Nel blu dipinto di blu
Ogni anno è la stessa storia. Il Festival di Sanremo è sempre preceduto da qualche pronostico e polemica, prima sugli ospiti e poi, in itinere, sui concorrenti ammessi o esclusi. Quest’anno la kermesse canora ha stupito non poco tra stonature, vocalizzi e magistrali interpretazioni.
“ Beati gli ultimi perché saranno i primi” ha ispirato il verdetto finale, provocando una standing ovation di protesta in galleria e la reazione dei professori d’orchestra. Confesso che sono rimasta incollata al televisore per seguire l’ultima serata del Festival , come non mi succedeva da anni. Ho tifato e volevo televotare gli insurrezionisti orchestrali che lanciavano gli spartiti e desideravano rendere pubblici i voti espressi a favore degli esclusi, che forse lasceranno qualche traccia nella storia della canzone italiana. Ho temuto un abbandono in massa del palco, con finale a sorpresa, a conferma del “ve la suonate e ve la cantate da soli”.
Tutto fa audience: la curiosità, la promozione e la condanna delle persone e dei personaggi che sul palcoscenico cantano l’ amore, le delusioni, i sogni di sempre, esibendosi in un repertorio di vita ed emozioni, che a volte si cristallizzano nella memoria dei nostri giorni, a volte si dissolvono nel nulla.
Io premio tutti i titoli delle canzoni della 60a Edizione del Festival di Sanremo con questo romantico collage.
Baby, non parlare più! Il mondo piange su questa panchina d’ Italia, amore mio.
I mesi sono aeroplani: come l’autunno è il linguaggio della resa per l’uomo che amava le donne. Buio e luce. Malamorenò. Credimi ancora, non mi dai pace. Meno male, ricomincio da qui. Jammo jà (andiamo)! Un attimo con te come la cometa di Halley oppure per tutta la vita. La verità non è una canzone ma dirsi che è normale la notte delle fate, dove non ci sono le ore.
13 Comments so far
Leave a reply
Grazie per la sintesi, Skip, io non ne ho visto neanche un minuto, almeno i titoli!
@filo: ti sei persa l’ennesima bagarre televisiva
Come Filo non ho visto un minuto, però ho rivisto più volte “gli insurrezionisti orchestrali”. E se fosse stata orchestrata l’insurrezione?
Anch’io ho semi-guardato solo l’ultima serata.
Bellissima l’insurrezione, anche se si poteva pensare fosse “orchestrata”: la Clerici ha avuto modo di dier “il popolo è sovrano” e la propaganda è andata avanti.
Ha vinto il potere, cioè Mediaset, come sempre. L’anno scorso l’ultimo ospite fu la De Filippi, quest’anno Costanzo che ha fatto di Bersani il bersaglio.
Morgan, simbolo di xfactor, l’anti-amici, era già neutrlizzato da un mese, dato che è l’UNICO nel mondo dello spettacolo e della politica che tira di coca.
Eppure un tempo il festival aveva il suo fascino, ma oggi va avanti la banalità più feroce, comoda per tenere il popolo nell’ignoranza: Re Mida trasformava in oro tutto ciò che toccava, il signor B. trasforma tutto in merda…
Simpaticissimoil tuo collage di titoli: l’unica cosa bella di Sanremo 2010!
Ciao Skip…
@pia e alberto: ho avuto l’impressione che fosse spontanea la protesta contro il televoto, le stonature di alcuni vincitori e l’esclusione di cantanti che si sono cimentati in interpretazioni più belle e difficili. Il resto era show, a partire da Costanzo. Lo spettacolo della serata finale ha “premiato” in mondovisione il discutibile talento di alcuni vincitori e l’indiretta influenza di alcuni ospiti , che sanno bene creare consensi e dissensi attraverso i media. Opinione mia, l’ audience c’ è stata per curiosità a discapito della credibilità della gara canora .La finale del Festival sarà ricordata per queste dinamiche mentre la canzone italiana, che doveva essere la vera protagonista , è passata in secondo piano.
A presto
comunicazione rapida da un’altra che non ha visto il festival:c’è una casa nel profondo sud dove l’ennesima apparizione di filiberto ha scatenato la reazione di una nonna che ha impartito a nipoti e pronipoti, tutti povere criature innocenti, una lezione di storia su casa savoia nonché sull’amore sviscerato per l’italia dimostrato da questa stessa in parecchie occasioni. La nonna in questione è lucidissima e ricorda bene tante cose, si può permettere di commentare perché lei c’era ed è disgustata dalla rimozione operata da tanti. e certe parole le interpreta un pò diversamente da chi non c’era.
Io ho visto spezzoni del festival ma su youtube ed è stato pure troppo
.:.
@kim: altri tempi , ma avrebbe disdegnato anch’ella le stonature del principe ( in tutti i sensi)
@hermansij: saggia decisione
skip: ha disdegnato tutte le stonature, perché lei l’ha visto,e poi ha attaccato, e siccome è nota come “l’anagrafe”, nella sfuriata successiva i particolari sono stati tanti.I nipoti e i pronipoti erano attrezzati con blocchetti per appunti di cui non si sa che cosa faranno, la figlia con l’acqua e zucchero, quella miracolosa per tutte le occasioni.Nelle scuole della zona si invitano i nonni per parlare del passato, nonnomimì ha dato il suo contributo negli ultimi anni sia alle elementari che alle medie quando ci sono state manifestazioni il 27 gennaio.E ha raccontato come sui suoi documenti ci fosse scritto “razza ariana”. il nipote normanno ha commentato dicendo che qualcosa del genere c’è sui documenti del suo cane.Che facevano i savoia quell’epoca? Sicuramente non cantavano a sanremo, direbbe qualcuno…
@kim : il principe si propone come personaggio che balla e canta.La stonatura è quel testo cantato dalla persona, che oltre ad essere stonata ,non è credibile, ma sa tanto di presa in giro. A differenza di quanto è successo in passato con Mino Reitano o Toto Cutugno che cantavano all’estero per gli emigranti italiani.
la nonna sostiene che il principe s’edda ‘mpizzà dovunque, che sa ballare come tanti altri e non sa cantare. siccome il popolo non è più popolo ma plebe, lo vota.in qualche trasmissione, però, ha sentito che forse dietro il televoto c’è un imbroglio con i call-center, e questa ipotesi la conforta, perché, se valida, le lascia la speranza nei contemporanei, che forse hanno dimenticato che l’italia a mussolini l’hanno affidata i savoia, nella figura del famoso “curt’ e mal’mpecato”, che il re di maggio a napoli veniva a fare la bella vita, che suo padre per salvarsi la pellaccia e tante altre cosette ha lasciato l’italia in balia di se stessa, che il padre di filiberto ha ucciso un uomo per motivi balordi e in modo balordo e ha litigato con le sorelle per questioni di eredità, è implicato in un processo dove è accusato di cose schifose, ha fatto richieste di risarcimento cospicue allo stato italiano, non condivise dalle sorelle che sono delle signore. la nonna ha espresso rammarico per la sorte della povera Mafalda, ha apprezzato il comportamento della moglie e della madre del re di maggio, ma vittorio emanuele e il figlio
non li sopporta proprio, e ha paura che il pubblico non abbia percepito le stonature di cui parli tu.E meno male che oggi non ha tirato fuori la storia del banco di napoli che ha consentito ai savoia all’epoca dell’unità d’italia di salvarsi dalla bancarotta. la nonna è molto ferrata, è difficile metterla nel sacco.
@kim: della serie :non è sempre vero “canta, che ci passa”