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Donna:una perpetua contraddizione ma anche la più viva e completa armonia dell’universo…

Archive for November, 2011

“Il Sanguanelo della Valle del Ciòn”

 

“Si racconta che il mitico folletto vestito di rosso  col cappellino a sonagli, si aggirasse di notte  per  fare dispetti gli uomini e agli animali e che si divertisse ad andare nelle stalle ad intrecciare le code dei cavalli, a rubare i panni rossi stesi ad asciugare nelle corti, a sostituire i bambini nelle culle e  a far perdere la strada di notte a chi malauguratamente si fosse messo a seguire le sue impronte.”

È una leggenda delle valli dell’Altopiano di Asiago , ricostruita e narrata dall’amica  Filo nel libro “Il Sanguanelo della Valle del Ciòn”, pubblicato di recente.

Il personaggio burlone nacque da una còrnola, forse “da quella più grossa e lucida di quel ramo che spiava il torrente, un po’ isolata dalle sue sorelle…

Toc-toc-toc tre salti ammorbiditi dalla sabbia per fermarsi vicino al bordo della pozza di acqua stagnante. La cornola rimase in terra per qualche tempo, come in attesa dell’evento che di lì a poco sarebbe avvenuto. L’acqua infatti pian piano, quasi in risposta a un irresistibile richiamo, cominciò con lieve movimento ad avvicinarsi alla cornola solitaria, accarezzò il frutto e l’avvolse nel suo dolce abbraccio cullandolo dolcemente.

Passò il giorno e arrivò la notte. La luna spuntando dietro la cresta dei Ronchi, fece la sua comparsa nel cielo stellato e limpido e si mise all’opera per completare l’impresa iniziata dall’acqua. Con la sua straordinaria forza di gravità capace di alzare e abbassare le acque dei mari e degli oceani, come una misteriosa alchimia, mescolò le molecole dell’acqua con
le vitamine della cornola dando così origine a una nuova forma di vita sconosciuta sulla terra.”

 

Nei racconti di Filo, tra suggestive descrizioni ed un’apparente semplicità narrativa che fanno decollare la fantasia e pensieri più profondi, vivono personaggi reali ed immaginari dei monti e dei boschi ,come  le magiche Anguane , accomunati  dall’improvvisa apparizione dello gnometto rosso.

 

“Te vedessi Cati, da soto al paion xè scapà fora un ometo picolo e tuto rosso.”

Salta fuori Checo del Ciòn, con voce ancora più alta:” Te vedessi come ch’el corea, el ga traversà el Ciòn e l’è ‘ndà su par i Ronchi come un ghiro.”

“El gera rosso come ‘na cornola”- borbottò Piero È.

“Come el sangue!” aggiunse infervorato Checo.

I due si guardarono con gli occhi ancora fuori dalle orbite per la sorpresa e dissero: “Podaria essere el Sanguanelo!”

 

“Ora che i nostri figli stanno perdendo il ricordo dell’originaria armonia in cui tutti gli esseri erano interconnessi e il magico serviva a spiegare l’ignoto, vorremmo anche noi, con l’aiuto del Sanguanelo contribuire a salvare la memoria dei vecchi lavori, degli antichi nomi dei nostri nonni, dei toponimi e delle magiche creature che accompagnavano i giorni dei nostri antenati, creature nate dalla loro accesa fantasia, o forse, da occhi più attenti dei nostri…”

È misteriosamente sparito Skipblog  proprio quando stavo scrivendo questo post . Secondo me, il Sanguanelo ha voluto testimoniare così la  sua presenza e la sua fama  di burlone dispettoso.

Una ragione in più per farlo rivivere nella nostra fantasia.

 

“Il Sanguanelo della Valle del Ciòn”

di Fiorella Lorenzi, illustrato  con le opere di Severino Abriani

ed. La Serenissima

 

 

 

 

 

 

 

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Viva l’Italia

 

Il 12 novembre 2011 è una data memorabile. Viviamo tempi difficili,e speriamo che ce la caviamo

 

Viva l’Italia

Viva l’Italia, l’Italia liberata,

l’Italia del valzer, l’Italia del caffè.

L’Italia derubata e colpita al cuore,

viva l’Italia, l’Italia che non muore.

Viva l’Italia, presa a tradimento,

l’Italia assassinata dai giornali e dal cemento,

l’Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,

viva l’Italia, l’Italia che non ha paura.

Viva l’Italia, l’Italia che è in mezzo al mare,

l’Italia dimenticata e l’Italia da dimenticare,

l’Italia metà giardino e metà galera,

viva l’Italia, l’Italia tutta intera.

Viva l’Italia, l’Italia che lavora,

l’Italia che si dispera, l’Italia che si innamora,

l’Italia metà dovere e metà fortuna,

viva l’Italia, l’Italia sulla luna.

Viva l’Italia, l’Italia del 12 dicembre,

l’Italia con le bandiere, l’Italia nuda come sempre,

l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,

viva l’Italia, l’Italia che resiste.

Francesco De  Gregori

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