Skip blog

Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra?

Finalmente è arrivato il  caldo afoso dell’estate che garantirà saune gratuite per tutti e conseguente  espulsione di tossine. Le notizie più o meno recenti  hanno reso bollenti gli animi , ma forse non è il caso di essere pessimisti. Arrabbiati sì.  Il tormentone di quest’estate “è  tempo di sacrifici per qualche categoria di lavoratori più che per altre”, accompagnato dal barrito di una  vuvuzela. Dal bailamme mediatico ho capito che i parlamentari sono iperdotati  dipendenti delle PA,  lavoratori indefessi spesso  impegnati nelle amministrazioni centrali e periferiche, in libere professioni e docenza, che per i magistrati saranno previsti gli scatti di carriera-pensione, che le tredicesime delle forze dell’ordine non saranno toccate grazie  anche al pronto intervento delle associazioni sindacali di categoria e del  tuonante Ministro della Difesa. Le proposte, prontamente bocciate, erano solo  refusi, semplici errori di distrazione. Come i miei che, quando digito in fretta, spesso inverto le lettere. Il caldo fiacca per cui  aspetto che qualche capa,  più fresca delle altre, si accorga  del  refuso  pure per gli insegnanti che lavoreranno invisibilmente per tre anni con blocco del contratto collettivo nazionale e  congelamento degli scatti di anzianità. Poi auspico che qualcuno, ancora più attento,  ci garantirà il congelamento dei prezzi nel triennio per evitare che i cosiddetti sacrifici  divengano una mattanza .Nelle botte e risposte tra i manovratori e i manovrati non ho sentito- ma forse mi è sfuggito-  il Ministro della Pubblica Istruzione. Forse la cosiddetta meritocrazia si ridurrà al dovere di fedeltà allo Stato e alla condotta di adoprarsi per il buon funzionamento della P. A. a carico dei dipendenti pubblici, insegnanti compresi.


Nell’accezione religiosa il sacrificio indicava la rinuncia  a un bene  per ingraziarsi qualche entità sovrumana. Gli insegnanti restano figli di un dio minore. Più comunemente il sacrifico sottende uno sforzo, una rinuncia a qualcosa in vista di un fine che, in tal caso,  sarebbe il risanamento dei conti pubblici e la riduzione delle spese del pubblico impiego. Mi pare giusto. Dobbiamo pagare per coloro ai quali nonsisachi ha concesso le baby pensioni e ora svolgono altre attività,  che magari per magia o qualche strano effetto ottico non risultano. Si sa- il caldo tira brutti scherzi. Ma è bene guardare al bicchiere mezzo pieno, non alla parte  mezza vuota. È giusto pagare per le responsabilità altrui e per politiche poco accorte di chi ha indetto concorsi su concorsi e continua a sprecare in convegni e consulenze? Pare di sì.

Allora sarà meglio prendersela con calma , senza affaticarsi troppo, come coloro che hanno lavorato finora con scarso senso di responsabilità e per i quali non cambia mai nulla. Si fa presto a livellare tutti indistintamente e a prelevare facilmente da buste paghe trasparenti. In fondo ci ringiovaniscono di tre anni facendo saltare  lo sviluppo professionale di anzianità del triennio. Del resto per operare coi ragazzi bisogna sentirsi giovani ma sinceramente preferirei un   anno sabbatico in una beauty farm .  Invece i magistrati possono invecchiare beatamente,  come i vecchi saggi di una volta chiamati al governo della città.


Sono sicura che gli insegnanti continueranno ad educare, a trasmettere il rispetto per le istituzioni e la legalità. Fino a diventare un esercito di Pinocchi che mentiranno quotidianamente a se stessi .Un esercito di signori e signore che metterà da parte il senso di rivalsa per una mortificazione  percepita come socialmente ingiusta. Figli illegittimi della stessa PA alla quale appartiene la casta blindata, la più affollata e strapagata d’Europa. Un bel primato! E basta chiedere spiegazioni di quel che gli accatastati dicono e hanno detto , fanno o hanno fatto. La dea  della discrezione , Santa Privacy, va tutelata. Scusate l’impertinenza,  ma gli accatastati che avranno tanto da dirsi per telefono? Risparmino  un po’ sulle bollette pure loro. Che diamine! Sempre lì a ciappettare con Tizio, Caio e Sempronio e a fare scervellare di nervi e risate chi si preoccupa del buon andamento della Res Publica. Metteteli in mondovisione ‘sti telefoni roventi, intercettateci tutti  e non se ne parli più.  Chi non ha niente da nascondere non si preoccuperà certo se si scopriranno le sue solite noiose raccomandazioni, indiscreti pettegolezzi, battibecchi coniugali e qualche cornetto.


Modestamente vorrei contribuire pure io allo sciorinamento di consigli per fare fronte al deficit pubblico.  sollecitando un decreto legge, urgentissimo, sull’incompatibilità e il divieto di cumulo di incarichi da parte dei parlamentari, come è già previsto a carico dei dipendenti pubblici. Senza alcuna richiesta,  né concessione di autorizzazione. La carriera politica di parlamentare potrebbe divenire incompatibile con quella a livello locale ( e non solo viceversa , come lo è attualmente), con l’occupazione di   cattedre universitarie e lo svolgimento di libere professioni. Si eviterebbero conflitti di interessi e clientele di vario genere, ma soprattutto si tutelerebbe la salute di  operatori multi tasking, a rischio di esaurimento e inclini a frequenti refusi, o virtualmente stra impegnati, visto che il teletrasporto e la clonazione umana  non sono stati ancora inventati. In tal modo non ci sarebbero invadenti assi piglia tutto,si creerebbero molti posti di lavoro con un ricambio generazionale in tanti settori e, dulcis in fundo,  i tagli sarebbero più equamente distribuiti,  ripartiti tra coloro che potrebbero maggiormente contribuire a risollevare il debito pubblico. Inoltre il diritto alla pensione non dovrebbe maturare dopo qualche anno di mandato, ma alla soglia dei 60 anni. Si potrebbe chiedere inoltre ai manovrati  se le loro trattenute debbano concorrere a mantenere vitalizi, agevolazioni, diarie, indennità ,mega scorte, auto blu del popolo delle Camere. Nessuno pensa di sfoltirlo e di ridurgli  gli emolumenti?  Strano che finora  le menti, eccelse nell’individuare sacrifici dovuti e imposti ad altre categorie, non abbiano  ancora pensato ad istituire un conto corrente o una mensile maratona televisiva di Telethon ove devolvere generose offerte per fronteggiare il debito pubblico in attesa di emendamenti della manovra finanziaria.  Un magnanimo intervento assistenzialista, anche degli evasori fiscali , sarebbe ben accetto per prevenire   fastidiosi ed improvvisi mal di pancia di tanti “fannulloni” che potrebbero costringere altri  lavoratori a recarsi in fabbrica, negli uffici, nelle caserme e negli ospedali con la prole al seguito, a meno che non riescano a provvedervi last minute in altro modo.  Scuole senza insegnanti, né supplenti, né bidelli che un bel giorno potrebbero essere afflitti da una contagiosa ed improvvisa  epidemia che  farebbe saltare il Paese e le statistiche sull’assenteismo di Brunetta. Un debito morale da onorare per rispetto di se stessi e per fedeltà a quello Stato in cui hanno creduto e  vorrebbero servire, senza essere servili, in nome di quei principi di dignità dei lavoratori e di uguaglianza dei cittadini. Uno Stato che non legalizza due pesi e due misure all’interno della stessa P. A. e faccia valere  l’art. 53  Cost “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”che sancisce un principio fondamentale del nostro ordinamento tributario  per cui le prestazioni tributarie devono gravare in modo uniforme su soggetti che dispongono della stessa capacità contributiva e in modo differente (criterio della progressività) su soggetti che dispongono di capacità diverse.


Chi  ha l’onore e l’onere di rappresentare gli elettori sia all’altezza del mandato perché ha già più volte perso credibilità, dando prova di perseguire interessi personali , nemmeno più quelli del partito. Altro che principio del buon padre di famiglia. Potrebbe essere il  titolo per un nuovo reality: “Il buon padre di famiglia” in cui  un politico si trovi a gestire  una famiglia di 3 o 4 persone con uno  stipendio mensile.



Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Quamdiu etiam furor iste tuus nos eludet? quem ad finem sese effrenata iactabit audacia?

Fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza? Quanto a lungo ancora codesto tuo furore si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà [la tua] sfrenata audacia?”. (Cicerone, 1 Catilinaria).

14 comments

14 Comments so far

  1. alberto July 5th, 2010 21:37 p07

    Fino a che non salirete sui tetti delle scuole, e ci mangerete, e ci dormirete. Sui tetti di tutte le scuole d’Italia. Che ne parli così tutto il mondo.

  2. Caigo July 5th, 2010 21:37 p07

    Vorrei dirti che le fesserie dette e fatte dalla nostra classe dirigente dipendono dalla calura di questi giorni.
    Fosse così una sana dieta ed al limite qualche integratore basterebbe per mettere tutto a posto ma purtroppo non è così.

  3. filo July 5th, 2010 21:37 p07

    Ottimo Skip. Analisi lucidissima e condivisa in pieno.
    Ormai noi insegnanti apparteniamo alla categoria dei nuovi poveri mentre la nuova oligarchia si accaparra ricchezza e impunità.
    Ciao Merylskip.

  4. Skip July 6th, 2010 21:37 p07

    @alberto: come le cicogne :D

  5. Skip July 6th, 2010 21:37 p07

    @Caigo: una dieta sana ed equilibrata. Io rimedierei agli effetti della calura con una bella secchiata d’acqua gelida… con la speranza di tonificare qualche neurone :)

  6. Skip July 6th, 2010 21:37 p07

    @filo:della serie: poveri noi! ;)

  7. kim July 6th, 2010 21:37 p07

    insegnanti insoddisfatti e frustrati possono provocare gravi danni ai ragazzi. I nostri governanti hanno alle loro spalle soltanto “e scole piccerelle”, come si dice a napoli, non hanno letto Th. Mann e non hanno nozione dei totalitarismi del secolo scorso e, poveretti, non ci arrivano. Se aggiungiamo che sono dei vecchiacci egoisti che non se ne fregano niente dei loro nipoti e pronipoti il quadro ci risulta un pò più chiaro. altro che caldo e afa, questo non è un problema, loro “lavorano” in ambienti confortevoli, con aria condizionata e servizio bar, mica stanno inguaiati come noi……

  8. Caigo July 6th, 2010 21:37 p07

    @ skip: Sempre ammesso che si trovi qualche neurone! ;-)

  9. Silla July 7th, 2010 21:37 p07

    Ieri, dalla Scuola Media di Cavour, mi hanno chiesto un condizionatore per la segreteria.
    “In testa avete solo delle gran balle.” Gli ho risposto.

  10. Skip July 8th, 2010 21:37 p07

    @kim: piccole o grandi le scuole arrancano ovunque
    @Caigo: quando succede questo, lo penso anch’io.
    @Silla: servissero a rinfrescarsi reciprocamente le idee ;)

  11. kim July 8th, 2010 21:37 p07

    a napoli si usava l’espressione “ha fatt sul e scole piccerell” con aria di compassione e/o di superiorità per coloro che si erano fermati alla seconda elementare e giustificare o sottilineare ignoranza e ingenuità.”e scole gross” erano le superiori, destinate a pochi.

  12. Skip July 8th, 2010 21:37 p07

    @kim: questa non la sapevo :D

  13. Silla July 8th, 2010 21:37 p07

    Ovviamente stavo scherzando. Ne ho acquistati ben tre…

  14. Skip July 9th, 2010 21:37 p07

    @Silla: meglio ibernati, che liquefatti :D

Leave a reply