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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Quando il gioco virtuale sdogana la devianza

La cronaca riporta di frequente fatti truci, di fronte ai quali spesso e volentieri si reagisce verbalmente, invocando la legge del taglione, soprattutto nel caso di delitti a discapito di bambini, donne, anziani, persone che reputiamo più deboli ed indifese.

“Ma dal linguaggio solitamente non passiamo all’azione. A fermarci non è tanto l’uso della ragione, già messa fuori gioco dall’odio, ma dalla dimensione sentimentale che registra la differenza tra il bene e il male, tra la gravità di un’azione e la sua irrilevanza.

Questa dimensione antecede persino i sentimenti di amore e di odio con cui conduciamo la nostra vita emotiva. Ed è grazie alla dimensione sentimentale che impediamo al nostro amore di soffocare e al nostro odio di uccidere. Ma quando questa dimensione non c’è? Quando nessuna risonanza emotiva avverte il nostro cuore della differenza tra un gesto innocuo e un gesto truce? Allora siamo nella psicopatia. Un termine coniato nell’Ottocento per designare una psiche apatica, incapace di registrare, a livello emotivo, la differenza tra ciò che è consentito e ciò che è aberrante, tra un’azione senza conseguenze e un’azione irreparabile. Una psiche priva di quella risonanza emotiva che ciascuno di noi registra quando compie un’azione, dice o ascolta una parola.

Eh sì, perché la psiche non è una dote naturale che uno possiede per il solo fatto di essere nato e cresciuto. La psiche è quel qualcosa che si forma attraverso quel veicolo, così spesso trascurato,che è il sentimento. Ora capita spesso che ai bambini insegniamo a mangiare, a dormire, a parlare. Ammiriamo i loro sprazzi di intelligenza, le loro intuizioni, ma poco ci curiamo delle qualità del sentimento che in loro si forma e talvolta, a nostra insaputa, non si forma.

Il sentimento è quell’organo che ci consente di distinguere cos’è bene e cos’è male…

I bambini di oggi sono sottoposti a troppi stimoli che la loro psiche infantile non è in grado di elaborare. Stimoli scolastici, stimoli televisivi, processi accelerati di adultismo, mille attività in cui sono impegnati, eserciti di baby sitter a cui sono affidati, in un deserto di comunicazione dove passano solo ordini, insofferenza, poco ascolto, scarsissima attenzione a quel che nella loro interiorità vanno elaborando.

Quando gli stimoli sono eccessivi rispetto alla capacità di elaborarli, al bambino restano solo due possibilità: andare in angoscia o appiattire la propria psiche in modo che gli stimoli non abbiano più alcuna risonanza. In questo secondo caso siamo alla psicopatia, all’apatia della psiche che più non elabora e più non evolve, perché più non “sente”

L’appiattimento del sentimento solitamente non è avvertito, perché l’intelligenza non subisce alcun ritardo. Anzi , si sviluppa con una lucidità impressionante, perché non è turbata da interferenze emotive, come tutti noi possiamo constatare quando di fronte ad una prova, quale può essere una prova d’esame, le nostre prestazioni sono sempre inferiori alla nostra preparazione, per via dell’interferenza dell’emozione.”


Gli psicopatici spesso compiono delitti efferati e sembrano non provano né pentimenti né ripensamenti, né senso di colpa.

“I giudici spesso accertano la loro capacità di intendere e di volere, che spesso funziona benissimo,  Bisognerebbe però anche valutare la loro capacità di “sentire”.E qui si scoprirebbe la radice di certe condotte che risultano aberranti a noi tutti che viviamo sostenuti dal nostro sentimento, ma che non acquistano alcuna rilevanza per chi il sentimento non l’ha mai conosciuto, perché a suo tempo non è stato raccolto, ascoltato, coltivato.

Gli psicopatici sono un caso limite dell’umano, ma la psicopatia come tonalità dell’anima a bassa emotività e a scarso sentimento è qualcosa che si va diffondendo tra  giovani di oggi che, nella loro crescita, acquisiscono valori di intelligenza, prestazione, efficienza, arrivismo, quando non addirittura cinismo, nel silenzio del cuore. E quando il cuore tace e più non registra le cadenze del sentimento, il terribile è già accaduto, anche se non approda ad una strage.

Illustrare questi casi è opportuno, non per sollecitare la nostra curiosità morbosa, ma per capire dove può arrivare la nostra condotta quando non è accompagnata dal sentimento, e quindi richiamare l’attenzione sui processi di crescita dei nostri figli, onde evitare che l’intelligenza si sviluppi disancorata dal sentimento e diventi intelligenza lucida, fredda, cinica e potenzialmente distruttiva.”

(da “I miti del nostro tempo” di Umberto Galimberti -Cap 5 Il mito dell’ intelligenza: La capacità di “intendere e di volere”)


Perché tutto questo? Perché di recente, da La Stampa, sono venuta a conoscenza di una notizia che mi ha lasciato allibita con la sensazione che  il mondo giri al contrario.Ho ripreso testualmente le parole del professore Galimberti , una risposta chiara ed esauriente per i difensori nostrani di un videogame giapponese, risalente al 2006 e ritirato dal commercio ma reperibile in rete , in cui si agisce per molestare e stuprare ripetutamente madre e figlie minorenni, “procacemente tentatrici” e  modificabili a proprio piacimento, atte a soddisfare le voglie virtuali del maniaco di turno, che vince in base al numero delle vittime solo se riesce a costringerle all’aborto. Altrimenti finisce sotto un treno. Secondo la logica violenta del gioco mi sarei aspettata per lui una punizione finale, ispirata alla legge del taglione.

Di una cosa simile ne avevo parlato tempo fa, condannando videogiochi  coi quali si torturavano le vittime. Concordo quando si contestano  immagini violente, raccapriccianti o di pessimo gusto propinate dalla televisione per dovere di cronaca o per fare audience, che inducono ad una sorta di assuefazione a scene del genere che, se turbano o attivano la risonanza emotiva dell’adulto su realtà tristemente esistenti, non sempre sortiscono lo stesso effetto nei piccoli.


Lasciano però perplessi i commenti in difesa di questi giochi, ritenuti innocui in quanto inscenano una  finzione appartenente al mondo virtuale . Esistono  anche giochi di guerra e di corse d’auto che mietono vittime, che possono ritenersi “innocui” o valvole di scarico per chi è in grado di distinguere il reale dal virtuale, tra ciò che è possibile o non è possibile. Non li condivido, ma con questo videogame mi pare che si sia superato ogni limite in un tentativo di autoassoluzione da devianze. Se in un gioco di guerra si mette in atto una strategia di attacco e di difesa, in questo caso le donne non possono reagire, se non supplicando il maniaco.  Il videogame non si subisce come  un film porno. Qui si agisce virtualmente  perché si realizzi un qualcosa. Di eccitante? Costringere all’aborto, una vittima di violenza, per quanto virtuale possa essere, è una conquista da sancire una vittoria? Coinvolgere i passanti nella condivisione delle vittime, come risulta dalla versione più aggiornata del videogame, c’ è divertimento o violenza?



Si giustifica dicendo che in Giappone c’è una bassa percentuale di stupri o forse , più semplicemente, sono una vergogna ancora nascosta. I giapponesi  hanno molto il senso dell’onore e della disciplina, impartiscono un’educazione  severa ( i regolamenti scolastici sono rigorosissimi), ma hanno una concezione della donna molto lontana da quella occidentale, improntata alle pari opportunità. Di sicuro sia qui che in Giappone, tollerando questi videogames, si continua a diffondere mancanza di rispetto per le donne in nome dell’ innato senso di possesso e potere maschile, si promuovono stereotipi e pregiudizi sociali senza cogliere la differenza di genere come valore in un’ottica di reciprocità, creando, a mio avviso, ulteriori frustrazioni quando nel reale ci si dovrà confrontare con donne che poco rispondono ai modelli immaginati e virtualmente desiderati. Ulteriore caso di diseducazione che conferma la dipendenza degli uomini  dallo spettro dell’impotenza , che nell’immaginario maschile è percepita come uno degli handicap più gravi.Penso che non si debba nemmeno tacere per evitare di reclamizzare il gioco.Forse occorre di più parlarne e riflettere.

Il testo del prof. Galimberti dovrebbe  essere letto nelle scuole. Altro che moralismi!

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Come una candela ne accende un’altra e così si trovano accese migliaia di candele, così un cuore ne accende un altro e si accendono migliaia di cuori (Lev Tolstoi)

Da Cicatrici di guerra:il Clan delle Cicatrici (Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne )

L’amore della libertà è amore degli altri; l’amore del potere è amore di se stessi .



8 comments

8 Comments so far

  1. kim February 11th, 2010 21:37 p02

    il ragazzino seduto davanti al computer non sporca, non mette in disordine, non invita amici più o meno chiassosi a casa, non chiede di essere accompagnato o prelevato, non chiede di essere ascoltato e si trasforma in un figlio estremamente comodo. Cara Skip, sicuramente la scuola può dare un contributo e, credo, lo fornisce spesso anche in questo ambito già da tempo, ma le voci degli insegnanti ( e ne conosco parecchi)che chiedono ai genitori di controllare un pò, almeno un pò, le attività dei figli e di evitare che trascorrano la maggior parte del loro tempo seduti davanti ad uno schermo, sortiscono qualche debole effetto solo quando sono sostenute da più gravi insufficienze in pagella. “Mio figlio non esce quasi mai” si difende il genitore
    offeso profondamente dal quattro al primo quadrimestre, “sta sempre in camera sua” A far cosa? Il genitore viene sollecitato ad entrare fugacemente nel loculo in cui il figlio vive la sua non vita e forse finalmente si accorge di qualcosa. Aumentano ogni anno i fallimenti scolastici di ragazzi che trascorrono ore ed ore in mondi virtuali nei quali, ammettiamolo, li lasciamo entrare senza guida perché troppo presi da cose non sempre più importanti di loro o perchè, semplicemente, quando sono davanti al computer non danno fastidio….

  2. gturs February 11th, 2010 21:37 p02

    Mi chiedo spesso dove sono i genitori, mio figlio passa un po ‘ di tempo al pc ma sempre sotto la mia supervisione, credo sia un dovere di noi genitori fare questo controllo come lo sono controllare i compiti e tutte le altre cosuccie…purtroppo mi sto rendendo conto che sono sempre di piò i genitori che tralasciano.
    Ciao Skip, Roberta

  3. Skip February 11th, 2010 21:37 p02

    @kim e gturs: i ragazzi sono più esposti a questi rischi e vanno educati all’affettività ma, a mio avviso, solo uno psicopatico ha potuto ideare questo gioco e persone senza scrupoli l’hanno diffuso.

  4. giove February 11th, 2010 21:37 p02

    ciao skip-prof sono …..appena tornato.( sono molto triste )apro il pc…ti cerco.MAMMA MIA.un turbinio di emozioni …sensazioni.mah!!! boh!!!devo condividere quello che dici in questo post( anche se penso che ormai pinocchio e & abbiano lasciato il posto ai manga e ai videogame esagerati:lo chiede il terzo millennio)…..ma credo che kim e gturs NON abbiamo centrato la….risposta-commento.Credo che siano i”più portati a essere fregati”(inteso nelle piccole scappatelle dei nostri figli).Non è supervisionare che ci fa scampare dai pericoli di questa società violenta sopratutto con gli”indifesi”….Per quanto riguarda il giappone e tutto l’estremo oriente ( vado sempre laggiù)è molto difficile per noi capire e accettare la loro cultura.Cultura di popoli dove la “donna “proprio non esiste se non per fare lavori pesanti o la “geisha”o meglio ancora la “onsen geisha”.

    P.s. ho letto qualche tuo post:ma siete tutti prof???
    e come mai tutti ti danno solo e sempre ragione con così pochi commenti?
    ciao skip tieni presente che non voglio offendere nessuno e mi esprimo un pò…così.
    ciao

  5. kim February 11th, 2010 21:37 p02

    non trovo pertinente il commento di giove sulla mancanza di pertinenza del mio commento. Sono contro ogni supervisione , parlavo semplicemente della evidente e diffusa mancanza di attenzione da parte dei genitori nei confronti dei figli adolescenti, che sempre più spesso si ritrovano ad assumere atteggiamenti provocatori nella disperata speranza di farsi notare.I ragazzi, nel tempo libero, dovrebbero fare cose diverse,uscire dalla solitudine desolante nella quale si ritrovano a casa, dove crescono sempre più deboli e incapaci di affrontare il mondo di fuori, e gli adulti, genitori ma non solo, dovrebbero guardarli, ascoltarli, confrontarsi con loro e aiutarli a far venire fuori la loro parte migliore. Sono una prof che conosce la etimologia del verbo educare e mi ritengo fortunata perché faccio un lavoro che mi piace e mi porta ad avere a che fare con la parte migliore del genere umano, convinta che il più insopportabile dei ragazzi mi possa insegnare qualcosa e che ad avere a che fare con gli adolescenti spietati ci si diverta un mondo perché i loro occhi vedono meglio dei miei. Altro che supervisione!Ovviamente,il mio parere sui giochi violenti e stupidi non si discosta da quello di skip, non conosco quello di cui parla,ne ho visionato un altro sicuramente meno dannoso ma in ogni caso esecrabile e immagino che di stupidi ce ne sia un’infinità.

  6. Skip February 11th, 2010 21:37 p02

    @giove:bentornato!A noi genitori non resta altro da fare che educare i nostri figli al rispetto degli altri sia nel mondo reale che in quello virtuale. Non può nè deve esserci “divertimento” in giochi così aberranti e violenti e ti assicuro che ho letto commenti su you tube che fanno pensare e non poco.

    A riguardo dei commenti, finora ho reputato di doverne moderare un paio, in quanto non fornivano argomentazioni sufficienti a quelle che ritenevo illazioni o giudizi inopportuni. Tutti sono i benvenuti, ma la netiquette ha la precedenza.

    A presto :)

  7. gturs February 12th, 2010 21:37 p02

    @giove, io supervisionerò tutto di mio figlio finchè non capirò che sarà all’altezza di riconoscere dove sta l’inganno, un undicenne è esposto a mille fregature anche da parte da chi si reputa suo amico…lo aiuto a a scegliere senza imporre, questo secondo me fa parte del lavoro di genitore.
    Perchè tu dai carta bianca a tuo figlio?
    Ma cosa dovrebbe fare un genitore se non educare suo foglio nelle scelte? e come lo deve fare se non seguendolo nelle scelte?
    Non sono un’educatrice di professione.
    @skip e i genitori che hanno permesso di usarlo?
    bocciati!!!
    Roberta

  8. giove February 12th, 2010 21:37 p02

    ok…..ok…avete ragione(abbiamo ragione perchè un pò anche io la penso così)però e credo lo abbiamo fatto tutti: si va a studiare a casa dell’amico….poi si comincia a uscire un pò al pomeriggio….poi si prova a fumare….poi si guardano i giornali porno(oggi c’è la tecnologia moderna)poi si vedono e si gioca ai videogame e poi ai genitori non si dice …..proprio tutto!
    io credo ci voglia un po ,anzi tanta Fortuna(oltre ai genitori ai buoni insegnanti ecc…)tanta fortuna.Intendo dire che il “giovane”non possiamo seguirlo tutta la vita e quando sarà all’altezza(lui) di riconoscere l’inganno?e poi quale inganno?(gturs).fra 5 …6…anni(anche meno) gli ormoni si scateneranno.si lo accompagnerai al Kursal e lo andrai a prendere ma per quanto tempo? là ci saranno gli inganni!!!!!quindi penso che per un pò scuola ….genitori…buone e sane compagnie potranno aiutare i nostri figli poi credo saranno loro con le buone basi ad andare avanti e andranno avanti con la loro testa.TORNANDO al videogame in questione è chiaramente uno …..non so come definire tutti quelli che sono dietro a una produzione del genere ma queste cose esistono e dobbiamo conviverci preparando anche a questo i nostri figli.
    p.s.perdonate gli errori di ortografia e il mio linguaggio
    le mie figlie(una vera e una acquistata) hanno 24 anni.sono contento è stato merito…….hanno fatto tutto loro!!!!

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