Per Haiti
Bambina (che gioca) alla campana
L’unico piede
d’appoggio
urta la pietra piatta
ne misura lo scatto
ombrello
sull’alba della coscia
la gonna gonfia
come una bussola folle
e il volo sospeso delle ali
per bilanciare la gamba ripiegata
la cadenza esita e si assesta
ogni passo verso me comporta il rischio di una caduta
ed ogni secondo di azzardo è la nostra fortuna in equilibrio.
Paul Laraque ( poeta haitiano)
Traduzione: Giancarlo Cavallo
5 comments
5 Comments so far
Leave a reply

Se l’uomo avesse il senso che semplicemente esprimono gli storni il mondo sarebbe un paradiso.
E invece dobbiamo assistere a spettacoli osceni, non per la furia della natura, ma per i livelli di disumanità con i quali si è “evoluto” il mondo.
Ciao Skip.
@pia:e a volte pare che la furia della natura stenda un velo pietoso sullo scempio provocato dagli uomini.
Ho letto l’ articolo a cui fai riferimento. Lo scempio di noi “umani” è come un terremoto continuo…
Scusa l’intrusione: son finita qui mentre cercavo su Google qualcosa sui dolori al braccio.
E alla fine mi son letta due cosette, come il tuo post sulla Merini.
Bello, questo blog. Tornerò con calma (e con meno dolore,spero: sto scrivendo usando un solo dito, mano sinistra, l’altra parte è inservibile).
@Riyueren:con la speranza che tu riesca presto a scrivere, ti do il benvenuto nel blog
Molto toccante la poesia, Skip. Non abbiamo le parole per evento catastrofico di questa portata.