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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

I fantasmi di Teheran

 

 

 

Pietro Masturzo, fotografo indipendente, ha vinto il premio World Press Photo of the Year 2009 con questa  foto dove si vedono alcune donne iraniane che, di notte, dai tetti di Teheran lanciano grida di indignazione contro il regime di  Ahmadinejad.

 

Dopo la laurea in Scienze internazionali e diplomatiche, conseguita a Napoli, qualche anno fa  Pietro ha deciso di fare il fotografo per raccontare ciò che lo spinge a viaggiare per il mondo. Si è formato facendo la gavetta: inizialmente ha frequentato  stage presso l’Associated Press e corsi serali  di fotogiornalismo organizzati dal Comune di Roma, poi ha collaborato con agenzie e giornali italiani, e nel 2009 ha vinto , come secondo classificato, il concorso Fotoleggendo.  Nel mese di giugno è andato in Iran con giornalisti free lance per  vedere e documentare come gli iraniani stavano vivendo quello che definivano un momento storico  a trent’anni dalla rivoluzione islamica che, tra l’altro, coincideva con le elezioni presidenziali. Pietro sentiva di dover esserci. E’ stato arrestato per avere scattato foto per le strade. Rilasciato e  costretto  a stare in casa nei giorni degli  scontri tra oppositori e sostenitori di Ahmadinejad, ha  iniziato a salire sui tetti delle case, incuriosito dalle grida che partivano dall’alto. Lassù ha scoperto i fantasmi di Teheran, persone  timorose di farsi riprendere dall’ obiettivo fotografico, che gli hanno spiegato che questa forma di protesta fu adottata già trent’anni fa contro lo Scià. Uomini e donne, che euforici avevano sfilato  per le strade  in occasione dell’Election Day confidando nella vittoria del moderato Mir-Hossein Moussawi , ora gridano sogni e speranze tradite, affidando al cielo urla di indignazione, di protesta, di lotta. World Press Photo ha premiato non solo fotografie tecnicamente meritevoli, ma anche in grado di esprimere messaggi sociali forti. Gli scatti di Pietro in Iran Day, Election Day,  Roofs of Teheran  rivelano il modo in cui gli iraniani stanno vivendo un disperato tentativo di non arrendersi, che la giuria ha definito l’inizio di una nuova e grande storia .

 

Anche le donne gridano dall’alto dei tetti. La protesta delle donne in Iran è stata  forte e proprio alcune donne sono diventate tristi simboli del dissenso. Hanno fatto il  giro del mondo  i giovani volti di Neda Soltan, la studentessa uccisa il 20 giugno 2009 da un componente Basij durante una manifestazione di protesta per l’esito sospetto delle elezioni, e di  Taraneh Mousavi rapita  per essere seviziata e bruciata.  Donne troppo belle ed emancipate per potere opporsi a un paese reazionario che da tre decenni ha riconosciuto l’apartheid tra i sessi, forme di violenza e abuso a discapito delle donne, subordinazione dei diritti civili della donna (possibilità di viaggiare, intrattenere relazioni sociali, partecipare ad attività sociali) al permesso del marito, padre o di altro uomo di famiglia, vendita delle donne islamiche e poligamia, negazione dei fondamentali diritti umani, pene capitali che prevedono tortura, frusta , lapidazione (Delara Darabi, la pittrice ventitreenne iraniana condannata all’impiccagione per un delitto di cui si era addossata al colpa a 17 anni, scosse l’opinione pubblica. Qui il manifesto di liberazione delle donne in Iran) .Immagini e storie diffuse anche  grazie a Internet.

 

In questa  fotografia altre donne fanno echeggiare la loro voce in un’atmosfera impalpabile, nell’apparente e calma quiete della notte, interrotta da un grido che fa presagire davvero l’inizio di una grande  storia per le nuove generazioni, delle quali Pietro ha colto anche  occhi grandi e scuri , a volte spaventati, a volte proiettati altrove con l’entusiasmo pre- elettorale, e  abbracci solitari, ma tenaci, dell’ideale di libertà dall’oppressione che tanti iraniani desiderano  vivere non più come una chimera.

 

 

11 comments

11 Comments so far

  1. alberto February 20th, 2010 21:37 p02

    Da una parte elogi al fotografo, che, bravura a parte, ha saputo di necessità far virtù. Dall’altra ammirazione per queste donne. Ne avevo parlato anch’io QUI. Ciao.

  2. filo February 21st, 2010 21:37 p02

    La luce glaciale della foto contrasta molto con la passione con la quale le donne di Teheran innalzano la loro coraggiosa protesta.
    Sinceramente però la foto non mi piace molto, a prima vista, se non fosse spiegato che cosa rappresenta non l’avrei capito, e una foto che ha bisogno di parole per far giungere il suo messaggio ha mancato la sua funzione comunicativa.
    Ciao Skip, buona domenica.

  3. novalis February 21st, 2010 21:37 p02

    Più che le foto, in questo caso, è il messaggio che conta e che riesce a trasmettere. Bravo si, Pietro Masturzo ma le donne iraniane lo sono di più.
    Buona settimana skip :)

  4. kim February 22nd, 2010 21:37 p02

    la foto è molto particolare, all’eleganza delle finestre in primo piano si contrappone lo squallore dello sfondo, la luce glaciale sostiene e blocca il grido delle donne. l’ossimoro e la sinestesia vengono tradotti in immagine, c’è tensione, immobilità forzata,ansia di libertà, vitalità compressa, colore e suono.

  5. Skip February 22nd, 2010 21:37 p02

    le donne al centro dell’immagine captano l’attenzione di chi osserva, sembrano quasi illuminate dalla luce delle finestre sottostanti. Una foto originale come la forma di protesta.

  6. Caigo February 22nd, 2010 21:37 p02

    Un bravo fotografo è anche un fotografo fortunato?
    Trovarsi nel posto giusto al momento giusto per cogliere “il momento” non è una cosa che si possa spiegare facilemnte….

  7. kim February 23rd, 2010 21:37 p02

    la fortuna in questo caso c’entra poco o niente. come già accennato da skip, il fotografo è stato arrestato e si è fatto tre giorni di galera a Teheran, esperienza non credo esaltante, a teheran dove era andato di proposito e non era capitato per caso e dove dalla prigione è uscito perché aveva distrutto altre foto già scattate. Sai, skip, Pietro ha frequentato il liceo Salvemini qualche anno fa.

  8. Skip February 23rd, 2010 21:37 p02

    @Caigo:tecnica a parte, forse è anche questione di “prontezza e di occhio”

  9. Skip February 23rd, 2010 21:37 p02

    @kim: ;)

  10. kim February 23rd, 2010 21:37 p02

    skip:che vuol dire :;?

  11. Skip February 23rd, 2010 21:37 p02

    @kim:la fretta di digitare , cara kim…

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