Quest’ anno la Mostra di Arte Presepiale, curata dall’Associazione Italiana Amici del Presepio- sezione di Napoli, si svolge dal 3 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010 nel Complesso Monumentale San Severo al Pendino -Napoli. Per me è una tappa obbligata e ogni volta resto incantata dalla pregiata fattura delle statuine, raffinatezza dei particolari e delle rifiniture (vestiti,cibarie di cera), accurata ricostruzione di interni ed esterni ma soprattutto da quella miscela di sacro e profano,vita e morte,umanità e natura che traspare ovunque.

“Il presepe è un connubio di sacro e profano, espressione di rigorosa progettualità spaziale e creatività nella celebrazione costante di vita e morte (l’acqua del fiume e del pozzo assumono duplici significato, il ponte), del regno dei cieli (pescatore), della terra (cacciatore) e degli inferi (fiume che ricorda il traghettamento dei dannati), di realtà e immaginazione ( fontana e Benino che sogna il presepe), di eternità e tempo (le pale del mulino indicano il fluire inesorabile del tempo…) Nel presepe c’è un popolo che coralmente avanza,la sintesi dell’umanità di sempre, di popolani dalle mille smorfie e nobili compassati finemente vestiti, di umili e potenti, di gaudenti peccatori e devoti fedeli che tra arti e mestieri, stagioni, scorci di case, mari, valli e montagne, gioia e dolore (zi’ Vicienzo e zì Pascale, simboli del Carnevale e della morte), piacere e spiritualità è tutta protratta alla celebrazione della vita, quella più semplice e innocente di un bambino, sospesa tra terra e cielo, prodigio della natura o magia divina.” ( da “A Eduardo direi:sì , mi piace il presepe…” in skip blog)
Nel presepe napoletano è come se tutto continuasse a parlare della città, molto lontana dalla Palestina anche nella sua fisionomia. Pare che tutti vogliano esserci , ieri come oggi,e si industrino a fare qualcosa sulle terrazze, scalinate e balconi, nelle botteghe ed osterie, nei cortili . Il popolo danza, canta, lavora, offre, esibisce se stesso e la sua quotidianità in una festa corale, che coinvolge tutti gli uomini e pure gli animali esotici o domestici, e invade ogni angolo.
“Il presepe napoletano è un presepe di spirito e di pancia. Ma l’abbuffata non è il prosaico e pulcinellesco riempimento del ventre, è la “festa” del corpo all’arrivo del Messia, e come tale ha persino qualcosa di mistico.
Non ci sono disoccupati, nel presepe napoletano; per un giorno tutta la città lavora o s’industria a fare qualcosa (ecco il falegname,l’arrotino,il macellaio,la lavandaia,l’ovaiola, il mellonaro e tutta una serie di mestieranti ancora da venire,al tempo di Gesù), realizzando un sogno atavico: fatica ( intesa come lavoro) per tutti.
Non ci sono scippi,non ci sono delitti,non ci sono rese dei conti, non c’è munnezza che ostruisca vicoli piazze e angiporti, non c’è il traffico che impedisca il fluire di uomini e mezzi, oppure c’è ma è un allegro cozzarsi di uomini e carri: Napoli è finalmente in pace con se stessa e con il mondo…

Quanta vita!Ma c’è anche la morte nel presepe napoletano. Una morte tutta speciale, però. Una morte piena di vita, se mi è concessa l’espressione. Sono le anime purganti, o “anime pezzentelle”, le anime, cioè, di quei defunti per i quali nessuno prega, le anime abbandonate. Si danno appuntamento nel presepe napoletano,con tutto il corredo delle fiamme che ne lambiscono il corpo, e chiedono ai napoletani di pregare per loro. È una porta rituale tra il mondo dei vivi e il mondo dei morti, tenuta sempre aperta a Napoli (almeno dal Seicento) e ora addirittura spalancata. I morti chiedono ai vivi una preghiera, e i vivi chiedono ai morti…tante cose, tra cui numeri del lotto e mariti per le zitelle.”(da “Ma che ci azzecca questo, con il presepio?” di Marcello D’Orta)
Queste immagini esprimono più di mille parole
Che abbondanza di leccornie su quei banchetti!
Ma nella pentola stanno cuocendo dei veri gnocchi o sono di…di che materiale sono fatte le statuine e i prodotti esposti?
ciao Skip. Ti diverti eh!
Mi porto avanti e comincio a farti gli augurissimi di felice, fiducioso, favoloso,festante
forte, fortunato,formidabile,fragrante, florido,flessuoso, facondo, filante… 2010!
@filo: Le statuine sono di terracotta .I banchetti di cibarie sono talmente realistici da sembrare veri grazie alla fine e accurata lavorazione della cera con la quale si modella ogni sorta di frutta,verdura, ortaggi,latticini ,pesci. Nella terza foto della terza riga la donna frigge crocchè, supplì di riso e calzoni( è la prima volta che vedo questo personaggio).
Che sia un 2010 felicemente frizzante per tutti!
Vorrei sapere chi ha fatto questo articolo per ringraziarlo personalmente.
Bruno Perchiazzi
Segretario della
Associazione Italiana Amici del Presepio
Sezione di Napoli
@ Bruno Perchiazzi: l’articolo è mio. Il mio nickname è skip, il mo nome reale è Maria. Da anni, quando posso, raggiungo i miei parenti in provincia di Napoli per trascorrere le vacanze di Natale, e colgo l’occasione per visitare la vostra mostra, i presepi dislocati nelle chiese e nei musei di Napoli e provincia, le botteghe artigianali di San Gregorio Armeno. Apprezzo molto l’arte presepiale che suscita in me interesse e sempre nuove emozioni, che ho voluto condividere nel web.
Sono io che ringrazio voi , Amici del Presepio, per il vostro impegno nel mantenere viva una tradizione, che ha la maestria tecnica dell’artigianato e la raffinatezza dell’opera d’arte.
Cara Maria, se si trova a Napoli nel mese di maggio venga a visitare la nostre Mostra nella Cappella di Santa Maria La Nova.
(nell’ambito della manifestazione “Maggio dei Monumenti”
Un caro saluto
Bruno Perchiazzi
@Bruno Perchiazzi: grazie per la segnalazione e l’invito.
Ricambio i saluti.
maria