Sul cartellone pubblicitario a Sanremo
Non è la prima volta che scrivo a riguardo della pubblicità offensiva delle donne. Molte associazioni femminili stanno promuovendo campagne contro messaggi ambigui o palesemente volgari, e comunque svilenti della donna. Alcune trasmissioni televisive e certi periodici brillano di scelte pruriginose, con pupe in déshabillé che “artisticamente” stimolano l’istinto degli utenti .
La pubblicità, soprattutto dei cartelloni affissi, è subita a differenza di certi programmi televisivi o pubblicazioni che si possono scegliere. La grande visibilità della pubblicità di strada implica maggiore attenzione nella selezione di immagini e messaggi trasmessi, impliciti e non, in funzione di chi dovrebbe decodificarla.
L’armonioso, invidiabile lato B della pulzella in primo piano, associato allo slogan “Questo può essere TUO” ( si noti la collocazione meramente “casuale” di questo), a tutto fa pensare tranne che alla vendita di uno spazio pubblicitario, che si trova sulla parete di uno stabilimento di Sanremo( voi lo direste?).
Ho avuto conferma dei miei limiti cogliendo in essa un invito seducente, gratuito o prezzolato, rivolto ad un ipotetico e strabuzzante osservatore o un’esortazione ad un’ipotetica osservatrice affinchè possa avere quelle forme, slip compreso, per sentirsi più bella, se non essere sessualmente più appetibile. C’è intrinseca ironia provocatoria nello slogan? Forse sì, e consiste nel deridere gli uomini, provocati negli atavici istinti da tanta grazia ingraziante, e le donne che si sentono prese – è proprio il caso di scriverlo- per l’air bag posteriore.
La comunicazione è efficace quando i messaggi sono compresi, possibilmente da tutti i riceventi e non solo da chi li emette. Riconosco la mia incapacità di avvicinarmi alla creatività di chi gioca su facili, stuzzicanti, stucchevoli doppi sensi. Facile captare la superficiale attenzione di chi osserva, dubito che se ne conquisti un’ effettiva condivisione e interesse. Il messaggio dice e non dice, l’immagine mostra e non mostra, a seconda che siano considerati congiuntamente o separatamente slogan e fotografia. La scritta sottende una possibilità di volgare possesso, reale e immaginato, ma sicuramente è scorretta perché inefficace. Solo la fervida immaginazione degli ideatori, dall’inaccessibile talento, fa approdare alla vendita di spazi pubblicitari.
L’azienda è riuscita a guadagnare la visibilità di “cervelli al pascolo”
( leggasi in alto a destra tra parentesi) , non a caso maschili, dal discutibile gusto. A mio avviso la volgarità è sottilmente indotta senza nemmeno una chiara, inequivocabile posizione ideologica. Giusto per poter trincerarsi dietro una valida scusante, in caso di prevedibile e sopraggiunta critica, che è l’osservatore a pensare male, che è la consenziente pulzella a prestare la parte migliore di sé ad un messaggio che provoca una superficiale approvazione maschile e un dubbio consenso generale. La polemica è aperta nel tentativo di frenare la pubblicità sessista, che viene giustificata da alcuni grazie a programmi televisivi , a dir poco demenziali. Ma il canale televisivo si cambia, il cartellone per strada è imposto.
Forse c’è più ipocrisia in chi volutamente rasenta il confine della mercificazione pubblicitaria del corpo femminile rispetto a chi osa prenderne le distanze come può, con un riso, una rassegnazione forzata, una critica, un’eclatante protesta e viene accusato di falso moralismo. Dietro un presumibile talento professionale ci sia perlomeno la correttezza di ammettere che con questa forma di pubblicità, dalle facili seduzioni visive, c’è la semplice volontà di guadagnare altrettanto facilmente visibilità e risonanza. Non di certo credibilità per una comunicazione corretta, come vanta l’azienda, ma solo perplessità su una comunicazione ipocritamente ambigua , fuorviante e di pessimo gusto.
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La pubblicità manipola la mente. L’oggetto del desiderio, in questo caso la “Donna”, lo fa ancor di più. La tua analisi la condivido in tutto.
Ciao, Roberta.
Un’analisi che condivido in pieno, Maria. Brava.
Salutoni
annarita
Mai una volta che non mi trovi d’accordo!
Ciao Maria
@gturs: e spesso è la donna oggetto di manipolazione, talvolta consenziente
@annarita: della serie: iniziamo a farci sentire …
@novalis: ciao novalissimo !
Ah come vorrei che fosse mio…. quel lampione in primo piano mi servirebbe proprio!
Hai messo il dito in una piaga profonda ma temo sia difficilissimo uscirne perché molte donne oltrepassano volontariamente il più che legittimo desiderio di piacere e piacersi.
La strada è ancora lunga.
Ps: il lampione mi servirebbe veramente.
@Caigo: ma vuoi vedere che la pubblicità serviva a fare ammirare il lampione? Della serie :luci della ribalta
)
CCCCIIIIIAAAAAAAAAAAAAOOOO skip -prof innanzitutto tanti auguri(arrivato ieri quindi i miei auguri in ritardo)e diciamo ciao a tutti …….questi scandalizzati da un …”"bel culo”"” ebbene si’ è proprio cosi’!!!!!Ora diciamo la verità qualcuno ci mangia sopra…ma qualche ALTRA ci mangia anche lei.Quindi secondo me sono…siamo tutti grandi…vacinati …consenzienti e percio’ ormai questo fa parte del gioco che Voi non potete cambiare e io come TUTTI …..guardo!!!!ciao a tutti.per la cronaca Vi racconto questa…. sono stato a Tokio e naturalmente visto che va tanto di moda anche da noi cerco un locale dove mangiare SUSHI….il pesce crudo con annessi e connessi viene servito(anche ..se vuoi..) sul corpo di una….BOH! diciamo modella? in pratica la tipa è “cosparsa” in cucina e poi ….portata in tavola.HOHAYO…KONNIKIWA…KOMBAWA…SAYOUNARA…(vuol dire sempre ciao) a presto
@giove: Lupus in fabula!
Grazie per gli auguri.
Ma tu avevi capito che si reclamizzava la vendita di uno spazio pubblicitario?
Aggiornamento: Il cartellone sarà rimosso anche perchè è abusivo
….ma skip…ma dai .CEEEEERRRRTO che aveveo capito.Dai sono scemo ma…Hai visto la pubblicità sul “fumo”?ormai per vendere si allude…niente di strano su tutto è cosi’:politica giornali……Chiesa!!!!!il problema siamo noi che abbocchiamo!e quando si parla di sesso abboccano tutti o quasi!(io si)ciao
Vedi cosa succede a “disturbare ” il lampione?
Ben gli sta, se la sono voluta!
@caigo: così il lampione potrà brillare di luce propria