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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Salviamo la geografia

Dal prossimo settembre  il riordino dell’istruzione tecnica e professionale del Ministro  Gelmini investirà anche la scuola secondaria con i tanti buoni propositi di semplificare e sfoltire la pluralità di indirizzi dei licei e degli istituti tecnici  e professionali esistenti ma, a mio avviso, creerà una gran confusione e tagli  di cattedre a discapito dell’auspicata qualità dell’insegnamento.

Considero un particolare aspetto della riforma a riguardo degli istituti tecnici.

“Con il nuovo Regolamento, invece, si è puntato a limitare la frammentazione degli indirizzi, rafforzando il riferimento ad ampie aree scientifiche e tecniche di rilevanza nazionale.

Nuovi istituti tecnici: 2 settori e 11 indirizzi
I nuovi istituti tecnici si divideranno in 2 settori: economico e tecnologico ed avranno un orario settimanale corrispondente a 32 ore di lezione. Saranno ore effettive contro le attuali 36 virtuali (della durata media di 50 minuti).

Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi:

  1. amministrativo, finanza e marketing;

  2. turismo.

Nel settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi:

  1. meccanica, meccatronica ed energia;

  2. trasporti e logistica;

  3. elettronica ed elettrotecnica;

  4. informatica e telecomunicazioni;

  5. grafica e comunicazione;

  6. chimica, materiali e biotecnologie;

  7. sistema moda;

  8. agraria e agroindustria;

  9. costruzioni, ambiente e territorio.

Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti tecnici confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.

Si annunciano più ore di inglese e la possibilità di introdurre l’insegnamento anche di un’altra lingua straniera, si prevede l’insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono, nella loro autonomia, le discipline di “Scienze della terra e biologia”, di “Fisica” e di “Chimica”, con l’obiettivo di potenziare la cultura scientifica secondo una visione sistemica” ( comunicato di maggio 2009)

Scendo nel dettaglio delle ore, perché se si prevedono più ore di lingua straniera e  di laboratorio e il monte ore settimanali scenderà a 32 ore di lezione contro le 36 attuali ( definite virtuali in quanto  le ore sono perlopiù di 50 minuti), per forza qualche materia verrà esclusa o accorpata.

La Cenerentola del curriculum scolastico sarà la geografia !


Negli istituti tecnici con vari indirizzi  l’insegnamento della geografia subirà una contrazione: in quelli del settore  economico, comprendente gli attuali ITC, istituti per il turismo e per corrispondenti in lingue estere  che si articoleranno  nell’indirizzo “turismo”, l’insegnamento della geografia consisterà in  tre ore settimanali nel primo biennio, poi in due ore settimanali di geografia turistica nel triennio successivo ( e fin qui va bene) , a differenza degli istituti  con indirizzo di «amministrazione, finanze e marketing» ove l’insegnamento della materia è previsto solo nel primo biennio a discapito di  approfondimenti di  geografia economica; nell’indirizzo «agricoltura e sviluppo rurale», la geografia è inserita nel curriculum esclusivamente nell’ultimo anno (con la denominazione «gestione dell’ambiente e del territorio»).

L’assurdità più illogica  è che la geografia SCOMPARE, non solo negli istituti professionali, ma soprattutto negli istituti del settore tecnologico con  indirizzo «logistica e trasporti» (ex  istituti nautici) , invece di  mantenere un ruolo fondamentale perché chi opererà nel trasporto marittimo o aereo deve avere  conoscenze ambientali, geopolitiche e socio-economiche del mondo connesso dai trasporti e dalla comunicazioni.

Condivido e diffondo  l’appello “Salviamo la geografia” che gli insegnanti di geografia e associazioni di categoria, quali l’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia e la Società Geografica Italiana, hanno lanciato su www.aiig.it e www.luogoespazio.info

“Secondo quanto previsto dai nuovi piani di studio, dal settembre 2010 la geografia non farà più parte delle materie insegnate negli istituti nautici ed aeronautici italiani.

1.La geografia o meglio la cartografia, la geografia astronomica e fisica, insegnata dal primo anno di corso, è propedeutica allo studio di Navigazione previsto nel triennio conclusivo.

2. La geografia politica, insegnata nel secondo anno è indispensabile per conoscere il mondo, le sue dinamiche, la sua economia e tutti gli elementi fondanti di una carriera professionale sul mare, nelle strutture portuali o nei traffici marittimi, in ogni ruolo.

3. La geografia commerciale e dei trasporti, insegnata dal terzo anno trasmette agli studenti informazioni aggiornate per rendere concrete ed attuali le basi tecniche e teoriche apprese durante le ore di Navigazione”

Insomma siamo davvero cosmopoliti  e ci avviamo a divenire un popolo di navigatori…satellitari?  Il nostro  mondo non ha più confini , se non per le espulsioni dei clandestini?

Probabilmente si spera che le conoscenze geografiche acquisite nella scuola primaria dove i programmi didattici si fermano allo studio dell’Italia ma allo stesso tempo promuovono intercultura, educazione alla cittadinanza, progetti di gemellaggio con l’estero ( e qualcuno dovrà pur spiegare ai bambini che l’Italia è inserita in un contesto più ampio) e della scuola secondaria di primo grado ( scuole medie),   ove si insegna geografia per due ore a settimana,  basteranno a orientarsi nella complessità dei temi geo – antropici contemporanei e nelle diverse realtà  geopolitiche, sociali,economiche e culturali del mondo, a comprendere i processi di globalizzazione, i fenomeni delle migrazioni e di produzioni decentrate .

Sinceramente credo che gli studenti sapranno molto di tecnologia ma la scuola deve formare e  aiutare a comprendere le informazioni di un mondo in continuo mutamento, dove si spostano confini, genti, alleanze politiche e commerciali, risorse ed  investimenti, perchè acquisiscano  maggiore consapevolezza per salvaguardare l’ambiente  e promuovere uno sviluppo umano e sostenibile.

A me pare che si stia perdendo la bussola per disorientare ulteriormente. Per viaggiare da una parte all’altra del mondo i ragazzi gireranno con cartine geografiche in tasca,  sempre che abbiano imparato a leggerle. I poeti e gli astronomi percorreranno le strade e la storia del cielo, ma dubito che ai naviganti possa bastare solo la tecnologia nelle lunghe traversate transoceaniche.



11 comments

11 Comments so far

  1. alberto January 23rd, 2010 21:37 p01

    Mi ricordo della geografia gli atlanti muti, quelli senza nessuna scritta, e il prof, qui cosa c’è, e qui, e qui?

  2. Skip January 23rd, 2010 21:37 p01

    @alberto: ardua impresa, almeno per me, memorizzare nomi insoliti :)

  3. giovanna January 23rd, 2010 21:37 p01

    Queste sono “riforme”! Tagli di insegnanti, discipline, saperi. E diritti, dei ragazzi soprattutto!
    ciao skip,
    g

  4. kim January 23rd, 2010 21:37 p01

    La riforma elimina chiaramente la geografia nel curriculum di diversi indirizzi, questa disciplina sparisce e l’opinione pubblica ne è informata. A dire il vero, ci sono situazioni che mi hanno colpito di più. Nel 1979 uno dei problemi sollevati dai liceali durante occupazioni e autogestioni riguardava l’assenza dell’insegnamento dell’inglese al triennio. Quegli studenti si preoccupavano, all’epoca, di dover affrontare con una preparazione inadeguata le diverse facoltà universitarie nelle quali si usava attingere anche a materiali in lingua originale. Da allora, nel curriculum del L.Classico, non è cambiato nulla, salvo il fatto che la stragrande maggioranza degli istituti ha introdotto, in forma di sperimentazione, lo studio dell’inglese(o del francese, rarissimamente del tedesco)nel triennio, con tre ore settimanali. La riforma Gelmini, in questo caso, non si limita ad abolire una sperimentazione ( e con Pasqua Epifania tutte le sperimentazioni vanno via..)ma arriva a negarne l’esistenza nel contemporaneo e per lo meno negli ultimi 20 anni: il lampo di genio è della Ministra, che finalmente viene a soddisfare le esigenze dei Liceali del 2011, elargendo loro generosamente ben due ore settimanali in prima, seconda e terza.
    Acclamando riconoscenti i liceali non possono evitare di chiedersi” ma non avremmo dovuto avere tre ore settimanali come i nostri fratelli maggiori e gli zii?”; i docenti di inglese, invece, profondamente commossi dalla valorizzazione della loro disciplina nel terzo millennio,iniziano a porsi problemi organizzativi e a migliorare i rapporti con i colleghi di Ed. fis. e Religione ai quali dovranno ricorrere più spesso di quanto già fanno per disporre di qualche preziosa ora per i compiti in classe perché, UDITE! UDITE!con due ore alla settimana lo studio dell’inglese prevederà prove di verifica scritte ed orali. Ma nella Riforma Gelmini ci sono assurdità ancora più grosse di questa, adesso mi sono stufata di questo argomento anche perché nel frattempo mi sto chiedendo se ho fatto bene a non comprare un tom-tom…..,ma ritornerò sull’argomento, purtroppo….

  5. Skip January 24th, 2010 21:37 p01

    @giovanna : purtroppo sì… come la riduzione dell’obbligo scolastico a 15 anni

  6. Skip January 24th, 2010 21:37 p01

    @kim: anch’io tornerò sull’argomento

  7. giovanna January 25th, 2010 21:37 p01

    Brava! altra scandalosa proposta.
    g

  8. annarita January 29th, 2010 21:37 p01

    Sono d’accordo, Maria. Si sta perdendo la bussola, letteralmente. E sarebbe questa la riforma? Una vergogna intollerabile.

  9. Skip January 29th, 2010 21:37 p01

    @annarita:sissì la riforma del ribasso

  10. lefek ewa justina February 10th, 2010 21:37 p02

    Aderisco all’appello

  11. Skip February 10th, 2010 21:37 p02

    @lefek ewa justina: grazie e benvenuta nel blog :)

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