tipi di fede, oltre quella religiosa.
    @ alberto: l’ideologia porta a vedere nel simbolo ciò che si vuole vedere.
    @filo: mi sto risvegliando ;)

  16. kim November 21st, 2009 21:37 p11

    Cresciuta polemicamente in un ambiente sinceramente cattolico- ti poni troppe domande, ragazza mia, mi diceva la nonna, che poi mi difendeva dalle beghine quando mi presentavo in chiesa, anzi, in Cappella, con i pantaloni corti che usavo per andare in bicicletta o condivideva le mie considerazioni sulle caratteristiche da rituale nevrotico del rosario di quindici poste del giorno dell’Assunta, non evitando di scoppiare a ridere assistendo alla successiva irrinunciabile performance in napo-latino o napo-greco di qualcuno dei nipoti che scimmiottava vecchiette mormoranti giaculatorie e litanie varie -anche nei tanti momenti in cui la mia fede ha vacillato non ho potuto fare a meno di considerare Cristo come il più grande rivoluzionario della storia e di conservare un profondo rispetto per Lui.Cristo è colui che diceva “lasciate che i bambini vengano a me” in un’epoca in cui i bambini, anche tutti insieme, valevano meno di zero,che perdeva le staffe con i mercanti nel tempio, che smascherava i farisei,leggi ipocriti,che invitava i presuntuosi e gli intolleranti alla comprensione e alla tolleranza, che ridava la vista ai ciechi….Anche da una prospettiva laica o laicista che dir si voglia non è opportuno chiedersi qui ed ora che cosa può significare eliminare un pezzo di arredo dalle aule, seppure si tratti di un simbolo che, come tanti altri, o forse anche proprio anche a causa di tanti altri,non ha più il valore e il ruolo che all’improvviso tutti gli vogliono attribuire? E la polemica scatenata da una sentenza non può essere una delle solite manifestazioni che con il rumore cercano di riempire il vuoto di questa nostra epoca o, peggio ancora, di nasconderlo?Durante il triste dodicennio nero c’è stato un altro rivoluzionario, solo umano, che sosteneva, ritengo a ragione, che ci sono tempi in cui anche scrivere una poesia che parli di un albero possa essere considerato un atto criminale. E allora perchè perdere tempo a polemizzare sugli esiti di una sentenza, quando il Rivoluzionario,nell’epoca in cui i loghi sono diventati appannaggio delle multinazionali e delle suonerie dei cellulari e i simboli sono stati svuotati di signifificato, potrebbe smettere di essere simbolo e ritornare ad esssere logos? Ma forse allora noi dovremmo imparare di nuovo a parlare e ad ascoltare, e a sostenere in questo i nostri figli e i nostri alunni, che conoscono i codici e non le parole…….

  17. Skip November 21st, 2009 21:37 p11

    @kim: finalmente nel blog ! :) E chi si scorda le performance in napo-latino e in napo-greco … :D

    Certi valori vanno compresi e vissuti per essere interiorizzati. Un simbolo esposto potrebbe ricordarceli, lo ammetto, ma solo se li hai già riconosciuti dentro di te. Dobbiamo tanto all’intelligenza e umiltà della nonna, che per noi è stata una figura di riferimento costante e lo è ancor oggi, che non c’è più.

    Un caro abbraccio

  18. Giuseppe LUCA November 28th, 2009 21:37 p11

    IL CROCEFISSO E LA MIOPIA POLITICA

    Giuseppe Luca

    “Una sentenza miope e ingiusta”.
    Così il Vaticano ha definito la decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo.
    Ma è miope la sentenza o la viltà dei governanti europei, che si sono rifiutati di ricordare le radici cristiane nella Costituzione europea?

    Non riconoscendo quelle radici, i suoi organismi hanno dimostrato un istinto al suicidio culturale e storico che porterà lentamente l’Europa verso un degrado etico e morale dichiarando l’inevitabile fallimento politico con l’imposizione di un modello di società senza identità e senza valori.

    Ha ragione il segretario di Stato Vaticano cardinale Tarcisio Bertone quando afferma: “Io dico che purtroppo questa Europa del terzo millennio ci lascia solo le zucche della festa recentemente ripetuta la vigilia del primo novembre e ci toglie i simboli più cari.”

    E’ bene sottolinearlo subito: il crocifisso, per noi italiani, non è il simbolo di una religione qualsiasi, ma è il simbolo della nostra identità e chi rinnega questo dimostra di essere contro il sentimento dei nostri popoli. E può la Corte di Strasburgo, vietarci di ricordare pubblicamente le nostre origini? Già con la decisione n. 556 del 13 febbraio 2006, il Consiglio di Stato italiano aveva affermato che il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche non perché sia un “suppellettile” o un “oggetto di culto”, ma perché “é un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili” che hanno un’origine religiosa ma “che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato”.

    Se dovesse passare la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, dove andrà a finire l’Europa sognata da De Gasperi, Adenauer e Schuman?
    E’ arrivata l’ora, perciò, per i credenti e non, religiosi e non, cristiani e non, per tutti gli italiani, che si sentono offesi da una sentenza astratta e fintamente democratica, non dare inizio a guerre di religione ma opporsi, nella propria vita, al relativismo e al falso multiculturalismo che portano all’autodistruzione dei valori e dei sentimenti che, da duemila anni, definiscono l’identità del nostro Paese.

    Avere salutato la sentenza – anche se da parte di pochissime realtà – come solenne affermazione della laicità delle istituzioni, significa confondere la laicità con un laicismo della pessima specie.

    Solamente i miopi potranno definire la decisione della Corte europea come sentenza laica. Una sentenza che annulla il ruolo del cristianesimo nella storia e nella cultura dell’Europa è chiaramente laicista e di quel laicismo che non vuole riconoscere che uno stato è laico quando non è subalterno relativamente ad altri poteri siano religiosi, ideologici, partitici…

    Laicità non è l’assenza di simboli religiosi ma la capacità di accoglierli e di sostenerli di fronte al vuoto etico e morale che spesso circonda le nostre scuole.
    “la laicità, – avevano affermato i Giudici del nostro Consiglio di Stato – benché presupponga e richieda ovunque la distinzione tra la dimensione temporale e la dimensione spirituale e fra gli ordini e le società cui tali dimensioni sono proprie, non si realizza in termini costanti e uniformi nei diversi paesi, ma, pur all’interno della medesima civiltà, è relativa alla specifica organizzazione istituzionale di ciascuno Stato. In sostanza il concetto di laicità italiano è differente da quello britannico, da quello francese o spagnolo”.

    Ed ancora: “E’ evidente che il crocifisso è esso stesso un simbolo che può assumere diversi significati e servire per intenti diversi; innanzitutto per il luogo in cui è posto”. Se si trova in un luogo di culto il crocifisso è propriamente ed esclusivamente un simbolo religioso, mentre precisa la sentenza, “in una sede non religiosa, come la scuola, destinata all’educazione dei giovani, il crocifisso potrà ancora rivestire per i credenti i su accennati valori religiosi, ma per credenti e non credenti la sua esposizione sarà giustificata ed assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare […] valori civilmente rilevanti […] valori che stanno alla base ed ispirano il nostro intero ordinamento costituzionale”. “In tal senso il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte ‘laico’, diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni”.

    Apriamo una parentesi per i cattolici
    Forse nella sentenza del nostro Consiglio di Stato, non si sarebbe potuto usare un linguaggio diverso da questo, ma, certo, per i cristiani la motivazione non può essere quella dei giudici. Loro, infatti, dicono esplicitamente che il Crocifisso “può servire per intenti diversi”, ma per i cristiani non si può parlare del Crocifisso come se si trattasse di un automobile o di un attrezzo da lavoro. Per i cristiani, infatti, il Crocifisso è solamente un vero e proprio “simbolo religioso in quanto mira a sollecitare l’adesione riverente verso il fondatore della religione cristiana”. E questo a prescindere dal luogo dove è posto.

    Ritornando alla Corte Europea, la sentenza che vorrebbe riempire il vuoto facendo tabula rasa di tutto, é davvero miope anche perché basata su una concezione di cultura che è libera solo nella misura in cui non ha nulla o ha solo quello che rimane sradicando la storia, la cultura, le tradizioni, i valori e i simboli di cui siamo orgogliosi in quanto fanno parte di ognuno di noi.

    La decisione della Corte, per noi, non può avvicinare le religioni e le persone, ma aprirà un solco religioso-culturale di cui non c’è assolutamente bisogno.
    La proposta di un referendum, lanciata da qualcuno, mi richiama la scena di Pilato che chiede al popolo: “Chi volete che sia lasciato libero: Barabba oppure Gesù detto Cristo?” con il rischio di una guerra delle religioni tendente a sottolineare ciò che ci divide e non ciò che ci unisce.

    Non so perché, ma riflettendo sulla sentenza, mi è venuto in mente un pensiero della Fallaci tratto dal suo libro “La forza della Ragione”: «C’è il declino dell’intelligenza. Quella individuale e quella collettiva. Quella inconscia che guida l’istinto di sopravvivenza e quella conscia che guida la facoltà di capire, apprendere, giudicare, e quindi distinguere il Bene dal Male… Il declino dell’intelligenza è il declino della Ragione. E tutto ciò che accade oggi in Europa, in Eurabia, ma soprattutto in Italia è declino della Ragione… Per non assuefarsi, non rassegnarsi, non arrendersi ci vuole passione. Ma qui non si tratta di vivere e basta. Qui si tratta di sopravvivere. E per sopravvivere ci vuole la Ragione. Il raziocinio, il buonsenso, la Ragione…»

    Il Governo, ha detto la Gelmini, ha presentato ricorso contro la sentenza della Corte.
    Se la Corte accoglierà il ricorso del governo italiano, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. In caso negativo la sentenza emessa diverrà definitiva fra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni legate alla presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche.

    L’augurio è che su tutto prevalga “il raziocinio, il buonsenso, la Ragione”.
    Giuseppe Luca

  19. Skip November 29th, 2009 21:37 p11

    @Giuseppe Luca: grazie per il commento e benvenuto nel blog :)
    Il mio augurio è che questa sentenza, con relativa discussione, serva a riscoprire e vivere con coerenza e buonsenso i valori, civili e non, rappresentati dal crocifisso.

  20. kim January 18th, 2010 21:37 p01

    Dopo il tormentone del crocifisso in aula è arrivato l’aumento di stipendio agli insegnanti di religione.
    La logica è agghiacciante, si coordina perfettamente anche con l’apologia del vintage del post-post-postdecadentismo e celebra la contaminazione stilistica e non. Si cerca infatti di recuperare il”vot’a croce”,degli anni cinquanta del secolo scorso, nella consapevolezza del ruolo di collettori di voti svolto dagli insegnanti di religione, spesso impegnati nella catechesi, poverini, senza remunerazione alcuna, presso le parrocchie.Devo scappare a scuola, vorrei conoscere il tuo pensiero a riguardo, skip,e sapere se la novella ti ha causato un lieve disgusto o che….. ciao

  21. Skip January 18th, 2010 21:37 p01

    @kim: e da febbraio partirà nelle scuole primarie di alcune province la sperimentazione di attiività motoria ad opera di insegnanti specialisti di scienze motorie ,mentre pian piano saranno a spasso quelli di lingua straniera. Tagliano e reintegrano dove vogliono. ..

  22. kim January 18th, 2010 21:37 p01

    chi copia il compito di religione va all’inferno

  23. Skip January 19th, 2010 21:37 p01

    @kim:addirittura!

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