Archive for June, 2011
49a Battaglia di Fiori sui 150 anni dell’ Unità d’ Italia
Ieri si è conclusa a Ventimiglia la 49 a edizione della Battaglia di Fiori che quest’anno ha proposto il 150 ° anniversario dell’Unità d’Italia, un tema di non facile interpretazione sul quale per mesi interi si sono cimentati progettisti e maestri infioratori.
Per costruire originali carri allegorici si è utilizzata un’ assortita varietà di materiali vegetali (centinaia di migliaia di garofani freschi, fiori secchi, foglie, licheni, verde, canapa, semi, iuta, cannella, pelo e corteccia di palma) che ha reso possibile i laboriosi intarsi, intrecci ed effetti cromatici di questi capolavori.
“I Girasui” ha proposto il tema “Fratelli d’Italia: l’Italia unita nella commedia dell’arte”. I noti personaggi della commedia dell’arte rappresentano gli stati preunitari e si ritrovano uniti da un tricolore posto al centro del carro.
Arlecchino strappa le penne dell’aquila austriaca del Lombardo Veneto, Meo Patacca cerca di nascondere in un sacco il copricapo e le chiavi del Papa Re, Pulcinella ha ai suoi piedi il tricorno di Ferdinando II e Stenterello stringe l’ appassito giglio fiorentino del Granducato di Toscana.
La compagnia de “ I Spunciacurente” ha realizzato “Insieme per unire” ispirandosi allo storico incontro di Teano tra Vittorio Emanuele II e Garibaldi. Ago e filo simboleggiano le iniziative dei due personaggi che cucirono in un’unica Italia i vari stati usciti dal Congresso di Vienna.
I Sfaradui hanno rappresentato la “Giovine Italia” . La nascente Italia, libera e repubblicana del Mazzini, si lascia alle spalle la Monarchia e viene “annunciata, quasi trainata” da due bambini che corrono verso il futuro. Il bambino alza la spada della ribellione e dell’entusiasmo, la bimba orienta l’aquilone con calma e dolcezza.
I simboli delle “Tre capitali per un regno” ( Roma, Firenze e Torino) , tra i quali spicca una lupa che allatta un Romolo e Remo viventi, sono stati proposti dalla compagnia de “ I Boi a Ren”.
“L’Italia è fatta” dal teorico Mazzini, dal diplomatico Cavour e dal generale Garibaldi è il titolo del carro dei Garçuneti. Per quest’opera oltre alle decine di migliaia di garofani freschi sono stati utilizzati cannella per la suola dello stivale , i fiori secchi “elicrisi” incollati a mosaico sulla bandiera e sullo stivale, pelo e corteccia di palma usati rispettivamente per la barba del generale e per il filo, polvere di pepe per ricoprire i visi e le mani dei personaggi.
“Cheli d’ina vota” hanno ricordato la breccia di Porta Pia. Dalla parte posteriore del carro parte un tricolore, simbolo di un’Italia finalmente fatta , sul quale avanza di corsa un bersagliere.
“ I Scciancalassi” hanno rappresentato le cinque giornate di Milano ricordando i Martinitt. Questi erano i bambini dell’Istituto degli Orfani San Martino di Milano che aiutarono i patrioti lombardi durante i moti risorgimentali. Il duomo è rappresentato da una vetrata il cui telaio grigio è stato interamente ricoperto di semi di papavero.
Non poteva mancare “La spedizione dei Mille” realizzata da “ E sgavaudure” in un imponente carro che vede un gigantesco Garibaldi a cavallo che sovrasta la Trinacria. A destra tre garibaldini e sul retro del carro una vittoria alata. Sono stati utilizzati semprevivi per viso e braccia, canapa per il cavallo, lentisco per i serpenti, foglie per le ali e licheni.
La Battaglia di Fiori è una manifestazione che amalgama la creatività, l’ ingegno e la passione di esperti che trasmettono ai più giovani i segreti dell’arte e a tutti la voglia di cooperare per un’opera da mostrare e da festeggiare battagliando col lancio finale di fiori.
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Per Giorgio Celli, il grande amico degli animali
Ci ha lasciati Giorgio Celli, noto etologo, entomologo, ecologo, professore universitario, scrittore, attore, europarlamentare, che ha avuto l’abilità sia di farci capire gli animali e le loro relazioni con l’ambiente, sia di amalgamare la poesia e la scienza della vita, rendendole accessibili a tutti con un coinvolgimento allo stesso tempo razionale ed emotivo.
Divenne popolare con trasmissioni televisive in cui spiegava il misterioso regno degli animali a partire dall’ affascinante microcosmo degli insetti, in particolare delle api, poco considerati nelle loro incredibili forme di organizzazione sociale, ma raccontava anche l’arte musicale degli uccelli, l’intelligenza dei cani, il fascino enigmatico dei gatti per i quali stravedeva perché “Guardare un gatto è come guardare il fuoco: si rimane sempre incantati” e ai quali riconobbe di essere stati i suoi maestri di etologia “Maestri senza parole ma con gesti trasparenti; ed io, a poco a poco, sono diventato un loro ammiratore e loro complice.”
In effetti per carattere si sentiva simile ai gatti , affettuosi ed indipendenti, perché “ non amo comandare , ma nemmeno obbedire” e ne aveva quasi acquisito l’aria sorniona che sorprendeva per la semplicità con cui riusciva ad esprimere pensieri profondi e la sensibilità buona e spontanea, propria di chi coglie il bello in ogni forma di vita e nella perfezione della natura, di cui l’uomo sovverte l’equilibrio.
Sosteneva che spesso si parla di animali pensando che sono diversi da noi. “Ma in fondo, anche noi siamo animali, solo che spesso ce lo dimentichiamo…” “Mentre il mondo dell’uomo è un mondo di razionalità e di emozioni, perché la nostra razionalità tende sempre a limitare le emozioni, nel caso degli animali il mondo è principalmente di emozioni, poi ci sono isole di razionalità”.
Trasmetteva la grandezza di chi ha trovato una chiave di lettura di un mondo vasto e magnificamente armonioso di cui dovremmo fare parte non come esseri dominanti.
5 comments“Se credi giusto, come è giusto, il dovere di amare il tuo prossimo, l’animale non è escluso, perché – San Francesco insegna- non credo possa esistere vera bontà se non è estesa ai nostri compagni di viaggio sul pianeta, con due ali o quattro zampe non importa. Sono l’eterna minoranza del mondo, e tu non fare mai a loro ciò che non vorresti fosse fatto agli uomini.”
Votate, votate! (referendum 12- 13 giugno)
Domenica 12 giugno ( dalle 8:00 alle 22:00) e lunedì 13 giugno (dalle 7:00 alle 15:00) i cittadini sono chiamati a rispondere a 4 quesiti referendari , due sulla privatizzazione dell’acqua, uno sulle centrali nucleari e uno sul legittimo impedimento.
Il referendum è uno strumento di democrazia diretta, esercitato direttamente dagli elettori, valido solo se la maggioranza degli aventi diritto partecipa alla votazione ( quorum 50 % + 1 ), e se viene raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi (art 75 Costituzione).
Astenersi dal voto significa delegittimare l’istituto del referendum, perdere l’opportunità di esprimersi direttamente, continuare a sperperare inutilmente soldi pubblici e oggi ancor di più, visto che si è deciso di svolgere separatamente il referendum e le elezioni amministrative di maggio.
Il referendum del 12 e 13 giugno è abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (articolo 75 Cost) , serve quindi ad abolire una legge già esistente o parte di questa.
Votando SI’ si esprime la volontà di abrogare la normativa citata nel quesito referendario
Votando NO si esprime la volontà di mantenerla in vigore.
È possibile votare anche solo per uno o per alcuni quesiti referendari.
Scheda rossa: il primo quesito sulla privatizzazione dell’acqua riguarda le modalità di affidamento e la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.
Si vota SÌ se si è contro la privatizzazione dell’ acqua e contro la gestione dei servizi idrici da parte di privati.
Si vota NO se si è a favore della legislazione attuale.
Scheda gialla: il secondo quesito sulla privatizzazione dell’acqua riguarda la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito.
Si vota SÌ per abrogare la norma che prevede guadagni sicuri da parte delle società private che forniscono servizi idrici, quindi la possibilità di aumentare le tariffe.
Si vota NO se si è a favore della legislazione attuale che consente tale guadagno.
Scheda grigia: costruzione di centrali nucleari . La Corte di Cassazione ha deciso che si voterà sul nucleare.
Si vota SÌ se si è contro la costruzione di centrali nucleari in Italia per gli alti costi, per la forte sismicità del territorio italiano e per l’irrisolto problema delle scorie, preferendo lo sfruttamento di energie rinnovabili come hanno deciso alcuni paesi europei in.seguito al disastro di Fukushima.
Si vota NO se si è a favore della legislazione attuale che prevede la costruzione di centrali nucleari, visto che importiamo energia da altri paesi.
Scheda verde: legittimo impedimento. Il quesito riguarda l’abrogazione della legge 7 aprile 2010, n. 51 sul legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale.
Si vota SÌ se si vuole fare valere l’uguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge. (art 3 Cost) per cui il Presidente del Consiglio o ministri non possono anteporre i loro impegni istituzionali per non comparire in giudizio .
Si vota NO per mantenere l’attuale norma sul legittimo impedimento, in parte riscritta dalla Corte Costituzionale (vedasi qui per ulteriori approfondimenti) .
È in corso una bella iniziativa su Facebook, che si chiama Taxi Quorum. È possibile chiedere un passaggio in auto o mettersi a disposizione per accompagnare al seggio coloro che non possono andarci (anziani, disabili o persone che abitano lontano dai seggi). Basta scrivere una mail al gruppo Taxi Quorum. (vedi qui)
Buon referendum !
Terzo Skippleanno, scusate se è poco.
Non ci posso credere, eppure l’ho dimenticato , proprio come il mio compleanno.
La creaturella Skip blog ha compiuto 3 anni a fine maggio, rallentando la corsa un po’ come Skip vero ( il cane da cui il sitarello deriva il nome) operato ai legamenti. In effetti la vita reale assorbe più di prima tra impegni e altro genere di corse, e me ne scuso coi miei lettori ed amici ma, sia per mancanza di tempo che di predisposizione d’animo, non sono riuscita a mantenere la frequenza di un post a settimana . In verità sono stata spesso tentata da riflessioni inerenti i dilaganti deliri della politica, ma ho scelto di non scrivere perché alla fine – lo ammetto- non ne posso più di sentirli. A volte ho l’impressione di essere saltata in un’orbita diversa mentre il mondo gira precipitevolissimevolmente. Credo che se dovessi inventare il personaggio o la trama di una tragicommedia, con tutta la buona volontà non riuscirei ad immaginare un decimo di quanto abbiamo visto ed ascoltato in quest’ultimo anno, tra litigi e scandali mediatici, cronache drammatiche e catastrofi. Se da una parte staccare un po’ dalla rete serve, ammetto che seguire tg e talk show non mi ha giovato affatto. Le sensazioni dominanti sono indignazione mista a preoccupazione, talmente inflazionate ovunque e purtroppo provate, che ho preferito rifugiarmi in una reale quotidianità alla ricerca di una più semplice normalità oppure in tematiche che più mi appassionano e distraggono.
Meno male che la vita procede e cambia direzione per riappropriarsi del bello.
Questa creaturella , dalla natura canina, esiste grazie a voi che la seguite , la spulciate e l’ accarezzate e si riprenderà presto, ne sono sicura. E in occasione del terzo skippleanno vi svelo l’arcano del cane, che fa sorridere molti, ma che in effetti è tratto dalla storia di Manawee in “Donne che corrono coi lupi- il mito della Donna selvaggia” di Clarissa Pinkola Estés. I cani sono i maghi dell’universo. Basta la loro presenza per trasformare in persone sorridenti quelle arcigne, in persone meno tristi quelle che lo erano: sono generatori di rapporto. Il cane ama con tutto il cuore e perdona facilmente, può correre a lungo e lottare. Ode e vede in modo diverso dall’essere umano, con un forte udito può captare la selvaggia e misteriosa natura femminile, divenendone un tramite tra lei e il rimanente genere umano.
Vero o non vero, che importa? Mi è simpatica quest’immagine del cane e ancor di più Skip vero.
Vi ringraziamo insieme, io e Skip, per avere continuato ad affacciarvi in questo blog.
Maria
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