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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Archive for February, 2011

Quartine di Omar Khayyām

103

O cuore, fa’ conto d’avere tutte le cose del mondo,

Fa’ conto che tutto ti sia giardino delizioso di verde,

E tu su quell’ erba verde fa’ conto d’esser rugiada

Gocciata colà nella notte, e al sorger dell’alba svanita.


49

In ogni campo dove fioriscono i tulipani

Il loro rosso colore viene dal sangue d’un re;

Ed ogni foglia di viola che spunta su dalla terra

Fu un tempo neo vezzoso su guancia di bella fanciulla.


92

Ogni mattina, quando il volto del tulipano gocciola di rugiada

E l’esile vita della viola sul prato si piega a un inchino,

Davvero m’allieta allora vedere il virgineo bocciolo

Avvolgersi stretto nel manto colorato di rosa.



135

Nemmen per un giorno libero sono dal laccio del mondo,

E per un attimo solo lieto non sono dell’esistenza mia.

Per lunga stagione fui l’allievo alla scuola del Tempo,

E pur nelle cose del Mondo non sono ancora Maestro.

 

 

236

Coloro  che il suolo tutto consumarono a corsa con avidi piedi,

E pieni di brama sui due mondi spaziarono a gara,

Non so, davvero, se n’hanno ritratto sapienza

Più grande,di quello ch’è il Mondo nella sua essenza più vera.

 

 

249

Questi vasai che han sempre la mano sul fango,

Se all’agir loro bene applicasser ragione e intelletto,

Schiaffi e pugni e calci mai non darebbero al fango:

La polvere dei padri loro tratterebbero meglio.

 

 

282

Puri venimmo dal Nulla, e ce ne andammo impuri.

Lieti entrammo nel Mondo, e ne partimmo tristi.

Ci accese un Fuoco nel cuore l’Acqua degli occhi:

La vita al Vento gettammo, e poi ci accolse la Terra.

 

 

Omar Khayyām, Quartine ( a cura di Alessandro Bausani)


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” Se non ora, quando? ” a Imperia

Eravamo in tanti, secondo me, più di mille persone. Tante donne, tanti uomini e soprattutto tanti ragazzi e ragazze.

Giovani e meno giovani pian piano siamo confluiti in  Piazza De Amicis alle 11 e poi abbiamo riempito  il  Porto di Oneglia.




Qualcuno ha letto articoli, riflessioni e poesie e ci siamo incamminati verso la spianata di Borgo Peri. Lì abbiamo formato una catena umana  sorridente che faceva l’onda. Si  respirava aria di festa e di solidarietà.




Tra slogan e qualche tricolore,  anche due bandiere di paesi lontani, sventolate con orgoglio da donne che vivono nella nostra Italia.



È stato bello ritrovarci e ritrovarsi, tutti insieme.














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Per tutte le donne: “Se non ora, quando?”

Noi  donne comuni, poco divinamente belle o divinizzate, siamo qua, negli uffici, ospedali, scuole, fabbriche e soprattutto nelle nostre case.



Siamo una maggioranza che crede di essere una minoranza, che opera più o meno in silenzio, con maggiore o minore  fatica per ciò in cui crede, sceglie, ama ed  è necessario . Abbiamo dato per scontato troppe cose, che oramai scontate non sono. E non bastano più intelligenza, buonsenso, buongusto, correttezza  ed esempio di vita per riconoscerci e farci riconoscere in una società cosiddetta civile. Ora dobbiamo mostrarci per ricordare a noi stesse e agli altri,  e soprattutto a chi dovrebbe rappresentarci  e fa la questua dei voti in occasione della propaganda elettorale,  che meritiamo  un minimo di rispetto, se non altro per ciò che facciamo e abbiamo sempre fatto, con orgoglio, convinzione e determinazione ma soprattutto senza troppa sbandierata visibilità e mania di protagonismo. Abbiamo sufficiente autonomia di giudizio e capacità critica per  farci  sentire e valere . Ora più che mai tra le tante iniziative in corso, di cui volentieri accolgo l’appello, mi permetto di ricordare che URGE  UNA RIFORMA ELETTORALE  perché  gente incompetente non sia più imposta nei listini bloccati , in quanto  non è in grado di promuovere  con coerenza  politiche sociali ispirate a valori morali e civili per tutti e soprattutto per la famiglia, i cui slogan suonano come solenne presa in giro del corpo elettorale, un insulto a chi s’adopra per metterli in pratica e quotidianamente non viene meno alle proprie  responsabilità. È ora di rispondere a  chi propaganda come disvalori  quel perbenismo nascosto e finora taciuto  che esiste ancora,  più di quanto non vogliano farci credere, spacciandolo  per  ipocrisia e falso moralismo, come la volpe faceva con l’uva,  pur di legittimare debolezze, giochi di potere e pretestuose scusanti che attecchiscono solo tra chi non ha spessore morale e civile.


La saggezza popolare dice “Il pesce puzza dalla testa”.  Per avere  rispetto, è necessario  rispettarci coi fatti e pochi show mediatici. In particolar modo  le donne, che ricoprono cariche istituzionali e dovrebbero rappresentarci, non ci parlino  più di pari opportunità, meritocrazia e tantomeno di codice etico nelle scuole se continuano a difendere  a spada tratta  l’indifendibile con argomentazioni poco convincenti , dando conferma di essere  politicanti scese ad un  compromesso che tradisce palesemente quella cultura di genere che soprattutto loro dovrebbero garantire. Santa Privacy non può  giustificare lo scambio di cariche pubbliche con i favori sessuali personali. La logica dei lupi e  delle lupacchiotte resti ben lontana dalla  scena politica. Chiedano che si faccia luce su quanto sta emergendo, invece di trincerarsi per partito preso, perché scenderemo in piazza anche per la loro dignità.



Divulgo volentieri l’appello di “ Se non ora, quando?” (qui il link per ulteriori informazioni)


In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani.


Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che – va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia – hanno costruito la nazione democratica.


Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile.

Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici.

Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.

Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.

Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.

Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale.

Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? È il tempo di dimostrare amicizia verso le donne.”

L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI CITTA’ ITALIANA


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