Che aria tira…
Non credevo di essere così popolare In verità lo sono pure il consorte e mia figlia e pure tutti voi. Qualche giorno fa ho sbirciato nella cassetta delle lettere e, dietro il solito volantino pubblicitario, ho scovato un mezzo chilo di lettere. E che è? Pensavo tra me e me. Si sono scavezzacollate tutte le bollette in una sola volta? Tutte della stessa forma e con lo stesso indirizzo per ricever altro indennizzo. Ogni timore di bollette è poi svanito. La prima iniziava con Cara amica, la seconda con un confidenziale quanto inopportuno Cara Maria, la terza con gentile Famiglia, la quarta con niente perché conteneva un fac-simile di scheda elettorale con nominativo da scrivere perentoriamente. Senza per favore, né per piacere, né un miserrimo cara elettrice, mi permetto di propormi qualora tu sia ancora in dubbio sulle preferenze da esprimere in occasione delle prossime elezioni regionali e provinciali. Invece il messaggio implicito era “ Vota me! Attenta, leggi e segna bene il mio nome”. Non ho mai visto una campagna elettorale così fervente. I colpi di scena sono stati comunicati dai Tg e dai quotidiani, con gli annessi e connessi risvolti polemici. Anche senza talk show, arene animate da gagliardi gladiatori della politica, il fermento pre elettorale si è sentito molto in rete. Da qualche parte doveva pure venire fuori in un paese tanto libero, che pare premiare ufficialmente solo i demeriti . In occasione di questa nuova chiamata alle urne, elettorali e non cinerarie, c’è aria di festa. Per strada circolavano furgoni variopinti che talvolta, pur di non passare inosservati, assordavano con slogan. Slogans. Pare che un candidato girasse con un trattore. Memore forse del Ragazzo di campagna, interpretato da Renato Pozzetto. Del resto siamo in campagna…elettorale, appunto. Ovunque sono fioriti in men che non si dica point elettorali. Points? Preferisco pois. Per non parlare dei gazebo sventolanti di bandiere. Vi risparmio gazebos, perchè suona male. Fuori dai bar la gente si riunisce, brinda e non si schioda nemmeno con un caterpillar dal marciapiede pubblico per farti passare, perchè troppo intenta a fare pronostici e ad esibire al meglio il programma politico del taglia e cuci dei piccoli centri. E come se non bastasse, mentre correvo per i fatti miei, cercando di sbrigare più commissioni nel minor tempo possibile, gaia di avere trovato un parcheggio nelle vicinanze della meta, un attivista dei succitati point ha cercato di rifilarmi un volantino. Un cortese “no, grazie” all’andata, è seguito da un secondo “ no, grazie”al ritorno . Mentre dentro di me pensavo: “egregio attivissimo attivista, non ha capito che, se ho declinato l’offerta all’andata, significa che non condivido la sua proposta? Perché insiste anche quando ripasso per prendere l’auto?” Ero quasi tentata di passare più volte per vedere fino a quando avrebbe continuato, ma non avevo tempo da perdere. Sono, siamo, siete nei pensieri di tanti. Sissì, cara amica, cara Maria, cara famiglia, cara me anonima elettrice . Mi, ci,vi vogliono tanto bene. Tutti si prendono cura di noi, come le piste ciclabili che sembrano essere una priorità per farci pedalare meglio. E’ un amore bipartisan, sancito con spreco di carta e soldi. A proposito di sprechi, che fine ha fatto la proposta di abolire le province? Come mai ne sono state istituite altre e se ne propongono di nuove (Sulmona, Bassano del Grappa, Marsi, Sibartide-Pollino, Melfi, Aversa, Venezia Orientale e Avezzano)? Quasi quasi scrivo anch’io a loro in modo più personale, se solo trovassi l’indirizzo del mittente, sotto il curriculum vitae di qualche papabile e, a volte, dei suoi familiari. Qualcuno mi spieghi che ci azzeccano i familiari e il voto di laurea. Forse serve a rafforzare le competenze, oltre che i buoni propositi. Potrebbero allegare un albero genealogico e pure l’eventuale pedigree del cane o gatto di casa, così ne sapremmo di più. Magari la dichiarazione dei redditi ,un estratto di casellario giudiziario e dichiarazioni sulla titolarità di cariche, per valutarne l’eventuale cumulo o incompatibilità, che forse male non ci starebbero. E perché no? Una panoramica dentale, per farsi un’idea della robustezza ossea. Sono perfida. Ma come si fa a non esserlo? Ci hanno “risparmiato” le bagarre televisive e ci hanno omaggiati di cortei dell’ ammmore cosmico accompagnato da invettive ispirate a “ chi non è me, è contro di me” in un patetico ed isterico delirio collettivo, ci hanno regalato inni alla democrazia accompagnati dal disprezzo delle istituzioni non rappresentate dai veterani della politica, proclami a difesa della famiglia dopo averci nauseato con tresche con commari e commarelle, che rendono deboli e ricattabili gli uomini, gare al ribasso a chi dà di più i numeri ( e non solo riferiti alle presenze), citazioni sul cancro da estirpare assecondate da triviale sensibilità, continue previsioni per la spartizione dei territori . Qualcuno ha frenato le verdi mire espansionistiche su Milano proclamando che, in caso di sorpasso , mangerà un asino vivo. Questa dichiarazione è più spiazzante del paradosso del gatto di Schrödinger. E la controparte ha spernacchiato. Aspetto la reazione degli animalisti a difesa dell’ignaro ciuccio e mi chiedo da dove possa iniziare il lauto e metaforico pasto, se dalle ‘recchie o dalle zampe.
Mi pare che ciò sia in contrasto con la visibilità di rappresentanza pubblica e il taciuto art 54 della Cost. che sancisce “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.” Qui si aprirebbe una lunga disquisizione giuridica sul significato di onore. Forse vale solo per il semplice impiegato- fannullone della Pubblica Amministrazione e perciò si parla di revisionare la Costituzione. Si tace del bene dell’intera collettività, ma si parla solo di categorie di persone. Il cittadino deve adattarsi a loro. Prendere o lasciare, come le bloccate liste regionali.
Mai , come in questi anni , la politica è riuscita a dividere, a creare tensioni e sfiducia.
“Gli uomini di buona volontà si raccolgono spiritualmente nella cabina elettorale confidando nella divina provvidenza e recitando un “ fusse ca fussi a vota bona”( magari fosse la volta buona), come se dovessero vincere un terno al lotto. E segnando una bella croce, espiano i loro peccati di cittadini ligi al dovere” (da Quando si vota in skipblog.it)
3 Comments so far
Leave a reply
Nei giorni scorsi avevo pensato di “sbullanare” la cassetta della posta ma poi ho pensato che questo scherzo avrebbe solo messo in difficoltà l’incolpevole postino.
Ah…non dimentichiamo poi i caffè pagati che trovi al bar da gente fra tre giorni neppure si ricorderà il tuo nome.
Tutte queste missive non desiderate volevo tenerle per poi fotografarle, poi non ho resistito e le ho buttate via. Ieri ho ricevuto un sms dall’UDC, volevo andare dai carabinieri, poi ho pensato che non ho tempo da perdere in simili diatribe. Ormai le spese, quelle reali, non quelle dichiarate che sanno tutti che sono false, per la propaganda elettorale sono fuori di ogni controllo.
@ Caigo: sì un’epidemica amnesia post elettorale
@Alberto: bella l’idea di fotografarle , anche per non dimenticare i buoni propositi.