La poesia vincitrice del 1° Concorso “Ermes”
Si è concluso il 1° Concorso di Poesia “Ermes”. Dopo un’attenta e laboriosa analisi, i membri della giuria hanno individuato la poesia vincitrice insieme alla seconda e terza classificate.
1. Poesia vincitrice del 1° Concorso “Ermes”: “Aprile” di Finestra sul cortile
Prima che arrivassi tu
a strappare i sigilli a questo lungo colpo di sonno,
ho atteso mille temporali,
ho consumato domande come sandali d’estate,
come lettere che per paura si chiudono nei cassetti.
Prima che arrivassi tu
mio angelo di vento,
esile demone di stupore,
ho patito il continuo franare dei sassi
persi per sempre sul fondo del lago.
Ma ora invece che ti scrivo so che verrà di nuovo Aprile
con i suoi gerani alle finestre,
a stringerci i fianchi e ad intagliarci i nomi.
Ed il nostro tempo da decorare e riprenderci
sarà un cielo impertinente di risvegli.
2. Poesia 2° classificata: “Indispensabili attese” di Tamango
Aspettando le parole chiare
mi sono mille volte arresa,
e mille volte ancora le ho cercate,
ascoltate,
anche quel giorno
mentre scendevi le scale
come gabbiano in picchiata sul mare,
per fuggire da quelle che non capivi.
Le ho sentite e perse
quando mia madre
s’inondò di luce
per brillare in eterno,
ma oggi le ho qui,
dentro un pugno chiuse,
nucleo della vita
e più forti dell’amore:
indispensabili attese!
Si ripetono
in un ciclo perpetuo
e come la giovane risacca
è mare aperto
così la mano che semina tasta già le messi
quando la terra gonfia
e gravida germoglia.
La notte, figlia e madre del giorno,
mi accoglie tra le sue spire blu,
la nego e non m’abbandono
e mentre aspetto l’alba,
meraviglia del nuovo mattino,
apro il pugno e libero
le parole della speranza.
mi sono mille volte arresa,
e mille volte ancora le ho cercate,
ascoltate,
anche quel giorno
mentre scendevi le scale
come gabbiano in picchiata sul mare,
per fuggire da quelle che non capivi.
Le ho sentite e perse
quando mia madre
s’inondò di luce
per brillare in eterno,
ma oggi le ho qui,
dentro un pugno chiuse,
nucleo della vita
e più forti dell’amore:
indispensabili attese!
Si ripetono
in un ciclo perpetuo
e come la giovane risacca
è mare aperto
così la mano che semina tasta già le messi
quando la terra gonfia
e gravida germoglia.
La notte, figlia e madre del giorno,
mi accoglie tra le sue spire blu,
la nego e non m’abbandono
e mentre aspetto l’alba,
meraviglia del nuovo mattino,
apro il pugno e libero
le parole della speranza.
3. Poesia 3° classificata: “Cieli trasparenti e vita” di Sangervasio Antonio
Oggi
allo spuntar dei fiori,
nei tenui prati,
nel dissolversi di brina
sul lento corso,
al sollevar di sole,
nei bei cortili,
saro’ pronto alla vita,
ricusando
l’impazienza che m’alberga.
Allor
mi desto
in ripide di speranza.
Alla fine di questa esperienza ringrazio Annarita per lo splendido coordinamento, Stella per l’iniziativa, le autrici del logo e delle targhe, i membri della Commissione per il confronto e gli spunti di riflessione , ma soprattutto mi complimento con tutti coloro che hanno partecipato e si sono cimentati ad esprimersi sulla “Speranza”, un tema di ampia e non facile interpretazione.
A volte la poesia ha una forza evocativa di immagini e parole che fa vibrare il pentagramma dell’anima, oppure crea attese e pause di riflessione, di percezione. Di solito suscita silenzio nell’ascolto di chi comunica la propria interiorità , nella quale talvolta si scopre parte di sè.
Per queste ragioni apprezzo la poesia, nelle sue forme più o meno solenni, e per me è stato un piacere partecipare a questa bella iniziativa come (con)giurata
2 comments
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E’ stata una bella esperienza, non priva di “fatica”, ma indubbiamente positiva sotto vari aspetti.
Ti ringrazio, Maria, per il prezioso apporto.
Un salutone
annarita
@annarita: ciao annarita, buona primavera